Cosa significa il punto in mezzo alla formula? Dove posso trovare
riferimenti su questo tipo di notazioni?
Grazie
df
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Indica la presenza anche di un certo num di molecole d'acqua, ovvero indica
il grado di idratazione. Quindi CaSO4 . H2O indica solfato di calcio
monoidrato.
> Dove posso trovare
> riferimenti su questo tipo di notazioni?
In qualsiasi libro di chimica, direi.
Tex
> > Cosa significa il punto in mezzo alla formula?
> Indica la presenza anche di un certo num di molecole d'acqua, ovvero indica
> il grado di idratazione. Quindi CaSO4 . H2O indica solfato di calcio
> monoidrato.
Perché non viene utilizzato come al solito il simbolo + per indicare la
presenza di acqua cioè CaSO4 + H20?
Nei casi in cui nella stessa formula chimica compaiono ambedue le
notazioni, il + e il . come ad esempio nella seguente reazione, quella che
avviene all'interno dell'accumulatore Edison,
Fe + Ni2O3 . H2O + 2H2O <=> Fe(OH)2 + 2Ni(OH)2
Perché sono utilizzati due simboli diversi per indicare la presenza
d'acqua?
Vi sono anche casi in cui questa notazione è utilizzata quando non compare
la molecola d'acqua, ad esempio, nel caso della produzione di manganese
dagli ossidi si ha,
3MnO . MnO2 + 8Al = 4Al2O3 + 9Mn
> > Dove posso trovare
> > riferimenti su questo tipo di notazioni?
> In qualsiasi libro di chimica, direi.
In rete non ho trovato nulla :-( e nel testo che ho consultato, da cui ho
tratto gli esempi, viene illustrata solo la notazione con il simbolo + che
non necessita di spiegazioni in quanto è autoesplicativa, volendo indicare
a chi legge che si aggiunge un altro composto alla reazione, da cui
l'ovvio simbolo + Mentre, il simbolo . per me è un rebus logico. Cosa
significa moltiplicare per un' altra sostanza? :-)
Ma quanto a strane, per me notazioni, c'è anche quella della Pentlandite
un minerale del Fe, la sua formula bruta è (Fe, Ni)9S8 che significa
quella virgola che a volte si combina lo Zolfo con il Ferro e a volte con
il Nichel?
Ciao,
> Perché non viene utilizzato come al solito il simbolo + per indicare la
> presenza di acqua cioè CaSO4 + H20?
Perché il + in genere indica una reazione, mentre l'acqua espressa nella
formula col . è generalmente acqua di cristallizzazione.
Cioè l'acqua che è fisicamente parte costituzionale del reticolo
cristallino, e presente in rapporti stechiometrici precisi.
Insomma, è parte integrante dalla formula di un particolare sale in
forma idratata.
> 3MnO . MnO2
Questo è un ossido misto.
Un altro esempio è la magnetite, Fe3O4 (prova a calcolare in numero di
ossidazione del Fe), che più propriamente viene indicata FeO . Fe2O3
> Ma quanto a strane, per me notazioni, c'è anche quella della Pentlandite
> un minerale del Fe, la sua formula bruta è (Fe, Ni)9S8 che significa
> quella virgola che a volte si combina lo Zolfo con il Ferro e a volte con
> il Nichel?
Solfuro misto di ferro e nichel.
--
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OpenOffice.org, la suite open source di applicazioni per ufficio.
Saluti, VITRIOL
Guarda che è ben diverso. Il + indica una reazione tra due sostanze, il . dà
indicazioni sulla composizione. "CaSO4.H2O" potrebbe benissimo essere
scritto come "CaH2SO5", ma perderebbe un po' di senso sull'identità del
sale.
> Nei casi in cui nella stessa formula chimica compaiono ambedue le
> notazioni, il + e il . come ad esempio nella seguente reazione, quella che
> avviene all'interno dell'accumulatore Edison,
>
> Fe + Ni2O3 . H2O + 2H2O <=> Fe(OH)2 + 2Ni(OH)2
>
> Perché sono utilizzati due simboli diversi per indicare la presenza
> d'acqua?
Te l'ho spiegato. La prima molecola d'acqua "appartiene" alla struttura
cristallina dell'ossido di nichel, le altre due sono "esogene" e sono
reagenti veri e propri.
> Vi sono anche casi in cui questa notazione è utilizzata quando non compare
> la molecola d'acqua, ad esempio, nel caso della produzione di manganese
> dagli ossidi si ha,
>
> 3MnO . MnO2 + 8Al = 4Al2O3 + 9Mn
Vuol dire che l'ossido è "misto" con Mn in stato d'ossidazione +2 e +4
> Ma quanto a strane, per me notazioni, c'è anche quella della Pentlandite
> un minerale del Fe, la sua formula bruta è (Fe, Ni)9S8 che significa
> quella virgola che a volte si combina lo Zolfo con il Ferro e a volte con
> il Nichel?
Non proprio, vuol dire che il minerale è un solfuro misto di Ni e Fe, con
composizione immagino variabile.
Ciao
Tex
> Cosa
> significa moltiplicare per un' altra sostanza? :-)
PS
Non è un simbolo di moltiplicazione, e non devi moltiplicare nulla.
Quando leggo post come questo mi sovviene sempre la barzelletta "c'è
un matto contromano in autostrada"... :-/
E' sempre più comune (o forse me ne accorgo solo ora, chissà) trovare
gente che non sa dire "non conosco una cosa" ma dice "questa cosa è
strana/impossibile/difficile"...
Chissà se sono gli stessi per cui "il prof mi ha bocciato perchè è uno
str..." piuttosto che dire "non avevo studiato"...
> In rete non ho trovato nulla :-(
Ehm...
(Mi resta la curiosità di sapere cosa hai cercato... Moltiplicare per
acqua?! Strane nomenclature chimiche?!)
> Ehm...
Secondo te cosa avrei dovuto cercare?
Giusto per soddisfare la tua curiosità, ho cercato ovviamente su testi di
chimica e non di storia delle religioni. Nell'ordine due testi
universitari Paolo Corradini "Chimica Generale" e Bruce Mahan "Chimica" ed
uno del liceo, ed in rete. Su ambedue i testi universitari ci sono le
stesse informazioni sulla nomenclatura che puoi ricavare da Wikipedia sia
nella versione in italiano che in quella in inglese e non si fa alcun
riferimento a quel tipo di notazione.
Quindi se su più testi viene adottata questo tipo di notazione con il . ma
non ritrovo alcunché nel capitolo dedicato alla nomenclatura, che di
solito è la parte iniziale dei testi, né in tutto il resto del testo.
Allora la prima cosa che mi viene in mente è che strano utilizza una
notazione senza spigarne il significato prima! Mentre trovo dettagliate
spiegazioni finanche storiche (nel Mahan ad esempio) sull'utilizzo della
nomenclatura che più frequente ricorre nei testi di chimica generale cioè
notazione con il + . Ovviamente oggi ho capito che sono due notazioni
distinte per rappresentare due cose distinte, ma l'ho capito solo oggi
dopo aver *prima cercato su di 3 testi* ed infine non sapendo più dove ma
principalmente cosa cercare ho posto la domanda a chi ne sa più di me.
Se poi sei così gentile da indicarmi in quale parte di un testo di chimica
generale dovrei trovare quest'argomento o mi dici una chiave di ricerca da
inserire in google che non sia ovviamente "nomenclatura" avrai contribuito
anche tu in qualche modo a chiarire questo mio dubbio.
ciao
> Ehm...
Secondo te cosa avrei dovuto cercare?
Giusto per soddisfare la tua curiosità, ho cercato ovviamente su testi di
chimica e non di storia delle religioni. Nell'ordine due testi
universitari Paolo Corradini "Chimica Generale" e Bruce Mahan "Chimica" ed
uno del liceo, ed in rete. Su ambedue i testi universitari ci sono le
stesse informazioni sulla nomenclatura che puoi ricavare da Wikipedia sia
nella versione in italiano che in quella in inglese e non si fa alcun
riferimento a quel tipo di notazione.
Quindi, se su più testi viene adottata questo tipo di notazione con il .,
ma non ritrovo alcunché nel capitolo dedicato alla nomenclatura, che di
solito è la parte iniziale dei testi, né in tutto il resto del testo,
allora la prima cosa che mi viene in mente è: che strano utilizza una
notazione senza spigarne il significato prima! Mentre, trovo dettagliate
spiegazioni, finanche storiche, (nel Mahan ad esempio), sull'utilizzo
della nomenclatura che più frequentemente ricorre nei testi di chimica
generale, cioè la notazione con il + . Ovviamente, oggi ho capito che sono
due notazioni distinte per rappresentare due cose distinte, ma l'ho capito
solo oggi, dopo aver *prima cercato su di 3 testi* ed infine non sapendo
più dove, ma, principalmente cosa cercare, ho posto la domanda a chi ne sa
più di me.
Se poi sei così gentile da indicarmi in quale parte di un testo di chimica
generale dovrei trovare quest'argomento o mi dici una chiave di ricerca da
inserire in google che non sia ovviamente "nomenclatura" avrai contribuito
anche tu in qualche modo a chiarire questo mio dubbio.
ciao
Con Gugghel metti come chiave "inorganic nomenclature".
Il *primo* sito che appare è
http://en.wikipedia.org/wiki/IUPAC_nomenclature_of_inorganic_chemistry
Vai sul paragrafo "naming hydrates" e c'è quella nomenclatura.
Tex
Aggiungo: dalle references vai in maniera semplice ai documenti IUPAC, tra
cui trovi questo:
http://old.iupac.org/reports/provisional/abstract04/RB-prs310804/Chap2-3.04.pdf
Il paragrafo che ti interessa è IR-2.5.1
Semplice, no?
Tex
> Semplice, no?
> Tex
Innanzi tutto un grandissimo grazie perché il link che mi hai indicato qui
sopra perché contiene esattamente tutte le informazioni che cercavo, nella
forma in cui le cercavo sin d'all'inizio, una forma inequivocabilmente
chiara. Peccato non mi sia venuto affatto in mente, e dubbito che avrei
mai pensato al fatto, che la IUPAC doveva aver normato questa materia e
quindi doveva esserci tra i suoi documenti qualche norma che specificasse
come scrivere le formule chimiche. In pratica non ho pensato d'andar a
consultare LA fonte, ma pretendevo di trovare l'informazione in qualche
testo di Chimica Generale.
Sembrerò tardo e pignolo, ma come ho scritto in precedenza avevo già
consultato Wikipedia En ma, non avevo tratto alcun beneficio da quella
pagina che hai segnalato per le seguenti ragioni: noterai che quando parla
degli idrati pur riportando la formula del solfato di rame pentaidrato,
l'autore, come è ovvio parlando di nomenclatura, concentra l' attenzione
su come utilizzare il prefisso mono- penta- esa- ecc e sull'utilizzo del
puntino non dice praticamente nulla tranne riportare un esempio di un
idrato. Ora se non sai l'uso del puntino è possibile chiedersi, ha messo
un esempio di idrato e quell'idrato si scrive in quel modo ma perché? A
cosa serve il puntino.
Invece il secondo link che mi hai dato, secondo il mio punto di vista, è
molto più chiaro e dice la parola definitiva sull'argomento. Infatti nel
riportare la GRAMMATICA di una formula generale, dice al lettore osserva
che: OGNI VOLTA CHE, in una formula di un idrato, un sale doppio o un
ossido doppio compare un punto centrale, questo separara tra loro i
"costituenti". Cioè si porta l'attenzione del lettore direttamente sul
modo con cui scrivere la formula bruta, dando tutta una serie di regole
generali per l'uso del punto e di tutti gl' altri simboli di
punteggiatura.
Mi meraviglia il fatto che la maggior parte dei testi di chimica generale
non riportino quanto meno una semplice traduzione integrale di questo
documento IUPAC che, ripeto, per come brancolavo nel buio, credimi,
difficilmente avrei trovato, quindi ancora tante grazie.
Ciao
Fonseca ha scritto:
> a proposito di caratteri speciali dal significato strano in
> nomenclatura ... vediamo se riesci a trovare (non ti
> servirà, ma è un giochetto) il significato della
> chiocciolina, @ (AT) ... Recentemente si sta diffondendo il
> suo uso in certe formule (ma non ti dico il senso, se no
> dove sta il divertimento ?)
Mi hai ricordato che quando fu annunciata la scoperta del fullerene io
frequentavo la seconda superiore all'ITIS.
Arrivai in classe con l'articolo di giornale, e chiesi spiegazioni al
prof di chimica, che ovviamente non ne sapeva nulla.
Si informò senza dire nulla e, dopo poco più di una settimana,
sospendemmo per un'ora acidi, basi e redox, e ci tenne una lezione sulla
scoperta del fullerene.
Anche se credo che capii il 10% di quello che disse, quel professore si
guadagnò la mia ammirazione incondizionata. A distanza di tanti anni è
per me uno dei più bei ricordi scolastici, e probabilmente uno degli
episodi che più hanno contribuito alle mie scelte future.
Tu che ci lavori, di professori così ne esistono ancora?
Vabbè, se ha cercato "chemical formula" su wikipedia...
:)
CUT
>
> Mi hai ricordato che quando fu annunciata la scoperta del fullerene io
> frequentavo la seconda superiore all'ITIS.
> Arrivai in classe con l'articolo di giornale, e chiesi spiegazioni al
> prof di chimica, che ovviamente non ne sapeva nulla.
> Si informò senza dire nulla e, dopo poco più di una settimana,
> sospendemmo per un'ora acidi, basi e redox, e ci tenne una lezione sulla
> scoperta del fullerene.
eggià ... allora capitava persino che si tenessero delle
lezioni ...
> Anche se credo che capii il 10% di quello che disse, quel professore si
> guadagnò la mia ammirazione incondizionata. A distanza di tanti anni è
> per me uno dei più bei ricordi scolastici, e probabilmente uno degli
> episodi che più hanno contribuito alle mie scelte future.
> Tu che ci lavori, di professori così ne esistono ancora?
non saprei, si vive nel sommerso, nella clandestinità, senza
mai avere alcuna occasione di esplicare tale funzione. Le
domande interessanti sono già molto rare, ma soprattutto a
seguito di una domanda ti danno grossomodo 3-5 minuti lordi
per rispondere e farti capire (senza numeri). Diversamente
la risposta smette di interessare. L'unica trovata che ho
potuto escogitare per farmi almeno ascoltare un minimo, è
dare i voti ai quaderni degli appunti. In caso contrario non
prenderebbero nemmeno quelli. Non che serva a molto, ma
dover scrivere lascia meno tempo libero per fare casino
Ciao
soviet
Il caso dell'acqua di cristallizzazione e' chiaro, e credo che il
punto voglia significare che in realta' le molecole d'acqua nel
cristallo conservano una loro individualita', e forse sono legate
debolmente al resto del cristallo.
Infatti mi sembra di ricordare che si possa sottrarre l'acqua di
cristallizzazione riscaldando, e che in certi casi esistano forme con
diverso grado d'idratazione.
Credo invece che un caso come la magnetite sia diverso. Non ho
controllato com'e' fatta la struttura del cristallo in questo caso, ma
dubito molto che si possano identificare i due ossidi separati: credo
che Fe e O siano disposti in modo complicato, con legami circa della
stessa forza tra i diversi atomi.
Se sbaglio, correggetemi, cosi' imparo :)
--
Elio Fabri
CUT
>>
>>> 3MnO . MnO2
>>
> Debbo dire che anch'io questa notazione col punto non la trovo del
> tutto chiara.
E' solo una notazione, e, come fai notare dopo, nemmeno
sempre strettamente necessaria. Per i sali idrati si una
quasi sempre, per allumi, ossidi misti, sali doppi, in
effetti dipende da chi scrive.
Tuttavia la deduzione sulla labilità non è del tutto esatta
> I due esempi che fai si prestano bene per illustrare il mio problema.
>
> Il caso dell'acqua di cristallizzazione e' chiaro, e credo che il
> punto voglia significare che in realta' le molecole d'acqua nel
> cristallo conservano una loro individualita', e forse sono legate
> debolmente al resto del cristallo.
Beh, qui dipende molto.
Esistono sali idrati che si possono anidrificare per
riscaldamento (tipo solfato di rame per citare un esempio
famoso), e altri sali idrati che non c'è verso, manco morti
(come i cloruri di alluminio esaidrato e i sali idrati di
titanio e zirconio). Questi ultimi disidratati con normali
mezzi o col calore danno soltanto ossidi e non i sali, a
indicare che l'acqua è coordinata più fortemente degli
stessi controioni. In definitiva (approssimando) la tenacia
dell'idratazione dipende molto dalla "hardness" del catione.
Se è molto alta, allora gli idrati sono irriducibili.
> Infatti mi sembra di ricordare che si possa sottrarre l'acqua di
> cristallizzazione riscaldando, e che in certi casi esistano forme con
> diverso grado d'idratazione.
Vero (per molti ma non tutti). L'esempio più classico di
diverso grado di idratazione è il comune gesso "da presa"
(tipo quello della scagliola). Esiste anidro, emiidrato e
biidrato (la forma più stabile all'aria normale)
>
> Credo invece che un caso come la magnetite sia diverso.
Si ... ma non ho capito in che senso volevi dire diverso
> Non ho
> controllato com'e' fatta la struttura del cristallo in questo caso, ma
> dubito molto che si possano identificare i due ossidi separati: credo
> che Fe e O siano disposti in modo complicato, con legami circa della
> stessa forza tra i diversi atomi.
In effetti molti ossidi misti sono reticoli cristallini fusi
insieme, privi di individualità dei singoli ossidi. Spesso
si tratta di "spinelli" (o spinelli inversi), dove ad es. un
reticolo uniforme FCC di ioni ossido ospita in alcuni
interstizi ioni ferrosi e in altri interstizi, generalmente
a numero di coordinazione diverso, ioni ferrici (metà siti
rispetto a prima). Purtroppo a memoria non ricordo se il Fe
II riempia interstizi ottaedrici e il Fe III quelli
tetraedrici o viceversa, anche se un tempo l'ho saputa sta
cosa. ...In realtà non sono nemmeno più certissimo che il
reticolo di ioni ossido sia proprio FCC piuttosto che non
BCC. Cmq il reticolo è unitario, e non limitato ai soli ossidi
>
> Se sbaglio, correggetemi, cosi' imparo :)
ehh ... dovrei rivedere le strutture per poter dare info
precise, mi spiace. Magari qualcuno più fresco di strutture
rettificherà le imprecisioni
ciao
Soviet
>