Il 03/08/2012 20:30, Tetis ha scritto:
> Scriveva Soviet_Mario giovedì, 02/08/2012:
>
>>
>>> Ma il prodotto di dissociazione dell'acqua non è K_w =
>>> 10^(-14)? come mai il pK_w è 15,7?
>>
>> bel ginepraio :-)
lo ribadisco, perché non ha ancora esplicitato il suo
potenziale :)
>
> acc... c'ho messo un pezzo a capire dove sbagliavo, su un punto
> banalissimo, per la tua buona grazia di volermi spiegare di più !
> 10^(-14) è il prodotto delle concentrazioni molari dei prodotti, ma per
> ottenere la costante di equilibrio devo dividere per la concentrazione
> dei reagenti, che diamine! Di conseguenza se calcolo:
>
> -log(10^(-14)/55.6) = 15.7
>
> tutto qua a livello di numeri,
cmq io invece non ho ancora ben capito perché, se le
costanti sono definite in termini di attività (che è
numericamente uguale alle concentrazioni solo ad alta
diluizione, e in questo caso assolutamente no, dato che la
conc. formale è 55,6 mentre l'attività di acqua pura è 1 per
definizione), in questo caso sia stata conglobata una
concentrazione. O se l'ebbi capito, ora l'ho scordato (ma
cmq il 3D è aperto a tutti, per cui lancio l'amo)
> ma veniamo alla sostanza del discorso che
> segue:
>
>> 10^-14 è praticamente la VERA Keq di dissociazione, con inglobata
>> dentro la concentrazione molare formale (non l'attività, che è
>> unitaria per def.) dell'acqua stessa, che in acqua pura è 55,56 M.
>
> Qui mi occorre un poco di comparativa:
>
> costante di equilibrio
> costante di dissociazione
>
> la prima è più generale della seconda,
giusto
> ma nel caso di un equilibrio
> dissociativo in generale la prima e la seconda differiscono.
se per dissociativo escludi la ionizzazione di sali ed altri
elettroliti (dove il solido puro viene numericamente preso a
1, per definizione) e ti riferisci alla sola autoprotolisi
dell'acqua, si. Però non ho idea se le K di autoprotolisi di
altre sostanze pure (come acido solforico, fosforico,
ammoniaca) vengano tabulate con un' artificio simile o meno.
> Perché
> generalmente l'attività e la concentrazione differiscono anche se
> coincidono approssimativamente nel caso di soluzioni deboli.
cosa che [H2O] non soddisfa, essendo un valore molto alto
come conc. molare. Te l'avevo detto che non ricordo come si
esce da questo problema
>
> Quello che c'è dietro è la termodinamica dell'energia libera degli
> equilibri. Corretto?
>
> Ora tu dici qui varie cose e non so se le capisco tutte: l'attività
> chimica dell'acqua è 1,
di QUALSIASI sostanza pura, in qualsiasi stato di
aggregazione, si assume unitaria per definizione.
Quindi gas ad 1 atm e 0°, solidi puri indisciolti, liquidi
puri, sempre uno è, a prescindere dal numero che formalmente
esprime la conc. molare.
Ad es. l'acido solforico 100 %, con densità circa 1,87,
avrebbe una conc. circa 19 molare (il conc. commerciale è
circa 18 molare, sul 96 %).
Ebbene nei calcoli con l'equazione di Nernst o
Guldberg-Waage, non si usa 19, ma sempre 1.
> premesso che non mi è chiara la ragione
> termodinamica
non so, ingenuamente la ritenevo una convenzione
> di questa circostanza (ha a che fare con la stabilità
> chimica?), mi sembra che questo da solo spiegherebbe perché la K_w =
> 10^(-14) è la vera costante di equilibrio (quella cioè introdotta da
> Lewis su solide basi termodinamiche): infatti se le attività dei
> prodotti essendo relative a soluzioni deboli coincidono con la
> concentrazione molare, invece l'attività dell'acqua è 1. Quindi K_w è
> proprio il rapporto fra i prodotti delle attività dei prodotti ed il
> prodotto delle attività dei reagenti. Diversamente dalla costante di
> dissociazione che è definita alla maniera standard in termini delle
> concentrazioni e nulla più.
il punto è che la costante di dissociazione PURE LEI
dovrebbe essere definita in termini di attività.
Essenzialmente le conc. molari in qualsiasi equazione
chimica di origine chimico-fisica o termodinamica, proprio
non dovrebbero entrare per niente (salvo che si tratti di
quantità nominali)
>
>> Viene considerata una costante perché qualunque sia l'autoprotolisi, è
>> talmente esigua, e per contro la conc. di [H2O] tanto elevata, che
>> questa varia così poco che è legittimo approssimarla ad una costante.
>
> Qui chi è il soggetto? La costante di dissociazione no di certo perché
> cambia con la temperatura. Sarà immagino la concentrazione dell'acqua.
si è proprio lei (anche se a rigori variando la densità ...
ma varia di poco).
Il discorso della temperatura è vero ma non c'entra : tutti
i valori tabulati sono sempre riferiti a STP.
Infatti all'ebollizione il pH di neutralità dell'acqua non è
più 7, ma è inferiore a 6 (l'autoprotolisi aumenta).
Tutte le costanti di equilibrio implicitamente sono riferite
a STP.
> Oppure è l'attività chimica dell'acqua che rimane sempre 1 ?
questo non lo so :-\
>
>> Allora essa viene inglobata alla Keq vera, producendo il valore
>> numerico che sapevi. Che però non ha la definizione formale di una Ka.
>
> Mi sembra che su questo ho un poco di confusione io, o un poco di
> confusione tu. A me sembra che tu mi voglia dire, correggimi se sbaglio,
> che in base alle definizioni risulta:
>
> Keq_w = Ka_w * [H2O].
per def.
Keq_w = [H+] * [OH-] / [H2O]
K_w = [H+] * [OH-]
allora
Keq_w = K_w / [H2O]
>
> quest'ultima concentrazione è costante (di certo trascurando i
> coefficienti di dilatazione termica e l'autoprotolisi).
i primi non occorre manco trascurarli, perchè T non può
variare, se no variano tutti i numeri delle varie costanti
>
>> Cmq su questo aspetto ci sono dei particolari che non ho mai capito
>> (connessi ad es. alla scelta di considerare il protone non solvato,
>> mentre si sa che scrivere [H+] è irreale, per cui sorvolo)
>
> Qui non riesco a seguirti forse sei in territorio completamente
> "chimico" :-) o forse no. Prova se vuoi a spiegarmi, facendo un esempio
una scrittura più realistica sarebbe
H2O + H2O --> H3O(+) + OH(-)
2 H2O --> H3O(+) + OH(-)
Keq_w = [H3O(+)] * [OH(-)] / [H2O]^2
però questo non è usuale.
E' pur vero che non si fa nemmeno per le Ka degli acidi,
ergo la stranezza si ripercuote ugualmente e non inficia le
scale numeriche relative.
Ora usando le attività, 1^2 sarebbe sempre 1, poco
cambierebbe (ma il fattore 55,6) non ci sarebbe.
Se invece si usassero le concentrazioni, allora comparirebbe
un quadrato. Boh
Più correttamente ancora tenendo conto della solvatazione,
si scriverebbe
2 H2O --> H3O(+)aq + OH(-)aq
Ma qui non sorgerebbero difficoltà numeriche, soltanto la
notazione rispecchia lo stato reale di quegli ioni.
> diverso, cosa cambia quando una specie è solvata? (l'attività ne
> risente ?
la questione è diversa, e del tipo : le scritture
rappresentano adeguatamente la realtà delle specie presenti ?
Se scriviamo H(+), no, neppure lontanamente. H3O(+) invece
abbastanza bene
> immagino di sì ma non ho ben chiaro come su due piedi c'è quasi
> certamente un contributo entropico associato alle molecole coordinate)
dal punto di vista non formale, delle scritture e
definizioni, naturalmente la solvatazione ha poi vari e
spesso vistosi effetti termodinamici misurabili.
Certamente (inevitabile) entropici, e molto spesso anche
entalpici. A volta la solvatazione è estremamente esotermica
(altre endotermica). Cmq questo è tutto già pesato e incluso
nelle espressioni delle Keq varie
Ln(Keq) = -DeltaG / RT
G include sia effetti entalpici che entropici
Io dicevo una cosa più semplice e a monte : ossia, al di la
delle misure, le scritture usate rappresentano male o bene
le reali nature delle specie chimiche ?
H(+) è inesistente in fase condensata, volevo dire solo
quello, ma numericamente l'acqua aggiuntiva che lo
accompagna, mi da fastidio nei calcoli, perché non riesco a
giustificare teoricamente il fattore 55,6
CUT
(spero di non aver tagliato cose importanti, ma volevo sfoltire)
>>
>> non ho capito cosa c'entri il prodotto di solubilità (forse intendevi
>> la Kw, che non c'entra nemmeno quella cmq).
>> Si parlava della Ka di ciascuna coppia acido/base coniugata, e di come
>> fosse correlabile e in che misura alla sua formula.
>>
>> Se invece della singola molecola, vogliamo considerare la costante di
>> equilibrio di una reazione acido/base completa, allora la sua Keq di
>> reazione si approssima bene col rapporto tra le due Ka.
>>
>> Es. se ho due acidi, HX e HY, di costanti di dissociazione acide,
>> rispettivamente, di 50 (HX) e 2000 (HY)
>>
>> la reazione
>>
>> NaX + HY --> NaY + HX avrà una Keq circa uguale a 2000/50 = 40
>> (spontanea, favorevole verso destra)
>
> Mi aspetterei però che fosse necessaria un'informazione sui sali, che
> invece da quel che scrivi è completamente irrilevante.
no, a rigori hai ragione (l'ho data per implicita ma adesso
la esplicito).
Io sottintendevo che si trattasse di sali solubili, o
quantomeno che in nessun punto della reazione si rischiasse
mai di sforare il prodotto di solubilità (ossia la soluz.
fosse lungi dalla saturazione sia per NaX che NaY).
Qualora invece ciò non valga, anche la KPS del/dei sali che
saturano andrebbe considerata.
(ad es. nelle pile di riferimento, gli elettrodi Weston e a
Calomelano usano tutti sali poco solubili e soluzioni
sature, proprio per avere sistemi insensibili alla
diluizione ... con contaminazioni lente a sufficienza si
intende).
Detto in modo solo qualitativo, in presenza si UNA sola
saturazione, se la specie che precipita è al secondo membro,
aggiunge la sua driving-force alla reazione (la favorisce
ulteriormente), se è al primo membro si oppone (la ostacola).
Qualche esempio concreto.
L'acido acetico è più forte dell'acido solfidrico (diciamo
di 175 volte).
Eppure l'acido acetico non riesce a sciogliere il solfuro di
mercurio, perché l'acetato di mercurio è abbastanza
solubile, mentre HgS ha un KPS di 6,44 • 10^–53
Essendo insolubile un reagente, questo contrasta la spontaneità
HgS + AcOH --> nessuna reazione
>
> Mi accorgo che l'argomento sta divergendo. Vedrò di impegnarmi di più.
avevo dato una cosa per scontata non volendo introdurre
altre variabili, ma non ho esplicitato bene il contesto che
rendeva più semplice l'esempio.
Per prevenire eventuali domande : ho trascurato (e di nuovo)
altri fenomeni spesso NON trascurabili, come la complessazione.
Ad es. il CaCO3 sale insolubile si scioglie in EDTA sodico
(un complessante per lo ione calcio) anche se non si
verifica uno spostamento acido/base, e nemmeno una
precipitazione di un prodotto più insolubile del reagente.
Non solo gli equilibri acido base sono influenzati, ma tutti
in generale, ad es. anche quelli redox.
L'oro metallico in assenza di complessanti, ad es., in
soluzione acquosa è difficilissimo da ossidare (molto spesso
cede prima l'acqua stessa e libera ossigeno piuttosto che
ossidarsi lui).
Però in presenza di complessanti, tipo lo ione cianuro,
l'oro si ossida anche soltanto con aria (che a pH basico
esplica un modesto potenziale di +0,42 volt).
Il cianuro si lega allo ione Au(3+)aq. (ossidante
tremebondo) per dare uno ione decisamente stabile
[Au(CN)4](-). Non ci sono precipitazioni di niente.
In quei casi si parla di K_form o K_inst (costanti di
formazione dei complessi o reciprocamente di instabilità
degli stessi).
Nelle previsioni di spontaneaità ci finisce dentro tutto, e
tutto contemporaneamente, se vari fenomeni sono possibili.
Non è nemmeno raro che una specie precipitante sia ANCHE
complessante, e i due processi sfumino uno nell'altro.
E' ad es. il caso degli idrossidi anfoteri, che con una
quantità limitata e stechiometrica di basi forti (OH-)
precipitano come idrossidi neutri, ma con un eccesso, si
ridisciolgono come anioni complessi.
Al(3+) + 3 OH(-) --> Al(OH)3 insolubile
ma poi
Al(OH)3 solido + OH(-) --> Al(OH)4(-) solubile
Pure il solfuro di mercurio, così insolubile, si scioglie
parzialmente con un forte eccesso di ione solfuro, formando
HgS2(2-)
Ma per il momento non vorrei entrarci più di tanto perché si
diverge veramente