Il 25/12/2012 17:45, *GB* ha scritto:
> "Soviet_Mario" <Soviet...@CCCP.MIR> ha scritto:
>
>> au contraire, salvo i polidicloro (in cui peraltro
>> si idrolizzano gli alogeni e non la catena stessa)
>
> Mi riferivo proprio a quelli: si idrolizza il legame P-Cl.
> Poiché di solito i polifosfazeni vengono preparati a partire da PCl5,
> generalmente rimangono a ogni P due legami P-Cl che bisogna sostituire
> con altri, pena l'idrolisi.
si ma non è l'idrolisi di catena.
LA tesi era che il fosforo non può formare legami pigreco
perché sono instabili.
E io dicevo : quelli con l'azoto, nei fosfazeni, sono molto
forti. Il fatto che si idrolizzi P-Cl non è che implichi
niente sulla capacità di P di fare legami pigreco.
Solo se saltava la catena, si poteva generalizzare la
debolezza dei legami multipli di P.
>
>>> Sposto la mia considerazione dall'ibridazione ai legami pigreco:
>>> sono questi ultimi che il fosforo non può formare.
>>
>> non vedo come si possano escludere tassativamente, in base a
>> quale evidenza.
>
> L'evidenza è data dai composti che il fosforo forma e da quelli
> che non forma.
E i fosfazeni e i fosfinossidi sono formalmente insaturi, e
contengono i più forti legami di P. P=O batte persino P-F, e
la ragione deve essere evidente : ha un ordine di legame,
comunque classificato, superiore, perchè il legame singolo
puro P-O le busca da P-F.
>
> Io non penso affatto di avere la verità in tasca:
oh nemmeno io, non è questo il punto.
Ci sono DATI per affermare che l'affermazione che "P non
forma legami multipli, o che se li forma sono deboli, sempre
s'intende", è indifendibile.
Se poi la vogliamo un po' annacquare, tipo che ne forma
volentieri al più uno solo per atomo (circostanza su cui ho
fatto dei salti mortali per tentare di motivarla, ben
conscio che sono salti mortali), allora può andare.
> potresti avere
> ragione tu,
beh, in questo aspetto io non propugnavo una mia teoria, ma
esponevo solo alcune evidenze.
Sono invece estremamente aleatorie le spiegazioni che avevo
tentato sul perché P non forma volentieri O2PF monomero
(mentre il trimero ciclico mi pare esista), e idem come mai
l'acido metafosforico, HPO3 o meglio (HO)PO2, pure esso sia
solo o trimero, o tetramero o polimero.
Uno ed uno solo gruppo fosforilico P=O è fortemente gradito
e molto stabile. Due invece (o 3 per lo zolfo), hanno una
gran voglia di saturarsi parzialmente per ricadere nel caso
precedente).
> però mi sembrava che l'OP chiedesse una spiegazione
> didatticamente uniforme e semplice, e la mia lo è molto più della tua,
> che oltretutto è tentativa.
no, la tua non è una spiegazione perché si basa su almeno un
assunto sperimentalmente non vero.
Poi anche a me non piace molto l'idea della "risonanza
equilibrata" mista alla preferenza di ibridazione (un po'
più suffragata da evidenze), ma non ho trovato di meglio.
Non ci ho visto contraddizioni interne, tipo tipi di
composti abbastanza importanti (= stabili o diffusi) che la
violino, ma se ne troviamo, sicuramente butto nel cestino
quell'abbozzo di spiegazione
>
>>> il legame pigreco (che sporge fuori dall'asse) dovrebbe fare abbastanza
>>> repulsione nei confronti degli altri tre legami P-X e quindi X3P=O
>>
>> mah ... questa considerazione non è quantitativa, ergo, scusami,
>> ma non vale nulla.
>
> Scusami tu, ma invece le tue obiezioni sono quantitative?
a quali obiezioni ti riferisci ? Alla prima obiezione, si, è
quantitativa. L'argomentazione era semplice : esistono o non
esistono composti stabili con legami pigreco.
Siccome ne ho trovato alcuni, non rari né poco stabili,
allora esistono.
Invece l'obiezione all'argomento energetico qualitativo è di
metodo, e non deve essere anche essa quantitativa. L'onere
della prova (quantitativa qui) è a chi dichiara, non a chi
obietta :-)
> I calcoli
> quantomeccanici li hai fatti? Quelli che li hanno fatti, sembrerebbero
> dare ragione a me, vedi:
vediamo ...
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Octet_rule
>
> - Hypervalent molecules in which main group elements exhibit more
> than four bonds, for example phosphorus pentachloride, PCl5, and
> sulfur hexafluoride, SF6. The bonding in such molecules has been
> controversial.
cominciamo col "controversial", che non promette tanto bene ...
> One model considers that the P and S atoms (in PCl5
> and SF6 respectively) form five and six true covalent bonds with
> the participation of d orbitals, in violation of the octet rule.
eh ...
> However another model describes such molecules with three-center
> four-electron bonds and conforms to the octet rule. This second model
> is supported by ab initio molecular orbital calculations which show
> that the contribution of d functions to the bonding orbitals is small.
e dunque nessuno può mettere in discussione il fatto che
PCl5 e PCl6(-) esistano, e tutto si riduce a
interpretazioni, a scegliere modelli, spesso soggettivi che
portano ad identiche previsioni, di cosa è la molecola.
Se due metodi quantomeccanici di previsione, usando assunti
diversi e conteggi diversi, portano alla stessa geometria e
alla stessa energia, nessuno dei due ha ragione e l'altro torto.
Consideriamo inoltre che l'uso di orbitali "d" nei legami
singoli (PCl5 e PCl6(-)) e nei legami multipli non sono
contesti automaticamente estensibili.
In ogni caso ho più d'una volta detto che è indifferente,
per il gruppo fosforilico, interpretarlo come un legame
covalente doppio piuttosto che come un legame doppio ibrido
(covalente + ionico). In ambo i casi l'ordine totale di
legame (cioè la sua energia) è superiore a quella del legame
singolo. Non è tanto interessante stabilire se è davvero
pigreco o sigma + elettrostatico, quanto constatare che è
multiplo nell'accezione energetica (di cortezza, stabilità e
forza).
Oltretutto immagino che quale che sia il metodo di calcolo,
sia comunque necessario miscelare con peso discrezionale
entrambi i contributi limite, purché alla fine siano
corrette le previsioni.
>
> - For transition metals, the 18-Electron rule replaces the octet rule,
> due to the importance of d orbitals in these atoms.
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Hypervalent_molecule
>
> In the late 1920s and 1930s, Sugden argued for the existence of a
> two-center one-electron (2c-1e) bond and thus rationalized bonding
> in hypervalent molecules without the need for expanded octets or
> ionic bond character; this was poorly accepted at the time. In the
> 1940s and 1950s, Rundle and Pimentel popularized the idea of the
> three-center four-electron bond, which is essentially the same concept
> which Sugden attempted to advance decades earlier; the three-center
> four-electron bond can be alternatively viewed as consisting of
> two collinear two-center one-electron bonds, with the remaining
> two nonbonding electrons localized to the ligands.
secondo me ti perdi un po' in questioni che sono esposte in
modo filosofico, ma la cui tecnicalità è ben chiara solo
agli autori dei modelli.
Ossia cosa ci dicono effettivamente i calcoli
quantomeccanici. Sembra che tu pensi che il loro scopo sia
il computo degli elettroni e l'attribuzione. O stabilire
l'ibridazione (altro mero artificio matematico)
>
> In 1990, Magnusson published a seminal work definitively excluding
> the role of d-orbital hybridization in bonding in hypervalent compounds
> of second-row elements.
second-row ? B,C,N,O,F ? E chi aveva mai parlato di costoro ?
> This had long been a point of contention and
> confusion in describing these molecules using molecular orbital theory.
> Part of the confusion here originates from the fact that one must
> include d-functions in the basis sets used to describe these compounds
> (or else unreasonably high energies and distorted geometries result),
nota che il basis set iniziale è scelto non a priori per
ragioni intrinseche, ma al fine di ottenere nei calcoli
valori di energia che si avvicinino a quelli misurati.
> and the contribution of the d-function to the molecular wavefunction
> is large. These facts were historically interpreted >
nota ancora questo verbo, scivoloso : INTERPRETED.
> to mean that
> d-orbitals must be involved in bonding. However, Magnusson concludes
> in his work that d-orbital involvement is not implicated in hypervalency.
>
> For hypercoordinated
qui cambiamo pagina, relativamente ai fosfazeni, OPF3, O2SF2
e simili, che NON SONO IPERCOORDINATI, in quanto tetraedrici
> molecules with electronegative ligands such as PF5
> it has been demonstrated that the ligands can pull away enough electron
> density from the central atom so that its net content is again
> 8 electrons or fewer.
questa mi piace : l'ottetto si evolve da computo formale del
numero di elettroni posseduti, ad una media ponderata di
possesso di un numero anche più vasto, che però è posseduto
solo parzialmente, per un totale netto di 8 (O MENO !).
Siamo cioè passati al conteggio formale, alla densità
elettronica, che è una proprietà intrinseca, e non
un'oggetto speculativo.
> Consistent with this alternative view is
> the finding that hypercoordinated molecules based on fluorine
> ligands, for example PF5 do not have hydride counterparts e.g.
> phosphorane PH5 which is an unstable molecule.
e PBr5 è già al limite.
Curiosità : PCl5 puro è ionico : PCl4(+) PCl6(-) (e fuso è
conduttivo).
PBr5 puro è pure lui ionico ma : PBr4(+) Br(-) prevale,
probabilmente per ragioni steriche sull'ipotetico anione
esacoordinato.
Esistono cmq fosforani privi di idrogeno, come ad es.
Ph3PCl2 e dibromuro
Me3PCl2 e dibromuro
che mi pare che a seconda del solvente prevalgano in forma
covalente oppure in quella ionica
Ph3PCl(+) Cl(-)
Se invece uno dei due alogeni è rimpiazzato da un ulteriore
alchile (o arile), vuoi per ragioni elettroniche, vuoi per
l'ingombro, prevalgono in modo marcato le forme saline,
detti alogenuri di tetraalchil(o aril o misti) fosfonio.
La preferenza tra la forma ionica e quella covalente si
gioca sul filo di lana.
Anche l'addotto
Ph3P(Cl)CCl3 <--> Ph3P(+)CCl3 Cl(-)
formato tra trifenilfosfina e CCl4
è in equilibrio, anche se ha 4 carboni. Uno dei tre però è
un carbonio più incazzato degli alogeni stessi.
>
> Even an ionic model holds up well in thermochemical calculations.
e qui arriviamo al punto che avevo toccato prima :
l'energia, osservabile, è sensibilmente indifferente ai
formalismi interpretativi e alla ricetta. Basta che vengano
variati dei coefficienti.
> It predicts favorable exothermic formation of PF4+F- from phosphorus
> trifluoride PF3 and fluorine F2 whereas a similar reaction forming
> PH4+H- is not favorable.
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Three-center_four-electron_bond
>
> The bond order for each Xe-F bonds is 1/2, since the only bonding
> orbital is delocalized over the two Xe-F bonds.
Immagino si tratti di XeF2 ...
>
> Older models for explaining hypervalency invoked d orbitals.
> As of 2010, these models still appear in some beginning-level college
> texts; however, quantum chemical calculations suggest that d-orbital
> participation is negligible due to the large energy difference
> between the relevant p (filled) and d (empty) orbitals. Furthermore,
> a distinction should be made between "d orbitals" in the valence bond
> sense and "d functions" that are included in the QM calculation
> as polarization functions.
bene, e tu quest'ultima frase che citi l'hai capita ?
> The 3-center-4-electron bonding model
> has the advantage of dispensing with the need for d orbitals,
> which has led to its acceptance.
belin, un'argomentazione di forza stupefacente.
>
>> Forse che il doppietto non utilizzato non da repulsione coi leganti ?
>
> Certo che la dà: ma è proprio quello che ho affermato io.
>
>> Un doppietto condiviso tra due padroni sarà sempre più compatto
>> del medesimo inutilizzato,
>
> Ma certo! E` per questo che Cl3P->O è più stabile di Cl3P:
ti ho già detto che non ha senso fisico nemmeno la
formulazione di un paragone tra molecole diverse.
>
>> quindi vedila come vuoi ma darà MENO repulsioni il legame doppio
>> del doppietto di non legame, a prescindere dall'ibridazione.
>
> E chi afferma il contrario? Non credo che tu abbia letto bene il mio post:
> io ho detto che in un legame doppio Cl3P=O gli elettroni sarebbero 4 e
> non 2, a differenza che nel dativo, e quindi ci sarebbe più repulsione
> con i P-Cl rispetto a un doppietto *tirato fuori* come nella struttura
> Cl3P->O (legame dativo).
e io ti ripeto che gli elettroni sono 4 in ogni caso. Se si
forma il legame multiplo interamente covalente, sono due
coppie di legame. Se lo leggi come dativo, una sarà una
coppia di legame, l'altra un lone pair in più dell'ossigeno.
E nn hai fornito nessuna argomentazione quantitativao per
dire quale effetto repulsivo sarebbe maggiore, e tale da far
propendere per il modello
Cl3P(+)-O(-) vs. Cl3P=O
Il confronto con PCl3 invece non ha senso tout court e non
ci può dire niente (perché nn è isomero e nemmeno tautomero,
è solo una molecola diversa)
>
>>> Invece la realtà è opposta: XPO non esiste,
>>
>> Ecco, questo è un discorso diverso e parallelo ...
>
> No, no... è sempre lo stesso discorso dei legami ordinari del fosforo.
Si ma X3PO ESISTE
>
>> ed avevo tentato un'ipotesi sulla caratteristica "anfotera" della
>> configurazione :X=O, anfotera nel senso di contemporaneamente
>> donatore e accettore.
>
> A me sembra una spiegazione parecchio ad hoc. Non mi persuade, sorry.
Puo' essere, era ispirata dai nitroso composti, che si
comportano proprio così, non è che me la sia inventata tanto
per :)
> In ogni caso, mi sembra didatticamente inopportuna.
Sicuramente. Anche una spiegazione semplice ed errata può
essere didatticamente accettata o scartata a seconda del
target di riferimento. Alle superiori sono accettabili cose
che all'università non lo sono più.
> Se le cose vanno
> spiegate ogni volta ricorrendo a questo o quel dettaglio, avrebbe ragione
> Cometa a dire che in chimica non si possa generalizzare mai nulla.
sono abbastanza d'accordo con lui !
>
>> guarda il fosforo è strano.
>
> Guarda, dal mio punto di vista non lo è.
>
>> Esistono i fosfonitrili, tipo H-C=P (molto instabile, solo
>> in gas rarefatto)
>> Esiste pure sia Cl-S=N che Cl3S=N.
>> Ora non so come te li vuoi figurare, ma imho dimostrano che
>> in condizioni opportune anche P e S sono in grado di dare
>> legami ad alto ordine, persino superiore a 2, e non solo
>> con O ma persino con N.
>
> Certo che possono... nelle condizioni opportune! Il tuo è un argomento
> capzioso
povere molecole ! Esistono per farmi un favore mo'
> perché nelle condizioni estreme in cui esistono HCP e ClSN
> esiste anche ClPO, quindi la questione non si porrebbe.
ti infanghi spesso nella gestione di cosa significa essere
stabili, e nella scelta dei riferimenti opportuni.
E' chiaro che le condizioni vanno scelte in modo che
alternative PIU' stabili non possano formarsi. Il discorso è
sempre relativo, parlando di energia.
Ma tu avevi impostato il problema in modo draconiano, nel
senso che "P non forma legami multipli" ... e se anche li
forma, non usa orbitali "d".
In realtà identifichi troppo la dicitura "multipli" con le
classiche scritture di Lewis così comode sulla carta.
E sul ruolo degli orbitali "d" e cosa ontologicamente siano
nei calcoli quantomeccanici che citi, pure non sai
esattamente di che parli. Anche io non lo so esattamente,
sia chiaro, ma almeno scio nescire. Invece se cito
l'esistenza di una molecola, capisco il senso di quel che
sto citando.
> Ma noi stavamo
> domandandoci della sostanziale inesistenza di ClPO (e quindi anche
però abbandona l'inesistenza dei legami multipli.
> dell'inesistenza di quelle altre molecole strane che hai tirato fuori)
> in condizioni normali,
le condizioni normali sono apparse or'ora peraltro.
Poi ti dirò che SF6, tanto cineticamente stabile, non è che
si formi in condizioni tanto simpatiche (mi pare qualcosa
tipo fluoro elementare a 300°)
> e di come spiegare questo fatto agli studenti.
>
>> Poi nel cloruro di tionile, O=SCl2, se il legame O=S fosse
>> singolo, avremmo uno zolfo con soli sette elettroni ?
>> A me piace poco come interpretazione.
>
> Non capisco come conti gli elettroni esterni.
no, non capisci che questo non è un vero problema, è diverso.
L'unica verifica su queste attribuzioni, è in fin dei conti
che comunque conti, il totale degli elettroni deve essere
quello atteso sulla base dei numeri atomici.
Il computo torna anche in SOCl(+) Cl(-), e probabilmente si
trovano anche parametri adatti a farne tornare l'energia,
per citare un link che hai passato tu.
> O ne ha 6, S ne ha 6,
> Cl ne ha 7. SCl2 ha l'ottetto completo con due coppie isolate.
> Donandone una oppure due all'ossigeno si hanno SOCl2 e SO2Cl2.
> La struttura di SOCl2 è:
>
> :::Cl
> : :
> S
> : :
> :::Cl O:::
>
> vale a dire: Cl2S->O
>
> Se non ti è chiaro, ti separo gli elettroni originari:
>
> :::Cl.
> . :
> .S
> :
> :::Cl. O:::
>
>> E se P è realmente incapace (e non solo peculiare) di fare
>> legami multipli, quanti elettroni possiede in H-C=P ?
deve essere saltato via il carattere di legame TRIPLO
> Solo 4 ?
>
> Quello è come CO. Te lo costruisco elettrone per elettrone:
>
> H. .C... ...P..
>
> H:C:::P:
quindi P fa un legame addirittura triplo ?
>
> Il fosforo possiede i suoi 5 elettroni (due nella coppia isolata opposta
> al legame) più i 3 che gli dà il carbonio e fanno 8. Il carbonio mette
> insieme i suoi 4 con un elettrone di H e 3 di P e arriva anch'esso a 8.
>
>>> mentre ipotizzare che il legame dativo sia doppio richiede
>>> di spiegare come mai l'ordine di stabilità è X3PO> X3P>>> XPO invece
>>
>> temo che tu abbia un problema di fondo nel concepire
>> la stabilità. Presumo che qui tu stia parlando in senso
>> termodinamico, quindi sorvolo sulal cinetica.
>
> Rileggi nel rif. sopra: "phosphorane PH5 which is an unstable molecule".
non occorre, l'ho capito meglio di quanto pensi di aver
capito che io abbia capito, lol
>
>> La stabilità assoluta, intanto, è ignota a prescindere.
>
> Io dico che se in condizioni normali una molecola non esiste,
> vuol dire che non è stabile.
non esistere non è sinonimo di non essere preparabile,
ammesso di avere univocamente stabilito quali siano le
condizioni normali.
Inoltre il problema è avere a fianco altre molecole (inclusa
sé stessa) per poter eventualmente reagire e fare altro di
PIU' stabile.
Tipo in una soluzione non puoi avere al compempo molti ioni
piombo e solfato, ma non è che non siano stabili,
semplicemente se si trovano formano qualcosa di meglio.
Invece gli ioni rameosi aquati non possono incontrare
nemmeno sé stessi, se no disproporzionano.
Sono stabili nei sali insolubili.
Vediamo di analizzare meglio l'instabilità.
Intanto termodinamicamente significa cose diverse a seconda
di altre considerazioni. Se parli di DeltaG° di formazione,
si intende se la formazione è spontanea o impossibile
relativamente alle energie degli elementi nello stato standard.
Ora può benissimo darsi che una molecola con DeltaG°f
negativo sia instabile in senso cinetico, per il semplice
fatto che può fare di meglio.
Ad es. trattando 1 Al con 1 O, per ottenere Al++ O--, si ha
un notevole sviluppo di calore, ed Al++ O-- è di gran lunga
più stabile di 1 Al ed 1 O. Tuttavia non si può ottenere
quello, poiché l'andamento assume un decorso diverso.
Avanza qualche atomo di alluminio (1/3) e i 2/3 si ossidano
maggiormente, perché l'energia reticolare di Al2O3 è
superiore malgrado l'estrazione del III elettrone sia meno
facile dei primi due.
AlO è termodinamicamente stabilissimo relativamente a O ed Al.
Ed è termodinamicamente instabile rispetto alla
disproporzione interna.
Quindi dire se sia stabile o no, senza commenti (laddove non
condiviso un background che li renda non necessari) è già
una frase senza senso.
Andiamo avanti.
Ci possono essere molecole molto stabili e difficili da
formare. L'esempio di SF6 è abbastanza buono. Una volta
fatto è stabile, ma per farlo richiede condizioni terribili
(il fluoro gassoso puro a 300° è quasi l'estremo superiore
del concepibile). SF2 si forma facilmente, ma non si riesce
a isolare se non a T molto basse. Disproporziona, in SSF2 e
SF4 (e altro). La reattività con sé stessi è un caso
particolare di reattività
E molecole instabili ma abbastanza difficili da far reagire.
Il classico esempio è il protossido di azoto (N2O) che è
inerte in molte condizioni non severe, malgrado si formi con
enorme difficoltà dagli elementi, e malgrado sia
termodinamicamente estremamente endotermico.
> Se lo fosse e la sua struttura
> non fosse troppo complessa (e quella di O=P-O-P=O non lo è),
> potrebbe facilmente formarsi. Quindi se O=P-O-P=O non si forma,
> vuol dire che non è stabile.
no. No, non vuole dire quello. Potrebbe essere anche molto
stabile, come AlO, ma avere la possibilità di fare di meglio
nelle stesse condizioni, il che è una pietra tombale.
> Si formerà alle condizioni in cui
> si formano O=P-Cl e quelle altre molecole che hai citato,
> ma quella non è la chimica normale di tutti i giorni.
bah
>> Ora se O è più grande e forma legami un po' meno forti, perché
>> dovrebbe formare un legame più corto ?
>
> Dove e quando avrei detto che il legame P->O debba essere
> meno forte del legame P-F?
dove dici che non può fare legami multipli.
> Io non ho detto questo. Anzi,
> poiché è per forza di cose più corto dovendo tirar fuori
> la coppia isolata, probabilmente sarà anche più forte.
quindi lo consideri ionico + sigma ? Basta capirci.
A me sta bene, per me è indifferente.
A patto che venga conteggiato come legame doppio.
>
> Valuta che l'ossigeno si dota di due elettroni del fosforo
> senza doverne cacciar fuori di suoi (regalandogli in cambio
> solo una minore repulsione verso gli altri tre legami), mentre
> il fluoro per dotarsi di un elettrone del fosforo, deve anche
> prestargliene uno suo (contrariando la sua elettro-nega-tività).
>
>> Gli angoli F-P-F sono di 101,3°
>> quelli F-P=O di 116,76°
>>
>> In qualche misura questo sembra indicare maggiore densità
>> elettronica nello spazio tra P e O che non tra P ed F
>> (cosa nuovamente un po' strana se si presume che F
>> sia più elettronegativo di O)
>
> Il talebanismo elettronegativista è una stronzata, perché
> come gli elettroni si distribuiscono dipende anche dalle
> necessità della molecola, e non solo dai valori teorici
> delle elettronegatività (che, almeno quelle di Pauling,
nel caso specifico, non sai di che stai parlando
> sono medie un po' fantasiose su tanti composti diversi).
> Ad es. in base alle sole elettronegatività non si capisce
> perché in CO il momento di dipolo sia diretto verso C.
>
>> La pagina stessa suggerisce la scrittura P=O.
>
> Se anche ci fosse un po' di doppio legame, non sarebbe
> un doppio legame standard come quello di H2C=CH2 bensì
> una via di mezzo tra legame singolo e doppio.
no, non una via di mezzo. E' doppio e forse anche più che
doppio. MA non dello stesso genere di quello dell'etilene,
per varie ragioni.
1) se è covalente è p-d e non p-p, quindi ha una
distribuzione di densità diversa
2) se è ionico, C=C manca quasi del tutto di questo contributo
3) se è una via di mezzo di entrambi, rimane diverso (ed è
molto polare cmq).
>
>> Rimane il fatto che si possa interpretare il fatto come
>> un legame covalente singolo più uno ionico sovrapposto,
>> qui la cosa diventa già "de gustibus".
>
> Appunto. Ma se devi dare una spiegazione didattica che possa
> permettere agli studenti di capire cosa debbano aspettarsi,
> la mia è più semplice.
si ma "andare a tirare fuori la coppia" è un nonsense privo
di significato univoco
> Successivamente volendo, potresti anche
> tirar fuori i dubbi sul fatto che in Cl3P->O il legame P-O
> possa avere caratteristiche di doppio legame, ma ai fini di
> capire le formule molecolari dei composti normali del fosforo
> mi sembra una complicazione inopportuna a un livello di base.
Cmq PAtrizio insegna all'università, non alle superiori o al
biennio ITIS.
>
>> Considerati i tre leganti F molto cattivi, sono meno
>> propenso a scrivere
>> F3P(+)-O(-) che non (CH3)3P(+)-O(-)
>
> Imho, il fluoro scinde l'acqua ( 2 F2 + H2O -> 2 HF + OF2 )
> anche perché il legame F-F è lunghissimo, e non solo perché
> F sia più cattivo di O.
FF è corto perché è debole, e non perché il fluoro sia
GROSSO. Viceversa HF è più corto di OH.
> Penso che in R3PO il legame P-O
> sia più corto del legame P-R nella stessa proporzione,
> sia con R = F che con R = CH3.
>
>> Ma cmq sia, non si può considerare un legame singolo ordinario.
>
> Infatti non lo è, perché in quel legame i due elettroni
> provengono entrambi dallo stesso atomo.
in un modello interpretativo. Non ti fissare con questi
computi degli elettroni.
cerca di cogliere l'essenza della frase che mi hai citato, e
ti rimbalzo
<< molecules with electronegative ligands such as PF5 it has
been demonstrated that the ligands can pull away enough
electron density from the central atom so that its net
content is again 8 electrons or fewer. >>
parla di ELECTRON DENSITY, non del computo dei singoli
elettroni, la cui paternità non frega a nessuno. Tu mescoli
spesso il discorso delle attribuzioni formali a
considerazioni energetiche o osservabili reali.
> Ma non è nemmeno
> un legame doppio ordinario (che conterrebbe 4 elettroni).
>
>> La componente elettrostatica è un secondo legame
>> a tutti gli effetti,
>
> Sì, ma come legame covalente non è doppio.
ci risiamo. Quel che contano sono
lunghezza-energia-polarità. Il resto ad libitum
> La componente
> elettrostatica è dovuta allo squilibrio di cariche che
> si viene ad avere rispetto a quelle dei rispettivi nuclei.
> Anche in CO è così (e ciò spiega il momento di dipolo verso C).
>
>> se proprio vuoi escludere la sovrapposizione p-d
>
> Non la escludo io: sembrano escluderla i calcoli effettuati
> (se sono davvero giusti: io mica li saprei fare).
SEMBRA che tu non possa capire quei calcoli né interamente i
commenti degli stessi autori (nemmeno i relativi contesti)
>
>> (che cmq è compatibile con angoli di legame più ampi
>> attorno al P=O)
>
> Mi ripeto: passando da Cl3P: a Cl3P:O ovvero Cl3P->O
> gli angoli di legame fra i P-Cl si allargano perché
> la coppia isolata viene tirata fuori da O allontanandosi
> dal nucleo di P e perciò fa meno repulsione con i P-Cl.
>
>> Quel che non capisco è una certa allergia pregiudiziale alla
>> possibilità che atomi pesanti possano fare legami multipli.
>
> Non ho affatto la pregiudiziale che mi attribuisci: io considero
> i legami tra atomi di metalli pesanti come legami protometallici
> (sperimentalmente persino nella cuprite sembrano esserci strani
> legami fra gli atomi di rame), ma si tratta appunto di elementi
> di transizione con tanti orbitali, non del fosforo.
>
>> Sono stati trovati complessi di renio e rutenio (anche
>> il banale cromo !) con legami quadrupli e persino quintupli,
>> e sono pure d-d, manco p-d
>
> Sicuro. Sono spiegati qui (ma non c'entrano niente con il fosforo):
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Quadruple_bond
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Quintuple_bond
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Sextuple_bond
>
>> MA nemmeno scrivere clausole ad hoc per il solo fosforo
>
> Scusa, ma mi sembra che le clausole ad hoc sei tu quello che le scrive.
>
> Io ho dato una regola generale: l'ottetto si può completare considerando
> gli elettroni di un legame dativo come provenienti da un solo atomo:
> in tal modo non è necessaria l'ipervalenza. Questo era quanto pensava
> anche Langmuir, solo che lui metteva una separazione di cariche che a mio
> parere non conta più di quanto conti nel normale legame singolo covalente.
>
> A ogni modo, non è il caso di bisticciare su questo. La chimica è sempre
> stata molto formalistica:
con le debite precauzioni. I modelli possono semplificare la
comprensione della realtà. Se si mettono d'intralcio, meglio
lasciare i modelli della realtà
> basti pensare ai modellini di atomi di ossigeno
> colorati in rosso invece che in azzurro (orrendo vedere tante molecole
> d'acqua rosse e bianche: pare sangue, non acqua). Buone Feste anche a te!
>
> Bye,
ciao
Buon Natale già passato :)