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urantia
PPA1200 (Poor Portable Amiga 1200): BPPC-256MB,
BVision-CGX4, OS3.9, HD 4GB, slim DVD R/W, Asus VW161D display,
3COM Lan PC card
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> salve, c'è modo secondo voi, di riportare un pezzo di plexiglas rovinato
> da non so quale solvente, alla trasparenza originale?
Meccanicamente, con apposite spazzole da montare sul trapano o sulla
smerigliatrice, eventualmente abbinate a pasta diamantata molto fine.
> è il coperchio di un giradischi toshiba. Il precedente proprietario
> evidentemente ha cercato di pulirlo con chissà cosa, meno male che se
> n'è accorto subito che diventava opaco!
Probabilmente acetone.
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Scarica "OpenOffice.org 3: Soluzioni a raccolta", molto più di semplici
FAQ! http://it.openoffice.org/doc/manuali/
se è plexiglass acetone assolutamente no! lo sciogli facendo un casino
tremendo.
se il danno è lieve prova con pasta dentifricia strofinando con il
dito, se la cosa è più profonda potrebbe funzionare la pasta per i
carrozzieri ma la vedo difficile...
ciao
> se � plexiglass acetone assolutamente no! lo sciogli facendo un casino
> tremendo.
E' quello che ho detto. Era la mia supposizione su quale solvente il
proprietario originale aveva usato per provocare il danno.
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> > Probabilmente acetone.
> se è plexiglass acetone assolutamente no! lo sciogli facendo un casino
> tremendo.
Sicuro? il plexiglass, quello vero, cioè metacrilato e non quelle
plastiche trasparenti, probabilmente polistirolo, che vendono nei brico
per far da vetro alle cornici, credo che sia intaccato solo dal
cloroformio e dal cloruro di metilene. Ho provato ad usare l'acetone per
fare degli incollaggi e non ho visto alcun minimo segno di aggressione.
Ciao, Paolo
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i miei hobby: http://digilander.libero.it/pieffe43
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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cosa intendi, che hai bagnato le superfici di acetone al
fine di incollarlo ?
A parte questo, una corrosione "interna" tra superfici
sottoposte ad ottimo incollaggio (senza aria diciamo ben
pressate) fa i minimi danni dal punto di vista della
trasparenza. Si può supporre una deformazione complementare
delle superfici affacciate, e la rifrazione complessiva del
bilayer dovrebbe allora dipendere essenzialmente dallo stato
delle due superfici esterne : se quelle son lisce e
parallele, quel che sta in mezzo conta meno, fintanto che le
asperità sono complementari. Eventuali rifrazioni locali da
plastica a colla dovrebbero essere compensate da quelle da
colla a plastica, purché lo strato di colla sia sottile, e
trasparente essa stessa ovviamente.
Non so se ho detto una minchiata ...
ciao
Soviet
Cmq anche a me risulta che il plexyglass patisca l'acetone.
Quello che resiste meglio è l'ipercostoso policarbonato.
E' pur vero che il vetro di polistirene (oltre a essere
molto fragile già a temperature primaverili) soffre
orrendamente i solventi vari, persino l'etanolo, non
parliamo del diluente nitro che lo porta in soluzione
quantitativamente, e pure il cloroformio.
ciao
Soviet
> Ciao, Paolo
>
proprio per questo scopo ho imparato a distinguerlo dal policarbonato
che non si scioglie in acetone ma sbianca appena.
quando trovo frammenti di "vetro" plastico ci metto sopra due gocce di
acetone: se sbianca lo butto altrimenti lo metto a sciogliere in un
vaso chiuso con acetone o solvente nitro che costa meno: d'estate lo
spennello allegramente su staccionate, travi, bordi in cemento,
paletti vari.
il coperchio dell' Hi Fi come oggetto del post spero non faccia questa
fine
bye
P.S. volendo essere proprio pazzo, potresti tentare una
saponificazione con anche alcool/NaOH. Il sale di sodio
dell'acido polimetracrilico (che potrebbe essere
idrodispersibile) imho potrebbe penetrare più a fondo,
magari lentamente, e avere un ancoraggio più forte al cemento.
Lo dico perchè l'idrofugo (estere) di sicuro protegge
dall'umido ESTERNO che vuole entrare. Io invece ho spesso il
problema opposto, umido interno (che entra dalla terra) che
vuole sfofare fuori, e un turapori tipo vernice potrebbe
servirmi sino a un certo punto.
Cmq l'idea rimane geniale. ciao
Soviet
PS
Come mi piace riusare le cose.
Pensa che sto tenendo i sublimati fenolici della legna della
stufa, magari li uso per impregnare altra legna all'esterno.
beh, in parte è copiata dai restauratori che utilizzano un prodotto
commercialmente noto come paraloid b72 come turapori e consolidante
per legno, è bastato andare a vedere di che cosa è fatto...
>saponificazione con anche alcool/NaOH
uhm, va fatto il tutto assolutamente in ambiente anidro altrimenti il
metacrilato coagula e addio solubilità, l'alcool assoluto costa
troppo...
> Pensa che sto tenendo i sublimati fenolici della legna della
> stufa, magari li uso per impregnare altra legna all'esterno.
buono, mi hanno detto che vanno bene anche i tannini ottenuti mettendo
a bagno legno di castagno... dopo tutto i pali delle vigne li facevano
con qs legno e non marcivano mai!
ciauz
si beh, li per li potrebbe certamente precipitare. MA imho
con un po' di pazienza, anche cominciando in fase
eterogenea, la saponificazione potrebbe quantomeno
ridisperderlo, specie con altro po' di acqua.
Persino il PET si riesce in parte a disperdere con idrolisi
parziale (solo che lì l'idrolisi ammazza il peso molecolare,
perché è IN-line, mentre qui è in derivazione laterale ...)
e dire che in un PET al massimo hai due sole cariche
anioniche (in testa e coda dei monconi), qui possono salire
fino al limite di una carica per unità di monomero, che
probabilmente darebbe un gel acquoso come l'agar o altri
polisaccaridi acidi.
> , l'alcool assoluto costa
> troppo...
>
>> Pensa che sto tenendo i sublimati fenolici della legna della
>> stufa, magari li uso per impregnare altra legna all'esterno.
>
> buono, mi hanno detto che vanno bene anche i tannini ottenuti mettendo
> a bagno legno di castagno... dopo tutto i pali delle vigne li facevano
> con qs legno e non marcivano mai !
Del tannino o composti tipo il pirogallolo potrebbero
esserci : sto bruciando castagno da mesi, l'ho finito oggi
(erano 27 quintali). Cmq non mi metto certo a separare gli
scoli (anche nella quercia e nel carpino qualche tannino ci
sarà, specie nella prima). Ora mi è rimasto del misto :
gagìa, quercia, nocciolo, carpino, sambuco.
ciao
Soviet
>
> ciauz
> cosa intendi, che hai bagnato le superfici di acetone al
> fine di incollarlo ?
[cut]
> Non so se ho detto una minchiata ...
No, hai perfettamente ragione. Probabilmente nelle prove fatte, proprio
bagnando come hai detto tu, quello che credevo metacrilato era invece
policarbonato (è passato molto tempo e non posso più verificare), oppure
l'evaporazione del solvente era troppo rapida per l'incollaggio (che non
avveniva per niente).
Ho provato a immergere in acetone dei ritagli di metacrilato ed
effettivamente si scioglie, anche se lentamente; adesso mi faccio uno
sciroppo per provare ad incollare.
CUT
> Ho provato a immergere in acetone dei ritagli di metacrilato ed
> effettivamente si scioglie, anche se lentamente; adesso mi faccio uno
> sciroppo per provare ad incollare.
avendocelo, io cmq userei il diclorometano o al limite il
cloroformio. L'acetone in effetti andrebbe anidrificato.
Per il PVC funzionano in maniera praticamente a tenuta
stagna (e a prova di pressione da impianti idraulici).
Presumo che anche col PMMA fungano bene. Tipo che basta
spennellare, un minuto di orologio e unire i giunti bagnati.
Non li stacchi più senza rompere tutto. Forse la mescola dei
tubi verdi da idraulica è particolarmente amorfa o cmq
adatta a gelificare con un'alito di solventi alogenati.
In mancanza, forse il vecchio bostik (a base
policloroprenica) potrebbe gelificare a propria volta) anche
se magari da incollaggio meno forte e non è molto
trasparente da secco, anzi.
Credo che un grande pregio di questi due microbi molecolari
sia il fatto che poi l'eccesso di solvente diffonda bene nel
resto del materiale per evaporare in superficie.
Non ho mai provato a fare incollaggi eterogenei, tipo PVC su
PP, o su PMMA, o PS o altre varianti ibride. Qualcuna
potrebbe persino fungere.
Circa il PE e PP, le varianti meno dure e cristalline si
incollano meglio.
ciao
Soviet
> Ciao, Paolo
>
> avendocelo, io cmq userei il diclorometano o al limite il cloroformio.
> L'acetone in effetti andrebbe anidrificato.
[...]
> Circa il PE e PP, le varianti meno dure e cristalline si incollano
> meglio.
scusa l'ignoranza ... con diclorometano e cloroformio ?
pensavo che non ci fosse altra possibilità che ricorrere al calore
(saldatura)
--
bye
!(!1|1)
l'acetone può andare anche quello commerciale, il risultato è comunque
trasparente, rimane il problema del solvente volatile che evaporando
lascia bolle (soffiature) che esteticamente e funzionalmente non
vanno bene, penso che con diclorometano o cloroformio vada pure
peggio.
a voi una soluzione possibile.
andrea
no mi riferivo al PVC (anche il PS, ma quello si incolla con
tutto).
il PE non ho mai provato. Ho pure io una pistola termica per
il PE (e guarda caso la colla è VLDPE, quello a
cristallinità minima).
Non so se il PE si sciolga in diclorometano, se swella o se
rimane impassibile. Opterei per la seconda, ma non so se sia
sufficiente.
Il PP invece non l'ho proprio mai incollato. Ma so che
resiste per tempi ragionevoli alla benzina senza evidenti
alterazioni (e non è manco reticolato) ergo sono ancora meno
ottimista.
ciao
Soviet
> Non so se il PE si sciolga in diclorometano, se swella o se rimane
> impassibile. Opterei per la seconda, ma non so se sia sufficiente.
> Il PP invece non l'ho proprio mai incollato. Ma so che resiste per
> tempi ragionevoli alla benzina senza evidenti alterazioni (e non è
> manco reticolato) ergo sono ancora meno ottimista.
ok... grazie per i chiarimenti... e per il suggerimento (involontario)
di usare una pistola termica a VLDPE :-)
--
bye
!(!1|1)