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Credo che Dario abbia dato una spiegazione sintetica di un discorso
un po' ... ampio che aveva in mente. Purtroppo nel suo post manca la
risposta alla domanda, e cioè cosa sono gli orbitali di non legame.
Conoscendo la teoria degli orbitali molecolari si sa che questi
esistono come LCAO, ovvero sono combinazione lineare degli orbitali
atomici.
La combinazione deriva dalla sovrapposizione degli AO e si ha
principalmente se si verificano le opportune condizioni di energia e
simmetria (vedi teoria dei gruppi).
Nelle molecole quindi si vanno a formare dei set di orbitali molecolari
che a seconda degli AO da cui derivano portano (se occupati)il sistema
ad un guadagno energetico piuttosto che a una situazione di alta
energia (rispettivamente orbitali di legame e di antilegame).
Quando le condizioni energetiche e di simmetria non permettono
sovrapposizione significativa oppure l'integrale di sovrapposizione
(che molto in soldoni rappresenta l'entità dell'interazione) è nullo,
l'orbitale che ne risulta non produce variazione dell'energia
del sistema (si intende sempre se occupato). Questo tipo di orbitale
è detto di non legame.
E' sicuramente un argomento che puoi approfondire a piacere trovando
cartaceo e/o elettronico facilmente. Se vuoi un aiutino, ti consiglio
questo indirizzo:
http://helios.unive.it/~chem2000/capitoli/15.htm#metodo%20om
ciao
luigi
certo
prendi una molecola estremamente banale come l'azoto.
In una trattazione elementare e qualitativa
i due atomi, ibridati 2 sp+p+p, sovrappongono uno degli orbitali ibridi atomici sp e i due p ortogonali tra loro, lasciando uno degli sp "inutilizzati". Questo, diametralmente opposto all'altro, nucleo non subirà perturbazioni nella sua energia rispetto al livello di partenza e sarà il "lone pair" o detto in altro modo un orbitale di NON legame.
Tutti gli altri orbitali ibridi atomici si sovrappongono a formare orbitali molecolari leganti (1 sigma e 2 ti tipo pigreco), pieni, cui corrispondono livelli simmetrici in energia, ANTI leganti, vuoti nello stato fondamentale.
si sono così creati già 5 livelli energetici, di cui i tre più bassi, "zero" incluso, popolati di elettroni, i due più alti in energia vuoti. Ecco spiegate varie possibili transizioni di una molecola così semplice
pigreco -> pigreco* (intensa, grosse epsilon)
sigma -> sigma* (alta energia)
enne -> pigreco* (proibita per simmetria ma di energia più bassa)
enne -> sigma* (non ricordo se permessa o proibita)
(sigma -> pigreco*) (proibita per simmetria, pochissimo probabile)
(pigreco -> sigma*) (proibita per simmetria, pochissimo probabile)
> Studiando la spettroscopia UV-VIS in biofisica ho visto che il
> legame pepetidico dà assorbimento a circa 210nm (mi sembra) con una
> transizione da un orbitale di non legame ad uno di antilegame.
dalla frequenza potrebbe essere una enne->pigreco* (lone pair dell'ossigeno sull'antilegante carbonilico). Non son sicuro (azz, e dire che l'ho fatte il quadrimestra scorso ! ! ! la memoria .... brutta cosa)
ciao
Soviet-Mario
Cos'hai combinato adesso con OE??? :-)))
Dovresti andare in strumenti --> opzioni --> invio --> formato invio
news imposta testo normale... --> impostare ritorno automatico a 70-72
caratteri. Sarebbe molto piu' comodo leggerti :-)
BTW per la motivi di sicurezza ti consiglierei anche di passare a IE 6
(che contien anche OE 6) o almeno al 5.5 con i 2 service pack. Il tuo
OE e' piu' vulnerabile rispetto alle nuove versioni.
(tra l'altro dovrebbe gia esserci una patch anche per IE6).
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Ciao!!!
Michele
mik <micky...@libero.it> wrote in message 0rcsaus6vi05nl68i...@4ax.com...
> On Sat, 6 Apr 2002 01:25:51 +0200, "Soviet_Mario"
> <gigiot...@libero.it> wrote:
> >i due atomi, ibridati 2 sp+p+p, sovrappongono uno degli orbitali ibridi atomici sp e i due p ortogonali tra loro, lasciando uno degli sp "inutilizzati". Questo, diametralmente opposto all'altro, nucleo non subirà perturbazioni nella sua energia rispetto al livello di partenza e sarà il "lone pair" o detto in altro modo un orbitale di NON legame.
Grazie mille per la spiegazione. Non avevo assolutamente considerato
che i lone pair fossero orbitali di non legame.
Quando si utilizzano gli esempi tutto di venta piů chiaro.
Grazie
Andrea
Non era un richiamo, pensavo di esserti utile per risistemare (in
realta' anche essere utile a me stesso per leggere i tuoi post piu'
comodamente ;-)
Il fatto dell'aggiornare non era uno scherzo perche' con le nuove
versioni sono stati risolti un po' di buchi nella sicurezza.
--
Ciao!!!
Michele
Ok. Ora però mi viene il dubbio che, a causa dell'esempio che ho
scelto, l'azoto, qualcuno possa identificare gli orbitali NON
leganti coi soli lone pairs. Non è detto ....
Vero che i lone pairs sono sempre non leganti (del resto sono
atomici e localizzati), ma non è necessariamente vero il
contrario. Esistono anche orb. NON leganti molecolari.
Un esempio che mi viene li per li è l'orbitale doppiamente
degenere del "famigerato" ciclobutadiene (il classico composto
insaturo ciclico NON HUCKEL). Due suoi orbilali hanno in effetti
la medesima energia degli orb. atomici originari, e sono
pertanto NON leganti pur essendo estesi ai quattro atomi del
ciclo.
Questo ritratto del ciclobutadiene, considerata la regola di
Hundt, spiega tra l'altro molto bene il suo carattere di
diradicale e l'immensa reattività chimica (ciò che in maniera un
po' fuorviante viene definito anti-aromaticità)
Ciao
Soviet-Mario
Murtroppo studiando fisica, le mie conoscenze di chimica si fermano ai
composti aromatici"classici". Comunque ti ringrazio per la precisazione;
mi stava venendo il dubbio che slo i lone pairs fossere orbitali di non
legame.
Ciao
E' la stessa cosa parlare degli stati ad energia superiore al
fondamentale.
Certo, possiamo calcolare la loro energia e verificarne l'accuratezza
mediante le spettroscopie, ma le spettroscopie coinvolgono la
TRANSIZIONE
tra stati. Detto in altri termini, e questo è un quesito sul quale
vorrei sentire
il vostro parere, questi orbitali di antilegame e/o stati eccitati, sono
entità
reali o entrano in gioco solo appena vengono occupati?
Qualcuno potrebbe portare in esempio le interazioni reattive tra
elettroni di una specie donatrice e un orbitale antilegante di una
specie
accettrice. Ma possono gli elettroni interagire con una funzione d'onda?
Non è piuttosto che l'INTERAZIONE è descritta secondo la meccanica
quantistica
attraverso l'uso di questi orbitali??
Spero di essere stato abbastanza provocatorio.
Ciao
Soviet-Mario
Fabio Mancini <p77...@yahoo.it> wrote in message
7488d7e0b00d6199423...@mygate.mailgate.org...
E' tanto che non vedo un po' di chimica fisica (per fortuna :-) quindi
non vorrei che mi mi sia sfuggito qualcosa... comunque a me risulta
che ci sono composti in cui gli orbitali di antilegame sono occupati
andando a ridurre l'ordine di legame.
Diciamo che proprio tra le molecole semplici che si usano di esempio
nello studio degli orbitali molecolari (mi riferisco a chimica gen. e
inorganica) ce n'erano con degli orbitali di antilegame occupati.
Non vado a cercare perche' sono un po' a corto di tempo... e mi sto
facendo la cacchina addosso per un esame della prox settimana
(PANICO!!!)
Non vorrei pero' che mi fosse sfuggito qualcosa del tuo post, per cui
ho capito male.
--
Ciao!!!
Michele
La metti un po' sul filosofico ;)
Non so che valore abbia la mia risposta da questo punto di vista, però ci
provo.
Parlando di orbitali non credo che si debba ragionare in termini di
"esistono o non esistono", ma piuttosto di stati energetici del sistema
permessi o no.
Vale a dire: la molecola (o l'atomo o la particella o quello che vuoi, fa lo
stesso) può esistere in un determinato stato energetico?
Parti dalla equazione per l'energia di Schrodinger: essa descrive i livelli
energetici in cui un sistema quantistico può esistere e tali livelli sono
rappresentati dalla somma delle funzioni d'onda (funzioni soluzione
dell'equazione o autofunzioni) descriventi tutti i componenti del sistema.
Chiamiamo orbitali solo le autofunzioni per gli elettroni.
Significa che gli orbitali sono stati possibili per il sistema: da questo
punto di vista non vedo alcuna differenza tra gli orbitali di legame, di non
legame e di antilegame.
Le differenze sono solo negli effetti che si hanno quando un elettrone si
trova in un certo livello energetico piuttosto che in uno differente. Ma
questa è un'altra faccenda.
Per farti capire che di differenze concettuali non ce ne sono tra leganti e
anti leganti, posso dire che il paramagnetismo dell'ossigeno è dovuto
proprio
all'occupazione da parte di 2 elettroni nello stato fondamentale (non è
sempre necessario ricorrere al stati eccitati) di 2 orbitali antileganti, a
simmetria pi-greca.
> E' la stessa cosa parlare degli stati ad energia superiore al
> fondamentale
Non sono sicuro di capire cosa vuoi dire, ma credo che si, sia la stessa
cosa. Di nuovo: cambia l'effetto (ad esempio una molecola nello stato
fondamentale è stabile, in uno stato eccitato si può distruggere), ma non
il concetto.
> Certo, possiamo calcolare la loro energia e verificarne l'accuratezza
> mediante le spettroscopie, ma le spettroscopie coinvolgono la
> TRANSIZIONE
> tra stati. Detto in altri termini, e questo è un quesito sul quale
> vorrei sentire
> il vostro parere, questi orbitali di antilegame e/o stati eccitati, sono
> entità
> reali o entrano in gioco solo appena vengono occupati?
Vedi sopra.
Comunque non penso che sia sbagliata la domanda, ma a questo punto ci si può
chiedere (perchè nessuno se lo chiede?) se i livelli energetici di un
sistema macroscopico (e quindi si parla di livelli energetici a
distribuzione continua, ma cosa cambia?) entrano in gioco solo se occupati
...
> Qualcuno potrebbe portare in esempio le interazioni reattive tra
> elettroni di una specie donatrice e un orbitale antilegante di una
> specie
> accettrice.
I metallo carbonili (si vede l'effetto che ha l'occupazione di un orbitale
antilegante di CO [particolarità: gli elettroni donati dal metallo vanno a
localizzarsi più su C che su O, contrariamente con quanto ci si attende
dalle elettronegatività dei 2 atomi] attraverso l'allungamento del legame
C=O).
> Ma possono gli elettroni interagire con una funzione d'onda?
Gli elettroni sono "a cavallo" tra particella e onda (dualismo
energia-materia, De Broglie, ecc ecc), quindi interagiscono con chi gli
pare! ;)
Viceversa mi viene in mente l'esempio classico delle comete, la cui coda
"derapa" proprio per la pressione di un'onda ...
NB: interagiscono con un'onda. La funzione d'onda è un artificio matematico
(astratto) usato per descrivere un fenomeno fisico (reale).
> Non è piuttosto che l'INTERAZIONE è descritta secondo la meccanica
> quantistica
> attraverso l'uso di questi orbitali??
Se ho capito la domanda ti ho già risposto, altrimenti prova a porla in
altri termini.
>
> Spero di essere stato abbastanza provocatorio.
>
Direi di si. Credo che studiando fisica avrai sicuramente modo di perderci
la vista su questi argomenti, quindi sono lieto per te che ne sei
interessato :)))
ciao
luigi