Non essendo esperto di proteine ti potrò aiutare solo sulla parte
fotofisica, eheh!
L'emissione del trp è fortemente solvatocromica, per via del gruppo N-H
indolico, che è un potente gruppo di controllo dell'energia degli stati
fondamentali ed eccitati del sistema indolico stesso e, quindi,
dell'energia della transizione elettronica.
> Questo potrebbe essere dovuto ad un cambiamento conformazionale o ad
> un interazione di legame con un composto.
> L'effetto di quenching è la diminuzione di intensità di fluorescenza.
> Tale effetto è dovuto a delle sostanze quencher che legano o urtano il
> fluoroforo e portano ad un decadimento dell'energia di eccitamento
> senza emissione di radiazione.
> Se in un esperimento di fluorescenza analizzo l'effetto di un composto
> su una proteina e ne ottengo solo blue shift = questo composto porta
> il Trp ad ambiente apolare
> Solo quenching = il composto interagisce con il Trp e ne spegne la
> fluorescenza.
Spesso non è necessario che un composto interagisca col fluoroforo
perchè si abbia quenching della fluorescenza.
Un quenching per eT (electron transfer) richiede che il quencher sia in
stretto contatto con il fluoroforo e, perciò, direttamente legato o
tenuto a corto raggio (come succede coi residui protonati di alcuni
amminoacidi nel caso del trp).
Esiste una seconda via per la disattivazione non radiativa del trp. L'ET
(energy transfer) può precedere con due meccanismi diversi:
- il doppio eT (o doppio scambio elettronico) o meccanismo di DEXTER, in
cui il fluoroforo e il quencher debbono trovarsi a distanze di VdW.
- il meccanismo dipolo-dipolo (o di Förster) dove si ha un accoppiamento
dei momenti associati alla transizione radiativa Trp* --> Trp + hv con
quelli del quencher Q + hv --> Q*. Questo meccanismo può avvenire fino a
distanze di 100 - 150 A° e quindi permette che il quencher non sia nelle
vicinanze del fluoroforo.
E' possibile distinguere tra i processi eT ed ET con varie tecniche...
ma per il momento non vado oltre...
Ciao
Lorenzo