Comunque il punto non è questo. Mi ha detto che il mercurio essendo un
metallo molto povero dal punto di vista elettrochimico forma pile con
tutti gli altri metalli che si indossano e/o vengono messi nelle capsule
(era appunto delle tipologie di capsule per uno dei miei denti che si
discuteva) e funge da anodo, cioè si ossida. A riprova di ciò mi ha
detto di aver trovato delle particelle di oro su otturazioni in amalgama
di alcuni pazienti, oro proveniente da gioielli vari che questi
indossavano. Anche qui si è contraddetto da solo in quanto il mercurio
ha potenziale elettrochimico 0,8 e se ha trovato particelle di oro, vuol
dire che è l'oro ad essersi ossidato fungendo da anodo e non il mercurio.
Oggi, per curiosità ho preso il tester ed ho misurato la differenza di
potenziale tra il mio orologio in acciaio inox e un'otturazione in
amalgama. Il positivo era sull'otturazione. Ho misurato una tensione di
200 mV.
La mia domanda è: avendo il mercurio un potenziale elettrochimico così
elevato è praticamente nullo il rischio di avere ioni Hg+ in circolo?
E meglio non indossare metalli quali nichel, rame, oro, piombo?
Il ferro dell'orologio può dare problemi?
L'autoscarica della strana pila costituita da questi due elettrodi e che
ha me come elettrolita è rilevante, dal momento che non la metterò mai
in corto toccandomi i denti con l'orologio?
Ho provato anche a misurare la corrente tra l'orologio e l'otturazione,
ma non è rilevabile con uno strumento a 3,5 cifre con 2 mA di fondo
scala, cioè è minore di 1 uA.
tutto sommato si può dire che qualche micro pila si formi a
prescindere dalla presenza di altri metalli (di specie
elettroattive possono essercene anche altre in giro, a coinciare
dall'ossigeno fino a varie sostanze riducenti disciolte qua e là
in tutti i liquidi extracellulari).
In effetti non so quanto intense possano essere le correnti,
dato che la nostra resistenza di superficie è piuttosto alta,
molto più di quella interna, e ques'ultima non è isotropa.
Giurerei che le correnti possano essere minimamente
significative solo a corto raggio (ad es. amalgame diverse di
materiali leggermente diverse, tipo una con più argento e meno
mercurio e un'altra diversa). Magari sono microampere ....
> indosso altri metalli... lì per lì non ho obiettato sentendo misurare
> una corrente in Volt, anche se il dentista è anche perito in
> telecomunicazioni... ero un po' nervoso :-P!!!
>
> Comunque il punto non è questo. Mi ha detto che il mercurio essendo un
> metallo molto povero dal punto di vista elettrochimico forma pile con
> tutti gli altri metalli che si indossano e/o vengono messi nelle capsule
tipo l'argento ? (che peraltro è molto simile al mercurio, come
E°, se non fosse che in presenza di cloruri se ne differenzia
sufficientemente). In ogni caso tutti i metalli delle capsule
sono già ridotti, e quindi non possono dare pile. Trattandosi di
uan soluzione solida non possono neppure formare potenziali di
contatto, incidentalmente.
> (era appunto delle tipologie di capsule per uno dei miei denti che si
> discuteva) e funge da anodo, cioè si ossida.
in teoria può fare solo quello, dato che è ridotto. L'unico
catodo plausibile mi pare l'ossigeno cmq, nel dato contesto :
elettrolita (saliva), aria (respiro) e metallo ridotto il tutto
a contatto. L'amalgama di Ag dovrebbe essere meno reattiva
ancora del mercurio isolato cmq. Inoltre l'ossigeno ha rilevanti
sovratensioni sul mercurio, per cui la pila potrebbe anche
essere impedita o molto debole. Non si può escludere,
ovviamente, che una debole corrente provochi un lentissimo
rilascio di mercurio (o una patina di cloruro mercuroso), o, più
probabilmente ancora, dato il genere di elettrolita (contenente
cloruri) che si formi lentamente una patina di AgCl (in presenza
di cloruri Ag è meno nobile di Hg, mi pare, anche se di molto
poco ..... curiosamente sono le due pile standard di riferimento
! la SSE e la SCE, eh he he he)
> A riprova di ciò mi ha
> detto di aver trovato delle particelle di oro su otturazioni in amalgama
> di alcuni pazienti, oro proveniente da gioielli vari che questi
> indossavano.
la provenienza di quell'oro è dubbia .... Vero che Hg amalgama e
concentra oro da varie fonti, anche diluite, ma deve arrivare Au
ione solubile (o uno deve rosicchiare i gioielli). Il percorso
lungo mi sembra un po' discutibile.
> Anche qui si è contraddetto da solo in quanto il mercurio
> ha potenziale elettrochimico 0,8
in presenza di cloruro è più basso cmq
> e se ha trovato particelle di oro, vuol
> dire che è l'oro ad essersi ossidato fungendo da anodo e non il mercurio.
oppure uno ha mordicchiato le catenine, e l'amalgama ha
trattenuto qualche particella di metallo.
>
> Oggi, per curiosità ho preso il tester ed ho misurato la differenza di
> potenziale tra il mio orologio in acciaio inox e un'otturazione in
> amalgama. Il positivo era sull'otturazione. Ho misurato una tensione di
> 200 mV.
>
> La mia domanda è: avendo il mercurio un potenziale elettrochimico così
> elevato è praticamente nullo il rischio di avere ioni Hg+ in circolo ?
In circolo probabilmente si, o se passa non è per elettroforesi
diretta. Piccolissime concentrazioni vengono rilasciate (e non è
neppure imho sicuro in che proporzioni per dissoluzione
elettrochimica piuttosto che non per semplice e lenta erosione
meccanica). Non sono documentato circa le patologie relative, né
se ce ne sono di serie, al riguardo, però.
> E meglio non indossare metalli quali nichel, rame, oro, piombo?
> Il ferro dell'orologio può dare problemi ?
mah .... eventualmente, anche solo in astratto, metalli meno
nobili dovrebbero al limite proteggere il mercurio (che rispetto
al tuo orologio avrebbe dovuto essere positivo). Con l'oro
capita il contrario. Ma data la resistenza interna dei ponti
elettrochimici di siffatta pila, che ha "te come elettrolita",
mi turberebbe di più la scarica locale a cortissimo raggio
dell'ossigeno, la cui resistenza interna è molto minore, e
quindi potrebbe produrre correnti meno impercettibili.
> L'autoscarica della strana pila costituita da questi due elettrodi e che
> ha me come elettrolita è rilevante, dal momento che non la metterò mai
> in corto toccandomi i denti con l'orologio?
> Ho provato anche a misurare la corrente tra l'orologio e l'otturazione,
> ma non è rilevabile con uno strumento a 3,5 cifre con 2 mA di fondo
> scala, cioè è minore di 1 uA.
Da qualche parte avevo letto che per convenzione si attribuisce
una resistenza media interna al corpo, che non ricordo, ma era
relativamente alta. Con 200 mV non ci passa niente di
percettibile. Localmente, imho, potrebbe essere diverso (anche
per la questione dell'aereazione differenziale che in bocca di
certo si verifica : ossia la cuspide del dente è certo più
aereata e dovrebbe diventare catodica rispetto alla radice, più
immersa nella soluzione elettrolitica, saliva, e quindi a più
bassa pressione parziale di ossigeno, che dovrebbe diventare
anodica. Sul ferro questo è criticissimo, sul mercurio di certo
di meno)
ciao
Soviet
Non ho capito... che sono già ridotti vuol dire che sono nel loro stato
di ossidazione 0? In quel caso sarebbero abbastanza vicino alle
otturazioni e siccome il mercurio ha un potenziale elettrochimico alto,
credo che ossiderebbe questi metalli. Il dentista mi parlava di capsule
in titanio rivestite in ceramica o di capsule completamente metalliche
in titanio per rimpicciolire meno il dente o ancora capsule
completamente ceramiche per eliminare l'effetto pila.
> in teoria può fare solo quello, dato che è ridotto. L'unico catodo
> plausibile mi pare l'ossigeno cmq, nel dato contesto : elettrolita
> (saliva), aria (respiro) e metallo ridotto il tutto a contatto.
Tipo la formazione di ruggine sul ferro dolce?
> L'amalgama di Ag dovrebbe essere meno reattiva ancora del mercurio
> isolato cmq. Inoltre l'ossigeno ha rilevanti sovratensioni sul mercurio,
> per cui la pila potrebbe anche essere impedita o molto debole.
Non ho capito. Se l'ossigeno ha una sovratensione rilevante sul
mercurio, non dovrebbe ossidarlo spontaneamente?
> oppure uno ha mordicchiato le catenine, e l'amalgama ha trattenuto
> qualche particella di metallo.
Ma io non ho mai visto nessuno masticare delle catenine d'oro...
> Non sono documentato circa
> le patologie relative, né se ce ne sono di serie, al riguardo, però.
Dunque non so se a provocare quanto segue è lo ione Hg+ o il metallo Hg
non ossidato, ma se viene a trovarsi nel sangue i linfociti lo inglobano
come corpo estraneo, vanno in necrosi o come si dice quando cessano di
funzionare ed esplodono liberandolo di nuovo. Il risultato è un
indebolimento del sistema immunitario finché c'è mercurio in giro.
>> E meglio non indossare metalli quali nichel, rame, oro, piombo?
>> Il ferro dell'orologio può dare problemi ?
>
>
> mah .... eventualmente, anche solo in astratto, metalli meno nobili
> dovrebbero al limite proteggere il mercurio (che rispetto al tuo
> orologio avrebbe dovuto essere positivo)
Dunque l'orologio si comporta come anodo sacrificale.
> Con l'oro capita il contrario.
ma che potenziale elettrochimico ha?
> cortissimo raggio dell'ossigeno, la cui resistenza interna è molto
> minore, e quindi potrebbe produrre correnti meno impercettibili.
resistenza interna? Intendi quella dell'elettrolita saliva?
> Da qualche parte avevo letto che per convenzione si attribuisce una
> resistenza media interna al corpo, che non ricordo, ma era relativamente
> alta. Con 200 mV non ci passa niente di percettibile.
In effetti la legge di Ohm parla chiaro, ma è l'integrazione di questa
corrente su tempi lunghissimi che mi preoccupava.
> Localmente, imho,
> potrebbe essere diverso (anche per la questione dell'aereazione
> differenziale che in bocca di certo si verifica : ossia la cuspide del
> dente è certo più aereata e dovrebbe diventare catodica rispetto alla
> radice, più immersa nella soluzione elettrolitica, saliva, e quindi a
> più bassa pressione parziale di ossigeno, che dovrebbe diventare
> anodica. Sul ferro questo è criticissimo, sul mercurio di certo di meno)
Qui proprio mi sono perso. Mi ricordavo che per le pile con un
"elettrodo" gassoso occorre un elettrodo metallico ausiliario, in
platino se non ricordo male.
ma il fatto che se si hanno due otturazioni, una sopra ed una sotto,e se si
mette un pezzo di carta stagnola in mezzo e si stringono i denti, si sente
come una scossa è leggenda o realtà?
ciao
By Regulus
In bocca ne ho tante... proverò.
si, sono zerovalenti e meno di così non possono andare
> In quel caso sarebbero abbastanza vicino alle
> otturazioni e siccome il mercurio ha un potenziale elettrochimico alto,
alto quanto vuoi, ma se non è osidato, di per sè stesso non può
ossidare nulla.
> credo che ossiderebbe questi metalli.
questo vale per lo ione mercurico, che deve però essersi formato
in qualche maniera (io ipotizzavo una mini pila mercurio-aria
allo scopo). Se si forma, penserei che è anche capace di
ossidare il titanio, dato che poi lo raggiunge senza dover
diffondere per spazi interstellari
> Il dentista mi parlava di capsule
> in titanio rivestite in ceramica o di capsule completamente metalliche
> in titanio per rimpicciolire meno il dente o ancora capsule
> completamente ceramiche per eliminare l'effetto pila.
Ok ... capito da dove nasce l'inghippo.
Facciamo un passo indietro nella storia : la pila di Volta.
Volta osservò che un contatto bimetallico (zinco rame) dava
origine a sensibili potenziali di contatto, ma che in presenza
di soli conduttori di I specie, metalli, tale dispositivo non
erogava nessuna corrente (se non forse un microimpulso iniziale
di durata trascurabile).
Scoprì anche che, se alternati a elettroliti di II specie
(feltri o panno imbevuto di acqua e acido solforico), tale
coppia galvanica poteva erogare corrente.
Questo si scrive di solito sui libri, e tuttavia lo trovo
notevolmente fuorviante di ciò che succede realmente.
In effetti, usando lamine di lame PERFETTAMENTE decappate e
disossidate al momento (prive quindi di alcuna forma di rame
ossidato, tipicamente l'ossido) ed operando del tutto con
soluzioni degasate e fuori del contatto dell'aria, la pila di
Volta in teoria non può ancora erogare nessuna corrente
sostenibile basata sul rame, anche se può ancora erogare
corrente, però ad una fem decisamente inferiore al valore della
pila realizzata grossolanamente, basandosi su una pila
protoni/zinco. In assenza di ioni rameici o aria, l'unico
ossidante in giro è il protone (nel qual caso la lamina di rame
si comporta solo come elettrodo inerte eterogeneo (rame/idrogeno
gas) di III specie. In tali condizioni la pila spreca anche
molta energia inutilmente, per via del contatto diretto tra lo
zinco e il panno acido, mentre ci vorrebbe una membrana
conduttiva ma che non consenta agli H+ di arrivare sull'anodo di
zinco (ed un elettrolita di supporto).
In aria, o con rame non particolarmente decappato al momento,
oltre ai protoni, si affiancano altri ossidanti migliori
(appunto l'aria e le tracce più o meno rilevanti di ioni rame).
La creazione di coppie galvaniche intermetalliche, anche quando
TUTTI i metalli sono ridotti, favorisce comunque l'ossidazione
del meno nobile A PATTO che si trovi in giro un ossidante valido
(nel nostro caso c'è la onnipresente aria). L'effetto è quello
di aiutare a vincere le normali sovratensioni di scarica (specie
di O2), siccome il metallo nobile, che si carica negativamente
per potenziale di contatto, aiuta gli elettroni a saltare alla
destinazione finale stabile (l'ossigeno, o lo ione rameico o
altro). L'effetto diventa poi molto vistoso se il metallo nobile
(che fa da spoletta di elettroni ma non da ossidante) ha pure
bassa sovratensione di scarica verso l'ossigeno : è il caso ad
es. del platino platinato : messa a contatto con Pt platinato in
soluzione di solfato di sodio (non particolarmente aggressiva)
una lamina di zinco si sacrifica a velocità molto elevate
(laddove in acqua semplice resterebbe passiva per lungo tempo).
Si vede in tal caso una notevole scarica di idrogeno sul platino
(l'idrogeno è fornito da acqua, ma a pH neutro normalmente non
scaricherebbe visibilmente a scapito dello zinco dato che H+ è
troppo diluito, benché cmq i potenziali termodicamici dicono che
l'idrogeno anche a pH neutro è più ossidante di Zn), e anche
l'ossigeno si scarica, sempre a scapito di Zn (anche se la cosa
non si vede perché in tal caso il gas si consuma e non si forma).
Un metallo facilmente ossidabile dal punto di vista anche solo
cinetico (mercurio e rame lo sono entrambi) e non termodinamico,
si presta abbastanza bene al ruolo di mediatore tra un anodo
sacrificale (titanio, ferro, acciaio) vicino e l'ossidante
finale (aria).
>
>> in teoria può fare solo quello, dato che è ridotto. L'unico catodo
>> plausibile mi pare l'ossigeno cmq, nel dato contesto : elettrolita
>> (saliva), aria (respiro) e metallo ridotto il tutto a contatto.
>
>
> Tipo la formazione di ruggine sul ferro dolce ?
concettualment si
>
>> L'amalgama di Ag dovrebbe essere meno reattiva ancora del mercurio
>> isolato cmq. Inoltre l'ossigeno ha rilevanti sovratensioni sul
>> mercurio, per cui la pila potrebbe anche essere impedita o molto debole.
>
>
> Non ho capito. Se l'ossigeno ha una sovratensione rilevante sul
> mercurio, non dovrebbe ossidarlo spontaneamente ?
>
uhm .... per sovratensione intendo la difficoltà che alcuni gas
incontrano nel raegire ad elettrodi eterogenei (in genere solidi
e spesso metalli).
In ogni caso si, per quanto lenta a T.A., l'ossidazione del Hg è
un filino termodinamicamente spontanea. Se invece la T. diventa
troppo alta, viene ad essere spontanea la decomposizione
dell'ossido : diciamo che il sistema se la gioca con differenze
energetiche di poco conto. L'oro è già oltre, nel senso che mi
pare che gli ossidi di oro non siano mai favoriti rispetto agli
elementi liberi (il che vuol dire che Au non si ossida mai
spontaneamente in presenza della sola aria)
>
>> oppure uno ha mordicchiato le catenine, e l'amalgama ha trattenuto
>> qualche particella di metallo.
>
>
> Ma io non ho mai visto nessuno masticare delle catenine d'oro...
>
>> Non sono documentato circa le patologie relative, né se ce ne sono di
>> serie, al riguardo, però.
>
>
> Dunque non so se a provocare quanto segue è lo ione Hg+ o il metallo Hg
> non ossidato, ma se viene a trovarsi nel sangue i linfociti lo inglobano
> come corpo estraneo, vanno in necrosi o come si dice quando cessano di
> funzionare ed esplodono liberandolo di nuovo. Il risultato è un
> indebolimento del sistema immunitario finché c'è mercurio in giro.
>
>>> E meglio non indossare metalli quali nichel, rame, oro, piombo?
>>> Il ferro dell'orologio può dare problemi ?
>>
>>
>>
>> mah .... eventualmente, anche solo in astratto, metalli meno nobili
>> dovrebbero al limite proteggere il mercurio (che rispetto al tuo
>> orologio avrebbe dovuto essere positivo)
>
>
> Dunque l'orologio si comporta come anodo sacrificale.
si ma è troppo lontano secondo me : un ponte salino lungo quanto
l'intero organismo e con in serie resistenze elevate del calibro
dell'epidermide, in presenza di tensioni di millivolt,
sostanzialmente da luogo a correnti troppo deboli.
A corto raggio invece (tutto in bocca) le pile possono essere
diverse (la resistenza è inversamente proporzionale alla
distanza tra gli elettrodi)
>
>> Con l'oro capita il contrario.
>
>
> ma che potenziale elettrochimico ha?
>
l'oro ? ah, in assenza di complessanti molto elevato (mi pare
intorno agli 1,4 volt se non ricordo male. Inoltre il primo
gradino, da Au zero a ione auroso, è il più arduo, ciò che
costituisce ostacolo alla ossidazione).
>
>> cortissimo raggio dell'ossigeno, la cui resistenza interna è molto
>> minore, e quindi potrebbe produrre correnti meno impercettibili.
>
>
> resistenza interna? Intendi quella dell'elettrolita saliva?
>
si, un velo minimo di saliva tra il mercurio-argento e l'aria
>
>> Da qualche parte avevo letto che per convenzione si attribuisce una
>> resistenza media interna al corpo, che non ricordo, ma era
>> relativamente alta. Con 200 mV non ci passa niente di percettibile.
>
>
> In effetti la legge di Ohm parla chiaro, ma è l'integrazione di questa
> corrente su tempi lunghissimi che mi preoccupava.
>
beh .... nominalmente neppure gli alimenti che mangiamo sono del
tutto esenti da metalli pesanti. Se ne mangio un picogrammo e
per elettrolisi si forma un femtogrammo, dico tanto per dire,
non necessariamente il fenomeno è preoccupante.
Per quanto riguarda invece le pile :
Aria/mercurio (otturazione) //saliva// Titanio (capsula)
possono avere un effetto negativo sulla corrosione della
capsula, ma non dovrebbero rilasciare metalli dall'amalgama,
poiché l'amalgama è catodica rispetto al titanio o all'acciaio inox.
Diverso è il caso se uno ha una capsula d'oro vicina ad una di
mercurio. Allora li l'oro può aiutare l'ossigeno a disciogliere
il mercurio (ribadisco però che non si può dire che l'oro
direttamente fa sacrificare il mercurio ... anche se il
risultato è nocivo e indistinguibile, dato che in pratica l'aria
c'è sempre). In questo caso molto circoscritto penso che la cosa
possa essere significativa.
Invece sono scettico sulla presenza di gioielli in giro e sulla
pelle : la resistenza interna del ponte salino è troppo alta imho.
>
>> Localmente, imho, potrebbe essere diverso (anche per la questione
>> dell'aereazione differenziale che in bocca di certo si verifica :
>> ossia la cuspide del dente è certo più aereata e dovrebbe diventare
>> catodica rispetto alla radice, più immersa nella soluzione
>> elettrolitica, saliva, e quindi a più bassa pressione parziale di
>> ossigeno, che dovrebbe diventare anodica. Sul ferro questo è
>> criticissimo, sul mercurio di certo di meno)
>
>
> Qui proprio mi sono perso. Mi ricordavo che per le pile con un
> "elettrodo" gassoso occorre un elettrodo metallico ausiliario, in
> platino se non ricordo male.
Ti ricordi bene, infatti. Come ho anche citato prima il platino
è ottimo per due ragioni : 1) solitamente abbassa molto le
sovratensioni di scarica dei gas (ossia facilita la scarica se
termodinamicamente possibile), 2) nel solo caso di contatto
intermetallico diretto, essendo molto nobile, praticamente
impone potenziali positivi (sacrificali) su quasi tutti gli
altri metalli, che si dissolvono (e lui stesso invece asporta
gli elettroni e li traghetta sino all'ossidante vero e proprio,
tipo aria, protoni, altra roba).
Nel caso delle otturazioni in amalgama e capsule in titanio,
l'elettrodo inerte è proprio l'amalgama, il sacrificale il
titanio (l'ossidante IMHO sempre l'aria)
Nel caso di capsule d'oro e di amalgama, il ruolo di amalgama si
inverte, ed essa viene ad essere anodica (sacrificale), e l'aria
rimane sempre l'unico ossidante disponibile in situ.
questo perché la nobiltà è :
Au > (O2) > Hg-Ag > Ti
ciao
Soviet_Mario
leggevo tempo fa che i materiali che compongono la catena di dispersione
di messa a terra vanno scelti con cura perché nella parte interrata si
possono formare pile che corrodono picchetto, cavo in rame o il
materiale che unisce cavo e picchetto (capicorda, sbarrette filettate,
viti). Dalla tua spiegazione ho capito che č l'ossigeno disciolto nel
terreno che ossida i metalli presenti, i quali pescano elettroni da
quello piů povero connesso elettricamente e lo consumano in fretta,
considerando l'intera estensione della superficie sottoposta a
corrosione come fosse di questo metallo povero.
La domanda č: se nessuno dei metalli a contatto del terreno č
ossidabile, il problema sarebbe risolto?
Per esempio usando un picchetto in inox e collegandolo fuori del terreno
con un raccordo in alluminio ad un capicorda anch'esso in alluminio
contenente un cavo in rame e usando una vite in acciaio zincato ed un
dado in inox per fissare il tutto e spalmando la parte di connessione
fuori del terreno con vasellina filante si avrebbe ossidazione di
qualcuno dei componenti?
beh, solo se l'ambiente è anaerobio. Altrimenti come detto basta
dell'aria (o al limite persino i soli protoni dell'acido solforico)
> Ultima questione sulle pile:
>
> leggevo tempo fa che i materiali che compongono la catena di dispersione
> di messa a terra vanno scelti con cura perché nella parte interrata si
> possono formare pile che corrodono picchetto, cavo in rame o il
> materiale che unisce cavo e picchetto (capicorda, sbarrette filettate,
> viti). Dalla tua spiegazione ho capito che è l'ossigeno disciolto nel
> terreno che ossida i metalli presenti,
aspetta ! Diciamo che è l'ossigeno e stop. Infatti, avendosi un
sistema conduttore immerso da cima a fondo in un elettrolita,
anche l'ossigeno che appena appena lambisce la parte esposta del
cavo o il primo centimetro interrato e non plasticato puà
fungere da catodo (voglio dire che, a differenza del paragone
del corpo laddove il conduttore era solo il ponte salino
interposto tra i due metalli, qui le varie coppie collegano
comunque l'atmosfera al sottosuolo via una catena metallica
conduttrice, per cui potrebbero anche essere lunghe un Km che
non cambierebbe nulla, perlomeno se i metalli interrati non sono
verniciati e/o plastificati ... se lo sono è diverso, e la
resistenza della pila aumenta di molto.
Inoltre le strutture metalliche interrate non protette sono
spesso soggette alle cosiddette correnti vaganti (dispersioni di
impianti, campi elettrici di tralicci, semplici radiazioni
elettromagnetiche a bassa frequenza, e non so quali altri
ragioni). Queste correnti di solito sono "estratte" dal terreno
da parte del metallo, che ha resistenza minore, e le richiama
come autostrade. Ora dove la corrente ENTRA (intendo la corrente
vera a propria, elettronica, e non quella convenzionale,
positiva, dei fisici), nessun problema : la zona diventa
catodica (negativa, stiamo parlando di elettrolisi, e qualcosa
di elettroattivo nel terreno si trova sempre), ma dove la
corrente ESCE la regione diventa anodica, allora il metallo si
dissolve.
> i quali pescano elettroni da
> quello più povero connesso elettricamente e lo consumano in fretta,
> considerando l'intera estensione della superficie sottoposta a
> corrosione come fosse di questo metallo povero.
Naturalmente per questioni di bilanciamenti di corrente, dovendo
essere eguali la corrente anodica a catodica, se quella catodica
si ha a livello di una punta d'oro di un centimetro quadrato e
quella anodica attraverso una lastra di ferro zincato di un
metro quadro, la densità superficiale di corrente anodica sarà
un decimillesimo, per cui non è proprio che in un istante la
struttura del metallo povero svanisce (se uno dimensiona bene le
zone sacrificali, perlomeno).
> La domanda è: se nessuno dei metalli a contatto del terreno è
> ossidabile, il problema sarebbe risolto ?
ah beh, si : questa è la soluzione di forza bruta. Se fai tutti
i cavi d'oro o platino (o iridio, rodio e tutta robetta di poco
costo), il problema delle coppie galvaniche non si pone più.
Non so invece, nel senso che non ho conoscenze per valutare la
cosa, quanto la struttura possa essere del tutto immune anche
alle onde elettromagnetiche. Immagino che quand'anche
microscopiche quantità d'oro venissero dissolte sotto un certo
campo inducente, finirebbero per ridepositarsi quando l'onda em
inverte la fase (dato che Au+ sarebbe cmq lo ione elettroattivo
più ossidante, e più vicino, dei paraggi)
So però, attraverso discussioni con un collega ingegnere di cui
mi fido ciecamente, che al contrario dell'oro, le radiazioni em
sono uno dei peggiori nemici dei tondini di ferro delle armature
nel calcestruzzo anche con copriferro adeguati (il cemento è cmq
un gel elettrolitico conduttore), perlomeno nelle strutture
aeree (sulle strade sono i maledetti sali antigelo di cui si
abusa, che contengono cloruri e che saturano il CLS). Sin quando
il cemento è fresco e ha pH superiore a dodici-12,5, il ferro
dentro rimane abbastanza passivo, ma specie vicino ai copriferro
la carbonatazione abbassa il pH, e a quel punto i campi
elettrici delle em generano correnti indotte vaganti nelle
armature. Col tempo la corrosione fa formare prodotti espansivi,
il copriferro si fessura e si sgretola, e allora vai di diparazioni
> Per esempio usando un picchetto in inox e collegandolo fuori del terreno
> con un raccordo in alluminio ad un capicorda anch'esso in alluminio
> contenente un cavo in rame e usando una vite in acciaio zincato ed un
> dado in inox per fissare il tutto e spalmando la parte di connessione
> fuori del terreno con vasellina filante si avrebbe ossidazione di
> qualcuno dei componenti?
oddio ... non sto più seguendo, la catena elettrodica richiede
di vincere il torpore postprandiale, spetta ...
beh, mettiamo che il picchetto sia di un'inox di quelli proprio
che più inox non si può, e che emerga dal terreno (= elettrolita).
Adesso, se una parte del picchetto spunta, incluso il filo ed il
contatto che è fuori-terra, ed è tagliato fuori dal contatto con
un elettrolita (ad es. è verniciato con epossidica o plasticato
.... la vaselina non è il massimo della durevolezza, e la
condensa si può insinuare sotto, fidati), allora il sistema non
dovrebbe poter subire attacco elettrochimico. Inoltre
l'alluminio di suo già resisterebbe all'ossidazione (solo in
ambiente molto basico o molto acido Al non è passivo di suo).
Cmq a questo proposito, TANTO tempo fa aveva dato una
spiegazione molto chiara Mauro Baudino (mi ricordo la risposta
ma non il periodo, era passato tanto tempo, cmq distingueva bene
l'attacco elettrochimico dalla semplice ossidazione da parte
dell'aria che non coinvolgesse elettroliti e pile e effetti di
contatto).
Spero che tu riesca a trovare il thread, ma cerca con google,
perché forse è di anni fa
ciao
Soviet_Mario
Provato? :-)
ciao
--
By Regulus
Se non risponde almeno sappiamo che non e' una
leggenda... ^__-
--
Trixt
IHGGerD #105
Tre cose solamente m'enno in grado,
le quali posso non ben ben fornire,
cioe' la donna, la taverna e 'l dado:
queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.
>>>> ma il fatto che se si hanno due otturazioni, una sopra ed una sotto,e
>>>> se
>>>> si mette un pezzo di carta stagnola in mezzo e si stringono i denti, si
>>>> sente come una scossa è leggenda o realtà?
>>>>
>>>> ciao
>>>>
>>>> By Regulus
>>>
>>> In bocca ne ho tante... proverò.
>>
>>Provato? :-)
>
> Se non risponde almeno sappiamo che non e' una
> leggenda... ^__-
beh... a questo punto direi proprio che non era una leggenda.... :-)))
ciao
By Regulus