Sto leggendo due libri sulla galvanoplastica, uno del 1892, e l'altro
1911, e non vi dico quanto mi sono costati. :-)
Vorrei capire le cause dei difetti della deposizione.
Mi hanno detto che i bordi aumentano sepre di piu' delle parti
centrali.
Ma anche se come A e C metto due cilindri che si guardono?
L'acrescimento dei bordi e' correlato alla distanza tra A e C?
Se l'A e la meta come superfice del C si ottiene comunque il maggiore
ascrescimento dei bordi?
Il difetto di un riporto spugnoso da cosa dipende?
Oltre ad una spiegazione, della serie proppa corrente, o troppa
tensione, Vorrei capire cosa gli capita a si atomi di materiale, il
perche si dispongono in una maniera anziche in un'altra.
Li propongo a Porta Porta, sulla Rai , intervensta agli atomi in balia
di un bagno galvanico.
Vi sono libri, o altro, piu' recenti di quelli che sto leggendo che
parlino dell'argomento, in italiano.
Domanda che mi tagliera le gambe della speranza, credete possibile
fare riporti di 2mm, di rame o di altro materiale piu' idoneo per
questi spessori?
Cordiali Saluti
Roberto1
> Il difetto di un riporto spugnoso da cosa dipende?
In genere dall'uso di correnti troppo elevate ovvero codeposizione di
idrogeno e metallo (l'idrogeno come gas lascia gli spazi liberi e
quindi diventa una spugna)
> Li propongo a Porta Porta, sulla Rai , intervensta agli atomi in balia
> di un bagno galvanico.
>
> Vi sono libri, o altro, piu' recenti di quelli che sto leggendo che
> parlino dell'argomento, in italiano.
trattato di galvanica del Bertorelle
>
> Domanda che mi tagliera le gambe della speranza, credete possibile
> fare riporti di 2mm, di rame o di altro materiale piu' idoneo per
> questi spessori?
Teoricamente si ma ci vorrà molto ma molto tempo.
Grazie della risposta!!!
Mi interessero di questo asteppo per capire il perche le linee di
campo si concentrano negli angoli e bordi.
Avreste modo di farmi un sempio di fenomeni di
polarizzazione di concentrazione, nel campo galvanico e anche in altri
settori.
Quando dici molto tempo, hai gia' un ordine di idee, coincide con il
periodo contributivo?
Grazie
Roberto1
Non moltissimo.
Te lo puoi calcolare.
Sia
I: l'intensita' di corrente (in ampere).
g: resa di corrente (quale frazione di elettroni riduce solo ioni rame e non altro,
tipo H+)
ro: la densita' del rame (in g/cm^3)
PA: il peso atomico del rame (in U.A.)
S: la superficie che devi ricoprire (in cm^2)
d: lo spessore di rame che vuoi realizzare (in cm, nel tuo caso 0.1 cm)
il tempo t in secondi e' dato da:
t = [S*d*ro/PA] * 96486 * 2 / (I*g)
dove
[S*d*ro/PA] sono le moli di rame che vuoi elettrodepositare
96486 e' il Faraday (una costante)
2 perche' per scaricare uno ione rame Cu++ occorrono 2 elettroni
g: gli possiamo dare un valore che varia da 0.5 (ad essere pessimisti)
fino a 1.
>
> Quando dici molto tempo, hai gia' un ordine di idee, coincide con il
> periodo contributivo?
Qualcuno ha già sviluppato un calcolo corretto che potresti applicare
alle soluzioni di solfato di rame ( i bagni sono composti da acido
solforico e solfato di rame 2) le quali hanno un efficienza alta ma è
importante una operazione di strike della superficie prima di passare
al deposito di rame (il rame tenderebbe a autodepositarsi su un altro
metallo che si trova sotto nella scala dei potenziali) dando un primo
strato non molto aderente. Questo si ovvia con uno strike, placcatura
condotta a condizioni in cui il rame non si può autodepositare ma si
deposita per corrente applicata per qualche micron, poi si può passare
al deposito vero e proprio giacchè il rame non può spostare il rame,
quindi sarebbe come depositare rame su rame.
>
> Grazie
> Roberto1
Sull'aspetto della tensione che si alza, io posso monitorare la
tensione e nel momento che tende ad aumentare abbasso la corrente, puo
essere un atteggiamento giusto per evitare il trasposto di ioni di
idrogeno.
Parlando da insesperto che sono, ho comprato del solfato di rame
( quello che si da alle viti, per intenderci ), e pensavo di
discogliere quello.
Riguardo i strike, ho cercato su internet, ma non ho trovato
chiarimenti su come procedere.
Ho trovato questa sequenza di operazioni da eseguire:
- RAMATURA
smetallizzazione dei telai (a caldo) e successivo lavaggio ed
asciugatura (tramite flusso di aria
calda);
sgrassatura chimica (alcalina) a caldo;
decapaggio acido a freddo;
lavaggio a seguito della sgrassatura alcalina e del decapaggio
acido;
sgrassatura elettrolitica (catodica) a freddo;
sgrassatura elettrolitica (anodica) a caldo;
neutralizzazione acida a freddo;
lavaggio a seguito della sgrassatura catodica ed anodica e della
neutralizzazione acida;
nichelatura opaca (vasche in cui sono immersi cubetti di nichel
metallico che costituiscono i catodi);
recupero del nichel per gocciolamento;
neutralizzazione acida a freddo e successivo lavaggio;
ramatura acida (vasche in cui sono immersi cubetti di rame metallico
al fosforo che costituiscono gli
anodi) e successivo lavaggio.
Penso di dover fare una buona pulizia meccanica e chimica, e si
accettano consigli su cosa usare, e poi il strike, che se ho inteso si
tratta di un riporto di rame via elettrica da anodo e catodo senza che
nell'H2O del bagno vi sia discolto il solfato di rame?
ro: la densita' del rame (in g/cm^3), e' quanto rame ho discolto nel
bagno galvanico?
>considera che le linee penetrano sulle superfici e che nei bordi si
>uniscono 2 superfici, negli angoli invece 3
In due parole ho capito il concetto, GRAZIE :-)
Mi vergogno un po dell'ignoranza che faccio trapelare nel chiedervi
queste cose, sia per i contenuti che per l'esposizione, ma la
curiosita' di capire e sapere, mi aiuta molto.
Io abito a Rimini, non e' che qualcuno e' di queste parti che ci
faccio una visitina :-).
Altra informazione, Io sono SERVAS. (se non conoscente, vi e' un
sito )
Grazie ancora
Roberto1
> ro: la densita' del rame (in g/cm^3), e' quanto rame ho discolto nel
> bagno galvanico?
ro e' la densita' del rame metallico che vale 8.96 g/cm^3.
Cioe' un cubetto di rame di 1 cm^3 di volume pesa 8.96 grammi.
Ciao.
P.S. qualcun di voi mi saprebbe spiegare come mai, con Outlook Express, non riesco a
visualizzare i post che invio io?
> Sull'aspetto della tensione che si alza, io posso monitorare la
> tensione e nel momento che tende ad aumentare abbasso la corrente, puo
> essere un atteggiamento giusto per evitare il trasposto di ioni di
> idrogeno.
Non è cosi semplice perchè non sai a priori quale è la tensione da
applicare al sistema, devi imporre una densità di corrente che per il
rame solfato è tra 2 e 5 A/dm2.
Ovvero se hai una superficie da placcare di 1 dm2 devi usare una
corrente da 2 a 5 ampere, se invece hai 2 dm2 allora da 4 a 10 ampere
>
> Parlando da insesperto che sono, ho comprato del solfato di rame
> ( quello che si da alle viti, per intenderci ), e pensavo di
> discogliere quello.
Per fare delle prove dovrebbe andare bene.
>
> Riguardo i strike, ho cercato su internet, ma non ho trovato
> chiarimenti su come procedere.
> Ho trovato questa sequenza di operazioni da eseguire:
Sono bagni dove il rame è ben complessato e quindi hanno bassa tendenza
all'autodeposizione. Penso che aggiungendo ammoniaca fino a pH 5 al
bagno che utilizzi dovresti raggiungere lo scopo. Qui si va per
tentativi. In genere lo strike si fa coi bagni a cianuri che SCONSIGLIO
NEL MODO PIU' ASSOLUTO
CUT
>
> Penso di dover fare una buona pulizia meccanica e chimica, e si
I PASSI SONO I SEGUENTI
PULITURA MECCANICA DELLE PARTI
SGRASSATURA (CON SOLVENTE TIPO PERCLOROETILENE)
LAVAGGIO CON ACQUA CORRENTE
DECAPAGGIO IN ACIDO CLORIDRICO OPPURE SOLFORICO (12% IL PRIMO 30% IL
SECONDO)
ULTERIORE LAVAGGIO ABBONDANTE
STRIKE
PLACCATURA IN CORRENTE
> accettano consigli su cosa usare, e poi il strike, che se ho inteso si
> tratta di un riporto di rame via elettrica da anodo e catodo senza che
> nell'H2O del bagno vi sia discolto il solfato di rame?
INTANTO SU CHE METALLO VUOI PLACCARE IL RAME; POI CHE ANODO VUOI USARE
(RAME O ACCIAIO?) E' MEGLIO CHE UN PO DI SOLFATO SIA GIA' IN SOLUZIONE
E LA SOLUZIONE SIA ACIDA PER ACIDO SOLFORICO
>
> ro: la densita' del rame (in g/cm^3), e' quanto rame ho discolto nel
> bagno galvanico?
ALTRI HANNO RISPOSTO PER ME
>
>> considera che le linee penetrano sulle superfici e che nei bordi si
>> uniscono 2 superfici, negli angoli invece 3
> In due parole ho capito il concetto, GRAZIE :-)
>
> Mi vergogno un po dell'ignoranza che faccio trapelare nel chiedervi
> queste cose, sia per i contenuti che per l'esposizione, ma la
> curiosita' di capire e sapere, mi aiuta molto.
>
> Io abito a Rimini, non e' che qualcuno e' di queste parti che ci
> faccio una visitina :-).
>
> Altra informazione, Io sono SERVAS. (se non conoscente, vi e' un
> sito )
>
> Grazie ancora
> Roberto1
SE CI FAI CAPIRE COSA VUOI FARE ESATTAMENTE FORSE MI E' PIU' FACILE
AIUTARTI A IMPOSTARE IL LAVORO.
REVE
L'intento e' di creare uno stampo che realizzi dei piccoli solchi su
una superficie "morbida".
Avete presente la rete da zanzariere in metallo, una struttura di
questo tipo in rilievo di 1 / 2mm.
La superficie su cui depositare il rame, lastra di rame ( considerata
l'eventualita' doverla riscaldare e deformare )
Come Anado pensavo Acciaio, (cosi' non mi si consuma ) ma vorrei
capire i pro e i contro.
Con anodi in acciaio, il rame viene preso esclusivamnete dalla
soluzione di solfato di rame.
Riepilogo le fasi:
Pulizia piasta.
Vasca per il strike:
Poniamo l'esmpio di una vasca di 10 litri
Quanto Acido solforico
Quanto Solfato di rame
Corrente 2 e 5 A/dm2.
E la Tensione?
Per il strike del pH, mi devo preoccupare?
Appena vedo un po di deposito, la fase strike, e finita.
Vasca per deposito galvanico:
Altro bagno.
Poniamo l'esmpio di una vasca di 10 litri
Quanto Solfato di rame
H2O distillata
Controllo il pH e l'ho regolo a 5 aggiungendo l'ammoniaca
Corrente 2 e 5 A/dm2.
E la Tensione?
Grazie
Roberto1
>
> Avete presente la rete da zanzariere in metallo, una struttura di
> questo tipo in rilievo di 1 / 2mm.
Naturalmente si, ma simili reti le trovi già in commercio se non vuoi
complicarti la vita
>
>
> La superficie su cui depositare il rame, lastra di rame ( considerata
> l'eventualita' doverla riscaldare e deformare )
Rame su rame non serve lo strike, dovrai fare una bella sgrassatura e
un decapaggio adeguato ma il risultato è garantito
>
> Come Anado pensavo Acciaio, (cosi' non mi si consuma ) ma vorrei
> capire i pro e i contro.
> Con anodi in acciaio, il rame viene preso esclusivamnete dalla
> soluzione di solfato di rame.
Suggerirei anodi di rame eviti di mettere in soluzione ferro che può
dare altri problemi
>
>
> Riepilogo le fasi:
> Pulizia piasta.
SONO UN PO' DI PIU'
A) PULIZIA PIASTRA CON SOLVENTE MEGLIO PERCLORO ETILENE MA VANNO BENE
UN PO TUTTI
A1) ADEGUATO LAVAGGIO CON ACQUA CORRENTE ABBONDANTE
B) DECAPPAGGIO CON ACIDO CLORIDRICO O SOLFORICO
B1)
>
> Vasca per il strike:
> Poniamo l'esmpio di una vasca di 10 litri
COME DETTO SOPRA PLACCANDO RAME SU RAME NON NECESSARIO LO STRIKE
>
> Quanto Acido solforico
> Quanto Solfato di rame
> Corrente 2 e 5 A/dm2.
TI FORMULO UN BAGNO E TE LO FACCIO AVERE
> E la Tensione?
SE GLI ANODI SONO ABBASTANZA VICINI AL CATODO NON E' UN PROBLEMA MA SE
SONO TROPPO LONTANI CRESCE. NON E' IMPORTANTE PERCHE' E' DETERMINATA
DALLA CORRENTE CHE IMPONI. INFATTI LAVORI IN CONTROLLO DI CORRENTE
> Per il strike del pH, mi devo preoccupare?
COME DETTO NON SERVE
> Appena vedo un po di deposito, la fase strike, e finita.
IDEM
>
> Vasca per deposito galvanico:
> Altro bagno.
> Poniamo l'esmpio di una vasca di 10 litri
> Quanto Solfato di rame
> H2O distillata
> Controllo il pH e l'ho regolo a 5 aggiungendo l'ammoniaca
> Corrente 2 e 5 A/dm2.
> E la Tensione?
TI DO IL BAGNO FORMULATO NON SERVE AMMONIACA, SERVIVA SOLO PER LO
STRIKE.
> Grazie
PREGO
> Roberto1
Domani sera o dopo domani ti preparo la ricetta OK?
Scusa ma ora sono sotto pressing