> sto sostenendo l'esame di analitica 1
spero non nel momento in cui scrivi, eh he heh
> ma ho un dubbio che non riesco a
> toglermi, perche se ho una corrente anodica ed aumento il potenziale
> applicato
suppongo che tu intenda che aumenti la tensione, il che si
traduce in effetti in un aumento del potenziale dell'anodo e in
una diminuzione del catodo. Come si ridistribuisce su entrambi
non è un problema reale, va solo considerato che l'incremento di
corrente totale va ripartito a entrambi i poli in modo che le
due intensità crescano egualmente (nessun accumulo o carenza di
carica nel circuito, ma questo suppongo fosse ovvio)
> l'intensità di corrente cresce?????
intanto non è necessariamente vero : cresce solo se già non si
era raggiunta la corrente limite di diffusione. Oltre quel
valore o non cambia nulla, o se alzi troppo la tensione,
cominciano a scaricare altre specie elettroattive, se presenti,
o si immischia il solvente stesso (il quale non è limitato da
soglie massime diffusionali).
Ammettiamo che tu ti trovassi circa al potenziale di mezz'onda,
lontano dalla saturazione di corrente, e allora si : se alzi
ancora la tensione, la corrente cresce.
All'anodo avviene una ossidazione, e l'ossidante è l'anodo
stesso. Se il suo potenziale aumenta esso diventa un ossidante
più forte, e a parità di concentrazione di specie ossidabile, la
ossida più rapidamente (ossia fluisce più corrente anodica).
Naturalmente al catodo accade l'esatto contrario.
> non capisco il
> voltammogramma per le correnti anodiche insomme....qualcuno me lo può
> spiegare please!!!!!
che ha di diverso dalla semionda catodica ? Devi solo
considerare che l'asse dei potenziali è convenzionalmente
orientato in modo non intuitivo (potenziali maggiori, ossidanti,
a sinistra, e minori, riducenti, a destra) e che pure il segno
delle correnti fa si che le catodiche siano definite > 0 e le
anodiche < 0. Tolte queste convenzioni, non c'è alcuna
differenza teorica tra i due processi.
Cosa non capisci dei voltammogrammi di preciso ?
ciao
Soviet_Mario
>
prova a esprimerli cmq, se no nessuno può dare dritte
> ma se aumento la tensione
> applicata il potenziale dell'anodo non diminuisce in valore assoluto ?
no, aumenta, ossia diventa più ossidante.
Quanto a parlare di valore assoluto, nel caso non cambia nulla
poiché l'anodo ha convenzionalmente segno già positivo (in
polarografia, voltammetria, coulombometria, elettrogravimetria e
ogni altra tecnica elettrolitica dove il generatore è esterno e
produce elettrolisi. In potenziometria, dove invece testo una
pila e ne cerco la fem, allora in effetti l'anodo ha il
potenziale inferiore, ed è ricco di elettroni).
Ti ricordo cmq, forse un ovvietà ma spreco poche righe, che,
tranne i casi di elettrodi a potenziale invariante (tipo SCE,
SSE) non è mai neppure noto il potenziale assoluto né di anodo
né di catodo, ma soltanto la loro differenza relativa.
Teoricamente uno potrebbe pensare che abbiano entrambi carica
negativa o positiva, purché sia rispettato il rapporto. Potrebbe
persino essere vero, se metto l'intero sistema realizzato con
materiali conduttivi inerti (es. platino) complessivamente sotto
tensione, eh he he.
A ben vedere, persino nei casi di potenziali di elettrodi di
riferimento, e quindi a potenziale noto in assoluto, questi dati
sono pur sempre ottenuti grazie alla scelta arbitraria di
standard (SHE = 0 volt), per cui ancora una volta in fonfo in
fonfo possiamo solo apprezzare differenze.
prova cmq a formulare i tuoi dubbi
ciao
Soviet_Mario
>