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Acciaio inox "bruciato"

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BlueRay

unread,
Dec 30, 2015, 11:44:55 AM12/30/15
to
Ho arroventato un pentolino di acciaio inox per eliminare delle incrostazioni carboniose che si erano formate all'interno e che non si riusciva a togliere in altro modo ed e' rimasto di un colore arancio, per l'ossido formato.
Mia madre dice che non avrei dovuto farlo perche' ora non lo puo' piu' utilizzare per riscaldare il latte o altri alimenti in quanto sarebbe "diventato tossico", in base alla sua esperienza con le stoviglie di inox.
Quello che afferma ha un qualche fondamento ?

--
BlueRay

Soviet_Mario

unread,
Dec 30, 2015, 2:36:48 PM12/30/15
to
no, assolutamente. La passivazione inerte era e inerte
resta. Semplicemente cambiano gli spessori degli ossidi e
dei colori "interferenziali". Talvolta negli inox non della
serie "b" (quelli a basso tenore di C) può anche
redistribuirsi un po' il carbonio, di solito non omogeneo,
ma anche questo non cambia nulla sotto il profilo di inerzia
agli alimenti e tossicità.

>
> --
> BlueRay
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
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https://www.avast.com/antivirus

BlueRay

unread,
Dec 30, 2015, 3:04:22 PM12/30/15
to
Il giorno mercoledì 30 dicembre 2015 20:36:48 UTC+1, Soviet_Mario ha scritto:
>
> no, assolutamente. La passivazione inerte era e inerte
> resta. Semplicemente cambiano gli spessori degli ossidi e
> dei colori "interferenziali". Talvolta negli inox non della
> serie "b" (quelli a basso tenore di C) può anche
> redistribuirsi un po' il carbonio, di solito non omogeneo,
> ma anche questo non cambia nulla sotto il profilo di inerzia
> agli alimenti e tossicita'.

Grazie.

P.S. Se ti ricordi, in un passato thread Fabri diceva che il colore dell'ossido non puo' essere dovuto a interferenza altrimenti dovrebbe cambiare con l'angolo di visuale.

Ciao.

--
BlueRay

Soviet_Mario

unread,
Dec 30, 2015, 7:12:38 PM12/30/15
to
mmm, si, vagamente. Boh l'avevo letto, ora non ho collegato.
Se è importante posso cercare se ritrovo qualcosa.

P.S. è anche possibile che questi ossidi (specie a caldo)
possano diventare lievemente substechiometrici in ossigeno,
e produrre magari delle cosiddette "Fasi di Magnèli" o
bronzi di Magnèli, che presentano lacune (e forse centri di
colore con elettroni al posto di anioni).
Sono conduttivi e paramagnetici A PRESCINDERE dall'eventuale
metallo. So che li formano più facilmente W, Mo e V, ma
forse anche Fe e Cr, non so. MAgari sbaglio del tutto ...

>
> Ciao.

*GB*

unread,
Dec 31, 2015, 1:34:03 AM12/31/15
to
Soviet_Mario ha scritto:

> no, assolutamente. La passivazione inerte era e inerte resta.
> Semplicemente cambiano gli spessori degli ossidi e dei colori
> "interferenziali". Talvolta negli inox non della serie "b" (quelli a
> basso tenore di C) può anche redistribuirsi un po' il carbonio, di
> solito non omogeneo, ma anche questo non cambia nulla sotto il profilo
> di inerzia agli alimenti e tossicità.

Proprio sicuro? E se si è verificata una corrosione intergranulare?

https://it.wikipedia.org/wiki/Corrosione#Corrosione_intergranulare

La corrosione intergranulare (o intercristallina) si manifesta
in corrispondenza dei bordi di grano di una soluzione solida,
in particolare dell'acciaio inossidabile austenitico o ferritico
che sia stato sensibilizzato con un riscaldamento oltre i 500 °C.
In queste condizioni infatti si ha la precipitazione dei carburi
di cromo, i quali, grazie all'alta temperatura, diffondono verso
le zone distorte (i bordi di grano), dove vi è una maggiore
concentrazione di carbonio.
Si crea così una situazione in cui i bordi di grano sono ricchi di
carburi di cromo, che fungono da catodo, e di matrice circostante
con una percentuale di cromo minore del 12%, non più passivata e
quindi fungente da anodo: può così avere luogo la corrosione a umido.
Una grana fine in questa situazione è controproducente, in quanto
una maggiore estensione dei bordi di grano implica maggiore
estensione delle zone sottoposte a corrosione.
Per ridurre tale corrosione è consigliabile attraversare velocemente
l'intervallo critico di temperatura (per esempio con raffreddamento
in acqua) oppure prolungare il riscaldamento: questo per impedire
o favorire la diffusione del cromo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Corrosione_intergranulare

Sensibilizzazione

Il fenomeno della corrosione intergranulare è molto comune negli
acciai austenitici che hanno un buon contenuto di C (<0,08%) e
livelli di Cr di almeno 12% e si presenta quando il materiale
viene trattato (o comunque si trova per un certo periodo di tempo)
a temperature comprese nell'intervallo 500-850 gradi Celsius
nel quale si ha la formazione di carburi di cromo molto stabili
che precipitano nei bordi di grano (zone più attive come spiegato
sopra): questo fenomeno è conosciuto come sensibilizzazione.

Avanzamento della corrosione

Poiché questi carburi (Cr23C6) sono molto ricchi in cromo, nei bordi
di grano dove precipitano la concentrazione in Cr aumenta parecchio
superando anche il 18% in peso, mentre nella regione immediatamente
adiacente al bordo di grano però interna ad esso la concentrazione
si abbassa (il Cr diffonde, crea il carburo e precipita nei bordi
di grano) anche a valori inferiori all'8%; a questo punto la regione
adiacente ai bordi ha una concentrazione di Cr più bassa del limite
proprio degli inox (ovvero il 12%) e può trovarsi ad operare in campo
di attività corrodendosi e causando il "consumo" e il distacco dei
bordi di grano e facendo perdere (nel migliore dei casi) proprietà
meccaniche al componente.

Per evitarla, BlueRay doveva fare così:

Prevenzione

La sensibilizzazione degli acciai inox si può eliminare portandoli
a temperature superiori al limite di solubilità (generalmente sopra
i 1000 gradi Celsius) per un tempo necessario e poi raffreddandoli
velocemente per "fissare" le condizioni ed evitare che riprecipitino
i carburi.

In quanto sicuramente l'acciaio inox del suo pentolino è austenitico:

https://it.wikipedia.org/wiki/Acciaio_inossidabile#Austenitico

Gli impieghi di questi acciai sono molto vasti: pentole e servizi
domestici, [...]

L'unico trattamento termico applicabile per questa classe di acciai
è la solubilizzazione del C a 1050 °C, che favorisce la diffusione
del carbonio in maniera omogenea nei grano cristallino, seguita da
raffreddamento rapido per evitare la permanenza nell'area fra 800
e 400 °C, dove può avvenire la precipitazione dei carburi di cromo.
La precipitazione di questi carburi, generalmente sono Cr23C6, si
concentra ai bordi dei grani cristallini, implicando un impoverimento
locale di cromo libero che può scendere sotto il 12%, perdendo dunque
le proprietà inossidabili. La conseguenza è la possibile insorgenza
di corrosione intergranulare.

https://it.wikipedia.org/wiki/Leghe_inox_austenitiche

Le leghe più utilizzate sono quelle denominate AISI 304 (304 L),
316 (316 L), 321 e 347 (queste ultime due sono versioni migliorate
del 304).

Il 304, se portato ad alta temperatura (400 °C - 840 °C, ad esempio
durante la saldatura), si sensibilizza alla corrosione intergranulare
a causa della precipitazione dei carburi di Cromo (M23C6) sui bordi
di grano della struttura metallica. La precipitazione di questi
carburi causa una notevole diminuzione del tenore di cromo nelle zone
circostanti ai bordi di grano e, se si scende al di sotto del 12%,
il film di passività dell'acciaio non è più sufficiente a proteggere
il materiale sottostante. Si rischia quindi di avere rotture per
corrosione selettiva lungo il perimetro dei bordi di grano.

https://it.wikipedia.org/wiki/AISI_304

Questo acciaio è anche noto come "acciaio inox 18-10" e il principale
utilizzo di questi acciai riguarda sicuramente le pentole e i servizi
di posate; l'espressione "pentole in acciaio inox 18-10" è entrata
ormai nell'uso quotidiano.

Ulteriore riferimento:

http://www.electrochemsci.org/papers/vol7/71009465.pdf

Formation of Cr23C6 during the Sensitization of AISI 304
Stainless Steel and its Effect to Pitting Corrosion

Bye,

*GB*

Soviet_Mario

unread,
Dec 31, 2015, 6:22:50 AM12/31/15
to
Il 31/12/2015 07.33, *GB* ha scritto:
> Soviet_Mario ha scritto:
>
>> no, assolutamente. La passivazione inerte era e inerte resta.
>> Semplicemente cambiano gli spessori degli ossidi e dei colori
>> "interferenziali". Talvolta negli inox non della serie "b"
>> (quelli a
>> basso tenore di C) può anche redistribuirsi un po' il
>> carbonio, di
>> solito non omogeneo, ma anche questo non cambia nulla
>> sotto il profilo
>> di inerzia agli alimenti e tossicità.
>
> Proprio sicuro? E se si è verificata una corrosione
> intergranulare?

mah, da quanto dici sotto, la necessità di superare i 500°,
è abbastanza esigente per un pentolino da cucina. Poi
dipende da quanto è potente il gas e grande il pentolino, ma
normalmente già raggiungere i 400° è un bell'obiettivo.

Non parliamo poi di scaldarlo a 1000°. Li ci vuole la
muffola o ti "attacchi".

P.S. per pentolame non "cinese" old-style, in effetti è più
comune usare il 316 che il 304 (usato più nei buffer e
serbatoi per contenere un po' il costo, talvolta in
automobili o meccanica a caldo).
Il 316 è il 18/10, il 304 corrisponde al 18/8 (risp. Cr e Ni)

P.S. se il classico austenitico da cucina ha meno carbonio
dello 0,08% e il cromo al 18 %,
considerato che il carburo indicato (presumo sia un
rappresentante medio) Cr23C6 contiene circa il 5 % di C e il
95 % di Cr, il consumo di tutto il carbonio libero presente
dovrebbe comportare una sottrazione media dell' 1,52 % di
cromo. Ora è vero che questo è vero solo in media e
localmente può anche non esserlo perché non è affatto detto
(anzi è improbabile) che Cr possa diffondere rapidamente
come C, che è interstiziale, ma boh, diciamo che cmq la
necessaria diffusione di C a distanza mi pare rilevante per
maltrattamenti prolungati e/o ripetuti, prima di dare
effetti misurabili.
Di fatto non ho mai visto pentole bucate per corrosione, e
l'unico danno frequente, ma per ragioni anche meccaniche, è
il distacco dei punti di saldatura, che per ragioni
estetiche e di costo sono sempre fatti a puntatrice, ma
insomma, non è che possano essere il massimo della tenuta,
visto poi che sono a punto singolo su superficie minuscola,
due per manico salvo pentole da decine di litri.

cmq sicuramente esistono vari contesti in cui le condizioni
sfavorevoli possono arrivare a corrodere gravemente anche
l'inox.
mi pare che cmq possa essere proprio il C l'atomo limitante,
perché il carburo è si ricco in Cr (95 %), ma anche MOLTO
più ricco di C (5 %) della lega vicina (0,08 %).
Anzi, il carburo è solo 5,3 volte più ricco di cromo della
lega, ma è 62,5 volte più ricco di carbonio della lega.
Affinché il C non si esaurisca prima, bisogna ammettere che
abbia una mobilità diffusionale di oltre dieci volte
superiore al cromo. Probabilmente è plausibile, ma presumo
richiede un certo tempo.


> a questo punto
> la regione
> adiacente ai bordi ha una concentrazione di Cr più bassa
> del limite
> proprio degli inox (ovvero il 12%) e può trovarsi ad
> operare in campo
> di attività corrodendosi e causando il "consumo" e il
> distacco dei
> bordi di grano e facendo perdere (nel migliore dei casi)
> proprietà
> meccaniche al componente.

effetto che per la pentola non è tanto rilevante. A volte
probabilmente invece si sente nei punti di saldatura, che
sono meccanicamente molto sollecitati per cui anche una
piccola riduzione della sezione utile concentra gli sforzi.

>
> Per evitarla, BlueRay doveva fare così:
>
> Prevenzione
>
> La sensibilizzazione degli acciai inox si può eliminare
> portandoli
> a temperature superiori al limite di solubilità
> (generalmente sopra
> i 1000 gradi Celsius) per un tempo necessario e poi
> raffreddandoli

boooom ! 1000 gradi sul fornello di casa ? Ellamadonna.
Dovremmo essere tutti in grado di fondere il rame (non
parliamo dell'alluminio !) dentro una pentola di inox.

Invero ho fatto una fatica immonda a fondere la lega Sn/Pb
(usando pentola d'alluminio, l'inox non conduceva
abbastanza), con almeno due ore di fornello grande a stecca
e coperchio. La lega fonde probabilmente sotto i 300, anche
se non in modo congruente (non era eutettica, era "a cazzo
di cane"). E' per quello che sono un po' scettico anche di
arrivare "per caso, per errore" a 500°

> velocemente per "fissare" le condizioni ed evitare che
> riprecipitino
> i carburi.
>
> In quanto sicuramente l'acciaio inox del suo pentolino è
> austenitico:
>

eh già ! Tutti abbiamo a casa la muffola o la fonditrice a
induzione :)
qui si sono confusi, è il 18/8.
Il 18/10 è l'aisi_316 ... Sono praticamente sicuro, l'altra
estate quando valutavo i serbatoi, prima di scegliere la
plastica, cercavo ogni modo di strippare qualche euro, ad
es. stando più basso sulla lega (passare appunto dal 316 al
304, l'inox "dei poveri" ... oddio, costa POCO di meno in
realtà)

> il principale
> utilizzo di questi acciai riguarda sicuramente le pentole
> e i servizi
> di posate; l'espressione "pentole in acciaio inox 18-10"
> è entrata
> ormai nell'uso quotidiano.
>
> Ulteriore riferimento:
>
> http://www.electrochemsci.org/papers/vol7/71009465.pdf
>
> Formation of Cr23C6 during the Sensitization of AISI 304
> Stainless Steel and its Effect to Pitting Corrosion
>
> Bye,
>
> *GB*


*GB*

unread,
Dec 31, 2015, 10:50:39 AM12/31/15
to
Soviet_Mario ha scritto:

> mah, da quanto dici sotto, la necessità di superare i 500°, è abbastanza
> esigente per un pentolino da cucina. Poi dipende da quanto è potente il
> gas e grande il pentolino, ma normalmente già raggiungere i 400° è un
> bell'obiettivo.

Okay, ma non sappiamo che cosa ha usato BlueRay per arroventare quel
pentolino. Aspettiamo che ce lo dica lui.

> Il 316 è il 18/10, il 304 corrisponde al 18/8 (risp. Cr e Ni)

Abbastanza giusta la seconda che dici. Ma leggi ancora più sotto.

> considerato che il carburo indicato (presumo sia un rappresentante
> medio) Cr23C6

Non proprio "medio", è un composto a sé. Ci sono anche gli altri due
carburi Cr3C2 e Cr7C3:

https://en.wikipedia.org/wiki/Chromium_carbide

Chromium carbide is a ceramic compound that exists in several
different chemical compositions: Cr3C2, Cr7C3,and Cr23C6.
At standard conditions it exists as a gray solid. It is extremely
hard and corrosion resistant. It is also a refractory compound, which
means that it retains its strength at high temperatures as well.
These properties make it useful as an additive to metal alloys.
When chromium carbide crystals are integrated into the surface of
a metal it improves the wear resistance and corrosion resistance of
the metal, and maintains these properties at elevated temperatures.
The hardest and most commonly used composition for this purpose is
Cr3C2.

Related minerals include tongbaite[3] and (rare) isovite,
(Cr,Fe)23C6.[4]

Properties

There are three different crystal structures for chromium carbide
corresponding to the three different chemical compositions.
Cr23C6 has a cubic crystal structure and a Vickers hardness
of 976 kg/mm2.[5] Cr7C3 has a hexagonal crystal structure and a
microhardness of 1336 kg/mm2.[5] Cr3C2 is the most durable of the
three compositions, and has an orthorhombic crystal structure with a
microhardness of 2280 kg/mm2.[5] For this reason Cr3C2 is the primary
form of chromium carbide used in surface treatment.

Ma i tricosametallo esacarburi M23C6 (ad es. con M = Cr o Mn) sembrano
essere anch'essi abbastanza stabili, dato che si conoscono oltre 85
composti con quella struttura e di formula A(23-x)BxC6 :

https://en.wikipedia.org/wiki/Cr23C6_crystal_structure

Cr23C6 crystal structure

Cr23C6 is the prototypical compound of a common crystal structure,
discovered in 1933[1] as part of the chromium-carbon binary phase
diagram. Over 85 known compounds adopt this structure type,[2]
which can be described as a NaCl-like packing of chromium cubes
and cuboctahedra.[3]

Examples of compounds that form in this structure type include
Cr23C6, Mn23C6, and many ternary intermetallic carbides and
borides.[4] A few phases of ternary silicides, germanides, and
phosphides are also known to exist.[5][6] In going from the binary
to ternary systems, some of the transition metal atoms are
substituted by a third element, which can be an alkali metal,
alkaline earth metal, rare earth element, main group element,
or another transition metal. This leads to an empirical formula
of the form A23-xBxC6. Materials of this kind continue to be studied
for potentially interesting magnetic and physical properties.[7][8]

Minerali con quella struttura sono l'isovite (Cr,Fe)23C6 :

https://it.wikipedia.org/wiki/Isovite

e il minerale meteoritico haxonite (Ni,Fe)23C6 :

https://it.wikipedia.org/wiki/Haxonite
https://en.wikipedia.org/wiki/Haxonite

Comunque, l'esacarburo al cromo è più stabile di quello al manganese:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0925838805015987

Atomistic simulation on the structural properties and phase stability
for Cr23C6 and Mn23C6

Based on the successful applications of lattice inversion method in
many fields, the crystal structure and phase stability of Cr23C6 and
Mn23C6 are investigated using the interatomic potentials obtained
by lattice inversion method in this research. The calculated atomic
coordinates and crystal parameters are in good agreement with the
experimental results and the phase stability of Cr23C6 and Mn23C6 are
tested by random atom shifts and global deformations. The calculated
energy also indicates that the Cr23C6 is more stable than Mn23C6.

>> https://it.wikipedia.org/wiki/AISI_304
>>
>> Questo acciaio è anche noto come "acciaio inox 18-10" e
>
> qui si sono confusi, è il 18/8.

Qua dicono (in maniera non molto chiara) che il 18/10 sarebbe il 304L:

http://mobile.euro-inox.org/map/18-8_18-10/IT_18-8_18-10.php

18/8 o 18/10

Le designazioni 18/8 o 18/10 sono spesso utilizzate nel gergo tecnico
per indicare gli acciai EN.1.4301/AISI.304 o EN.1.4307/AISI.304L,
con riferimento al tenore di cromo del 18.% e di nichel dall’8.%
al 10.% circa, oltre a percentuali minori di altre leghe.
Questi tipi di acciaio inossidabile sono i più comuni e si trovano
in quasi tutti i settori industriali, come per esempio serbatoi,
tubature e recipienti di processo per l’industria alimentare,
farmaceutica, chimica, petrolifera e del gas, nonché per la
produzione di polpa di cellulosa, carta e altre industrie.

E la cosa è confermata qui:

http://www.ravaniacciai.it/modulo_faq/faq_it_74.aspx

Faq

1: QUAL E’ LA DIFFERENZA FRA AISI 304 E AISI 304L ?

L’AISI 304 (Wr. 1.4301) è il più comune acciaio inossidabile
austenitico, anche chiamato ACCIAIO 18-8 in quanto contiene almeno
il 18% di cromo e circa l’8 % di nichel.L’AISI 304/304L (Wr. 1.4307),
dove “L” sta per Low Carbon, è un acciaio inossidabile austenitico
con le stesse caratteristiche dell’AISI 304, ma con basso contenuto
di carbonio, in particolare inferiore a 0,03%. Questo fa sì che,
in caso di superamento della temperatura di sensibilizzazione (tipico
fenomeno conseguente alla saldatura, nella zona della saldatura
stessa e nelle zone limitrofe), la precipitazione dei carburi sia
estremamente limitata, e con essa limitato l’infragilimento ed il
rischio di innesco di stress corrosion o corrosione intergranulare.
A completare il quadro, l’AISI 304L (Wr. 1.4306). Quest’ultimo, oltre
ad avere una percentuale di carbonio inferiore a 0,03%, vanta un
tenore di nichel almeno uguale al 10%, a differenza dei precedenti
che si fermano ad 8%. Stiamo parlando dell’acciaio 18-10. Esso
garantisce, fra gli altri aspetti, anche una migliore performance
se sottoposto a profondo stampaggio.

Ma questi dicono che quella voce di Wikipedia non sarebbe così errata:

http://www.bssa.org.uk/topics.php?article=91

Cutlery stainless steel grades '18/8', '18/10' and '18/0'

Compositions of '18/8', '18/10' and 18/0'

These figures relate to the chromium and nickel contents of the
steel, respectively.

'18/8' is probably the most commonly used stainless steel and
contains 18% chromium and 8% nickel.
This steel is also known as '304' (in the American AISI grade
designation system) or 1.4301 in the European BS EN 10088 standard.
It is an 'austenitic' type of stainless steel and so is not (or only
very weakly) attracted by a magnet.

'18/10' is a designation used on some cutlery and holloware as
an alternative to '18/8'. This designation is claimed to indicate
a better quality steel than '18/8', and is essentially the same as
the '304 (1.4301) grade . In practice the "10" does not indicate
an actual higher Ni content and is purely a marketing ploy.

'18/0' is a 'ferritic' stainless steel type, which is attracted
by a magnet (like pure iron). This steel is known as '430' in the
AISI system or 1.4016 in the European standard.
It is used where corrosion resistance is not too demanding as
an alternative to the '18/8' 304 type. The chromium content
is optimistically said to be 18% but is nearer 17%.

> Il 18/10 è l'aisi_316 ... Sono praticamente sicuro,

Uhm... la voce sull'AISI 316 lo definirebbe 17/12 o 17/12/2:

https://it.wikipedia.org/wiki/AISI_316

L'AISI 316 o acciaio X5CrNiMo1712 è una lega di acciaio inox
austenitica composta da un tenore di cromo tra il 16% ed il 18%,
di nichel tra l'11% e il 14% e di molibdeno tra il 2% ed il 3%.
Si ricava a partire dall'acciaio X5CrNi1810 con l'aggiunta del 2,5%
di molibdeno, utile per migliorare la resistenza alla corrosione
elettrolitica (pitting) da cloruri. Quest'ultima caratteristica
lo rende adatto all'esercizio in acqua di mare.

Ne esiste anche una versione L, cioè con tenore di carbonio inferiore
allo 0,035% (il 316 ammette fino a 0,080%) utile a impedire
la precipitazione dei carburi di cromo e quindi la corrosione.

Bye,

*GB*

BlueRay

unread,
Dec 31, 2015, 11:09:44 AM12/31/15
to
Grazie, interessante. Forse la mi' mamma unn'e' del tutto strulla come pensavo :-)

> Per evitarla, BlueRay doveva fare così:
>
> Prevenzione
>
> La sensibilizzazione degli acciai inox si può eliminare portandoli
> a temperature superiori al limite di solubilità (generalmente sopra
> i 1000 gradi Celsius) per un tempo necessario e poi raffreddandoli
> velocemente per "fissare" le condizioni ed evitare che riprecipitino
> i carburi.

Scusa, una domanda: ma secondo te cosa costa di meno, un pentolino nuovo in acciaio inox o un set per fiamma ossidrica? :-)
Bye,

--
BlueRay

BlueRay

unread,
Dec 31, 2015, 11:30:14 AM12/31/15
to
Il giorno giovedì 31 dicembre 2015 16:50:39 UTC+1, *GB* ha scritto:
> Soviet_Mario ha scritto:
>
> > mah, da quanto dici sotto, la necessità di superare i 500°, è abbastanza
> > esigente per un pentolino da cucina. Poi dipende da quanto è potente il
> > gas e grande il pentolino, ma normalmente già raggiungere i 400° è un
> > bell'obiettivo.
>
> Okay, ma non sappiamo che cosa ha usato BlueRay per arroventare quel
> pentolino. Aspettiamo che ce lo dica lui.

Il fornello della cucina. Come per scaldare il latte, pero' senza latte! :-)
Ho aspettato di vederlo diventare incandescente alla base, quindi un 500-600°C per me li ha raggiunti.

--
BlueRay

*GB*

unread,
Dec 31, 2015, 11:51:59 AM12/31/15
to
BlueRay ha scritto:

>> Okay, ma non sappiamo che cosa ha usato BlueRay per arroventare quel
>> pentolino. Aspettiamo che ce lo dica lui.
>
> Il fornello della cucina. Come per scaldare il latte, pero' senza latte! :-)
> Ho aspettato di vederlo diventare incandescente alla base, quindi un 500-600°C per me li ha raggiunti.

Allora probabilmente la tu' mamma unn'e' del tutto strulla come pensavi.

Auguri di Buon Anno a te e a Soviet_Mario, not1xor1 e tutti gli altri!!!

Bye,

*GB*

Elio Fabri

unread,
Jan 3, 2016, 3:02:04 PM1/3/16
to
BlueRay ha scritto:
> P.S. Se ti ricordi, in un passato thread Fabri diceva che il colore
> dell'ossido non puo' essere dovuto a interferenza altrimenti
> dovrebbe cambiare con l'angolo di visuale.
C'è bisogno che dica che l'avevo completamente dimenticato?
Però mi pare ancora giusto :-)


--
Elio Fabri

manuela...@gmail.com

unread,
Nov 30, 2019, 4:29:03 AM11/30/19
to
Scusate, sapete anche mica come è se si può rimediare?

Giorgio Bibbiani

unread,
Nov 30, 2019, 4:56:14 AM11/30/19
to
Il 30/11/2019 10:29, manuela...@gmail.com ha scritto:
> Scusate, sapete anche mica come è se si può rimediare?
>
V. il thread "pentolino bruciato":

https://groups.google.com/forum/?hl=it#!topicsearchin/it.scienza.chimica/pentolino$20bruciato;context-place=forum/it.scienza.chimica/it.scienza.chimica/z5ss1nXWvEw/it.scienza.chimica/z5ss1nXWvEw

Ciao

--
Giorgio Bibbiani
(mail non letta)
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