Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Dati tecnici ESPLOSIVI (lungo)

175 views
Skip to first unread message

Ing. Mario Gensini

unread,
Sep 19, 2000, 3:00:00 AM9/19/00
to
Spero di dare un contributo all'animato discorso in atto e che il
contributo sia gradito, anche se proveniente da un ing ;-)

Bibliografia.
C. Giorgio. Tecnica degli Esplosivi. Manuali tecnici del Bianco – Vol. 1

Collana M
M. Di Fidio. Esplosivi – Norme di pubblica sicurezza e di prevenzione
degli infortuni. Pirrola Ed. SpA

AZOTOIDRATO DI PIOMBO
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : Pb(N3)2
Massa molecolare : 291,3
Conosciuto anche come : Lead Azide
L’azotoidrato di piombo è senz’altro oggi la sostanza innescante più
diffusamente impiegata e la più importante in Europa, essendo un
composto con un potere innescante nettamente più alto delle altre
sostanze detonanti e non essendo sensibile all’umidità. A causa della
sua elevata temperatura di infiammazione lo si impiega di solito
mescolato allo stifnato di piombo, ottenendo così una miscela con una
temperatura di infiammazione di circa 250°C., nettamente più bassa di
quella propria dell’azotoidrato che è di circa 325°C . Appartiene alla
classe dei detonanti.
Identificazione dei pericoli.
Composto molto sensibile all’urto. E’ sufficiente una caduta da 8 cm di
altezza di un peso di 2 Kg per provocare la detonazione di 30 mg di
azotoidrato. Talvolta in fase di produzione si possono formare cristalli

allungati e cruciformi altamente sensibili e pericolosi che si cerca di
evitare anche aggiungendo sostanze colloidali (ad esempio l’1% di
destrina alle soluzioni). Attacca inoltre la maggior parte dei metalli
pesanti formando azotoidrati anche più sensibili (come ad esempio
l’azotoidrato di rame che detona a 170°C.). Per evitare ciò
l’azotoidrato si dovrebbe caricare in involucri di alluminio come si usa

nei normali detonatori da mina. L’azotoidrato non è considerato
particolarmente tossico, ma l’inalazione delle polveri va comunque
evitata in quanto causa di mal di testa e vasodilatazione. Il livello di

tolleranza è al di sotto dei 0,2 mg/m3 d’aria.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con acqua
Dopo inalazione : Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico
Proprietà chimico fisiche
Stato : cristalli
Colore : incolore o bianchiccio
Calore di formazione : -359Kcal/Kg
Calore di esplosione : 359 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -5,5%
Reazione di decomposizione esplosiva : 2PbN6 -> 3N2 + Pb
Volume di esplosione : 229 Nlitri/Kg
Temperatura di esplosione : 3350°C.
Forza : 2900 Kg/cm2
Densità : 4,8 g/cc.
Velocità di detonazione : 5100 m/sec
Temperatura di infiammazione : 325-330°C.
Sensibilità all’urto (con un peso di 2 Kg per 30 mg di sostanza) : 8 cm.

L’azotoidrato di piombo è praticamente insolubile in acqua, poco
solubile in ammoniaca mentre si scioglie in acido acetico, ammoniaca,
etanolammina, acido nitrico e solforico. La luce solare lo colora in
giallo e poi in bruno, l’anidride carbonica nell’aria umida lo decompone

con formazione di acido azotidrico .

BALISTITI
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : 50-36% nitroglicerina (NGL), 50-62% cotone
collodio, 2% centralite.
Le balistiti sono polveri colloidali a base di cotone collodio (o
nitrocellulosa) che vengono impiegate come esplosivo da lancio. Il
cotone collodio risulta completamente gelatinizzato dalla nitroglicerina

(che funge anche da disperdente) e la polvere si presenta perfettamente
omogenea. In queste miscele ha inoltre importanza, oltre alla
composizione, anche la forma geometrica dei grani che determina
l’andamento e la durata della combustione. I vantaggi dell’impiego delle

balistiti come esplosivi da lancio sono molteplici, come ad esempio la
fabbricazione semplice, l’ottima regolarità e costanza balistica, la
buona infiammabilità e l’elevata sensibilità. Per contro gli unici due
svantaggi che si possono riscontrare sono la forte erosione delle bocche

da fuoco dovuta al grande calore sprigionato e l’alta temperatura di
esplosione. Al fine di risolvere tali inconvenienti, cercando cioè di
diminuire le calorie e la temperatura di esplosione delle polveri, è
stato abbassato il tenore di NGL all’interno della miscela e sono state
introdotte delle sostanze inerti dal punto di vista esplosivo
(raffreddanti). Poiché la nitroglicerina al disotto di un certo valore
(ca. 40% della composizione della miscela) non gelatinizza
sufficientemente il cotone collodio, si è ricorso all’impiego di
sostanze gelatinizzanti additive (centralite). Le balistiti appartengono

alla classe delle polveri e prodotti affini negli effetti esplodenti.
Identificazione dei pericoli.
La NGL presenta l’inconveniente di essudare facilmente; tale fenomeno è
particolarmente influenzato dall’abbassamento e dalla fluttuazione della

temperatura, e dall’umidità. Il fenomeno può essere pericoloso se la NGL

essudata congela, per il rischio di detonazione delle cariche. Essa
inoltre presenta anche un non trascurabile indice di tossicità: i
sintomi di avvelenamento da nitroglicerina sono mal di testa e caduta
della pressione sanguigna, e dal momento che non è un composto volatile
la via di esposizione più grande è l’assorbimento cutaneo. Il livello di

tolleranza per la NGL è di 2 mg/m3 d’aria.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : Sciacquare abbondantemente con acqua
Dopo inalazione :Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico
Proprietà chimico fisiche.
Stato : solido in polvere
Colore : nero se grafitata
Calore di esplosione : 1350 Kcal/Kg (1100 al 36% di NGL)
Temperatura di esplosione : 3500°C.
Densità : Variabile
Velocità di detonazione : 600-700 m/sec
Temperatura di infiammazione : 180°C.

COMPOSITION B
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : 60% T4, 40% tritolo (T.N.T.), 1% cera.
Massa molecolare : 224
Conosciuto anche come : Compound B, tritolite
Il composition B fu ideato e sviluppato in Inghilterra a cavallo tra la
prima e la seconda guerra mondiale, con l’intento riuscito di ottenere
un esplosivo avente le ottime caratteristiche del T4, ma più stabile
(ridotta sensibilità all’urto) e bassofondente. Oggi viene impiegato per

il caricamento in pastoso di proiettili, razzi da bazooka e per lavori
da mina. Appartiene alla classe delle dinamiti e prodotti affini negli
esplodenti; per l’impiego delle sostanze appartenenti a questa categoria

è richiesto l’uso della capsula detonante.
Identificazione dei pericoli.
Essendo una miscela di due sostanze esplosive il composition B unisce le

pericolosità tossiche del T4 e del tritolo.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : Sciacquare abbondantemente con acqua
Dopo inalazione :Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico
Proprietà chimico fisiche.
Stato : solido
Colore : giallo – marrognolo
Calore di esplosione : 1240 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -43%
Densità : 1,68 g/cc
Velocità di detonazione : 7840 m/sec

PENTRITE (Tetranitro isopentaeritrite)
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : C5H8N4O12
Massa molecolare : 361,2
Conosciuto anche come : P.E.T.N., nitropenta, pentaeritrol-tetranitrato.

La pentrite ha notevole importanza come esplosivo soprattutto per la sua

caratteristica di detonare sempre con elevata velocità, anche in piccoli

diametri, e di essere quindi l’esplosivo ideale per le micce detonanti.
Trova anche impiego nei detonatori da mina, anche se recentemente si
tende a sostituirlo con il T4 che è esplosivisticamente equivalente, ma
più stabile. Generalmente la pentrite viene impiegata flemmatizzata con
paraffina al 5-10% o al 12%. Estremamente dirompenti le miscele con la
sola nitroglicerina, con la quale la pentrite si mescola ottimamente
(formando le pentriniti) e con nitroglicerina, paraffina, nitrati.
Appartiene sia alla classe delle dinamiti (se compressa o imballata),
che a quella dei detonanti
Identificazione dei pericoli.
Essendo un composto molto sensibile è sufficiente un peso di 2 Kg che
cade da un’altezza di 15 cm per far detonare 16 mg di pentrite. La
pentrite non presenta un elevato grado di tossicità e grazie alla sua
bassissima solubilità in acqua ed al fatto che viene solitamente
maneggiata umida, è altamente improbabile sia l’assorbimento per via
cutanea, che l’inalazione delle poveri. Alcuni test hanno dimostrato che

l’assunzione di piccole dosi di pentrite possono causare cali di
pressione, mentre grandi dosi causano dispnee e convulsioni.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con acqua.
Dopo inalazione : Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico
Proprietà chimico fisiche.
Stato : cristallino
Colore : bianco
Calore di formazione : 387 Kcal/Kg
Calore di esplosione : 1450 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -10,1%
Reazione di decomposizione esplosiva : C5H8N4O12 -> 2N2 + 3CO2 + 2CO +
4H2 + 4H2O
Volume di esplosione : 782 Nlitri/Kg
Temperatura di esplosione : 4500°C.
Forza : 13200 Kg/cm2
Densità : 1,77 g/cc
Velocità di detonazione : 8400 m/sec
Temperatura di infiammazione : 195°C.
Sensibilità all’urto (con un peso da 2 Kg per 16 mg di sostanza) : 15 cm

La pentrite inoltre è solubile in acetone, acido acetico e acido
nitrico, alquanto solubile in benzene, alcool etilico, etere etilico;
insolubile in acqua e tetracloruro di carbonio.

POLVERE NERA
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : 65-75% nitrato di potassio (KNO3), 10-20% carbone,

9-15% zolfo.
Massa molecolare : 84,1
Conosciuto anche come : black powder
E’ una miscela esplosiva nota sin dalla più remota antichità e le sue
caratteristiche variano con la purezza dei componenti, con la finezza e
con l’accuratezza della miscelazione. Essa è assai sensibile all’umidità

(lo zolfo svolge una azione protettiva contro questa ed in più favorisce

la coesione della miscela) e poco sensibile al calore. L’impiego della
polvere nera varia a seconda della dimensione dei grani costituenti la
miscela: quella a grana grossa viene usata per il caricamento di
proiettili per scuole di tiro, per cariche di lancio per colpi a salve,
come esplosivo da mina per usi civili. Quella a grana fina viene invece
utilizzata per micce a lenta combustione, per le micce delle spolette a
tempo, per spolette a ritardo, per i cannelli, per i razzi
ecc.Appartiene alla categoria delle polveri e prodotti affini negli
effetti esplodenti
Identificazione dei pericoli.
La fabbricazione della polvere nera è molto pericolosa, e ad essa si
devono ascrivere numerosi casi di catastrofiche esplosioni. Anche
l’impiego, data l’altissima sensibilità alla fiamma, necessita la
massima cura. Moderatamente tossica per inalazione ed ingestione.
3) Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con acqua
Dopo inalazione :Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico.
Proprietà chimico fisiche.
Stato : solido in polvere
Colore : bigio ardesia o nero lucente se grafitata
Calore di esplosione : 684 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -22%
Reazione di decomposizione esplosiva :10KNO3+ 8C+ 3S ->5N2+ 6CO2+
3K2SO4+ 2K2CO3
Velocità di detonazione : 600-700 m/sec
Sensibilità all’urto (con un peso da 2 Kg per 16 mg di sostanza) : 41 cm

La polvere nera per l’impiego militare e civile deve possedere i
seguenti requisiti : essere priva di polverino, essere di colore
omogeneo, avere grani non raggrumati e non friabili, accesa sopra un
foglio di carta deve, bruciando, affumicarlo leggermente senza lasciare
tracce né gialle né nere

STIFNATO DI PIOMBO (Trinitroresorcinato di piombo)
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : C6H3N3O9Pb
Massa molecolare : 468,3
Conosciuto anche come : Lead Stiphnate
Lo stifnato di piombo trova applicazione mescolato all’azotoidrato di
piombo in miscele innescanti, detonatori, ecc.. Tale miscela serve per
ottenere una temperatura di infiammazione di circa 250°C., minore dei
325-327°C. propri dell’azotoidrato di piombo. Appartiene alla categoria
dei detonanti
Identificazione dei pericoli.
Composto molto sensibile all’urto. E’ sufficiente una caduta da 8 cm di
altezza di un peso di 2 Kg per provocare la detonazione di 22 mg di
stifnato di piombo. Allo stato puro si carica facilmente di elettricità
statica e detona facilmente per scariche elettrostatiche.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con acqua e
bicarbonato di sodio
Dopo inalazione : Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico.
Proprietà chimico fisiche.
Stato : cristalli
Calore di formazione : -427 Kcal/Kg
Calore di esplosione : 370 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -18,8%
Reazione di decomposizione esplosiva :2 C6H3N3O9Pb -> 3CO2+ 9CO +3H20
+3N2 +Pb:
Volume di esplosione : 430 Nlitri/Kg
Temperatura di esplosione : 2400°C.
Forza : 3900 Kg/cm2
Densità : 3.0 g/cc
Velocità di detonazione : 4900-5200 m/sec
Temperatura di infiammazione : 250-280°C.
Sensibilità all’urto (con un peso di 2 Kg per 22 mg di sostanza) : 8 cm
Lo stifnato di piombo è inoltre insolubile in acqua, etere, benzene,
cloroformio e toluene, poco solubile in acetone, alcool etilico,
metilico e bromoformio.

T4 (Trimetilen trinitroammina)
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : C3H6N6O6
Massa molecolare : 222,1
Conosciuto anche come : Esogene, Hexogen, R.D.X., Cyclonite,
ciclometilen trinitroammina
Esplosivo assai potente, dell’ordine di grandezza della nitroglicerina e

della pentrite, è di esse assai più stabile, più conservabile, meno
sensibile all’urto ed al riscaldamento. Flemmatizzato con paraffina,
vasellina e simili o in miscela con tritolo è impiegabile molto
comodamente con pericolosità minima; l’unico difetto di questo esplosivo

è rappresentato dall’alto punto di fusione. Il T4 puro cristallino trova

impiego come carica secondaria di detonatori, flemmatizzato al 5% ha
grande impiego (compresso ad alte densità) come detonatore secondario
per proiettili di artiglieria o cariche di scoppio per proiettili
perforanti o a carica cava. Flemmatizzato con vari tipi di cere,
paraffina e vasellina (T4 plastico, Composition A1, A2, C1 e C2) è un
ottimo esplosivo per demolizioni, mine, ecc.. In miscela con tritolo al
40?50% (tritolite o Composition B) è caricabile per fusione e mantiene
elevatissime proprietà esplosive per proiettili, bombe da aereo, ecc..
In miscela con alluminio e tritolo viene impiegato su armi subacquee.
Appartiene alla categoria delle dinamiti e prodotti affini negli effetti

esplodenti; per l’impiego delle sostanze appartenenti a questa classe è
richiesto l’uso della capsula detonante.
Identificazione dei pericoli.
Il T4 è un composto altamente tossico. L’intossicazione da T4 coinvolge
l’apparato gastrointestinale, urinario ed il sistema nervoso centrale.
Effetti acuti sono stati osservati dopo alcune ore dall’esposizione,
ossia dopo un periodo di latenza. Il decorso di un avvelenamento acuto
da T4 sembra seguire una serie di sintomi generale che potrebbero non
apparire in alcuni soggetti: irrequietudine, irascibilità, mal di testa,

debolezza, stordimento, nausee e vomito. Sono state osservate anche
ripetute crisi epilettiche con perdita di conoscenza durante o dopo le
convulsioni, spasmi muscolari, delirio, disorientamento e stato
confusionale. I sintomi dell’intossicazione da T4 includono anche
febbre, tachicardia ed ematuria (presenza di sangue nelle urine). La
guarigione dall’intossicazione è completa anche se il periodo di
convalescenza (in dipendenza dal tempo di esposizione ala sostanza) può
variare da alcuni giorni fino a tre mesi. Data la sua scarsa
liposolubilità il T4 non viene assorbito per via cutanea, le principali
vie di intossicazione sono dunque naso e bocca.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con acqua
Dopo inalazione :Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico
Proprietà chimico fisiche.
Stato : cristalli o solido (se flemmatizzato)
Colore : bianco
Calore di formazione : -94 Kcal/Kg
Calore di esplosione : 1290 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -21,6%
Reazione di decomposizione esplosiva :
C3H6N6O6 -> 3N2 + 3CO + 3H2O
C3H6N6O6 -> 2CO + CO2 + 2H2O + H2 + 3N2
Volume di esplosione : 890-908 Nlitri/Kg
Temperatura di esplosione : 4000°C.
Forza : 13700 Kg/cm2
Densità : 1,82 g/cc
Velocità di detonazione : 8200-8400 m/sec
Temperatura di infiammazione : 290°C.
Sensibilità all’urto (per 18 mg di sostanza con un peso di 1 Kg) : 21 cm

Il T4 inoltre è poco solubile o insolubile in acqua e nella maggior
parte dei solventi organici ad eccezione dell’acetone e del
cicloesanone; si scioglie anche in acido nitrico molto concentrato, dal
quale precipita per diluizioni al disotto del 90%. E’ chimicamente
resistente agli acidi e alle basi, escluso l’acido solforico
concentrato.

TETRILE (Tetranitrometil anilina)
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : C7H5N5O8
Massa molecolare : 287,2
Conosciuto anche come : Trinitrofenil nitrosammina, C.E., Pyronite,
Tetryl.
Il tetrile è molto stabile, potente e sensibile all’urto e
particolarmente al calore. Esso viene largamente impiegato in compresse
come detonatore secondario, puro o flemmatizzato con grafite o stearato
di calcio o bario, o con gomma arabica che agisce da legante. E’
impiegato anche in detonatori da mina come carica secondaria. In miscela

con il tritolo dà il così detto tetritolo che fonde a temperature
inferiori agli 80°C. (fino ai 58°C.) usato per il caricamento di
proiettili per fusione. Appartiene alla categoria delle dinamiti e
prodotti affini negli effetti esplodenti; per l’impiego delle sostanze
appartenenti a questa classe è richiesto l’uso della capsula detonante.
Identificazione dei pericoli.
Composto piuttosto tossico per inalazione o ingestione. Il tetrile ha
inoltre un forte effetto colorante sulla pelle umana e può provocare
dermatiti. Il livello di tolleranza per le polveri di tetrile
nell’ambiente è di 1,5 mg/m3 d’aria. Esso inoltre è sensibile all’urto
(è sufficiente un’altezza di 21 cm per fare detonare 18 mg di tetrile
con un peso di 2 Kg).
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con una
soluzione di acqua e carbonato di sodio ed applicare una pomata fredda
contenente il 10% di perborato di sodio.
Dopo inalazione :aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico.
Proprietà chimico fisiche.
Stato : solido
Colore : giallo
Calore di formazione : -35 Kcal/Kg
Calore di esplosione : 1170 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -47,4%
Reazione di decomposizione esplosiva :
2C7H5N5O8 -> 6CO2 + 4CO + 5H2 + 5N2 + 4C
2C7H5N5O8 -> 14CO + 3H2 + 2H20 + 5N2
2C7H5N5O8 -> 12CO + 2CO2 + 5H2 + 5N2
Volume di esplosione : 940?760 Nlitri/Kg
Temperatura di esplosione : 3000-3600°C.
Forza : 10400 Kg/cm2
Densità Massima: 1,72 g/cc
Velocità di detonazione : 7500 m/sec
Temperatura di infiammazione : 180°C.
Sensibilità all’urto (con un peso da 2 Kg per 18 mg di sostanza) : 21 cm

Il tetrile inoltre è ben solubile in benzene ed acetone, poco negli
altri solventi e in acqua.

TRITOLO (Trinitrotoluene)
Composizione ed informazioni.
Formula molecolare : C7H5N3O6
Massa molecolare : 227,1
Conosciuto anche come : T.N.T., trotyl, tolite.
Il tritolo è dopo la nitroglicerina (NGL) l’esplosivo più impiegato.
Esso non ha, esplosivisticamente parlando, caratteristiche eccelse quali

la NGL, il T4 e la pentrite, però ad una produzione economicamente
favorevole accoppia una grande stabilità, una facile manipolazione, una
pericolosità limitata e una conservazione indefinita. Il tritolo non
attacca i metalli, è poco tossico (almeno per esposizioni limitate nel
tempo), non è igroscopico ed ha un comportamento costante, può essere
usato in tutti i climi e dà miscele molto potenti per aggiunta di
ossidanti (nitrati) e miscele colabili e assai vigorose se mescolato con

T4, pentrite o tetrile. Alla luce da bianco - giallino passa rapidamente

a giallo, poi al rosso bruno; più rapidamente se esposto direttamente ai

raggi del sole. Va quindi protetto preferibilmente con carta nera dalla
luce in generale e non va mai tenuto al sole, nemmeno per breve tempo in

quanto la colorazione è indice di una degradazione delle qualità
esplosive che può estendersi per uno spessore anche sensibile nella
massa dell’esplosivo. Il tritolo può essere impiegato fuso o colato, in
scagliette, compresso o in polvere ed è facilmente ricuperabile e
reimpiegabile. Appartiene alla categoria delle dinamiti e prodotti
affini negli effetti esplodenti; per l’impiego delle sostanze
appartenenti a questa classe è richiesto l’uso della capsula detonante.
Identificazione dei pericoli.
L’esposizione al tritolo può avvenire per inalazione delle polveri, per
ingestione o per assorbimento cutaneo. Tra i primi segni da
intossicazione da tritolo sono da rilevare alcuni cambiamenti dei valori

sanguigni : il numero di globuli rossi e l’emoglobina diminuiscono con
formazione di globuli rossi anomali, inoltre varie eruzioni cutanee
possono essere associate a questi effetti. Sono state osservate anche
un’accentuata fragilità dei vasi capillari che conduce a probabili
emorragie nasali, della pelle e delle mucose, più o meno gravi a seconda

del grado di avvelenamento del soggetto. La morte potrebbe
sopraggiungere (soprattutto negli individui giovani) a causa del
possibile verificarsi di anemie o intossicazione del fegato. L’effetto
del tritolo sui reni si manifesta con una diminuzione della velocità di
filtrazione, un sintomo dell’avvelenamento potrebbe infatti essere una
frequente orinazione accompagnata da dolori lombari. Altri sintomi che
potrebbero variare da soggetto a soggetto sono una sensazione di gusto
amaro, eccessiva salivazione, nausea, vomito e/o gastriti. Studi
internazionali hanno dimostrato l’associazione tra l’esposizione al
tritolo e la formazione di cataratte. Evitare dunque l’inalazione ed il
contatto con la pelle. Il livello di tolleranza è posto al disotto di
1,5 mg/m3 d’aria.
Misure di primo soccorso.
Contatto con pelle e occhi : sciacquare abbondantemente con una
soluzione di acqua e carbonato di sodio.
Dopo inalazione : Aria fresca, se inghiottito indurre il vomito e
consultare tempestivamente un medico
Proprietà chimico fisiche.
Stato : solido - cristallino
Colore : bianco tendente al giallo in base al quantitativo di impurezze
presenti
Calore di formazione : -59 Kcal/Kg
Calore di esplosione : 1030 Kcal/Kg
Bilancio di ossigeno : -73,9%
Reazione di decomposizione esplosiva :
2C7H5N3O6 -> 3N2 + 12CO + H2 + 2CH4
2C7H5N3O6 -> 12CO + 2C + 5H2 + 3N2
Volume di esplosione : 720 Nlitri/Kg
Temperatura di esplosione : 3000°C.
Forza : 8200 Kg/cm2
Densità : 1,65 g/cc
Velocità di detonazione : 710 m/sec
Temperatura di infiammazione : 300°C.
Sensibilità all’urto (con un peso di 2 Kg per 17 mg sostanza) : 37 cm
Il tritolo si scioglie facilmente in benzolo, etere, acetone e toluene,
è abbastanza solubile in alcool, benzina e tricloroetilene (a caldo,
poco a freddo); si scioglie anche in acido solforico e nitrico
concentrati e caldi, e da essi cristallizza per raffreddamento o per
diluizione. Gli acidi non hanno generalmente azione sul tritolo, mentre
gli alcali reagiscono intensamente con esso, specialmente se si tratta
di basi forti, con la formazione di complessi derivati dallo stilbene e
dal dibenzile, con caratteristiche molto diverse.
Altre informazioni.
In Italia il tritolo si divide generalmente in due classi : quello che
solidifica al disopra degli 80°C., detto tritolo Alto Punto (A.P), e
quello che solidifica tra 78 e 80°C. denominato tritolo Basso Punto
(B.P). Il primo viene essenzialmente impiegato in proiettili per usi
militari, mentre il secondo è rivolto ad impieghi civili in miscele a
base di nitrato di ammonio.


--
========================================================
Eng. Mario GENSINI

mailto:gen...@unical.it
URL: http://www.iia-cnr.unical.it
========================================================

0 new messages