secondo me usi la dicitura glicolato, in apparenza ragionevole, un po' fuori
luogo dimenticando che esiste un vero e proprio acido glicolico (quello del
peeling chimico, l'esfoliante epidermico) che è :
HO-CH2-COOH.
Di conseguenza e glicolati sono i sali di questo acido e non gli alcoossidi
doppi del glicole etilenico.
> facendo reagire glicole etilenico con cloruro stannoso (o ferroso), magari
> in presenza di un'ammina che neutralizzi l'acido cloridrico che viene
> eliminato?
coi dovuti adattamenti (tipo operando non in acqua ma ad esempio in
metanolo) e con ammine terziarie (o meglio ancora usando il bisalcossido di
sodio o potassio preformato, in modo che precipiti NaCl o KCl poco
solubili), dovrebbe essere possibile.
Problemi potrebbero sorgere usando i sali idrati (specie il cloruro ferroso
che in genere non si compra anidro ) di sicuro molto meno reattivi. Per il
cloruro stannoso l'altro guaio è la scarsa solubilità (ma agitando
vigorosamente per alcuni giorni o a T.più alta potrebbe reagire anche lui.
Altra considerazione : la stechiometria. Credo sia quasi inevitabile una
coordinazione almeno doppia (o forse ancor meglio tripla per il Ferro) : nel
senso di effettivo consumo di tre moli di chelante (per ione Fe) o due (per
ione Sn), un po' come avviene per l'EDTA.
controllare la carica effettiva di questi complessi non dovrebbe cmq essere
impossibile (usando appunto MeO- in metanolo)
>Questo glicolato sarebbe poi cristallizzabile e stabile all'aria?
non so, direi di si cmq. Specialmente da soluzioni alcooliche. In acqua non
saprei.
Avessi usato il glicole 1,3 propilenico, il cui chelato è sensibilmente meno
teso e non fatica a riempire tutta la sfera coordinativa del metallo, avrei
scommesso sulla cristallizzabilità anche da acqua, ma l'1,2 glicole chiude
dei cicli un po' distorti e tesi, per cui potrebbe essere idrolizzabile in
acqua, non so ... è un dubbio.
ciao
Soviet-Mario