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Fata Morgana
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eh eh he he ... una specie di pecie insomma
> (una sostanza
> fuoriuscita da una friggitrice in disuso da anni !) ho usato uno
> straccetto imbevuto d'acquaragia; un metodo che ho appreso da mia nonna
> molti anni fa.
> Il pavimento è venuto splendente
quindi fortunnatamente erano piastrelle ben vetrificate, se
fossero state porose avresti fatto un guaio quasi
irreparabile (in questo caso, comunque sfigato, il menno
peggio è cercare di spargere buoni adsorbenti (tipo talco,
gesso in polvere, alla mala persino calce, segatura, carta
assorbente, e scaldare con un phon (coprendo la polvere eh,
ovvio) e comprimere pian piano, e rinnovare l'adsorbente man
mano che si carica. Solo quando restano poce tracce si può
tentare la via solvente schietta
> ed è diventato splendente oltre ogni
> aspettativa anche il lavello in acciaio in cui ho poi sciaquato lo
> straccio.
> Ora mi domandavo se e quali interazioni ci possano essere tra l'acciaio
> e l'acquaragia.
bel problema, perché il nome acqua-ragia non è una sostanza
univoca, e anche come miscela è variabile nelle varie epoche.
Dovresti cercare di scrivere alcuni ingredienti.
Ti propongo anche un test.
Prendi un ditale di acqua ragia e un filo di rame (da
elettricità), ma spellato, senza tracce di plastica o altri
ammennicoli), e con una molletta lo fai scaldare sulla punta
più calda del gas di cucina, sin quando la fiamma che vedi è
praticamente incolore, non più verde.
Indi lo arroventi un'ultima volta e lo tuffi caldo nel
ditale, da far sfrigolare, ripeti alcune volte il ciclo,
indi ti avvicini alla base della fiamma a T moderata e pian
piano ti sposti sulla cima.
Se non compare mai nessuna sfumatura verdognola, o azzurra,
allora è una ragia priva di alogeni (recente suppongo).
Comunque sia fatta, una ragia idrocarburica pura,
all'acciaio inox gli fa un baffo anche se lo riduci in
trucioli e ce li tieni dentro per anni.
Una ragia antica, alogenata (dipo contiene dicloro-propani
e/o tricloro etilene tra gli ingredienti), è meno inerte.
Non è corrosiva di per sé, ma il consiglio, se la usi
spesso, è rimuoverla con cura asciugando ogni goccia con
carta assorbente asciutta. Cmq in linea di massima salvo
errori madornali (tipo lasciare per lungo tempo il metallo a
contatto con trielina o ragia alogenata) non dovrebbe
succedere nulla comunque. Ah, a naso direi che la presenza
CONTEMPORANEA di umidità e di alogenati sia più dannosa che
il solvente da solo, secco. Cmq le alogenate sono anche
piuttosto nocive da respirare, tra l'altro
> Non sono un'esperta in metallurgia e non vorrei combinare guai.
E' difficile farna con l'inox in realtà.
I detergenti in commercio sostanzialmente sono compatibili
(salvo forse il disingorgante liquido a base di acido
solforico concentrato).
I veri killer, se fai certe attività, sono la polvere di
zolfo (umida specie) che dovesse rimanere sopra a lungo,
oppure anche rapidamente, oggetti rugginosi con ruggine
vecchia e gialla, sempre in presenza di umido, e micidiale
il solfato di rame da vigna. Anche disincrostare, che so,
rubinetti di ottone dal calcare con acido muriatico,
richiede attenzione quando scarichi l'acqua di lavaggio (che
in genere è azzurrognola e contiene rame II). Li a far
danno, irreparabile, ci vuole un soffio. Idem lasciare
posata sul lavello bagnato una pentola con fondo di rame
caldo (o anche no), per un po'.
> So che l'acciaio è sensibile a qualunque detergente acido.
beh insomma dai. I detergenti commerciali sono compatibili.
L'acido muriatico non è il massimo, ma se la cosa è veloce e
RISCIACQUI molto bene, pure lui non fa gran danno. Certo che
se uno non risciacqua e lo lascia evaporare da se, allora è
diverso
L'acido fosforico essenzialmente è quasi più benefico che
malefico, e poco danno fanno anche il formico e il solfammico.
Diciamo che se fanno danno, devi chiedere i danni al
venditore dell'inox, perché vuol dire che era molto scadente
e "basso-legato".
> Anche se si
> tratta di acidi deboli, con l'uso ripetuto nel tempo l'acciaio si altera e
> perde parte della sua bellezza.
> Ma cosa può accadere all'acciaio di un lavello da cucina con l'uso
> ripetuto di acquaragia?
sostanzialmente niente, con le precisazioni summenzionate
> Se la risposta è "nulla" credo che potrei brevettare un nuovo detergente
> per far brillare l'acciaio oltre ogni più rosea aspettativa... :-)
Considera che a ogni pulizia inali solventi organici in
quantità : costo superiore a parte, non sarebbe un brevetto
accettabile in senso sanitario.
> A voi esperti la parola....
Cmq, per spendere poco, persino del gasolio sgrassa bene
l'acciaio (ma poi bisogna asciugare con carta o panno, se no
lascia una pellicola untuosa .... molto protettiva per il
metallo eh, ma non ideale per lavarci l'insalata !). Dicevo
solo per casi di emergenza tipo pece nera da rimuovere.
ciao
Soviet
>bel problema, perché il nome acqua-ragia non è una sostanza univoca, e
>anche come miscela è variabile nelle varie epoche.
La dicitura della lattina è "acquaragia dearomatizzata", mentre sul retro
c'è scritto. "contiene: nafta (petrolio), frazione pesante idrogenata"
>Comunque sia fatta, una ragia idrocarburica pura, all'acciaio inox gli fa
>un baffo anche se lo riduci in trucioli e ce li tieni dentro per anni.
Parrebbe, a leggere l'etichetta, come tu ipotizzi, una idrocarburica pura.
Giusto?
>I detergenti in commercio sostanzialmente sono compatibili (salvo forse il
>disingorgante liquido a base di acido solforico concentrato).
Ah.. sì... ma io spesso utilizzo i componenti grezzi, invece dei detergenti
in commercio.
Spendo 10 volte meno e il risultato è migliore.
Sicuramente sul lavello in acciaio però non uso l'acido cloridrico che uso
per decalcificare i sanitari :-)
Ti ringrazio per le dritte a proposito del rame.
Non è un metallo molto presente in casa mia; giusto 3 casseruole.
>L'acido muriatico non è il massimo, ma se la cosa è veloce e RISCIACQUI
>molto bene, pure lui non fa gran danno. Certo che se uno non risciacqua e
>lo lascia evaporare da se, allora è diverso
Sì, lo so però comunque lo evito per l'acciaio mentre lo uso molto nei
lavelli in ceramica.
Per buoni risultati sull'acciaio talvolta utilizzo un detergente industriale
liquido per lavastoviglie che contiene 8sepre a leggere l'etichetta) tra il
5 e il 15 per cento di idrossido di potassio.
>> Ma cosa può accadere all'acciaio di un lavello da cucina con l'uso
>> ripetuto di acquaragia?
>sostanzialmente niente, con le precisazioni summenzionate
Perfetto! Grazie!
>Considera che a ogni pulizia inali solventi organici in quantità : costo
>superiore a parte, non sarebbe un brevetto accettabile in senso sanitario.
Peccato! :-)
E ancora grazie.
soviet l'acquaragia di cui parla la pupa č un solvente puzzolente che si
usava anticamente per pulire i pennelli e diluire le vernici e non ha niente
a che vedere con la miscela di HCL e HNO3 che serve per attaccare quei
metalli che risultano altrimenti insolubili.
Ma quella non si chiama acqua rEgia ?
Giorgio
Sì infatti, e da come ha risposto si capisce che Soviet Mario non si
era affatto confuso in proposito.
>
> Giorgio
Ah, vedo che sei smaliziata ! Cmq avevi scaldato ben bene ?
PErchè se la mistura è troppo viscosa o semisolida, neanche
il migliore adsorbente riesce a tirarla via.
> Poi appunto ho pensato all'acquaragia
>
>
>> bel problema, perché il nome acqua-ragia non è una sostanza univoca, e
>> anche come miscela è variabile nelle varie epoche.
> La dicitura della lattina è "acquaragia dearomatizzata", mentre sul
> retro c'è scritto. "contiene: nafta (petrolio), frazione pesante
> idrogenata"
Si, idrocarburica (satura) pura. Chimicamente molto inerte,
e la volatilità dovrebbe essere ragionevolmente
controllabile. E' meno tossica delle alogenate di gran lunga
>
>> Comunque sia fatta, una ragia idrocarburica pura, all'acciaio inox gli
>> fa un baffo anche se lo riduci in trucioli e ce li tieni dentro per anni.
> Parrebbe, a leggere l'etichetta, come tu ipotizzi, una idrocarburica pura.
> Giusto?
infatti. Vanno molto in voga oggi (penso che a parte il
discorso ecologico e tossicità, forse hanno qualche surplus
di alcune frazioni di petrlio e le mettono sul mercato)
>
>> I detergenti in commercio sostanzialmente sono compatibili (salvo
>> forse il disingorgante liquido a base di acido solforico concentrato).
> Ah.. sì... ma io spesso utilizzo i componenti grezzi, invece dei
> detergenti in commercio.
> Spendo 10 volte meno e il risultato è migliore.
beh sulla spesa sicuro. Il risultato dipende da quanto sei
in gamba e da quanto conosci lo sporco che tratti.
CUT
> Per buoni risultati sull'acciaio talvolta utilizzo un detergente
> industriale liquido per lavastoviglie che contiene 8sepre a leggere
> l'etichetta) tra il 5 e il 15 per cento di idrossido di potassio.
si, saponifica i grassi (anche le mani, senza i guanti :-))
>
CUT
ciao
Soviet
P.S.
confermo, avevo capito che si trattava di RAGIA e non di
REGIA eh, tranquilli