Il 16/06/2016 17.08, Gianluca ha scritto:
> Il 16/06/2016 12:57, Soviet_Mario ha scritto:
>>
>> se parli di clienti, allora ti atterrai alla normativa,
>> non ad altro,
>> immagino
>>
>
> Non capisco bene ciò che intendi.
volevo dire che probabilmente se uno intende rapportarsi a
clienti e certificare, potrebbe avere così pochi gradi di
libertà per progettare soluzioni da doversi limitare a best
practice standardizzate e poi come va va
>
> Faccio un esempio considerando la trattazione dei problemi
> di umidità, sia per risalita capillare che per condensazione
> superficiale.
> La normativa italiana è molto scarna in proposito; parla
> genericamente di garantire condizioni di salubrità
> ambientali senza specificare (quantificare) cosa si deve
> intendere per salubrità.
checché se ne pensi, l'umido di per sé non è insalubre e non
fa venire l'artrosi
> Certo, è scritto che non ci devono essere muffe, ecc., ma se
ecco, questo invece è diverso : le muffe rilasciano spore,
talune magari pure molto tossiche
> le muffe ci sono, di chi è la colpa? Di chi ha costruito, di
> chi ha progettato, di chi ha diretto i lavori, di chi abita
> la casa?
> Contenziosi del genere ce ne sono molti; io stesso ho fatto
> da CTP in qualche causa.
normalmente quando hai molti potenziali colpevoli, finisce
che NESSUNO è colpevole :)
> In un recente corso di aggiornamento veniva indicato il D.M.
> 18/12/75 (sull'edilizia scolastica) come norma che riportava
> dei valori di riferimento (es. temperatura superficiale
> invernale delle pareti superiore a 14 °C). Ebbene, se la T
> interna è 20 °C per avere 14 °C alle pareti devi aver
> costruito male, ma proprio male.
> Se guardi il diagramma psicrometrico vedrai che a 14 °C con
> UR 80% (pericolo muffe) ad una T interna (aria) di 20 °C
> corrisponde una UR del 54%
> Stare sotto il 60% in casa non è per niente facile.
>
> E allora, che norma applichi?
boh ... quella in cui spendi meno ? :)
Sono un po' scazzoso con le normative confliggenti, o scelgo
a caso, o di disapplicare tutto, o cerco di vedere se
qualcuna che mi conviene di più.
Se vogliono le cose per bene, redigano dei bei TESTI UNICI
ben coerenti e privi di contraddizioni, e vedranno che poi
la gente si attiene.
A scuola le classi devono essere fatte da NON PIU' di 40 e
da NON MENO di 25 (salvo, inevitabili, deroghe. Cmq è un
esempio citato a muzzo).
Mi dici te quale mente malata può avere concepito ciò ?
Se hai 48 allievi, che cazzo fai ? O violi la norma uno o
violi la norma due. Tertium non datur.
Quindi bisognerebbe fottersene, potendo, così imparano a
scrivere le leggi senza usare i piedi
> Ci sarebbero le norme tecniche UNI EN ISO ma se non sono
> esplicitamente richiamate nelle norme nazionali non hanno
> valore cogente.
>
> Alla fine ti ritrovi ad affrontare un problema, da capire e
> risolvere.
> Io uso le norme tecniche per modellare il problema (es.
> ponti termici, verifica a condensazione, ecc.) e sulla base
> di quella modellizzazione propongo una soluzione.
mitico ! Scusa lo capisco che cerchi di fare al meglio il
tuo lavoro, non pensare che sia scazzato per le tue domande
>
> Sarebbe lungo l'elenco dei casi incontrati finora;
> attualmente sto affrontando un grave problema di umidità di
> risalita
è un problema quasi insormontabile, senza soluzioni
ipercostose (tipo taglio dei muri e disconnessione da terra,
oppure iniezione di costosissimi silanizzanti. Quasi tutto
il resto sono pannicelli caldi).
Per le case "contro terra", specie se hanno i muri di
arenarie porose, ma cmq anche solo se sono legate con malta
sfarinosa, non ci sono palle.
Può andare bene solo se, di culo, stai sulla pietra nuda o
su un pietrisco molto drenante di tuo.
Io ho : muri di arenaria porosa, malta di calce porosa, sto
a 5 m da un rio e adagiato (no fondamenta) su argilla e limo
alluvionale. La guerra è persa. Se raccogliessi il nitrato e
il carbonato che formano barbe sui muri, li potrei vendere.
> e contemporanea presenza di condensazione
> superficiale; l'igrometro a contatto mi dà saturazione
> superficiale anche nei tramezzi interni fino a 150 cm
> Mai visto una roba del genere.
> Che norme applicheresti in questo caso?
io nessuna, nel senso che non sono avvezzo/adatto a questo
genere di lavoro.
Per inciso qui a casa mia ho fatto tutto a mia misura, e le
cose che non mi convincono alla prova dei fatti, le modifico
a occhio e vedo come va.
MA la guerra con l'umidità di risalita è molto dura senza
soluzioni invasive o drastiche. Di sicuro "tapparla"
superficialmente non risolve niente : la spinge solo più in
alto e ti frolla i muri in umido.
Se l'acqua non è tanto carica di sali, una buona soluzione
tampone è usare stufe in inverno e eventualmente
deumidificatore in estate. La stufa fa un caldo ben secco.
Cmq se risalgono anche i sali, ti trovi dei "baffi" di
centimetri che escono dagli elementi strutturali. Sono
proprio cristalli aghiformi, come una barbetta (amara !)