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modifica del ph tramite aceto

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matteomilani

unread,
May 9, 2011, 5:06:32 AM5/9/11
to
perdonate l'ignoranza: se prendo un litro di acqua minerale il cui pH (da
etichetta) dovrebbe essere intorno a 7 e aggiungo un cucchiaio di aceto,
il pH dovrebbe abbassarsi. Però da quello che leggo su internet
("acificare l'acqua" è un argomento piuttosto dibattuto fra chi frequenta
forum o blog di girdinaggio o acquariofilia) l'acqua a cui è stato
aggiunto l'aceto dovrebbe fungere da tampone e quindi - con il passare
del tempo - il pH tende a ristabilirsi. Eppure, se parto dal presupposto
che un "sapore" acido corrisponde ad un pH acido (e immagino sia un'
ovvietà), mi pare strano che l'acqua acidificata, con il passare del
tempo, tenda a perdere il gusto di aceto...Quindi in definitiva, l'aceto
abbassa o no il pH dell' acqua?

Busto Brewers

unread,
May 9, 2011, 5:43:47 AM5/9/11
to
Da quello che dici intravvedo una certa confusione.
Il potere tamponante di una soluzione non è il ristabilirsi del pH originale
dopo una certa quantità di tempo, ma è una misura dell'inerzia del sistema
rispetto alle variazioni di pH.
Ad esempio, aggiungendo un cucchiaino d'aceto ad un litro di acqua
distillata ottengo pH 4,5 (non ho fatto i conti, sparo a caso); se lo stesso
cucchiaiono lo aggiungo ad un tampone a pH 7 di una certa concentrazione
magari ottengo pH 6,8 (anche qui, sparato a caso), cioè un valore che poco
si discosta dal pH iniziale.
Allora, nelle acque per uso domestico l'unico tampone importante che
potresti trovare è il tampone CO2/bicarbonato/carbonato. Un'acqua con alto
contenuto di carbonati (cioè, in genere, dura) sarà più tamponata e, quindi,
inerte rispetto all'aggiunta di aceto. Un'acqua più soft e leggera subirà
variazioni di pH più grandi rispetto alla stessa aggiunta.
Come calcolare queste variazioni è un bel paio di maniche, ma sono sicuro
esistano tools on line che possono servire allo scopo.

Ciao
Tex

"matteomilani" <m...@nonvalido.it> ha scritto nel messaggio
news:iq8aqo$rur$2...@dont-email.me...

BlueRay

unread,
May 9, 2011, 8:15:09 AM5/9/11
to
On 9 Mag, 11:43, "Busto Brewers" <bustobrewersNOS...@hobbybirra.it>
wrote:
[...]

> Come calcolare queste variazioni è un bel paio di maniche, ma sono sicuro
> esistano tools on line che possono servire allo scopo.


Non ho fatto i conti, ma mi sembrerebbe strano che un'acqua minerale
risulti cosi' tamponata da poter influenzare significativamente il pH
per aggiunta di un cucchiaio di aceto, a meno che si tratti di una
domanda piu' teorica che pratica.

--
BlueRay

Soviet_Mario

unread,
May 9, 2011, 10:50:16 AM5/9/11
to

uhm, ci sono acque minerali "vere" con residui fissi
dell'ordine degli 800 mg o anche 1 g/L, con limiti
sgradevoli ancora superiori, (di cui la grande parte
carbonati di calcio e magnesio, MM del primo = 100, l'altro
meno, e molto meno solfati e cloruri). Ora dato che l'aceto
è attorno al 7% in massa, un cucchiaio da 20 g contiene 1,4
g di acido acetico (MM=60). Facciamo pure 1,8 g di acido
acetico (30 mmol) e mezzo grammo di carbonato di calcio (5
mmol). C'è di che fare un tampone, per quanto sbilanciato
verso l'acido, in senso relativo si intende. Le proporzioni
potrebbero anche essere più eque di quelle che ho indicato.
Se invece l'acqua è solo OLIGO minerale, e magari è più
salina che dura (tipo tanto solfati o cloruri) il discorso
sfuma. Del resto ci sono anche aceti più mosci del 7% (tipo
chi lo fa in casa). Allora magari si arriva anche a tamponi
25 acido : 10 sale, quasi bilanciati.
Il tampone non è dei più immediati al calcolo (nell'acetato
di calcio, l'idrolisi del catione non è interamente
trascurabile, e non lo è punto nel magnesio), ma
consideriamo anche che il carbonato è una base bivalente e
come tale fa a pugni in categoria doppia, formalmente
Non considererei trascurabile l'effetto durezza, insomma.
ciao
Soviet

>
> --
> BlueRay


cometa_luminosa

unread,
May 9, 2011, 3:11:13 PM5/9/11
to
On May 9, 4:50 pm, Soviet_Mario <Soviet.Ma...@CCCP.MIR> wrote:
> Il 09/05/2011 14:15, BlueRay ha scritto:
>
> > On 9 Mag, 11:43, "Busto Brewers"<bustobrewersNOS...@hobbybirra.it>
> > wrote:
> > [...]
> >> Come calcolare queste variazioni è un bel paio di maniche, ma sono sicuro
> >> esistano tools on line che possono servire allo scopo.
>
> > Non ho fatto i conti, ma mi sembrerebbe strano che un'acqua minerale
> > risulti cosi' tamponata da poter influenzare significativamente il pH
> > per aggiunta di un cucchiaio di aceto, a meno che si tratti di una
> > domanda piu' teorica che pratica.
>
> uhm, ci sono acque minerali "vere" con residui fissi
> dell'ordine degli 800 mg o anche 1 g/L, con limiti
> sgradevoli ancora superiori, (di cui la grande parte
> carbonati di calcio e magnesio, MM del primo = 100

Diciamo che e' Ca(HCO3)2 e quindi MM = 162. Comunque cambia poco.

, l'altro
> meno, e molto meno solfati e cloruri). Ora dato che l'aceto
> è attorno al 7% in massa, un cucchiaio da 20 g contiene 1,4
> g di acido acetico (MM=60). Facciamo pure 1,8 g di acido
> acetico (30 mmol) e mezzo grammo di carbonato di calcio (5
> mmol). C'è di che fare un tampone, per quanto sbilanciato
> verso l'acido, in senso relativo si intende. Le proporzioni
> potrebbero anche essere più eque di quelle che ho indicato.
> Se invece l'acqua è solo OLIGO minerale, e magari è più
> salina che dura (tipo tanto solfati o cloruri) il discorso
> sfuma. Del resto ci sono anche aceti più mosci del 7% (tipo
> chi lo fa in casa). Allora magari si arriva anche a tamponi
> 25 acido : 10 sale, quasi bilanciati.
> Il tampone non è dei più immediati al calcolo

Ok.

> (nell'acetato di calcio, l'idrolisi del catione
> non è interamente trascurabile,

Qui vai parecchio sul fine, eh!

> e non lo è punto nel magnesio), ma
> consideriamo anche che il carbonato è una base bivalente e
> come tale fa a pugni in categoria doppia, formalmente
> Non considererei trascurabile l'effetto durezza, insomma.

grazie,
ciao.

--
cometa_luminosa = BlueRay

Busto Brewers

unread,
May 10, 2011, 3:14:51 AM5/10/11
to
Devi pensare all'acqua di rubinetto, più che alla minerale di bottiglia. Se,
poi, la usi per un acquario sei sulla scala della decina di litri, e le moli
di bicarbonato possono essere non poche.

Tex

"BlueRay" <blupa...@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:81e2de92-f399-4818...@p13g2000yqh.googlegroups.com...

Elio Fabri

unread,
May 11, 2011, 11:48:44 AM5/11/11
to
Soviet_Mario ha scritto:
> MM del primo = 100, l'altro0 meno, e molto meno solfati e cloruri).
> Ora dato che l'aceto0 e' attorno al 7% in massa, un cucchiaio da 20 g

> contiene 1,4 g di acido acetico (MM=60).
Apprezzo che tu abbia scritto MM e non PM, ma che ne diresti di
metterci le unita'? (g/mol, suppongo) :)

--
Elio Fabri

Perche' tu devi pur sapere, aggiunse, mio ottimo Critone, che parlare
scorrettamente non solo e' cosa brutta per se medesima, ma anche fa
male all'anima.

matteomilani

unread,
May 13, 2011, 4:30:39 AM5/13/11
to
Il Mon, 09 May 2011 11:43:47 +0200, Busto Brewers ha scritto:

> Da quello che dici intravvedo una certa confusione. Il potere tamponante
> di una soluzione non è il ristabilirsi del pH originale dopo una certa
> quantità di tempo, ma è una misura dell'inerzia del sistema rispetto
> alle variazioni di pH.
> Ad esempio, aggiungendo un cucchiaino d'aceto ad un litro di acqua
> distillata ottengo pH 4,5 (non ho fatto i conti, sparo a caso); se lo
> stesso cucchiaiono lo aggiungo ad un tampone a pH 7 di una certa
> concentrazione magari ottengo pH 6,8 (anche qui, sparato a caso), cioè
> un valore che poco si discosta dal pH iniziale.
> Allora, nelle acque per uso domestico l'unico tampone importante che
> potresti trovare è il tampone CO2/bicarbonato/carbonato. Un'acqua con
> alto contenuto di carbonati (cioè, in genere, dura) sarà più tamponata
> e, quindi, inerte rispetto all'aggiunta di aceto. Un'acqua più soft e
> leggera subirà variazioni di pH più grandi rispetto alla stessa
> aggiunta. Come calcolare queste variazioni è un bel paio di maniche, ma
> sono sicuro esistano tools on line che possono servire allo scopo.
>

Ma qual è la relazione fra "durezza" dell' acqua e pH?
io associo banalmente un' acqua dura ad un pH elevato e vicevera un pH
basso ad un' acqua dolce. Possono esistere anche le altre due
combinazioni (acqua dolce con pH elevato e acqua dura con pH basso)?

Se poi,nella pratica, si dice che ad esempio una certa coltura teme le
acque eccessivamente dure (= ricche di calcare), esiste qualche metodo
"casalingo" per abbassare la durezza dell' acqua (ammesso che la ciò non
coincida con l'abbassamento del pH, vedi sopra...)?
Escludendo ovviamente l'utilizzo di acqua distillata o piovana.

Busto Brewers

unread,
May 13, 2011, 4:39:13 AM5/13/11
to
> Ma qual è la relazione fra "durezza" dell' acqua e pH?
> io associo banalmente un' acqua dura ad un pH elevato e vicevera un pH
> basso ad un' acqua dolce. Possono esistere anche le altre due
> combinazioni (acqua dolce con pH elevato e acqua dura con pH basso)?

Vai su www.hobbybirra.info, e scaricati (lato sinistro della pagina) le
MegaFAQ 2.1 in pdf. Il capitolo 17 è interamente dedicato all'acqua e, anche
se in un altro ambito, c'è già la risposta alle tue domande scritta in
maniera chiara ed analitica.

> Se poi,nella pratica, si dice che ad esempio una certa coltura teme le
> acque eccessivamente dure (= ricche di calcare), esiste qualche metodo
> "casalingo" per abbassare la durezza dell' acqua (ammesso che la ciò non
> coincida con l'abbassamento del pH, vedi sopra...)?

Se non si vogliono usare apparecchi appositi, direi che l'unica è la
bollitura, che elimina la durezza temporanea. Nello stesso testo che ti
consigliavo prima, all'interno dello stesso capitolo, c'è un paragrafo
dedicato.

Ciao
Tex


cometa_luminosa

unread,
May 13, 2011, 7:13:27 AM5/13/11
to
On May 13, 10:30 am, matteomilani <m...@nonvalido.it> wrote:

> Ma qual è la relazione fra "durezza" dell' acqua e pH?

Nessuna.

--
cometa_luminosa

Andrea Zille

unread,
May 13, 2011, 7:53:20 AM5/13/11
to

Il Langelier Saturation Index non calcola la differenza del Ph del
sistema e del Ph di saturazione del carbonato per determinare la
durezza?

Zille

cometa_luminosa

unread,
May 13, 2011, 3:22:13 PM5/13/11
to

La "differenza" appunto, non il valore assoluto del pH dell'acqua.
Detto in altri termini: posso avere molte acque che hanno lo stesso pH
ma durezza differente e posso avere molte acque che hanno la stessa
durezza ma pH diverso.
Per ottenere la situazione del primo caso basta, per esempio,
aggiungere CaCl2 in quantita' variabili; nel secondo basta, per
esempio, eliminare (o ridurre a valori trascurabili) gli ioni CO3--,
HCO3-, HSO4-, SO4-- e aggiungere HCl in quantità variabili.

E' vero che e' una situazione artificiale, ma era solo un esempio.

Andrea Zille

unread,
May 13, 2011, 5:17:59 PM5/13/11
to

OK grazie

Zille

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