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bronzo - ottone

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Dan

unread,
Jun 14, 2005, 3:56:41 PM6/14/05
to
Salve a tutti,
mi servirebbe un metodo semplice per distinguere bronzo da ottone.

Grazie.
Ciao DK


Max

unread,
Jun 14, 2005, 4:52:41 PM6/14/05
to

"Dan" <da...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:ZDGre.3109$D7.7...@twister1.libero.it...

> Salve a tutti,
> mi servirebbe un metodo semplice per distinguere bronzo da ottone.

Prova a confrontare il colore dell'ottone o del bronzo al pezzo da
confrontare, ovviamente il pezzo da confrontare deve essere privo di patina
di invecchiamento.

Ciao Max


Soviet_Mario

unread,
Jun 14, 2005, 6:32:06 PM6/14/05
to
Dan wrote:
> Salve a tutti,
> mi servirebbe un metodo semplice per distinguere bronzo da ottone.

semplice quanto ? Puoi reperire qualche reattivo inorganico
almeno da analisi sistematica dei cationi o nemmeno quello ?

Se non hai a disposizione nulla, tenta almeno come già ti hanno
suggerito di distinguere il colore (previa una bella limata
profonda) : l'ottone standard è più dorato e chiaro (è anche più
resistente del bronzo, ma qui andiamo sul tecnico).

Viceversa puoi ottenere della limatura dei materiali, tentare
una corrosione superficiale con HCl 20-30 % a caldo (molto
meglio se usando acqua deaereata peraltro).
Il rame non passa facilmente in soluzione da nessuna delle due
leghe, lo stagno del bronzo a fatica, viceversa un po' di zinco
dall'ottone dovrebbe sciogliersi come cloruro.
Neutralizzando la miscela con NaOH poco a poco, si formerà
dapprima un precipitato bianco gelatinoso (l'idrossido di zinco)
che tuttavia, a pH superiore a X (X vale ... boh, non ricordo
più, butto lì un dodici, ma forse è persino meno basico),
facilmente raggiungibile con soda, si illimpidisce di nuovo
siccome si forma zincato di sodio solubile appunto.
Lo stagno non "soffre" lo stesso effetto a pH umani (nel senso
che per avere stanniti solubili ci vuole proprio NaOH
estremamente concentrata, direi persino fusione con una
poltiglia di NaOH solida.
Come controprova, se il precipitato è poco e non solubile in
base (sospetto di stagno idrossido), puoi prelevare una piccola
aliquota di sol. acida, alzare il pH diciamo intorno a 3-4, e
aggiungere un filo di ferro pulito. Se hai lo zinco non si
osserva nulla (null'altro che un po' di effervescenza, diciamo).
Se invece è presente ione stannoso, siccome questo è più nobile
del ferro, lentamente cristallizzerà dello stagno metallico
argenteo sul ferro (spesso a aghetti o stelline gradevoli). Puoi
affrettare la cosa con alluminio depassivato, ma allora il pH
alzalo sino a incipiente precipitazione dell'idrossido di
stagno, perché a pH 3 l'alluminio frigge troppo e non ti
consente di osservare bene il deposito metallico (anzi, la
troppo veloce riduzione potrebbe farti precipitare dello stagno
più amorfo e scuro).
Ovviamente se hai in soluzione anche tracce di rame (ma dovresti
vedere una soluzione azzurrina, che diventa blu per aggiunta di
ammoniaca), il rame precipita per primo, ma non ci sono
ambiguità di sorta siccome non è argenteo, com'è noto, ma va dal
rosato-rossiccio al bruno-rossiccio.
Cmq. se non hai un po' di occhio e esperienza pratica, non so se
ne vieni a capo tanto facilmente (un minimo controllo del pH è
obbligatorio per cercare di capire il comportamento ... altra
cosa, per l'attacco acido delle leghe, specie se sono roba di
guarnizioni un po' speciali, potrebbe volerci un tempo molto
lungo prima di corrodere apprezzabilmente : nel caso cerca di
preparare limatura sottile con una lima fine fine).
Un reattivo abbastanza selettivo per lo stagno II è il cloruro
mercurico, che viene ridutto a mercuroso, nero (ma mi viene il
dubbio che si formasse mercurio libero e fosse un altro catione
.... ahi ahi ahi la memoria fallace !).

Se puoi andare in un lab. anche scolastico, allora vai di
attacco nitrico, tira a secco, e segui la procedura standard per
i cationi (es. differenziando la precipitazione come solfuri etc
etc). Tieni presente che hai stagno IV dopo l'attacco nitrico.
ciao
Soviet-Mario


>
> Grazie.
> Ciao DK
>
>

mb

unread,
Jun 15, 2005, 7:28:03 AM6/15/05
to
considera che i termini ''ottone''e ''bronzi'' hanno perso il significato
originale, per cui una leghe rame- alluminio è normalmente detta bronzo ,
anche se non contiene stagno.
http://www.iir.it/rame/leghe.asp

Come distinguere non saprei, ma un punto di partenza è una denominazione
certa.
Per cui comincia con il confermare se per ottone intendi solo le cu-zn e per
bronzo cu-sn.
Si può forse pensare al peso specifico, comunque per non perdere tempo (su
questo NG capita) comincia a chiarire cosa intendi.


Dan

unread,
Jun 15, 2005, 2:11:06 PM6/15/05
to
Rispondo a te per tutti, innanzitutto grazie a te ed agli altri ed ora passo
a spiegarmi meglio.
Il metodo deve essere speditivo, speravo ci fosse una risposta: del tipo
metti due gocce dell'acido X se diventa verde è Z se diventa nero è Y.
Vedo dalla tua risposta che invece pare essere un casino...
Mi serviva un metodo da campo per recuperare bronzo dal rottamaio, per
alcuni esperimenti di fusione, avevo scartato il metodo del colore, perchè è
piuttosto variabile a seconda della lega, ma temo dovrò accontentarmi.
Per bronzo naturalmente intendo quello classico con lo stagno.
Grazie a tutti ciao. DK


"Soviet_Mario" <Sov...@MIR.CCCP> ha scritto nel messaggio
news:GVIre.3393$D7.8...@twister1.libero.it...


> Dan wrote:
> > Salve a tutti,
> > mi servirebbe un metodo semplice per distinguere bronzo da ottone.
>
> semplice quanto ? Puoi reperire qualche reattivo inorganico
> almeno da analisi sistematica dei cationi o nemmeno quello ?
>

CUT

mb

unread,
Jun 16, 2005, 11:11:31 AM6/16/05
to
qualche anno fa (diciamo 18) usavo un piccolo spettrografo ottico portatile.
Io lo usavo per le leghe di acciaio e funzionava decorosomente per capire di
massima di che lega si trattava. Era una specie di parallelopipedo grosso
come 5/6 pacchetti di sigarette; ad una estremità c'era l' oculare e dall'
altro la punta su cui avveniva la scintilla. Si usava appoggiandolo sul
metallo da 'caratterizzare', facendo avvenire la scintilla ed osservando con
l' oculare la distribuzione delle righe spettrali. Non so se vengono ancora
prodotti ( immagino siano stati soppiantati dalla dispersione RX) ma penso
che qualche cadaverone si trovi ancora chiuso in qualche cassetto. Valore
zero, se lo trovi.
Ciao
Mauro


Soviet_Mario

unread,
Jun 16, 2005, 7:13:10 PM6/16/05
to

uh ! Molto interessante, mi piacciono le soluzioni "robuste" e
semplici. Per curiosità, sull'oculare c'era qualche tacca di
riferimento o tutto stava all'occhio (o appunti) e abilità
dell'operatore effettuare i confronti su leghe differenti ?
Altra cosa, l'oculare era solo una lente di vetro o qualche
materiale "trasduttore", tipo roba fotosensibile ?
Ultima cosa, come elemento separatore spettrale, che c'era
dentro il parallelepipedo ? Reticoli o altro ?
Ciao
Soviet-Mario


P.S. tanto x restare in tema di applicazioni tecnicamente
avanzate operative anche in contesti sfavorevoli. Un mio amico
mi ha raccontato (non so se sia vero in realtà, ma questo tizio
è un tuttologo vero e proprio), che in Russia un numero
imprecisato di anni fa, i soldati usavano delle radioline
(rigorosamente analogiche) con pile Seebeck che fungevano
mettendo un'estremo della sonda sulla stufa, sul fuoco o anche
soltanto vicino al vetro di una lanterna.

mb

unread,
Jun 17, 2005, 2:33:13 AM6/17/05
to
>> qualche anno fa (diciamo 18) usavo un piccolo spettrografo ottico
>> portatile.

Gia' allora (1985-86) lo strumento era obsoleto ed abbandonato. Presumo
fosse degli anni 70. Mi era stato descritto come un tipico gadget da
rottamai di lusso per separare le leghe.


> semplici. Per curiosità, sull'oculare c'era qualche tacca di riferimento o
> tutto stava all'occhio (o appunti) e abilità dell'operatore effettuare i
> confronti su leghe differenti ?

C'era un reticolo che consentiva di individuare le righe. Non ricordo il
produttore (forse Zeiss), ma negli anni 70gli strumenti erano scarsi di
elettronica, ma con grandi soluzioni meccaniche ed ottiche.

> Altra cosa, l'oculare era solo una lente di vetro o qualche materiale
> "trasduttore", tipo roba fotosensibile ?

Solo vetro, rigorosamente campo visibile.

> Ultima cosa, come elemento separatore spettrale, che c'era dentro il
> parallelepipedo ? Reticoli o altro ?

Non ricordo, ma credo solo un prisma: il campo di applicazione era proprio
l' individuazione di massima del tipo di lega (in campo)

Ciao
Mauro


Dan

unread,
Jun 17, 2005, 1:51:21 PM6/17/05
to
Bello, bello, bello, mi piace, dove lo trovo? E' autocostruibile?
Io ho molto a che fare con acciai che spesso sono imprecisati, mi farebbe
proprio comodo!
Ciao DK


"mb" <m...@xxx.it> ha scritto nel messaggio
news:J8use.11250$b5.6...@news3.tin.it...

@ntoke

unread,
Jun 21, 2005, 4:44:53 PM6/21/05
to

"mb" <m...@xxx.it> ha scritto nel messaggio
news:DEgse.30640$75.17...@news4.tin.it...

mi inserisco anche se in ritardo, lurko ormai raramente il ng .

In epoca più recente lo spettrometro E.O. è stato dotato di elettronica più
moderna e , la luce della
scintilla, convogliata al reticolo mediante fibbra ottica . L' apparecchio
Quantotest prodotto da ARL non ha avuto
successo tanto che oggi è sparito dai cataloghi . Era stato ideato proprio
per esigenze spicce di separazione materiali e
dava, all' ingrosso , una precisione sufficiente allo scopo.
Quanto ipotizzi , cioè il passaggio alla tecnica di fluorescenza dei raggi X
, e in effetti avvenuto e gli apparecchi " portatili " hanno un peso
e una maneggevolezza aprezzabile

http://www.thermo.com/com/cda/product/detail/1,1055,10122008,00.html

Non ho idea delle quotazioni ma penso che i prezzi siano abbordabili .

Un' altra tecnica che ho visto applicare e quella della conducibilità con
uno strumento molto semplice denominato Sigma test

http://www.foerster.it/stest/stest.htm

Anche qui occorre studiare con campioni di riferimento la curva di risposta
per i materiali che devono essere selezionati .
Anche con questo metodo si hanno delle indicazioni di massima che però , per
ambiti ristretti , possono risolvere i problemi
senza investire in apparecchiature costose.

Spero di essere stato utile


--
@ntoke
chi sa ridere è padrone del mondo


andrea

unread,
Jun 22, 2005, 2:12:29 AM6/22/05
to
giusto per avere un'idea sugli spettrometri FRX portatili, ottimi per
selezioni di leghe , acciai e metalli in genere, oggi si utilizzano
apparecchi coun un minitubo generatore di raggi X mentre anni fa si
usavano sorgenti radioattive un po' pericolosine...
in euri si parla di 35.000 testoni.
BYE

@ntoke

unread,
Jun 22, 2005, 10:24:36 AM6/22/05
to

"andrea" <andrea...@lycos.it> ha scritto nel messaggio
news:1119420749....@o13g2000cwo.googlegroups.com...

Forse non hai controllato il link che ho proposto :-D
http://www.thermo.com/com/cda/product/detail/1,1055,10122008,00.html

se apri il PDf relativo all' apparecchio scoprirai che usa una sorgente
radioattiva .
D' altraparte dovrebbe andare in mano a gente qualificata che dovrebbe avere
le competenze
e istruzioni per manipolarlo con sicurezza e garanzia della propria e altrui
incolumità :))
Il sito riporta tutte le apparecchiature analitiche fornite ta THERMO
attualmente in produzione .

Ciao

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