Il 02/02/2014 09.30, Piero ha scritto:
> La ricetta non la so, ma per quanto riguarda le dosi mi sembra un problema
> banale: basta scalare tutto dello stesso fattore, per esempio di un fattore
> 500:
>
> Ok, però dovrei partire da una ricetta nella quale le dosi indicate sono
> corrette.
è probabile più che possibile che non si tratti di un
sistema "a punto", ma un insieme di condizioni molto
generiche e tolleranti, con una base forte ed un ossidante
moderato, piuttosto concentrati.
Non sapevo che si potesse anodizzare l'acciaio bassolegato,
in particolare in quelle condizioni.
L'unica forma di passivazione (sui generis cmq) che
conoscevo per l'acciaio comune era il trattamento a caldo
meglio se in presenza di oli di lavorazione, come nella
trafilatura, che produce il gradevole strato di calamina
(dal nero al grigio bluastro).
A T. minori e con calore non "secco", in effetti si produce
ruggine marrone scuro abbastanza compatta, ma credo sia
proprio l'ossido Fe2O3 poco idrato, che è pochissimo
protettivo al variare di poco delle condizioni ambientali
(mentre la calamina un po' più di protezione la da)
> Se scalo dello stesso fattore la prima i risultati, in
> proporzione, vengono diversi. Magari la quantità di Potassio Nitrato non è
> critica ...
infatti, penso anche io. E se avessi in casa del sodio
nitrato andrebbe bene uguale (probabilmente senza nemmeno
scalare la quantità per i diversi pesi molecolari). Non
sospetto che la ruggine di ferro che si forma abbia capacità
scambiatrici cationiche tali che magari la presenza di ioni
alcalini più grandi o più piccoli possano influenzare la
struttura del velo di ossido.
>
> ciao,
> Piero
>
>
--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)