hai ragione, non avevo colto questa discrepanza. La seconda
tesi non mi risulta affatto urticante quanto la prima, anzi,
mi pare ragionevole, e rientra nella mera accezione di
resistenza/tolleranza.
La prima tesi invece presuppone lo sfruttamento positivo ...
cmq sospendo il discorso perché non ho ancora letto altra
roba della marea presentata, quindi non so aggiungere nulla
riguardo all'utilizzo di questa "melanina paramagnetica a
maggior potenziale riducente".
Anzi, butto lì una prima bozza, ad minchiam canis :)
La melanina, una volta creata (per difendersi), normalmente
è un sottoprodotto (insolubile) inerte per la cellula, non
serve più ad altro. Qualora venga trasformata in polimeri
diversi, anche più ossidati, ma sempre insolubili e sempre
opachi, per il fungo nulla cambierebbe.
Ora se irraggiandola si generano radicali liberi e viene
stralciato via qualche equivalente riducente (solubile) la
cellula praticamente attingerebbe un po' di elettroni da un
prodotto di scarto senza comprometterne l'uso (anzi imho se
si ossida di più potrebbe persino diventare più opaca agli
UV e più scura). Sarebbe una sorta di spremitura redox più
spinta del normale di un prodotto "esausto" (tipo la
lignina, che una volta polimerizzata e reticolata, non è più
gestibile metabolicamente e rimane solo un inerte strutturale).
continuo invece a non spiegarmi, vedremo, perché mai la
melanina o qualunque molecola non contenente metalli
pesanti, dovrebbe saper schermare le cellule ed assorbire
con una certa selettività raggi addirittura nella regione
gamma (ossia gli X più duri sulla piazza). Questo non mi
torna proprio. Ma boh !
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