Il 17/07/2018 00:43, Giovanni ha scritto:
> Il 17/07/2018 00:24, Soviet_Mario ha scritto:
>> Il 16/07/2018 21:48, Giovanni ha scritto:
>>>
>>>
>>> Salve a tutti,
>>>
>>
>> ti riferisci a quella organica o inorganica (e e è la
>> seconda, a cationi o anioni ?) ?
>> In nessun caso ricordo "solo" 4 gruppi ... prova a
>> chiarire meglio il contesto, anche con esempi magari ...
>>
>
> Mi riferisco a quella inorganica, che si vede per
> precipitazione, 1 gruppo cloruri, 2 gruppo sulfuri etc...
i solfuri sono solitamente suddivisi in varie sezioni a
seconda dell'acidità più o meno alta (e quindi delle conc.
di solfuro più o meno bassa) a cui cominciano a precipitare.
In ogni caso, premesso che esistono anche altre metodiche di
ricerca che fanno a meno di H2S (ne trovai una basata sui
solfati e carbonati), immagino che la classificazione sia
una discendenza diretta della modalità operativa, ossia
rispecchi delle caratteristiche chimiche tipiche di
solubilità dei sali che di volta in volta precipitino.
I sottogruppi dei solfuri sono, da soli, più numerosi di
tutti gli altri messi insieme, perché nel confronto con
cloruri e solfati, c'è una sproporzione "intrinseca" enorme
di solubilità dei vari sali tra i primi e gli altri.
Di cloruri insolubili tra gli elementi "principali" si
trovano giusto argento, mercurio I, forse Tl, e lievemente
il piombo a freddo.
Di solfati piombo, bario, stronzio e poco altro.
I solfuri sono praticamente tutti i metalli pesanti più
alcuni semimetalli. Fortunatamente essendo un acido
parecchio debole, si riesce a dosare finemente la conc.
efficace di ione solfuro e farli precipitare in modo
abbastanza differenziale.
I carbonati sarebbero più numerosi dei solfati insolubili,
ma una notevole varietà di cationi ha la tendenza a
precipitare in forma di ossido o di carbonato basico e
probabilmente complica le cose. Dovrei rifletterci di più
sulla scelta di limitare l'uso di soluzioni di carbonati e
bicarbonati, ma potrebbe essere connessa all'eccessiva
basicità e coprecipitazione di ossidi non facilmente
separabili, o comunque non altrettanto facilmente dei
solfuri (curve più larghe e più sovrapposte). Idem per i
fosfati : molti fosfati sono insolubili, ma i fosfati neutri
richiedono pH molto basico, e viceversa i fosfati acidi sono
spesso solubili.
>
>
>>> vorrei sapere da dove arriva la suddivisione in gruppi (
>>> 4 per l'esattezza), dell'analisi chimica qualitativa,
>>> cioe' dire quando sono
>>> nati, etc....
>>>
>>> Idem per i vari saggi alla fiamma con filo di platino.
>>
>> qui non esistono proprio dei "gruppi" : si analizzano i
>> sali che hanno queste due caratteristiche contemporanee
>> :1) formare cloruri di ragionevole volatilità, 2) i
>> rispettivi atomi in fase gas conferiscono alla fiamma
>> sufficienti caratteristiche cromatiche per essere rilevate.
>> Questo limita molto le analisi a occhio ai cationi
>> prettamente ionici ma monovalenti o a quelli anche
>> polivalenti ma più spiccatamente covalenti.
>
> Il sodio giallo, il K rosa, il Ca un altro tipo di rosso,
> etc...
>
ma esattamente sui saggi alla fiamma qual era la domanda ?
Non ho capito ...
>
>>
>> Nei testi non vedo quasi mai menzionare stagno e piombo,
>> ma secondo me sono piuttosto peculiari e distinguibili
>> dagli altri (anche dal potassio vagamente simile), e
>> abbastanza difficili da distinguere tra loro.
>>
>
> Quelli si trovano con la tecnica dei 4 gruppi, non alla fiamma.
>