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Re: Uovo in camicia in pellicola plastica alimentare

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Soviet_Mario

unread,
Sep 13, 2021, 8:00:38 AM9/13/21
to
Il 13/09/21 09:43, Marco C. ha scritto:
> Leggo su un sito un curioso modo per preparare un uovo in camicia :
>
> si rompe l'uovo e lo si versa all'interno di una pellicola plastica
> trasparente per uso alimentare; chiuso il sacchetto di pellicola
> trasparente, lo si immerge nell'acqua bollente e dopo poco si ha
> l'uovo in camicia bello e pronto da servire.
>
> Mi chiedo e chiedo agli esperti due cose:
>
> - come si trasformano i materiali della pellicola alimentare sotto
> l'azione dell'acqua bollente?

prima di tutto bisognerebbe capire, dal produttore, se
quella pellicola nasce garantita per uso a caldo.
Perché ad es. le pellicole da freezer nascono più ricche di
plastificanti per non diventare fragile (non tutte eh, ma va
appurato).

>
> - ma i materiali di cui è costituita la pellicola alimentare, sotto
> l'azione dell'acqua bollente non possono trasferire all'alimento (in
> questo caso un uovo in camicia) delle sostanze nocive al consumatore?

se ci sono additivi sì, la loro diffusività aumenta
notevolmente all'ebollizione.

Peggio di tutto, da un lato c'è acqua, con affinità
probabilmente molto modesta per i plastificanti, ma
dall'altro lato abbiamo una soluzione proteica al 10 % di
proteine, che potrebbero legare molto più fortemente gli
additivi più svariati ed "estrarli" preferenzialmente dalla
soluzione.

L'idea non è affatto peregrina, e succede anche il contrario
: ad es. scaldando la curcuma o il curry in mastello in
plastica (PP) o in bottiglia (PET), il pigmento giallo
curcumina viene estratto irreversibilmente dal cibo alla
plastica, a caldo.
La curcumina è giallo intenso e si vede, ma lo stesso capita
per le sostanze.
Sicuramente l'affinità del dibutilftalato è molto più grande
per alcuni aminoacidi aromatici delle albumine che non per
l'acqua.

Però se il produttore indica la pellicola come adatta da
microonde (che è una cottura ancora meno favorevole perché T
può salire oltre 100), avrà fatto i test adeguati.
Nel dubbio si chiede a lui con una mail : il vostro prodotto
tal dei tali, può andare bene per questa cottura ?
Eh solo lui sa esattamente cosa c'è dentro e quanto, qui si
possono solo immaginare fenomeni GENERALI e GENERICI ...

>
> Grazie per le risposte e chiudo precisando che io l'uovo in camicia lo
> preparo nel classico modo : versando l'uovo in acqua bollente con un
> po' di aceto e un po' di sale :-D
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)

Soviet_Mario

unread,
Sep 13, 2021, 2:57:44 PM9/13/21
to
Il 13/09/21 14:56, Marco C. ha scritto:
> On Mon, 13 Sep 2021 14:00:35 +0200, Soviet_Mario
> <Sovie...@CCCP.MIR> wrote:
>
>> Il 13/09/21 09:43, Marco C. ha scritto:
>>> Leggo su un sito un curioso modo per preparare un uovo in camicia :
>>>
>>> si rompe l'uovo e lo si versa all'interno di una pellicola plastica
>>> trasparente per uso alimentare; chiuso il sacchetto di pellicola
>>> trasparente, lo si immerge nell'acqua bollente e dopo poco si ha
>>> l'uovo in camicia bello e pronto da servire.
>>>
>>> Mi chiedo e chiedo agli esperti due cose:
>>>
>>> - come si trasformano i materiali della pellicola alimentare sotto
>>> l'azione dell'acqua bollente?
>
>> prima di tutto bisognerebbe capire, dal produttore, se
>> quella pellicola nasce garantita per uso a caldo.
>> Perché ad es. le pellicole da freezer nascono più ricche di
>> plastificanti per non diventare fragile (non tutte eh, ma va
>> appurato).
>
> ho provato a vedere cosa dice a riguardo il produttore di una
> pellicola trasparente (marca "Cons..ia") e, abbastanza
> stringatatamente e in minuscolo specifica per quel suo prodotto
> "Conservare tra 15 °C e 20°C", "non utilizzarlo in qualsiasi tipo di
> forno" (compreso quello a microonde e a IR), poi "non utilizzarlo con
> alimenti conservati in liquidi oleosi o alimenti totalmente costituiti
> da grassi e oli animali" e più avanti "non utilizzare a contatto con
> cibi o contenitori caldi".

beh sostanzialmente sta dicendo che rilascerebbe additivi
plastificanti (o altro). L'estrazione con oli è tipica (come
accennavo al potere estraente anche di altre sostanze
organiche).
Va da sé che per estrarre ftalati alchilici gli oli sono
ancora più capaci dell'albumina

>
> Non dice nulla sulla composizione della plastica trasparente mentre
> sulla confezione di un'altra marca c'era scritto "Senza PVC" quindi
> presumo che la "Cons..la" possa avere anche del PVC.

mah, non penso che cmq le pellicole siano al PVC, mi pareva
fossero polietilene a bassissima densità oppure copolimeri
cmq alifatici

>
>>> - ma i materiali di cui è costituita la pellicola alimentare, sotto
>>> l'azione dell'acqua bollente non possono trasferire all'alimento (in
>>> questo caso un uovo in camicia) delle sostanze nocive al consumatore?
>
>> se ci sono additivi sì, la loro diffusività aumenta
>> notevolmente all'ebollizione.
>
> non ne ho trovata traccia neanche sul sito del priduttore del primo
> prodotto, dove tra le altre cose MANCANO addirittura le stesse
> "pellicole trasparenti"

nel momento in cui chiariscono molto precisamente l'ambito
d'uso e le condizioni hanno assolto al loro obbligo di
legge, che non include esporre alcunché sulla formulazione
interna.
Visti però i limiti parecchio restrittivi, è praticamente
ovvio pensare alla presenza di svariati additivi, che però
non saranno rilasciati con cibi conservati al freddo /
fresco, per tempi ragionevoli, e non oleosi.

>
>> Peggio di tutto, da un lato c'è acqua, con affinità
>> probabilmente molto modesta per i plastificanti, ma
>> dall'altro lato abbiamo una soluzione proteica al 10 % di
>> proteine, che potrebbero legare molto più fortemente gli
>> additivi più svariati ed "estrarli" preferenzialmente dalla
>> soluzione.
>
> Quindi l'indicazione del produttore (almeno del primo prodotto citato)
> "non utilizzarlo con alimenti conservati in liquidi oleosi o alimenti
> totalmente costituiti da grassi e oli animali" e "non utilizzare a
> contatto con cibi o contenitori caldi" sono più che sufficienti.

assolutamente sì, più esplicito di così.

>
> Peccato che nei siti dove mostrano come fare le uova in camicia con la
> pellicola trasparente non specifichino almeno i rischi dell'uso di
> quelle pellicole.. in cottura!

eh .... #NonCieloDiconoh :D :D

>
> Ti ringrazio comunque per tutte le preziose informazioni che mi hai
> fornito.

figurati, prego

Elio Fabri

unread,
Sep 14, 2021, 4:38:55 AM9/14/21
to
Marco C. ha scritto:
> ho intenzione di trasmettere a quei siti di farsi un po' di cultura
> sulla pericolisità dell'uso delle pellicole trasparenti per quello
> che propongono di cucinare.
Io aggiungerei un'altra cosa: che imparino a scrivere un italiano
decente.
Sai che cosa mi ha dato fastidio?
"si rompe l'uovo e lo si versa all'interno di una pellicola plastica
trasparente"
Come si fa a versre un uoco "all'interno" di una pellicola?

In realtà sotto c'è una pessima abitudine, ormai molto diffusa: usare
"all'interno" a proposito (raramente) e a sproposito (molto spesso).
Sono pressoché scomparse le semplici preposizioni "in" e "dentro".
Si arriva a scrivere sconcezze come
"Gianni entrò all'interno della casa"
al posto di
"Gianni entrò in casa".

Lo so, lo so quello che mi ribatterete:
- ma non hai niente di più serio da pensare?
- la lingua la fanno i parlanti
- vano combattere contro gli usi linguistici
- altro a piacere ...

Io invece combatto, perché mi disgusta vedere una lingua che va a
puttane (scusate il francesismo).

Nel caso in questione poi l'interno proprio non c'è.
Quando si versa l'uovo la pellicola sarà piana, stesa su un piatto.
Solo dopo la si raccoglie, la si chiude, e l'uovo finisce
"all'interno".
Quindi io avrei detto
"si versa l'uovo *su* una pellicola trasparente".
--
Elio Fabri

Soviet_Mario

unread,
Sep 14, 2021, 1:48:38 PM9/14/21
to
Il 14/09/21 10:38, Elio Fabri ha scritto:
> Marco C. ha scritto:
> > ho intenzione di trasmettere a quei siti di farsi un po'
> di cultura
> > sulla pericolisità dell'uso delle pellicole trasparenti
> per quello
> > che propongono di cucinare.
> Io aggiungerei un'altra cosa: che imparino a scrivere un
> italiano
> decente.
> Sai che cosa mi ha dato fastidio?
> "si rompe l'uovo e lo si versa all'interno di una pellicola
> plastica
> trasparente"
> Come si fa a versre un uoco "all'interno" di una pellicola?

much love much love. Anche gli studenti usano spessissimo
questa fastidiosa locuzione (come piuttosto al posto di oppure)

esatto all'interno significa intercalare la mistura nello
spessore della plastica :D :D

>
> In realtà sotto c'è una pessima abitudine, ormai molto
> diffusa: usare
> "all'interno" a proposito (raramente) e a sproposito (molto
> spesso).
> Sono pressoché scomparse le semplici preposizioni "in" e
> "dentro".
> Si arriva a scrivere sconcezze come
> "Gianni entrò all'interno della casa"
> al posto di
> "Gianni entrò in casa".
>
> Lo so, lo so quello che mi ribatterete:
> - ma non hai niente di più serio da pensare?

no no, concordo che è uno dei tanti sintomi
dell'abbruttimento culturale in corso.

E per dirla con parole non mie : il linguaggio condiziona
anche il modo di pensare, se sappiamo parlare solo in modo
molto limitato, finiamo anche per pensare in modo angusto.

> - la lingua la fanno i parlanti
> - vano combattere contro gli usi linguistici
> - altro a piacere ...

l'improprietà espressiva deriva dalla povertà espressiva, e
questa crea una spirale viziosa con la povertà e
ristrettezza di vedute. Quindi non è affatto (imho) una
questione di pedanteria fina a sé stessa.

>
> Io invece combatto, perché mi disgusta vedere una lingua che
> va a
> puttane (scusate il francesismo).

eh ... in realtà della lingua in sé a me frega poco (anche
se l'estetica ha la sua importanza), ma dietro ci vedo anche
altro, un termometro del grado di imbarbarimento

>
> Nel caso in questione poi l'interno proprio non c'è.
> Quando si versa l'uovo la pellicola sarà piana, stesa su un
> piatto.
> Solo dopo la si raccoglie, la si chiude, e l'uovo finisce
> "all'interno".
> Quindi io avrei detto
> "si versa l'uovo *su* una pellicola trasparente".

si versa il contenuto della provetta all'interno della beuta
... chennnervi !!!

anche "mischiare" per mescolare mi urta un pochino.

Elio Fabri

unread,
Sep 14, 2021, 3:29:26 PM9/14/21
to
Soviet_Mario ha scritto:
> ...
> E per dirla con parole non mie : il linguaggio condiziona
> anche il modo di pensare, se sappiamo parlare solo in modo
> molto limitato, finiamo anche per pensare in modo angusto.
Cito solo questo perché posso darti la fonte, in due diverse
versioni:

"Perché tu devi pur sapere, aggiunse, mio ottimo Critone, che parlare
scorrettamente non solo è cosa brutta per se medesima, ma anche fa
male all'anima."

"Perché tu sai bene, o Critone, che il non parlare giusto non solo è
sconvenevole cosa per sé medesima, ma danneggia anco le anime."

(Platone: "Fedone")

L'ho ritrovato in una raccolta che ho di frasi di diversi autori, che
ho trovato notevoli per un motivo o per l'altro, e quindi mi è
sembrato utile tenere a portata di tastiera.

Questa ti piacerà:
"Il luogo della disuguaglianza non è più la fabbrica, ma la scuola.
(A. Touraine, citato in "Repubblica" 5-12-05)"

O quest'altra, che proprio non ricordavo:
"La curiosità superficiale per le ultime scoperte della scienza è
uno dei più bassi desideri dell'uomo moderno.
(L. Wittgenstein, citato da O. Franceschelli in "Micromega" 5, 2003,
p. 212)

Dato che ci ho preso gusto, te ne propongo altre due:

"Lei sta all'orizzonte, mi avvicino di due passi, lei si allontana
dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungo mai.
Quindi, a che serve l'utopia? Serve a questo: a camminare."
(E. Galeano, citato da d. Andrea Gallo in Micromega, 2, 2002, p. 99)

"Here too, in the rest of the present chapter, we are dealing
precisely with those matters for which the symbolism of mathematics is
the appropriate language, and we can only avoid it by long peryphrases
which are scarcely intelligible to the layman, and which are only
intelligible to the reader acquainted with mathematical symbolism by
virtue of his abiity to translate them into this symbolism."
(N. Wiener: "Cybernetics" p. 116)

Ora basta. Buonanotte.
--
Elio Fabri

Soviet_Mario

unread,
Sep 14, 2021, 3:48:42 PM9/14/21
to
Il Tue, 14 Sep 2021 21:29:08 +0200, Elio Fabri ha scritto:

> Soviet_Mario ha scritto:
> > ...
> > E per dirla con parole non mie : il linguaggio condiziona anche il
> > modo di pensare, se sappiamo parlare solo in modo molto limitato,
> > finiamo anche per pensare in modo angusto.
> Cito solo questo perché posso darti la fonte, in due diverse versioni:
>
> "Perché tu devi pur sapere, aggiunse, mio ottimo Critone, che parlare
> scorrettamente non solo è cosa brutta per se medesima, ma anche fa male
> all'anima."
>
> "Perché tu sai bene, o Critone, che il non parlare giusto non solo è
> sconvenevole cosa per sé medesima, ma danneggia anco le anime."
>
> (Platone: "Fedone")
>
> L'ho ritrovato in una raccolta che ho di frasi di diversi autori, che ho
> trovato notevoli per un motivo o per l'altro, e quindi mi è sembrato
> utile tenere a portata di tastiera.
>
> Questa ti piacerà:
> "Il luogo della disuguaglianza non è più la fabbrica, ma la scuola. (A.
> Touraine, citato in "Repubblica" 5-12-05)"

disuguaglianza che la cosiddetta DAD ha divaricato ed evidenziato in modo
"plastico", tra l'altro, che i vari portfoli e curricula extrascolastici
coi crediti degli studenti validi per l'esame di stato sanciscono come
status symbol "calvinista".

>
> O quest'altra, che proprio non ricordavo:
> "La curiosità superficiale per le ultime scoperte della scienza è uno
> dei più bassi desideri dell'uomo moderno.
> (L. Wittgenstein, citato da O. Franceschelli in "Micromega" 5, 2003, p.
> 212)

capisco quel che intende Witt, ma è una battuta da circoscrivere tra
tecnici ed addetti ai lavori. Non la ritengo digeribile da parte dei
diretti interessati.
Per loro la curiosità rimane un primo motore, un pace maker naturale, che
chiaramente se rimane effimera e superficiale non porta a molto (e lo
scrivo da curioso patologico ma anche perpetuo "dabbler" a mia volta, non
certo dall'alto), ma esiste anche chi non è nemmeno curioso, ecco.

>
> Dato che ci ho preso gusto, te ne propongo altre due:
>
> "Lei sta all'orizzonte, mi avvicino di due passi, lei si allontana dieci
> passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungo mai. Quindi, a
> che serve l'utopia? Serve a questo: a camminare."
> (E. Galeano, citato da d. Andrea Gallo in Micromega, 2, 2002, p. 99)

eh beh, questa è molto bella !

>
> "Here too, in the rest of the present chapter, we are dealing precisely
> with those matters for which the symbolism of mathematics is the
> appropriate language, and we can only avoid it by long peryphrases which
> are scarcely intelligible to the layman,

abbiamo affrontato un problema simile, naufragandovi, con la nomenclatura
chimica, con un progetto razionale, puro e logico e univoco, che si è
risolto però in un linguaggio adatto solo ai computer per l'improponibile
peso e profondità del parsing, che nessun umano possiede :|
I matematici invece hanno saputo distillare cose che richiedono
"SOLO" (dico solo, ma non la possiedo) elevata capacità astrattiva.


> and which are only intelligible
> to the reader acquainted with mathematical symbolism by virtue of his
> abiity to translate them into this symbolism."
> (N. Wiener: "Cybernetics" p. 116)

triste ma vero

>
> Ora basta. Buonanotte.

Alberto Rasà

unread,
Sep 16, 2021, 4:04:41 AM9/16/21
to
Il giorno martedì 14 settembre 2021 alle 21:29:26 UTC+2 Elio Fabri ha scritto:
>...
> Questa ti piacerà:
> "Il luogo della disuguaglianza non è più la fabbrica, ma la scuola.
> (A. Touraine, citato in "Repubblica" 5-12-05)"
>
Infatti è a scuola che ho imparato le disequazioni
:-)

--
Wakinian Tanka

Vittorio

unread,
Sep 16, 2021, 3:58:57 PM9/16/21
to
Il 13/09/2021 09:43, Marco C. ha scritto:
> Leggo su un sito un curioso modo per preparare un uovo in camicia :

è l'uovo che ti è uscito dal culo?
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