Il 08/05/2012 13:17, Albus Dumbledore ha scritto:
> Soviet_Mario scriveva il 5/8/2012 :
>
>>> Insolubile al 100,0000%?
>
>> perché è quello il limite di legge ?
>> E cosa fare delle rocce naturali che lo violano ?
>
> Quindi, la tua filosofia e': "Loro lo fanno, lo faccio anch'io"
> Non sono d'accordo.
no, la mia filosofia è : loro NON lo fanno, quindi non posso
fare diversamente nemmeno io.
>
>>> Stiamo parlando di rifiuti di laboratorio, giusto?
>
>> prima di essere trattati si, dopo, essenzialmente, no.
>
> Errore.
> In mezzo hai sicuramente roba non "pulita".
In mezzo di cosa ?
>
>> Stiamo parlando di "terre" (secondo l'antica definizione) di
>> composizione bizzarra
>
>>> Solubilizzi qualcosa. E quel qualcosa va in fogna.
>
>> beh, se il qualcosa è molto poco, considerato che le quantità in gioco
>> sono già piccole, chissenefrega ?
>
> No, e' su questo punto che non sono d'accordo.
> Piglia una caldaia che butta fuori CO2, ossidi d'azoto vari, anidride
> solforosa e compagnia bella.
> Inquina?
> Direi di si'.
come prima, la questione è : quante caldaie esistono ?
Quante centrali termiche, auto, navi, ed altri dispositivi
analoghi ?
La CO2, che non è inquinante in senso classico, e che tutti
i fornelli domestici sfornano, diventa un problema.
Ora io mi chiedo se di fronte alle centinaia di tonnellate
di acciaio cromato che si producono, i flussi di una (o di
tutte le scuole) siano significativi in qualche misura, e la
mia certezza è che non lo sono ... salvo intenzionalmente
fregarsene.
Io conosco una scuola a Spinetta Marengo, sorge su una falda
in cui scaricava una ditta di galvanica e cromatura.
I muri sono giallini per un metro a partire dalle
fondamenta. Cromo esavalente. Li hanno sversato per decenni
tonnellate e tonnellate di cromo esavalente.
Probabilmente se un milione di scuole scaricasse la
solfocromica, avrebbe lo stesso effetto di un grande
stabilimento galvanico. E intendo solfocromica as such, non
quella trattata.
> Pigliamo, poi, l'Etna in eruzione.
> Inquina?
> Direi di si' e pure milioni di volte di piu' rispetto alla caldaia sopra.
> Il tuo ragionamento porterebbe a dire: "La mia caldaia inquina una
> piccolissima parte rispetto all'Etna, chi se ne frega!".
il paragone è fazioso. Non puoi paragonare UNA sola caldaia
all'etna, paragona tutte le raffinerie, cementerie,
altoforni, centrali termiche, riscaldamenti, e tutto il
contributo antropico al totale del contributo vulcanico, per
avere dati utili.
>
>> Voglio dire, se già si pesano alla bilancia tipo 5 g di nitrato di
>> piombo in 5 gruppi, per un totale di 25 g (non ho voglia di calcoli,
>> diciamo equivalenti a 20 g di piombo), e se di tale ne faccio sali
>> tipo solfuro e/o solfato
>> [Pb2+][SO42–] = 1,82 • 10–13
>> [Pb2+][S2–] = 9,04 • 10–29
>> di che quantità di piombo solubile stiamo parlando ?
>
> Mario, ma credi di essere solo al mondo ?
> In quanti fanno (o possono fare) quel che fai tu?
in pochi (diciamo alcune centinaia di scuole in tutta
italia), e quei pochi usano quantità assolutamente
simboliche, episodicamente. E' un'inezia. E' possibile far
danno se c'è la volontà.
Abbiamo una confezione da un kg di nitrato di piombo, che è
consumata per 4/5 ed è stata acquistata circa 12 anni fa.
Quand'anche avessimo sversato a cazzo, avremmo sversato un
chilo di piombo in 15 anni. Un tizio che taglia un tubo con
una smerigliatrice, che mola una cancellata dalla vernice al
minio, ne usa di più probabilmente.
Sono proprio i numeri, la scala, che ci assolvono persino
nel peggiore degli scenari. E nel mio piccolo, cerco di
creare il migliore degli scenari.
Scaricare galena e pirolusite invece che piombo nitrato o
permanganato
> Il fatto che ci sia qualcuno che faccia la stessa cosa, ma 1000 volte
> piu' in grande ti autorizza a fare la stessa cosa in piccolo ?
direi di si, in linea di massima. Se il "fondo naturale"
mille volte superiore, non crea problemi, direi che un
contributo umano di un millesimo non dovrebbe crearne.
> E' il principio di fondo che, per me, e' sbagliato.
> Lo stesso che porta qualche nazione ad essere avanti alle altre per la
> raccolta differenziata e altre dietro (e ad avere immondizia per strada).
Io per come agisco, credo di essere ancora avanti alla
raccolta differenziata. Vorrei rasentare il ciclo chiuso.
Dai minerali, ai prodotti intermedi, per finire nuovamente
ai minerali di partenza, senza leaks. Filiera chiusa
>
>> dalla prima, considerato l'effetto ione a comune, che preme
>> ulteriormente sul misero catione, diciamo tale da avere un solfato
>> 0,1M, dato che il solfato è in largo eccesso,
>> ricaviamo una conc. molare di piombo nominale di 2 • 10–12 M,
>> applicata diciamo a 2 L di sospensione di trattamento.
>> Che mi devo stare a fare paranoie per una roba di questo genere ? Il
>> solfuro è pure peggio.
>> Guarda, complessi a parte (quelli che conosco cerco di evitarli),
>> sostanzialmente nei surnatanti restano giusto sodio, potassio,
>> magnesio e calcio.
>> Sono solo gli ossianioni a fetecchiare un po' (cromati e manganati),
>> ma prendo cmq delle precauzioni, presumibilmente migliori di chi
>> tratta tutto in blocco con idea vaga di che ci stia.
>
> Ma ho capito il tuo discorso.
> Quel che non condivido e' il fatto che se tutti ragionassero come te ci
> troveremmo nella palta
ma per niente. Nella palta ci mette chi gestisce i rifiuti
al risparmio, versa tal quale per evitare i costi di
gestione, non chi si sforza di gestire bene
> (e, in realta', ci siamo proprio perche' per 300
> anni tutti l'hanno pensata come te).
ah si, tutti quanti a preparare beveroni precipitanti, ad
agitare i fanghi con l'agitatore magnetico.
> Oh, questo e' il MIO punto di vista; mica sto dicendo che sia quello
> giusto e sacro.
pacifico
>
>>> Quindi il tuo lavoro/tempo vale quello di un bambino siamese che cuce
>>> palloni?
>
>> e dove starebbe scritto che dovrei renderne conto ?
>
> Dove ho scritto che dovresti farlo?
hai chiesto quanto vale il mio tempo "lavorativo", e ho
puntualizzato che non era "lavorativo" in senso oneroso per
lo stato, ergo non ero tenuto a giustificarne il valore
>
>>> Ma non puoi buttare quella roba nei rifiuti urbani.
>
>> è "terra", potrei coltivarci dei fiordalisi
>
> Certo, come no...
Si ma ... insomma, la terra, di che è fatta ?
>
>> guarda che la solfocromica era un esempio.
>
> Lo so.
>
>> Se devo usare i cromati per altra ragione, tipo il saggio di Jones per
>> lab di organica, allora il cromo esavalente ci sta, e in tal caso mi
>> pongo il problema (anche se si va a 1 mL alla volta)
>
> Ma come fai a non porti il problema per il CrIII ?
PErchè se è un problema del MIO cromo III, allora è un
problema di QUALSIASI cromo III prodotto dall'uomo, che è
una quantità sterminata. Che fine fa il cromo che l'uomo usa
per le cromature, per le leghe, una volta tornato
nell'ambiente ? Lo mandiamo forse sulla luna ?
Poi, nuovamente, tra chimici ci dovremmo intendere : il
potenziale redox del cromo è superiore a quello
dell'ossigeno a pH acidi e neutri. A quelli basici, dove al
limite è inferiore, ha una solubilità veramente irrisoria.
Non è un caso che in natura il cromo è presente come
trivalente, e sono rarissimi i cromati (indice che è molto
improabile trovare condizioni adatte alla formazione).
> Chi ti dice che tra 50 anni non sia stato tutto ossidato fottendo una
> falda ?
se accadesse, non sarebbero stati i miei 100 g a fotterla (o
di tutte le scuole messe insieme), ma le migliaia tonnellate
di acciai legati al cromo vanadio. Non che la storia
geologica terrestre sia un teorema inviolabile, ma il fatto
che il cromo sia praticamente solo trivalente in natura, mi
rassicura sulla sua sorte finale.
>
>> come cromo TRIVALENTE, finisce insieme a tutti i cationi
>> precipitabili, in attesa della sentenza definitiva
>
> Basta che non finisca in fogna.
In fogna i fanghi non li butto cmq perché ho paura di
intasare i tubi. In discarica sarà probabilmente seppellito,
non so.
>
>>> Chiedi e ti verra' detto.
>
>> già fatto. Niet
>
> Come mai a me lo dicono?
boh, forse sei la persona di riferimento a cui sanno di
dover rendere conto.
> Anzi, io sono pure andato a visitare il sito di stoccaggio.
> Poi, magari mi han fatto vedere un sito fasullo, un po' come i cartonati
> di Mussolini quando veniva Hitler, pero' mi ci hanno portato.
io non sono il soggetto referente a cui debbano rendere
conto, e la scuola si rivolge alla ditta solo per essere
apposto con le carte, mica frega realmente a qualcuno della
fine che fanno i rifiuti
>
>>> Non e' una questione di quantita', ma di qualita'.
>
>> non è questione di quantità è una frase che posso accettare da un
>> filosofo, non da un chimico.
>> E' proprio sempre questione di quantità.
>
> Non fraintendere.
> E' ovvio che e' la quantita' che conta, ma conta SEMPRE, anche se
> "apparentemente" bassa.
le ventose le hai con te ? Perché il vetro è liscio !
>
>>> Per quanto poco sia, se tutti facessimo quel che fai tu, dove finiremmo?
>
>> In un pianeta che ha esattamente la composizione media attuale.
>
> lol
>
> Quindi, se ti scaricassero 5 tonnellate di cromo VI davanti a casa tu
amico, è da mo' che ti dico che mi premuro di ridurre
l'esavalente a trivalente.
Se hai della sabbia azzurra per rifarmi la strada di ghiaia,
porta pure.
> saresti comunque felice, tanto la composizione media del pianeta
> resterebbe la stessa ?
perché paragonare una sostanza insolubile con un composto
solubile e cancerogeno ?
>
>> Non è che i minerali naturali abbiano qualche caratteristica magica
>> che li rende compatibili alla vita, e le stesse sostanze fatte in lab no.
>
> E' la diversa distribuzione, che complica le cose, mi sembra abbastanza
> ovvio.
Si ma nella misura in cui parliamo di inerti, non ci stanno
problemi.
Ho una montagna di ceneri di stufa con cui ho fatto un
terrapieno. Non ha la composizione media del suolo attorno,
ha più potassio e calcio e poco ferro. Ma non mi frega
niente di averla a un metro da casa. Ogni fine inverno ci
caccio sopra un po' di terra, e in primavera l'erba ha
riconsolidato il tutto.
E pure le macerie, coppi frantumati, intonaco frantumato, le
ho usate per terrapieni. Non hanno la composizione media
uguale alla terra vicina, ma mica è un dramma.
>
>>>> no, cassonetto indifferenziato al limite
>
>>> Come fosse un rifiuto urbano ?
>
>> dato che è esattamente assimilabile ad esso rispetto a quello che può
>> rilasciare per dilavamento.
>
> Tu, a casa tua, butti regolarmente fanghi luridi ?
ho la fossa biologica, quel che butta lo sa solo lei. I
fanghi di lavaggio della betoniera li caccio pure loro nei
terrapieni. Che cazzo, saprò pure distinguere dei materiali
inerti o rapidamente inertizzabili, da roba nociva o no ?
> :-O
>
>> Ma trattandosi di fango, in effetti starebbe più comodo in discarica
>> edilizia, con le macerie ordinarie.
>
> Sarebbe gia' meglio.
però non posso farlo io, non mi assumo responsabilità di
fare cose che non mi consentono di farlo in modo esplicito.
Sin quando resto in LAB, non rendo conto di quel che faccio
ad altri che al padreterno. Ma portare il panettone fuori
dalla scuola è sospetto.
>
>>> OK, allora buttiamoli in Africa o seppelliamoli in Irpinia.
>>> Tanto, chi se ne frega...
>
>> guarda che anche il cemento di casa tua quasi certamente contiene
>> "inerti" (o come vuoi chiamarli) di qualche altoforno o le ceneri
>> volanti di una centrale termica.
>
> Casa mia, forse, e' troppo vecchia, ma concordo col tuo discorso in
> senso generale.
> Magari starei piu' sull'asfalto, che sul cemento.
beh, a ognuno il suo : nell'asfalto finiscono i pneumatici
triturati. Zolfo e tutto.
il discorso cambia poco, se si considera quanti singoli si
trovano in ruoli così peculiari da maneggiare certe sostanze.
Non auspico che tutte le batterie d'automobile vengano
gestite dai singoli. MA sin quando la tipologia del prodotto
è omogenea, ci sono ottime premesse affinchè un trattamento
industriale standard ricuperi tutto il piombo (salvo dei
servizi visti sul come lo recuperano, da brivido).
> Buttare poca pasta e fagioli in fogna puo' non essere molto diverso dal
> buttare poco cromo VI, se fatto da un solo essere umano sulla terra, ma
> se a farlo sono in tanti...
però convinciti che non butto cromo esavalente. Lo so che è
un cancerogeno. L'Acna di Cengio non è lontana anni luce
dalle mie parti.
>
>>> Chi ritira il tuo rifiuto ti chiede una composizione di massima dello
>>> stesso, che tu certifichi sotto la tua responsabilita'.
>
>> 1) non ci chiedono niente
>> 2) io non conosco solo la composizione di massima, ma so esattamente
>> cosa finisce in ciascun recipiente temporaneo
>
> Ripeto, probabilmente le tue quantita' sono sufficientemente basse da
> essere trattabili con altre, senza alcun problema.
> E' successo anche a me, inizialmente; poi, le quantita' sono cresciute e
> le cose sono cambiate.
>
>> beh il contratto stipulato non prevede nessuna certificazione nostra.
>> Difficilmente una PA accetta clausole dove rischi alcunché
>
> La certificazione e' una specie di salvagente per lo smaltitore.
la PA tende ad imporre clausole capestro sui privati, in
modo da manlevare sé stessa innanzi tutto (e i privati per
contro gonfiano le tariffe)
> La responsabilita' del rifiuto, fino a entrata in vigore del Sistri, e'
> sempre e solo del produttore (o del suo legale rappresentante).
> Per cui, che la PA accetti o non accetti clausole, conta come il 2 di
> picche con briscola fiori.
> Se scattano rogne, il preside finisce nei casini piu' veloce del vento
> giallo.
questo è possibile, se si dimostrano vizi formali di varia
natura.
>
>> dal punto di vista dell'ossido di cromo, la solubilità è la medesima
>
>>> Tu non cucini, lavori.
>>> E come lavoratore hai obblighi verso l'ambiente che sei tenuto a
>>> rispettare.
>
>> e mi pregio di rispettarli dall'alto dello studio delle tabelle di
>> solubilità più che non con le prassi ISO e cartacce varie.
>
> Perdonami, ma le tabelle e i prodotti di solubilita' valgono come il due
> di picche sopra.
beh, la natura la pensa diversamente. TAnt'è vero che sul
monte amiata gli alberi crescono malgrado l'abbondanza di
mercurio
> Se ti dicono che tu in fogna non puoi scaricare Cr, o Pb o quel che ti
> pare, oltre un limite (basso, stai pur certo) e ti fanno un controllo,
> trovandotelo alto per i motivi piu' disparati (maragi ti si e' fottuto
> un vecchio tubo il piombo senza che tu ne sapessi nulla), se fregato.
> Puoi portare tutti gli esempi del mondo, ma il numero ti frega.
Immagino esistano limiti distinti per Cr VI e Cr III, non
che vengano dosati cumulativamente. Sono convinto di
scaricare reflui innocui, e come dicevo, non ho nessun
patema per controlli sui reflui.
Sui fanghi non so che fine facciano esattamente. Se li
conferiscono bene, se li cacciano ovunque, per il mondo poco
male, e se controllano quello faranno qualche mazzo, ma non
a me. Io tolgo le spolette e levo decompongo l'esplosivo.
Poi del come altri gestiscono le bombe vuote, mi interessa
poco, fatti loro.
>
>>> Ci sono leggi da rispettare che riguardano chi produce un
>>> rifiuto per lavoro, non se cucini per una famiglia.
>
>> Guarda, se di punto in bianco facessero un controllo a valle dei
>> reflui della nostra fogna, non batterei ciglio tanto son tranquillo
>> che il liquido che sverso è rispondente ai limiti di qualsiasi metallo
>> rilevante.
>
> Possibile, anzi, probabilissimo.
> Ma a me, comunque, non piace il principio ed e' quello che contesto.
>
cmq non auspico che chiunque si arrangi per conto suo questo
è chiaro. Anche perché pochi avrebbero materiali ed
attrezzature adatti.
ciao
CCCP