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Normalmente gli acidi grassi vengono derivatizzati prima dell'analisi GC.
Il metodo più rapido è la trasformazione in metil estere via "metanolo/BF3".
E' comunque possibile amche l'analisi diretta senza derivatizzazione (usando
le colonne FFAP).
Si possono anche analizzare mediante HPLC, il problema è però la scarsa
rivelabilità al rivelatore UV
(a meno di non possedere un HPLC-Massa).
Gianluigi
Ora non ce l'ho sotto mano...comunque sul Lehninger di Biochimica è trattata
in maniera chiara la gascromatografia con colonna capillare degli esteri
metilici, ti consiglio di darci un' occhiata
ciao!
In effetti per taluni casi non troppo comuni di acidi grassi
fortemente poliinsaturi (es linolenico, arachidonico), specie
negli isomeri all-CIS ed omo-coniugati (ossia del tipo con
metileni interposti tra i C=C, pattern diffuso detto anche
bis-allilico), la pirolisi potrebbe comportare una parziale
coniugazione e/o isomerizzazione cis>>trans.
Tuttavia i due path di reazione più classici di queste reazioni
avvengono o con migrazioni concertate (non scendo nel dettaglio
della simmetria e reazioni permesse o proibite secondo Woodvard,
sulle supra e antarafacciali etc etc etc), tra cui lo shift
elettrociclico 1-3 di idrogeno, o anche le endo-ENE reactions
(1-5), sono molto difficili su alcheni non particolarmente
reattivi
.... oppure più normalmente avvengono x via radicalica.
Quest'ultimo percorso di riassestamento, molto comune se friggi
le patate in padella con oli di semi poliinsaturi a basso punto
di fumo (NdR, esce anche un po' d'acroleina), non è tanto
agevole se, come il GC, si opera non certo in atmosfera di
osssigeno o aria ma con gas vettori tipo elio, argon, idrogeno o
anche il normale AZOTO. Senza l'aiuto extra dell'ossigeno, anche
omolizzare gli idrogeni bis-allilici in maniera puramente
termica non è poi così agevole.
Inoltre quando il metilestere viene iniettato nell'oven, in
effetti non occorre raggiungere la temperatura nominale di
ebollizione della sostanza. E' sufficiente che bolla il
solvente. Spesso, quando un liquido è iniettato spray in atm non
satura dei suoi vapori, è sufficiente che dallo stato finemente
nebulizzato EVAPORI, senza bollire realmente. Il fornetto
garantisce una soddisfacente pressione di vapore per la sostanza
iniettata e per la pressione parziale (bassissima) della
colonna.
Ciao
Soviet-Mario
pino <nowi...@hotmail.com> wrote in message
f7afbe18d46d1af2445...@mygate.mailgate.org...
La derivatizzazione ti consente sia di raggiungere sensibilità spaventose
( ad es. con derivatizzanti clorurati + hall o Ecd) sia di avere la certezza
(mediante GC/MS) del riconoscimento.
Con tutte le tecniche HPLC non sei mai certo nell' attribuzione dei picchi
( non è detto che siano quello che tu pensi, a meno di eseguire
determinazioni sempre sulle stesse matrici o comunque su matrici note: caso
tipico, il controllo qualità). Per questo, quando si puo' ( per campioni di
cui non sai nulla ), è + affidabile l' analisi in GC/MS; questo vale ad es.
anche per i fenoli, per la maggior parte ( non per tutti è ovviamente
possibile) dei pesticidi ecc. In alcuni casi ( es. aldeidi) è invece
preferibile per motivi di sensibilità la derivatizzazione + HPLC.
Mauro