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Sintesi del cloruro stannoso

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Lobellari Andrea

unread,
Aug 14, 2009, 1:35:28 PM8/14/09
to
Salve a tutti
dopo aver avuto il metodo per stagnare chimicamente il rame, sto
cercando di ottenere il cloruro stannoso da acido cloridrico e
barrette di stagno vergine. Guardando la tabella dei potenziali di
riduzione standard, ho visto subito che la cosa è possibile mettendo
stagno metallico in acido cloridrico, anche se la reazione di
ossiduriduzione deve essere molto lenta perchè la differenza di
potenziale è di soli 0.13 volts.
Visto che non avevo fretta, ho preso la bacchetta di stagno e l'ho
divisa in chicchi di riso e li ho messi nell'acido cloridrico
concentrato (37%). Dopo una settimana, però, la situazione è sempre
quella, dando un colpo al beker si smuove qualche bollicina
d'idrogeno, ma la cosa è lentissima.
Naturalmente la reazione è più veloce scaldando l'acido, ma riscaldare
una soluzione di HCl, sicuramente emanando vapori di acido, non mi è
simpatico. Ossidanti come acqua ossigenata non si possono usare perchè
altrimenti si rischia di ottenere, oltre al cloruro oso, anche lo
stannico.
Ho pensato allora di ricorrere all'elettrolisi.
Le due semireazioni sono
2H+ + 2e- -> H2
Sn - 2e- -> Sn(2+)
Vorrei sapere se una cosa del genere potrebbe funzionare:
becker di acido cloridrico concentrato, come anodo uso la barretta di
stagno, e come catodo una barretta di grafite (ci vorrebbe il
platino), per far sì che lo stagno non si depositi nuovamente. La
barretta di stagno dovrebbe ossidarsi a cloruro stannoso, e sulla
grafirte liberarsi idrogeno gassoso. Siccome so per esperienza di
ramatura che più si tiene alta la tensione della cella e più si libera
idrogeno al catodo, rovinando il deposito, a logica la tensione
dovrebbe essere tenuta alta.
C'è il rischio di ottenere anche cloruro stannico???
Grazie

VITRIOL

unread,
Aug 14, 2009, 1:43:10 PM8/14/09
to
Lobellari Andrea ha scritto:

> Visto che non avevo fretta, ho preso la bacchetta di stagno e l'ho
> divisa in chicchi di riso e li ho messi nell'acido cloridrico

> concentrato (37%). Dopo una settimana, per�, la situazione � sempre


> quella, dando un colpo al beker si smuove qualche bollicina

> d'idrogeno, ma la cosa � lentissima.

Ti riporto cosa dice il vecchio Salomone:

Cloruro stannoso. - Il cloruro stannoso si ottiene per azione dell'acido
cloridrico sullo stagno. Si prendono ad es. 100 gr di stagno granulato o
meglio in polvere e si introducono in una capsula di porcellana
contenente 300 cm3 di acido cloridrico concentrato; la reazione:

Sn + 2 HCl -> SnCl2 + H2

avviene piuttosto lentamente e si completa riscaldando a 70�,
evitando di far bollire. A reazione terminata (� bene lasciare
indisciolto un po' di stagno) si separa per filtrazione l'eventuale
residuo e si concentra su bagnomaria senza sorpassare la temperatura
indicata sino a raggiungere i 75-78� B�. Per cristallizzazione si
ottiene il cloruro stannoso biidrato in cristalli incolori, che si fanno
asciugare fra fogli di carta da filtro e si conservano in recipienti
chiusi. L'aria lo altera poco a poco trasformandolo in ossicloruro
insolubile in acqua ed in cloruro stannico; l'alterazione avviene pi�
rapidamente in soluzione acquosa ed a caldo.

--
news:it-alt.comp.software.openoffice : Il newsgroup dedicato a
OpenOffice.org, la suite open source di applicazioni per ufficio.
Scarica "OpenOffice.org 3.0 Soluzioni a raccolta", molto pi� di semplici
FAQ! http://it.openoffice.org/doc/manuali/

Lobellari Andrea

unread,
Aug 14, 2009, 2:38:43 PM8/14/09
to
On 14 Ago, 19:43, VITRIOL <vitriol_vitriolTOGL...@katamail.com> wrote:
> Lobellari Andrea ha scritto:
>
> > Visto che non avevo fretta, ho preso la bacchetta di stagno e l'ho
> > divisa in chicchi di riso e li ho messi nell'acido cloridrico
> > concentrato (37%). Dopo una settimana, però, la situazione è sempre

> > quella, dando un colpo al beker si smuove qualche bollicina
> > d'idrogeno, ma la cosa è lentissima.

>
> Ti riporto cosa dice il vecchio Salomone:
>
> Cloruro stannoso. - Il cloruro stannoso si ottiene per azione dell'acido
> cloridrico sullo stagno. Si prendono ad es. 100 gr di stagno granulato o
> meglio in polvere e si introducono in una capsula di porcellana
> contenente 300 cm3 di acido cloridrico concentrato; la reazione:
>
> Sn + 2 HCl -> SnCl2 + H2
>
> avviene  piuttosto  lentamente  e  si  completa  riscaldando  a  70°,
> evitando  di far bollire. A reazione terminata (è bene lasciare

> indisciolto un po' di stagno) si separa per filtrazione l'eventuale
> residuo  e  si  concentra su bagnomaria senza sorpassare la temperatura
> indicata sino a raggiungere i 75-78° Bé. Per cristallizzazione si

> ottiene il cloruro stannoso biidrato in cristalli incolori, che si fanno
> asciugare fra fogli di carta da filtro e si conservano in recipienti
> chiusi. L'aria lo altera poco a poco trasformandolo in ossicloruro
> insolubile in acqua ed in cloruro stannico; l'alterazione avviene più

> rapidamente in soluzione acquosa ed a caldo.
>
> --
> news:it-alt.comp.software.openoffice : Il newsgroup dedicato a
> OpenOffice.org, la suite open source di applicazioni per ufficio.
> Scarica "OpenOffice.org 3.0 Soluzioni a raccolta", molto più di semplici
> FAQ!http://it.openoffice.org/doc/manuali/

Ciao
avevo già letto di questo metodo, il problema è che devo scaldare
l'acido a non ho nemmeno la cappa.

Soviet_Mario

unread,
Aug 17, 2009, 7:56:10 PM8/17/09
to
Lobellari Andrea ha scritto:

> Salve a tutti
> dopo aver avuto il metodo per stagnare chimicamente il rame, sto
> cercando di ottenere il cloruro stannoso da acido cloridrico e
> barrette di stagno vergine. Guardando la tabella dei potenziali di
> riduzione standard, ho visto subito che la cosa è possibile mettendo
> stagno metallico in acido cloridrico, anche se la reazione di
> ossiduriduzione deve essere molto lenta perchè la differenza di
> potenziale è di soli 0.13 volts.
> Visto che non avevo fretta, ho preso la bacchetta di stagno e l'ho
> divisa in chicchi di riso e li ho messi nell'acido cloridrico
> concentrato (37%). Dopo una settimana, però, la situazione è sempre
> quella, dando un colpo al beker si smuove qualche bollicina
> d'idrogeno, ma la cosa è lentissima.

Immagino.

> Naturalmente la reazione è più veloce scaldando l'acido, ma riscaldare
> una soluzione di HCl, sicuramente emanando vapori di acido, non mi è
> simpatico. Ossidanti come acqua ossigenata non si possono usare perchè
> altrimenti si rischia di ottenere, oltre al cloruro oso, anche lo
> stannico.

Potrebbe funzionare un modo drastico.

Pesa META' dello stagno, e portalo tutto a tetracloruro,
usando acido cloridrico concentrato (suggerisco anche
saturato con sale, e se riesci gorgogliando cloro, o
cautamente aggiungendo ipoclorito ... ma la miscelazione
temo possa precipitare SnO2, che poi chissà se si
ridissolve). Oppure H2O2 o acido nitrico. In effetti H2O2 è
perfetta da tirare a secco.
Poi concentri il tutto a piccolo volume (a caldo,
rassegnati), non a secco, rabboccando con HCl concentrato).

Ora quando tutta l'H2O2 aggiunta si può pensare evaporata,
aggiungi alla mistura molto acida il resto di stagno vergine.

Avverrà una, ritengo più veloce, riduzione con metallo
omologo. E' una tecnica piuttosto classica e generale
(sebbene a volte condotta sui fusi, senza solvente) per
isolare valenze intermedie di metalli).

Lo stagno IV solubile è più ossidante di H+, e cineticamente
dovrebbe anche essere più rapido (basse sovratensioni, che
invece per H2 su stagno sono elevate).
Cura solo di eliminare bene H2O2 in eccesso (con il cloro
gassoso una scaldata sarebbe sufficiente).

L'unico vero rischio è la precipitazione di SnO2 (per
idrolisi, molto molto facile). Cmq se mantieni umido
rabboccando con HCl conc. (diciamo con pH ben sotto zero)
non dovrebbe farcela a caderti giù.


> Ho pensato allora di ricorrere all'elettrolisi.
> Le due semireazioni sono
> 2H+ + 2e- -> H2
> Sn - 2e- -> Sn(2+)

Rischi anche così l'anodizzazione elettrodica a SnO2. E la
superficie diventerebbe passiva

> Vorrei sapere se una cosa del genere potrebbe funzionare:
> becker di acido cloridrico concentrato, come anodo uso la barretta di
> stagno, e come catodo una barretta di grafite (ci vorrebbe il
> platino)

Perché non ancora stagno, tanto per non inserire
contaminanti ...

> per far sì che lo stagno non si depositi nuovamente.

Mmm ... si, per un minuto funge, poi ti si deposita Sn su
grafite, e a quel punto il deposito procede bene.
Secondo me conviene che separi i comparti della cella, ponte
salino etc.

> La
> barretta di stagno dovrebbe ossidarsi a cloruro stannoso, e sulla
> grafirte liberarsi idrogeno gassoso.

la vedo grigia (come la grafite). H2 ha una sovratensione
alta su grafite. Tenta almeno di trovare qualche monetina
con nichel. Cmq temo scarichi lo stagno. Prova a separare i
comparti

> Siccome so per esperienza di
> ramatura che più si tiene alta la tensione della cella e più si libera
> idrogeno al catodo, rovinando il deposito, a logica la tensione
> dovrebbe essere tenuta alta.
> C'è il rischio di ottenere anche cloruro stannico???

Certo, se la tensione sale, la over-oxidation può accadere.
Ma molto più grave è l'anodizzazione dell'elettrodo. Una
volte che si forma la patina di SnO2, è praticamente inerte
: a quel punto ossidi solo l'acqua a ossigeno, anzi il
cloruro a cloro.
Dovresti operare alla minore tensione a cui vedi un
sensibile passaggio di corrente.
ciao
Soviet


> Grazie

Lobellari Andrea

unread,
Aug 20, 2009, 8:42:52 AM8/20/09
to
> > Grazie- Nascondi testo citato
>
> - Mostra testo citato -

Grazie Soviet, come sempre sai tutto.
Ti chiedo un favore, ho trovato una cosa interessante sul Nuovissimo
Ricettario Chimico su Google libri, però c'è solo la parte finale,
perchè le pagna che mi interessano non sono nell'anteprima. Se ne sei
in possesso, potresti andare a vedere cosa c'è da pagina 1453 a 1456.
Dovrebbero esserci cose interessanti sulla stagnatura.
Ma poi mi chiedevo... è veramente necessario per la stagnatura chimica
con cremortartaro che sia cloruro stannoso?? Se unsare lo stannico non
fa alcuna differenza sarebbe molto più facile.

Soviet_Mario

unread,
Aug 20, 2009, 1:15:59 PM8/20/09
to
Lobellari Andrea ha scritto:

> On 18 Ago, 01:56, Soviet_Mario <Sov...@MIR.CCCP> wrote:
>> Lobellari Andrea ha scritto:
>>

CUT ALL

>
> Grazie Soviet, come sempre sai tutto.

se vabbè.

> Ti chiedo un favore, ho trovato una cosa interessante sul Nuovissimo
> Ricettario Chimico su Google libri, però c'è solo la parte finale,

non credo di esserne in possesso. Ossia, in cartaceo non
l'ho per certo. E non ricordo esattamente se magari da
qualche parte ho qualcosa di PDF. Ho troppo casino nel disco
fisso della chimica, e salvo ricordare per certo qualche
parte esatta del nome di un file, non lo trovo mai se non
per caso. Come ricettario, non ho trovato niente di quel che
dici, per cui "presumo" di no naverlo

> perchè le pagna che mi interessano non sono nell'anteprima. Se ne sei
> in possesso, potresti andare a vedere cosa c'è da pagina 1453 a 1456.
> Dovrebbero esserci cose interessanti sulla stagnatura.
> Ma poi mi chiedevo... è veramente necessario per la stagnatura chimica
> con cremortartaro che sia cloruro stannoso??

Non ti so rispondere. Dici una cosa che ha un fondamento
termodinamico corretto : il potenziale di riduzione del
cloruro stannico è maggiore di quello stannoso, per cui,
COMPLESSI A PARTE (ma in realtà questo aspetto nell'ambiente
in cui operi non lo è per nulla siccome l'acido tartarico
complessa appunto il rame meglio dello stagno II), in
presenza di soli acquo ioni se si riduce lo Sn II a maggior
ragione si riduce lo Sn IV.

Ma, come visto, basterebbe che Sn IV complessasse col
tartrato (o altro) appena poco meno bene del rame e non si
ridurrebbe per niente.

Inoltre cineticamente non so un accidente sulla scarica di
questi due ioni. So (solo per averlo letto ma non ho capito
bene, o se avevo capito ormai l'ho scordato) che ci sono
reazioni di trasferimento elettronico inner-shell e
outer-shell, e hanno energie di attivazione e velocità molto
diverse (che poi si traducono in sovratensioni pure
differenti). Quindi non scommetterei un euro sulla
disequazione termodinamica che "consente" la cosa. Mentre, è
ovvio, se la proibisse, sarebbe una pietra tombale sopra.

Altra cosa affatto trascurabile per una placcatura (e alla
lunga più o meno direttamente correlata ancora alla
cinetica). Chiedersi SE scarica e non avere garanzia sul
COME scarica, non è sufficiente. Avere magari una patina di
nero o di cristalli a stellina piuttosto che uno strato
liscio aderente fa la differenza tra una placcatura inutile
e una utile. Ergo non so che dirti. Ma costando zero, puoi
sempre fare qualche tentativo a vuoto.

Unica accortezza che, pur non sapendola nello specifico, io
attuerei in ogni caso è : qualsiasi sia l'ambiente, o il
complessante mantiene molto bene Sn IV in soluzione (ma poi
scarica ancora ???) oppure opera in ambiente acido molto
forte e concentrato. Viceversa ti precipita sempre il solito
biossido, perché l'idrolisi di Sn IV (come molti biossidi) è
davvero facile (e praticamente irreversibile).

In HCl concentrato Sn IV è solubile come esaclorostannato,
(il cui potenziale non lo so... googlati hexachlorostannate
o hexachlorostannic acid e redox potential) non se sia
ridotto dal rame. Mi sa di no ...


> Se unsare lo stannico non
> fa alcuna differenza sarebbe molto più facile.

In questo caso sarebbe facile, ma non so dire se farebbe
tanta, poca o nessuna differenza. Tenta
ciao
Soviet

Lobellari Andrea

unread,
Aug 20, 2009, 1:28:06 PM8/20/09
to

Grazie per le informazioni, proverò.
Intanto rinnovo la mia richiesta di pagina 1456 del Nuovissimo
Ricettario Chimico di Antonio Turco.

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