Il 26/03/2014 18.24,
s.spi...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno martedì 25 marzo 2014 22:30:06 UTC+1, Soviet_Mario ha scritto:
>> Il 25/03/2014 21.03,
s.spi...@gmail.com ha scritto:
>>
CUT
>>
>> 1) Resistere, resistere, resistere.
>>
>> 2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
>>
>> Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
>
> -Ma come ottenere più di quello che consumo,
sono stato poco chiaro : parlavo di soldi ovviamente, non di
creare energia dal nulla
> sono mica un pazzoide della free Energy, sono un Perito elettronico che ha lavorato anche per laboratori di ricerca.
>
> -A me serve solo un sistema per accumulare l'energia del fotovoltaico
ah ok, quindi l'energia elettrica in surplus è gratis
>
> - L'efficienza della cella l'ho stimata buona dalla bassa resistenza interna,
è una stima assolutamente parziale.
Ai fini di una stima minimamente affidabile dovresti
riuscire a misurare (o a trovare in letteratura) :
1) le sovratensioni di entrambi gli elettrodi (nello stato
nativo se non si alterano visibilmente, o in quello in
esercizio a regime, se si modificano sensibilmente). Questo
dato impatta sulla resa "energetica" (ma non su quella di
corrente)
2) stimare la presenza e l'entità di processi parassiti (ad
es. a carico dell'elettrolita e/o modificazioni sacrificali
irreversibili, specie dell'anodo). Queste impattano sia
sulla resa di corrente che quella energetica.
Esempio : se la fem teorica (termodinamica, "nernstiana") di
elettrolisi di H2O in date condizioni di T, P e pH
soprattutto, richiedono, che so, 2,5 volt, ma tu
concretamente, e AL NETTO della caduta ohmica a cui
accennavi prima, devi operare a 3,6 volt minimi (al di sotto
il processo non riesci a rilevarlo), stai già lavorando con
una resa di 2,5/3,6 = 70 % scarso.
Poi ci si aggiunge la caduta ohmica (e la perdita per
effetto joule).
La perdita "di corrente" si può verificare, in teoria, anche
senza (ed indipendentemente) dalle sovratensioni di
elettrodo : basta che ci siano processi parassiti agevoli
(ad es. elettrolita mal scelto o anodo mal scelto, tipo, che
so, di ferro o zinco o rame)
> gli elettrodi sono solenoidi di rame spesso 2mm stagnato in soluzione NAOH a circa 20%
l'anodo di stagno non può durare molto a meno che in quella
condizione, a meno che per qualche coincidenza riesca ad
anodizzarsi. A me pare strano che con soda abbastanza
concentrata sia passivo, ma non è detto ... diciamo che la
limpidità non è buon segno. Imho significa che l'eventuale
stagno sciolto rimane in soluzione come stannato :
[Sn(OH)6]^(2-)
Potresti verificarlo acidificando lentamente, goccia a
goccia, la soluzione con acido solforico : se contiene
stannato, precipita un gel biancastro di Sn(OH)4 che poi
diventa SnO2, pure bianco ma come polvere amorfa non gelatinosa.
Io consiglierei lamina di piombo (il solenoide è inutile,
tanto probabilmente l'anello debole non è tanto il processo
all'interfaccia metallica, quanto la diffusione ionica,
quindi anche una superficie piana cambia poco), ma non in
soda concentrata (pure quello si ossida a piombato
solubile), bensì in acido solforico, anche più conduttivo.
La lamina si anodizza ad una miscela di PbSO4 (e/o PbO2, se
la maltratti un po' con tensioni altine).
PbO2 in assenza di complessanti (e di basi forti conc.) è
immune come anodo. Ha solo un problema con alte densità di
corrente : non produce solo ossigeno, ma quote anche per
niente trascurabili di ozono. In questo caso bisogna poter
fare qualche misura.
Se si trova dello ioduro di sodio, l'ozono, anche diluito,
gorgogliato nella soluzione la rende subito arancio-rossa o
persino viola se è tanto. L'ossigeno impiega tempi molto lunghi.
Il catodo di stagno è immune, ma pessimo per ragioni di
elevata sovratensione di scarica su H2 (che abbassa la resa
energetica), ma anche di rame nudo sarebbe pessimo. Lì
dovresti tentare quantomeno di usare un pezzo di roba
NICHELATA, per non dire platinata, anche alla leggera, una
patina impalpabile, già fa molto..
> certo gli elettrodi non separati sono più efficienti ma dopo i gas sono mescolati
>
> - gli elettrodi anche dopo un'ora di funzionamento non mostrano segni di corrosione e tanto meno si depositano sul fondo precipitati strani, tutto rimane estremamente limpido.
ho il timore che lo stagno all'anodo si sciolga, ma
semplicemente resti in soluzione come stannato (incolore e
solubile). Prova ad acidificare la soluzione anodica per
vedere se cambia qualcosa ...
>
> Un salutone