DOMANDA:
Se raccogliessi l'acqua:
Per poterla riutilizare in agricoltura (piante da frutto e verdure) e
piante da vaso, dovrei fare tre contenitori distinti per diversificare
i trattamenti da far subire alle acque?
Che tipi di trattamenti dovrei fare per ogni tipologia di scarico?
O potrei riversarle in un unico contenitore?
1) della doccia, bide, lavandino baglo,
2) lavello cucina,
3) Lavatrice,
Si potrebbe ancora usare per pulire i classici prodotti commerciali del
tipo: varochina, epic e span, ecc, o dovrei eliminare qualcuno di
questi?
Che effetto hanno i detersivi diluiti alle radici delle piante, o piu'
genericamente, qual'e' l'aspetto di incompatibilita' o tassicita per le
piante e relativi frutti?
Vi sono dei siti che parlano di questo, o delle dispense o dei libri?
PS: A breve molti di noi, LO SPERO, andranno in ferie, rippropporo
questo quesito anche dopo le ferie.
Grazie
CieloBlu
Ciao Roberto
Guarda, se ci fosse un sistema totalmente valido ed economico per
riutilizzare le acque di scarico a quest'ora metà dei problemi del mondo
sarebbero risolti.
Il fatto è che per ogni tipologia di detersivo va assocato un metodo di
eliminazione specifico, e questo è il problema.
Molti detergenti, detersivi, prodotti per la pulizia, ecc. sono tossici per
lo sviluppo delle piante, tranne forse quelli (ormai rari) contenenti
fosfati e polifosfati, che fungono da concime.
Alle piante fanno male:
- i detersivi OSSIDANTI, che tendono a distruggere le radici dela pianta e
le cellule della pianta stessa, oltre che a impedire al glucosio
sintetizzato di essere utilizzato dalla pianta, poichè verrebbe subito
ossidato ad acido gluconico. Un esempio di detersivi ossidanti sono quelli
contenenti cloro o ipocloriti (candeggina) perborati o percarbonati (quelli
che si vantano dell'ossigeno attivo) e quelli contenenti acqua ossigenata.
-i detersivi e le sostanze che hanno proprietà OSMOTICHE, ovvero il sale da
cucina e molti altri; queste sostanze interferiscono con il sistema di
assorbimento dell'acqua da parte delle radici e danneggiano i sottili
capillari della pianta.
-i detersivi che alterano il Ph del terreno, che normalmente dovrebbe essere
7; sono dannosi sia i detergenti a carattere alcalino (saponi,
sturalavandini), sia quelli a carattere acido (lavapiatti). Rispetto agli
altri detersivi sono comunque più tollerati dalle piante, premesso che
alcune vivono meglio su terreni acidi o alcalini (ecco spiegato
probabilmente il perchè della persona che usava l'acqua del sapone per
innaffiare le piante). Tuttavia, un eccesso di acidità causa una
dissoluzione dei sali minerali presenti in un terreno talmente alta che la
pianta non riesce più ad assorbirli, mentre un eccesso di alcalinità causa
la precipitazione degli stessi sali, con uguale effetto per la pianta.
Le sostanze ossidanti vanno "neutralizzate" mediante aggiunte calcolate di
un agente riducente (solfito di sodio/tiosolfato di sodio/acido ascorbico,
ecc.), controllando lo stato di avanzamento della reazione mediante
indicatori redox (salda d'amido iodata).
Le sostanze osmotiche non possono essere neutralizzate da altri agenti
chimici, che non ne altererebbero l'osmoticità. L'unica cosa possibile è
quella di distillare l'acqua inquidata da tali sostanze, separandole quindi
da essa (impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare).
Le sostanze a carattere acido o alcalino vanno neutralizzate mediante
aggiunte calcolate di una sostanza che abbia Ph contrario, ovvero:
-per una sostanza acida bisognerà aggiungerne una alcalina (idrossido di
sodio o meglio di calcio)
-per una sostanza alcalina bisognerà aggiungerne una acida (acido citrico,
acido acetico, meglio se acidi organici; al massimo utilizzare acido
ortofosforico, ma ricordarsi dell'eutrofizzazione)