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Elettrolisi & Elettroliti

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Drakelive

unread,
Nov 5, 2012, 6:23:42 AM11/5/12
to
Buongiorno

Al fine di produrre idrogeno dall'elettrolisi dell'acqua mi chiedevo quali differenze ci siano se utilizzassi Idrossido di sodio ( soda caustica ) al posto del cloruro di sodio ( sale da cucina ) come Elettrolita.

Per caso si porduce più idrogeno con Idrossido di sodio ? Ho visto in rete che molti esperimenti sono condotti con questo ma non capisco i benefici.


Grazie
Drake

Giovanni1958

unread,
Nov 5, 2012, 7:33:02 AM11/5/12
to
"Drakelive" <diego....@gmail.com> ha scritto nel messaggio
[CUT]
>Al fine di produrre idrogeno dall'elettrolisi dell'acqua mi chiedevo quali
>differenze ci siano se utilizzassi Idrossido di sodio ( soda caustica ) al
>posto del cloruro di >sodio ( sale da cucina ) come Elettrolita.
>
>Per caso si produce più idrogeno con Idrossido di sodio ? Ho visto in rete
>che molti esperimenti sono condotti con questo ma non capisco i benefici.
Non credo ci siano differenze sostanziali, piuttosto che idrossido userei il
cloruro se non altro per evitare di armeggiare con composti caustici.
L'idrossido nel tempo assorbirà anidride carbonica trasformandosi in
carbonato ma anche così dal punto di vista elettrochimico non credo ci siano
grandi mutamenti.
Personalmente comunque opterei per l'acido solforico, dovrebbe alla lunga
risultare leggermente più efficiente dato che arricchisce la soluzione di
idrogenioni che si scaricano al polo negativo come idrogeno (riduzione della
sovratensione e miglioramento delle velocità di migrazione) al contrario dei
cationi sodio che migrano verso l'elettrodo creando una sorta di intralcio
all'idrogeno.
Particolare attenzione va comunque sempre posta nella valutazione degli
elettrodi se piombo, grafite o altro.
Ciao
--
http://www.voip-info.org/wiki/view/Asterisk+tips+wake-Up+and+Reminder



Soviet_Mario

unread,
Nov 5, 2012, 11:25:52 AM11/5/12
to
Il 05/11/2012 13:33, Giovanni1958 ha scritto:
> "Drakelive"<diego....@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> [CUT]
>> Al fine di produrre idrogeno dall'elettrolisi dell'acqua mi chiedevo quali
>> differenze ci siano se utilizzassi Idrossido di sodio ( soda caustica ) al
>> posto del cloruro di>sodio ( sale da cucina ) come Elettrolita.
>>
>> Per caso si produce più idrogeno con Idrossido di sodio ? Ho visto in rete
>> che molti esperimenti sono condotti con questo ma non capisco i benefici.
> Non credo ci siano differenze sostanziali,

Eeehhhh ???!@#!
Ok, conto fino a dieci o undici :-)

Scherzi a parte, se fosse non fosse profondamente diverso,
l'industria cloro-soda, come si sarebbe sviluppata.


> piuttosto che idrossido userei il
> cloruro

e sarebbe una grandissima rogna, perché in tutte le
soluzioni di alogenuri qualsivoglia (eccetto il fluoruro), a
qualsiasi pH (salvo andare a cercare anodi molto particolari
a bassissima sovratensione versus l'ossigeno), sono proprio
gli ioni alogenuro ad ossidarsi preferenzialmente.
Quindi con anodi normali (carbone, inox) all'anodo non si
libera affatto (o cmq non è il prodotto primario) OSSIGENO,
ma gas cloro elementare.
Se si lavora con cella rimescolata, questo gas è
intrappolato nell'idrato sodico prodotto al catodo, e si
fissa come IPOCLORITO (infatti la cloro soda produce anche
la candeggina, su celle rimescolate). Se si lavora con cella
separata da diaframma e senza agitazione, si recupera il
cloro gassoso.

> se non altro per evitare di armeggiare con composti caustici.

E il cloro gassoso sarebbe meno pericoloso ? Mizzeca.

In effetti casalingamente un bagno molto comodo è CARBONATO
SODICO di conc. abbastanza alta (così la cella è
conduttiva), con un qualche diaframma (tipo un mattonella in
cotto sottile non verniciata, o anche un vaso di coccio o
cemento compresso senza vetrina)

Questo perchè bisogna raccogliere solo il gas catodico senza
che sia contaminato dall'ossigeno (o l'idrogeno diventa meno
maneggevole)


> L'idrossido nel tempo assorbirà anidride carbonica trasformandosi in
> carbonato ma anche così dal punto di vista elettrochimico non credo ci siano
> grandi mutamenti.

con Na2CO3 come elettrolita è vero : essenzialmente non si
consuma, si consuma la sola acqua.

> Personalmente comunque opterei per l'acido solforico,

Si, è certamente più conduttivo. Forse è un pochino più
difficile trovare un buon anodo (Pb passivato in situ con
una bella strinata a 20-30 V dovrebbe fungere, anche se
oltre a ossigeno produce anche un po' di ozono, e di
perossiacidi in soluzione), considerato che il potenziale
dell'ossigeno sale da poco più di mezzo volt a circa uno e
venticinque.
Al catodo è certamente più efficiente la scarica del protone
che l'acqua basica.

> dovrebbe alla lunga
> risultare leggermente più efficiente dato che arricchisce la soluzione di
> idrogenioni che si scaricano al polo negativo come idrogeno (riduzione della
> sovratensione e miglioramento delle velocità di migrazione)

giusto, normalmente la scarica di H+ ha sovratensioni
maggiori a pH basico. Resta il fatto che il punto più
critico dell'efficienza energetica di questo processo è
spesso proprio la sovratensione su H+. Bisognerebbe trovare
ALMENO (minimo sindacale) una lamiera di nichel pre-erosa ad
es. con acido nitrico diluito o H2O2 e HCl, o ipoclorito e
HCl, in modo che non sia più liscia e lucida (ideale sarebbe
sciogliere un po' di nichel e lasciarlo ridepositare come
polvere da sé, nel corso dell'elettrolisi medesima, la
sovratensione è più bassa).

> al contrario dei
> cationi sodio che migrano verso l'elettrodo creando una sorta di intralcio
> all'idrogeno.

Peraltro in ambiente basico non scarica nemmeno il protone
tal quale, ma direttamente la molecola di acqua.

> Particolare attenzione va comunque sempre posta nella valutazione degli
> elettrodi se piombo, grafite o altro.

Eh si : se uno, per risparmiare soldi, usa un materiale
anodico che non dura una mazza, si ritrova poi a spendere
più dell'idrogeno prodotto.
Il piombo va bene. Se poi si lavora a pH basico, è eterno
(però non ho idea sulla conduttività del velo di carbonato
insolubile ... anche qui, si potrebbe pre-passivare in
idrossido di sodio non carbonatato, per formare PbO2, e solo
dopo aggiungere il carbonato. Successivamente l'elettrodo +
rimane passivo perché sotto tensione anodica costante. Il
carbonato ha un pH basico ma non mostruoso. un pH fortemente
basico, potrebbe solubilizzare PbO2 come piombato di sodio,
e alla lunga tutto il piombo passerebbe in soluzione al
posto dell'ossigeno. a pH acido questo rischio non si corre).

Con il piombo per l'anodo, un ottimo elettrolita di
compromesso per minimizzare l'usura anodica, potrebbe essere
un mix di carbonato di sodio e SOLFATO di sodio, tutta roba
priva di un costo saliente (o solfato di sodio e un po' di
acido solforico, bene uguale).

CCCP

> Ciao


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)

Giovanni1958

unread,
Nov 5, 2012, 2:02:50 PM11/5/12
to
"Soviet_Mario" <Soviet...@CCCP.MIR> ha scritto nel messaggio
[CUT]
>>> Per caso si produce pi� idrogeno con Idrossido di sodio ? Ho visto in
>>> rete
>>> che molti esperimenti sono condotti con questo ma non capisco i
>>> benefici.
>> Non credo ci siano differenze sostanziali,

>Eeehhhh ???!@#!
>Ok, conto fino a dieci o undici :-)

Hoops!... Ho detto una minxyzata!

>Scherzi a parte, se fosse non fosse profondamente diverso, l'industria
>cloro-soda, come si sarebbe sviluppata.

Non grazie a me.
:-(

>> piuttosto che idrossido userei il
>> cloruro

>e sarebbe una grandissima rogna, perch� in tutte le soluzioni di alogenuri
>qualsivoglia (eccetto il fluoruro), a qualsiasi pH (salvo andare a cercare
>anodi molto particolari a bassissima sovratensione versus l'ossigeno), sono
>proprio gli ioni alogenuro ad ossidarsi preferenzialmente.
Questo non lo ricordavo!
>Quindi con anodi normali (carbone, inox) all'anodo non si libera affatto (o
>cmq non � il prodotto primario) OSSIGENO, ma gas cloro elementare.
[...]
>E il cloro gassoso sarebbe meno pericoloso ? Mizzeca.
Meno male che passi a controllare i messaggi...
Ciao Mario grazie per le rettifiche

--
http://www.voip-info.org/wiki/view/Asterisk+tips+wake-Up+and+Reminder


Drakelive

unread,
Nov 6, 2012, 8:25:41 AM11/6/12
to
Vi ringrazio per i vostri contributi, purtroppo quando si entra nel tecnico ho dei seri problemi a seguire..... Vediamo se mi spiego meglio.

Volevo fare delle prove di elettrolisi al fine di produrre Idrogeno e Ossigeno a partire da una cella alimentata a 12V e assemblata, semplificando, da un barattolo di vetro, ed elettrodi composti da lamelle di acciaio inox per avere una superficie maggiore.


Cosa vorrei ottenere:
------------------------------
Sciegliendo il giusto elettrolita ( economico e facile da reperire in commercio) produrre i due gas o al limite la miscela dei due. Ho capito che l'uso di alcuni tipi di elettrolita frena la produzione quindi vediamo di capire quali siano ...... e se possibili evitarli.



Cosa dovrei capire :
------------------------------

1) Esiste un modo per stimare la quantità di gas prodotto? O meglio quanto gas si riesce a produrre a parità di acqua e Elettrolita iniziali ? E in quanto tempo la soluzione è da sostituire?
2) Gli elettrodi di Acciaio inox sono validi o tendono a deteriorarsi con il tempo ? Oppure si riempono di incrostazioni ? Nell'eventalità esiste un modo per stimare il degrado ?



Grazie
Drake











Soviet_Mario

unread,
Nov 6, 2012, 9:29:21 AM11/6/12
to
Il 06/11/2012 14:25, Drakelive ha scritto:
> Vi ringrazio per i vostri contributi, purtroppo quando si entra nel tecnico ho dei seri problemi a seguire..... Vediamo se mi spiego meglio.
>
> Volevo fare delle prove di elettrolisi al fine di produrre Idrogeno e Ossigeno a partire da una cella alimentata a 12V e assemblata, semplificando, da un barattolo di vetro,

ti consiglio di tagliare una vecchia tanica di plastica, e
di separare i comparti con un grosso vaso di coccio poroso
non verniciato (più economico è, più permeabile è in genere)

> ed elettrodi composti da lamelle di acciaio inox per avere una superficie maggiore.

al polo negativo dovresti tentare di nichelare.
Prova a sciogliere galvanicamente la parte bianca delle
monete da 1 o 2 euro (oro nordico). Depositando lentamente
col minimo della tensione, dovrebbe prima RAMARSI la lamiera
(anche in solo ferro), successivamente a potenziale più
negativo dovrebbe anche nichelarsi. Il rame su ferro attacca
mediamente, il nichel su rame non me lo ricordo, a naso
direi a sufficienza, ma non so.

Questa lamiera cupro-nichelata, la userai come CATODO (al
negativo)

All'anodo, se è un inox proprio buono, tipo il 316-B,
potrebbe durare un po'. Ma l'anodo è molto critico per i
metalli. In mancanza di grafite, suggerivo una lastra in
piombo perché passivabile. Anche lo stagno è passivabile (ma
non a pH più basici di tanto)

>
>
> Cosa vorrei ottenere:
> ------------------------------
> Sciegliendo il giusto elettrolita ( economico e facile da reperire in commercio)

sono tutti economici
sia Na2CO3, che Na2SO4 che H2SO4 (anche NaOH)

> produrre i due gas o al limite la miscela dei due.

della miscela non te ne fai niente, a meno di non voler
saltare per aria. E' troppo pericolosa (non è un caso che
viene chiamata miscela TONANTE)

> Ho capito che l'uso di alcuni tipi di elettrolita frena la produzione

alcuni elettroliti fanno tutt'altro, non solo frenano.
Il freno vero e proprio sono le sovratensioni sulle lamiere.
Per questo suggerivo di, almeno, nichelare il catodo. Non
dico di comprare il platino platinato

> quindi vediamo di capire quali siano ...... e se possibili evitarli.
>
>
>
> Cosa dovrei capire :
> ------------------------------
>
> 1) Esiste un modo per stimare la quantità di gas prodotto?

si, lo raccogli con un tubo di plastica spostando l'acqua da
bottiglie PET o taniche capovolte su una larga teglia, tipo
l'abbeveratoio da uccellini.
Per l'idrogeno è ESSENZIALE raccoglierlo su acqua, in
recipiente bello pieno e senza bolle, in modo da non
raccoglierlo mixato all'aria (con cui forma misture
pericolosamente esplosive)

Di raccogliere l'ossigeno, a meno che tu non voglia fare
fiamme ossidriche casalinghe, mi devi spiegare che te ne
fai, dato che nell'aria ce n'è quanto ne vuoi.
Se vuoi fare un cannello (comprato !), raccogli i gas
separatamente !!!! Devono mescolarsi solo all'uscita
dell'ugello (da 2 bombole distinte). Con una sola bombola
riempita di mix stechiometrica, appena accendi la fiamma,
dopo un decimo di secondo o un secondo, secondo la lunghezza
del tubo, ti raccolgono col cucchiaino.

> O meglio quanto gas si riesce a produrre a parità di acqua e Elettrolita iniziali ?

L'elettrolita adatto (o meglio la sua conduttività, che
dipende molto anche dalla concentrazione) fa si che tu possa
assorbire più potenza e quindi generare gas più rapidamente.
Di norma non ha quella enorme influenza sulla resa energetica.
Le sovratensioni agli elettrodi invece ti cambiano proprio
il rendimento energetico in modo marcato. Es. se una cella
richiede 1,5 volt "termodinamici" (ideali) e racimoli 0,4 V
di sovratensione anodica e 0,8 V di catodica (H su mercurio
acido è molto più alta di così, per intenderci, pure su
carbone), dovresti lavorare (al netto della caduta ohmica
i*R, che c'è sempre) con 1,5+0,4+0,8 = 2,7 V
Cioè quale che fosse la tua resa energetica SENZA
sovratensioni, scenderebbe al 56 % di quella precedente.

MA non è solo questo il problema : sovratensioni elevate
(tipiche dei GAS) a volte possono farti proprio cambiare
processo. Non è il caso precedente, se usi sali di sodio o
potassio (o calcio, magnesio e alluminio).
Ma se ad es. usassi un elettrolita sale di zinco, facilmente
depositeresti zinco al catodo invece dell'idrogeno a cui
toccherebbe il diritto prioritario (Zn non soffre di
sovratensioni di scarica significative).

Hai già assaggiato questo problema nell'uso del sale da cucina.

il potenziale di scarica (ossidazione) del cloruro è alto :
1,35 V circa indipendente dal pH.
Quello dell'H2O/ossigeno, anche a pH acido dove resiste al
meglio, sarebbe inferiore 1,23 V. Di conseguenza in teoria
dovrebbe scaricare l'acqua ad ossigeno.
Ma nella realtà le sovratensioni di scarica di O2 sono
largamente più alte di quelle dello ione cloruro, e difatti
dai cloruri si libera cloro e non ossigeno.

Gli elettroliti che ho indicato non creano grossi problemi,
specialmente con densità di corrente ragionevoli.
A densità molto elevate si possono ossidare anche gli anioni
(solfati a perossidisolfati ad es.).
Avresti quindi inferiore sviluppo di ossigeno gassoso.

> E in quanto tempo la soluzione è da sostituire?

mai finché dura : devi solo aggiungere acqua distillata.
Come nelle batterie da auto.
Preoccupati piuttosto dello stato dell'anodo.
Tenderà a disgregarsi col tempo, a depositare fanghiglie e
gelatine scure (ecco perché consigliavo comparti separati
per i due elettrodi, almeno restano confinate al comparto
anodico. Sceglierei di mettere il catodo DENTRO il vaso di
coccio, così i fanghi cadono nella tanica di plastica, e non
viceversa, se no lavare il vaso è problematico).

> 2) Gli elettrodi di Acciaio inox sono validi o tendono a deteriorarsi con il tempo ?

la seconda che hai detto. PEr le tue esigenze, e se eviti la
contaminazione incrociata dei comparti, il catodo inox o
nichelato è ETERNO, l'anodo non avrà vita lunghissima, se lo
usi sul serio.

> Oppure si riempono di incrostazioni ? Nell'eventalità esiste un modo per stimare il degrado ?

Si, pesarlo dopo ogni 24 ore di utilizzo continuativo (dopo
averlo ben lavato e strofinato con uno straccio che non
perda fili). Visivamente puoi stimare l'entità della
fanghiglia e gelatina varia che lascia giù (ma sembra tanta
poi in effetti pesa poco).

Se usi la lamina di piombo ed acido solforico, durerà invece
molto a lungo per densità di corrente non elevatissime (tipo
che so, sparo a caso, 500 mA ogni cm^2, forse è già altina,
se consideri che una lamiera 10 cm x 10 cm porterebbe già 50
amper, che con 12 V significano 600 W, come un phon al
minimo). Non so però in che range di potenziali è
ragionevole lavorare, e se l'elettrodo col suo bravo strato
passivo di PbO2 sopporta stoicamente anche tensioni
sproporzionate (sempre al netto della solita caduta ohmica i*R).

Per farti un esempio molto grezzo ma solo orientativo (con
elettrolita acido solforico)

L'acqua "costa" 1,23 volt. Mettiamo sovratensione di
ossigeno di 0,6 V (forse è maggiore) e una di idrogeno sulla
nichelata di 0,2 V (forse è maggiore).
Avresti un costo vivo di 2 Volt. Facciamo 2,5 sovratensioni
incluse.

Poi tu applichi col tuo alimentatore ad es. 6 V

Allora in sostanza, assumendo che non si perda niente in
riscaldamento (anche perché non so trattare coi calcoli il
corrispettivo energetico di questa perdita, che cmq doversti
misurare con un calorimetro), cosa che non è perché si
scalda la soluzione almeno un po'.
Forse il calore (R*i^2, diviso per la corrente in cella può
essere convertito in caduta "termica" del potenziale, ma non
sono sicuro e non l'ho mai letto)


Avresti
6 = 2,5 + i*R (+ Q/i ??)

Ora tu R in modo diretto (o preciso) non la conoscerai mai,
perché dipende da TUTTO il possibile
Dipende dal tipo di elettrolita, dalla concentrazione, dalla
viscosità del solvente (e da T), dalle superfici di entrambi
gli elettrodi, dalla forma e dalla distanza, e persino, se
ci sono come consiglio dei setti o delle giunzioni, da quelle.
Una stima la puoi avere ricavando R dalla formula, almeno
l'ordine di grandezza.

Quale che sia la tensione che tu applichi la cella troverà
cmq il modo di mettersi in equilibrio e far tornare la reazione.
Essendo 2,5 un costo circa fisso, e R circa pure (anche se
dipende da T e a ben vedere la cella non è termostatata, ma
potrebbe ... anzi : DOVREBBE !), ciò che varierà aumentando
la tensione applicata sarà essenzialmente "i" (e anche Q,
cosa che non vorresti).

Tuttavia ci sono delle soglie critiche, delle resistenze di
tensione applicata sopportabile dagli elettrodi. Non puoi
attaccare 10'000 V e pensare che la natura del processo
rimanga la stessa per forza e che aumenti solo "i" o Q.
Oltre una certa densità di corrente, anche il piombo stesso
potrebbe disgregarsi. Ergo con un tester misura i e dividi
per la superficie affacciata per avere una vaga idea.

Considerazione sui fanghi
I fanghi si formano da elettrodi di acciaio o ferro in
elettroliti basici o neutri. Se lavori in acido solforico
non ne vedrai, ma la soluzione intera diventerà giallina.
Il ferro così passa in soluzione e ci rimane.
(Avresti anche una diminuzione di acidità)
Questo è al limite meno brutto a vedersi, ma non bene in
pratica.
Perché se è roba insolubile resta dov'è e non rompe i
coglioni. Ma se è solubile, allora gli ioni metallici
migrano anche al catodo (velocemente senza setti, e
lentamente anche se ci sono ... oddio, attraverso il cotto
gli ioni ferrici o ferrosi fanno fatica a passare, ma alla
lunga migrano). Qui possono ridursi loro a spese
dell'idrogeno. Questo è male.

Col piombo + acido solforico non succede.
PbO2 è insolubile, ed eventuale piombo a spasso, viene
subito pinzato dallo ione solfato e precipitato.
La condaminazione del comparto catodico è molto limitata così.

In sostanza non è mica un caso se le batterie da auto (il
catodo) durino a lungo e non abbiano nemmeno comparti
suddivisi (che a te servirebbero ugualmente, visto che la
tua è uguale solo x l'anodo, ma hai un catodo a idrogeno ben
diverso).

Ciao
CCCP









>
>
>
> Grazie
> Drake

pieffe

unread,
Nov 6, 2012, 11:48:56 AM11/6/12
to
Drakelive ha scritto:

> Vi ringrazio per i vostri contributi, purtroppo quando si entra nel
>tecnico ho dei seri problemi a seguire..... Vediamo se mi spiego meglio.

> Volevo fare delle prove di elettrolisi al fine di produrre Idrogeno e
>Ossigeno a partire da una cella alimentata a 12V e assemblata,
>semplificando, da un barattolo di vetro, ed elettrodi composti da lamelle >di
acciaio inox per avere una superficie maggiore.
[cut]
> 1) Esiste un modo per stimare la quantit� di gas prodotto? O meglio >quanto
gas si riesce a produrre a parit� di acqua e Elettrolita iniziali ? >E in
quanto tempo la soluzione � da sostituire?
> 2) Gli elettrodi di Acciaio inox sono validi o tendono a deteriorarsi con
>il tempo ? Oppure si riempono di incrostazioni ? Nell'eventalit� esiste >un
modo per stimare il degrado ?


Un modesto contributo alla discuzssione.
Ci sono in commercio per uso degli odontotecnici e orafi delle saldatrici
dette "a microfiamma", che funzionano elettrolizzando una soluzione di
soda caustica con elettrodi di acciaio inox. La miscela di gas viene fatta
gorgogliare attraverso alcool metilico con aggiunta di poco acido borico e
poi passa per un dispositivo antiritorno di fiamma di bronzo sinterizzato
o in paglietta.
Qui un esempio:

http://it.zhermack.com/Laboratorio/Apparecchiature/Lavorazione_metallo/C307100.kl

e qui una discussione:

http://www.meccanicaecnc1.mastertopforum.com/printview.php?t=906&start=20

Si trovano molti link cercando HHO dry cell, tipo questo:

http://2hho.com/hho_plans.htm

Per quanto riguarda la resa, ho trovato un'indicazione che riporto tal
quale:
"the energy required to produce a cubic meter of
hydrogen and 0.5 cubic meter of oxygen is about 5.9
kW-hr. This translates to an efficiency of 51%, where 3
kW-hr/m3 equals 100% efficiency at 20�C. Typical
industrial scale plants operate at about 4.5 kW-hr/m3 or
67% efficiency at high current density. The efficiency is
better at lower current density."

Ciao, Paolo





--
i miei hobby: http://digilander.libero.it/pieffe43

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Drakelive

unread,
Nov 7, 2012, 4:14:00 AM11/7/12
to
Il giorno martedì 6 novembre 2012 17:48:16 UTC+1, pieffe ha scritto:

> Si trovano molti link cercando HHO dry cell, tipo questo:
>
> http://2hho.com/hho_plans.htm
>


Ho letto il link che ha postato pieffe sulle celle HHO ma non possoo crederci ..... è stato detto che la miscela di idrogeno e ossigeno è detonante e quindi pericolosa e questi tizi la vogliono inserire addirittura nel motore dell'auto !!!!

Ma poi questo sistema permette davvero il risparmio del 30% sui consumi ? A me sembra strano .. in rete ieri sera ho visto che c'è gente inserisce la cella direttamente in aspirazione senza controlli sul flusso ... come è possibile creare un rapporto di miscelazione appropriata in base alle marce inserite e i giri del motore? Bo mi sa un po di bufala.... voi che ne pensate?

Tra l'altro ci hanno fatto pure un business ! Ma è legale mettere una cella del genere in un'auto ?



Saluti
Drake




Soviet_Mario

unread,
Nov 7, 2012, 10:45:42 AM11/7/12
to
Il 07/11/2012 10:14, Drakelive ha scritto:
> Il giorno martedì 6 novembre 2012 17:48:16 UTC+1, pieffe ha scritto:
>
>> Si trovano molti link cercando HHO dry cell, tipo questo:
>>
>> http://2hho.com/hho_plans.htm
>>
>
>
> Ho letto il link che ha postato pieffe sulle celle HHO ma non possoo crederci .....

> è stato detto che la miscela di idrogeno e ossigeno è detonante e quindi pericolosa e questi tizi la vogliono inserire addirittura nel motore dell'auto !!!!

ma pensa te ! Che anomalia. Chissà perché vengono
misteriosamente chiamati motori A SCOPPIO :-)

Anche la miscela vaporizzata aria + vapore di benzina o
gasolio nebulizzato sono molto esplosive, eppure è
esattamente quella la funzione di carburatori e iniettori.
Nel cilindro DEVE avvenire un'esplosione.

Ovviamente avranno solo la bombola di idrogeno.
L'ossigeno si prende solo dall'aria, o il costo lievita
inutilmente (inoltre un motore adatto a bruciare quasi
qualsiasi combustibile in ossigeno puro dovrebbe essere
fatto di ceramici estremamente refrattari, perché la T di
quella miscela è notevolmente più alta. Sensibilmente più
dello stesso "NOS" (nitric oxide system), che già ha una
certa tendenza a strinare fasce, valvole e bronzine.

A differenza dei sistemi ad accumulo (bombole),
l'elettrolizzatore non immagazzina mai che poche centinaia
di mL di gas tonante, quindi non configura grandi rischi nel
generarli miscelati.
In caso di accumulo questo non è possibile : una bombola di
gas tonante a 220 atmosfere è capace di sventrare un
edificio in caso di ignizione per qualsiasi ragione.

>
> Ma poi questo sistema permette davvero il risparmio del 30% sui consumi?

su questo non ne so nulla

> A me sembra strano .. in rete ieri sera ho visto che c'è gente inserisce la cella direttamente in aspirazione senza controlli sul flusso ... come è possibile creare un rapporto di miscelazione appropriata in basealle marce inserite e i giri del motore?

La stechiometria della miscela non dipende dal regime di
giri, ma al limite dal solo fatto che il motore debba
partire a freddo. Per qualsiasi combustibile, è consigliato
un lieve eccesso di comburente (se questo è aria, il NOS fa
eccezione)

> Bo mi sa un po di bufala.... voi che ne pensate?

a me pare ben scritto (per inciso consigliano pure essi di
nichelare), ma una cosa non la capisco : l'energia elettrica
per operare l'elettrolizzatore, da dove minchia la prendono
nel caso di autotrazione ? Hanno i trolli come i treni e i
tram ?

>
> Tra l'altro ci hanno fatto pure un business ! Ma è legale mettere unacella del genere in un'auto ?

Il punto non è tanto se è legale, ma come alimenti la cella
elettrolitica in auto ? Con la corrente della batteria ? :-)

ciao
CCCP
>
>
>
> Saluti
> Drake

Drakelive

unread,
Nov 7, 2012, 12:00:25 PM11/7/12
to

> a me pare ben scritto (per inciso consigliano pure essi di
> nichelare), ma una cosa non la capisco : l'energia elettrica
> per operare l'elettrolizzatore, da dove minchia la prendono
> nel caso di autotrazione ? Hanno i trolli come i treni e i
> tram ?
>

> Il punto non è tanto se è legale, ma come alimenti la cella
> elettrolitica in auto ? Con la corrente della batteria ? :-)


Per come l'ho capita io non si fa a meno del carburante quind mentre il motore è acceso la batteria della macchina alimenta la cella HHO che produce una miscela di Idrogeno e Ossigeno che viene immessa nell'aspirazione del motore stesso.
Il tutto non è finalizzato ad alimentare il motore con questa miscela di gas ma solo come "Additivo" per far si che il motore consumi meno carburante.....

Chissà che tipo di effetti sul motore a lungo tempo ........




saluti
Drake


Giorgio Bibbiani

unread,
Nov 7, 2012, 12:13:01 PM11/7/12
to
Drakelive ha scritto:
> Per come l'ho capita io non si fa a meno del carburante quind mentre
> il motore è acceso la batteria della macchina alimenta la cella HHO
> che produce una miscela di Idrogeno e Ossigeno che viene immessa
> nell'aspirazione del motore stesso.
> Il tutto non è finalizzato ad alimentare il motore con questa miscela
> di gas ma solo come "Additivo" per far si che il motore consumi meno
> carburante.....

Mi sembra poco probabile che il motore possa consumare
meno carburante, se l'energia necessaria per l'elettrolisi
e' prodotta dal motore, visto il rendimento meno che
unitario delle seguenti trasformazioni di energia:
energia meccanica sviluppata dal motore ->
energia elettrica sviluppata dall'alternatore ->
energia chimica dei prodotti dell'elettrolisi ->
energia meccanica sviluppata dal motore.

Ciao
--
Giorgio Bibbiani

Soviet_Mario

unread,
Nov 7, 2012, 5:15:39 PM11/7/12
to
concordo e sono estremamente scettico che, a fronte di una
serie di dissipazioni, anche non elevate, si riesca con
quell'aggiunta a migliorare così tanto l'efficienza di
combustione da riprendersi il tutto e qualcosa in più.

Anche perché non è tanto la combustione ad essere poco
efficiente (in fondo CO e incombusti emessi sono molto
bassi), ma proprio la conversione termica->meccanica.
Ora visto che i due estremi di temperatura rimangono circa
uguali (il radiatore ha la T che ha, e i gas nel cilindro
non possono essere surriscaldati più di tanto,
eventualmente, se no si fonde tutto), allora il rendimento
meccanico non potrà fare miracoli.

Mah. ...
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