Il 21/08/2012 23:51, a ha scritto:
> che riguarda la fissazione in istologia...
>>
>> se hai voglia, approfondisci un pochino.
>> Che procedure segui (trattamenti, coloranti, scopo dello sgrassaggio).
>> Ad es. un'informazione pure corretta (come il fatto che l'acetone
>> sgrassa meglio dell'etanolo) potrebbe non portare ugualmente al
>> risultato voluto, se oltre ai grassi abbiamo una mistura di componenti e
>> strutture molto complessa.
>> Voglio dire che magari, in quel contesto, non è tanto la potenza
>> dell'azione sgrassante ad essere vincolante, ma che so, magari a non
>> interagire sfavorevolmente denaturando delle proteine o acidi nucleici o
>> chissà cosa.
>> Magari il colorante è ionico, e nell'etanolo non precipita mentre magari
>> con acetone si.
>> Quindi potresti chiarire meglio il contesto da cui si originava la
>> domanda ...
>> ciao
>> CCCP
>>
> Ok allora in istologia e citologia in generale si possono usare come
> fissativi coagulanti disidratanti metanolo, etanolo, acetone e altri che
> non mi interessano...poi volendo si può anche passare per il
> propanolo...in ogni caso segue la chiarificazione con xilene ed infine
> l'impregnazione in paraffina. Altre volte si può fissare con formaldeide
> 4% acq. e poi disidratare o con metanolo, o con etanolo, o con
> propanolo, o con acetone, chiarificare con xilene
purtroppo a questo "chiarificare" non riesco ad attribuire
un significato univoco, perché non so cosa potrebbe causare
torbidità. Potrebbero essere ancora tracce di grassi, e in
quel caso lo xilene è estremamente potente.
Mi sorge un dubbio ulteriore nel proseguire, ed è questo :
intanto parte dalla finalità degli alcooli (o acetone) che
tu stesso citi : disidratare. Effettivamente tutti costoro
sono miscibili con acqua in ogni rapporto, e anzi acetone a
parte e butanolo, anche più affini all'acqua stessa che non
ai grassi. Ecco il dubbio : nella fase in cui si usano
alcooli, quali sono i rapporti approssimativi tra la
quantità di soluzione o tessuto (la frazione acquosa)
trattato ed alcool o acetone ?
Non è un dettaglio banale : se l'acqua presente da sottrarre
fosse anche solo del 10 % dell'alcool usato, la capacità
sgrassante (specie del metanolo e etanolo, molto meno per
l'acetone, e una via di mezzo per il propanolo) crollerebbe
drasticamente. Esempio pratico : l'etanolo ASSOLUTO è
miscibile in benzina per dare soluzione omogenea. Con un 5 %
di acqua presente, assorbita anche dal vapore acqueo
ambientale, la mistura si smista in due strati distinti,
perché l'etanolo sceglie di preferenza l'acqua, e una volta
idrato anche di poco, il già precario amore per gli
idrocarburi si infrange.
Ma quell'accenno allo xilene dopo (solvente non affine
all'acqua e che non soffre di mescolarcisi) mi fa pensare
che il vero sgrassatore sia lui
> e infine impregnare
> con paraffina fusa. Tipo di grassi... qualunque tipo di grasso animale,
> mi concentrerei su trigliceridi e fosfolipidi,
assai diversi come gusti e solubilità, dato che i secondi
sono spesso emulsionabili in acqua. Per sciogliere i
fosfolipidi l'etanolo è sicuramente superiore all'acetone.
Per i trigliceridi classici è sostanzialmente poco efficace.
> al limite anche
> colesterolo, ma i più importanti sono i trigliceridi saturi o
> monoinsaturi a livello di acidi grassi...(il burro credo che andrebbe
> bene come riferimento, tolto il colesterolo :)).
> Io mi ero fatto l'idea che la lipofilia dei solventi fosse la seguente
> metanolo<etanolo<propanolo<acetone , ma non saprei ne dimostrarlo, ne
la serie è assolutamente corretta, e rispecchia la costante
dielettrica di queste sostanze (non sono sicurissimo tra
propanolo e acetone in realtà, ma conta anche la capacità di
dare legami H sia come donatore che come accettore :
quest'ultima cosa l'acetone non la può fare)
> spiegarlo adeguatamente... pensavo potesse esserci qualche coeficiente
> di ripartizione con olii o grassi scritto da qualche parte e qualcosa di
si, esistono tabulati (ma io non ne ho) i cosiddetti "LogP",
che sono i coefficienti di partizione acqua / n-ottanolo
(scelto come riferimento ad uso farmaceutico)
> strutturale...ad esempio pensavo che 1,2,3 atomi di carbonio in
> metanolo, etanolo, propanolo fanno la differenza nel rendere l'ultimo
> più lipofilo (se è vero che lo è come penso),
estrapolazione legittima, dato che il gruppo funzionale è
quasi identico (salvo che i primi son alcooli primari e il
propanolo penso sia il II°). Il confronto con l'acetone è
meno ovvio perché ha un gruppo funzionale diverso.
C'è anche un po' di ambiguità terminologica nell'uso comune
da "non chimici" di fondo, tra l'uso molecolare del termine
polare (ossia il momento dipolare di una singola molecola o
persino di un legame) e quello "bulk", ossia la polarità
complessiva rispecchiata dalla costante dielettrica (che
include il primo ma anche effetti di associazione molecolare
ed ordinamento nella disposizione del liquido).
Effettivamente come singolo dipolo, se non ricordo male, il
gruppo C=O dell'acetone è nettamente più marcato che non il
dipolo complessivo del gruppo ossidrilico (per composizione
vettoriale, non tanto per la maggiore separazione di carica,
che credo sia negli alcooli).
Però a causa di debole interazione tra molecole e quindi
scarsa associazione, nell'acetone, la polarità complessiva
mi pare inferiore.
> tra etanolo e acetone
> invece sono in difficoltà, pensavo alla polarità, ma poi non saprei...
più che altro ti interessa quella "bulk", che si rispecchia
nella costante dielettrica
> La cosa ha una sua importanza quando fisso e processo un campione grasso
> e ciò che mi interessa poi colorare sta nel grasso stesso.
Cioè qui vorresti un solvente in grado di levare dal grasso
e riportare in soluzione acquosa ? Non ho capito bene ... E
di che si tratta, organelli particolari o cosa ?
> Viceversa se
> il grasso interferisce con le successive colorazione e voglio
> massimizzare la sua eliminazione sapere quale solvente sgrassa
> maggiormente risulta utile.
Se vuoi solo levare grassi e non vuoi rischiare di tirare
via anche materiale "ibrido", effettivamente userei lo
xilene, o persino il cosiddetto etere di petrolio o esano
(più blandi e quindi più selettivi ... ho seri dubbi che
asportino i MONO gliceridi ad es., forse al limite i
DIgliceridi).
Questi ultimi (etere di petrolio, esano e idrocarburi saturi
in generale) coi fosfolipidi credo che non sgrassino molto,
e al meglio diano emulsioni, ma non credo che si riescano a
strippare via.
Non so se compatibile con altro (per la tendenza a lisare le
membrane) ma certi tensioattivi anionici in quantità oculate
(proporzionate ai fosfolipidi) neutralizzano la loro
capacità emulsionante, al pari di quella del tensioattivo
stesso, per questioni di "ion pairing" tra la carica
ammonica(+) del fosfolipide e la carica (-) del tensioattivo.
Penso all'SDS, che dovreste avere in campo medico biologico.
Però è solo uno spunto non un vero consiglio :
se aggiunto in quantità ulteriore allo stretto necessario a
disinnescare l'azione emulsionante del fosfolipide, e
renderlo quindi solubile nei solventi idrocarburici, l'SDS
in eccesso è in grado di lisare le membrane e quindi fare
danni. Mah.