Il 16/04/21 22:30, tony_H ha scritto:
> In verità non avevo risposto a Soviet Mario ma il mio post
> era indirizzato a Giorgio, avevo risposto sotto il post di
> Giorgio, ma cmq visto che ci siamo replico lo stesso.
capisco, c'è stato pure un equivoco nel quoting :\ E vabbè
dai, capita
beh, però il contesto monocristallo non mi sembrava
particolarmente pertinente nell'ambito della
cristallizzazione di un racemo, per questo io invece (sempre
implicitamente) pensavo a un sistema bifasico
>
>>
>>> un gruppo puntuale, gruppo cristallino etc
>>
>> sulle simmetrie ho sempre avuto idee confuse, questo è
>> vero, ma non ci vedo una grossissima attinenza con la
>> domanda.
>
> La simmetria è cosa fondamentale per la cristallografia.
ne sono tristemente consapevole, e ho tentato varie volte di
affrontare l'argomento in modo sistematico. Ma non riesco
proprio a "ritenerlo"
> TUTTO si basa sullo studio delle simmetrie. TUTTO.
> Gruppi puntuali, unità asimmetriche, gruppi spaziali... etc
> etc...
> E non vederlo come un argomento di nicchia, anzi...
mai detto questo, ho solo sottolineato che sono conscio di
una mia lacuna. Alla quale cmq ormai sono rassegnato
> i collegamenti che ci sono per esempio con la termodinamica,
> nelle transizioni di fase etc etc...
>
>>
>>> etc...
>>> Secondo me dovresti fare una ripassata per questo argomento
>>>
>>> Induci noi a dare risposte errate e fuori tema.
>>
>> prego ? Induco altri a dare risposte errate ? Ma questa poi !
>
> Non era riferito a te. assolutamente.
ok, chiarito il quid pro quo :D
>
>>
>>>
>>> Il racemo non cristallizza punto -
>> > e chi l'ha detto questo ? Co-cristallizza, se i due
>> enantiomeri hanno
>> solubilità modeste e P.F. elevati.
>
> Trovami un cristallo che abbia nella sua cella elementare
> entrambi gli eantiomeri. Trovamelo lo vorrei vedere son
> curioso.
nella prima lunga risposta avevo già detto che 1) non
conosco né ho mai letto nessun esempio tale e che
semplicemente 2) ipotizzavo che però non avrebbe violato
alcuna regola (laddove avevo concepito l'esempio
dell'ellissoide sezionato in 8 ottanti chirali, metà R e
metà S, che avrebbero potuto associarsi in un ottamero non
chirale, fatto di due tetraedri distorti "compenetrati" : e
che tale ottamero molto probabilmente avrebbe avuto un
reticolo forse tetragonale, forse romboedrico o boh, ma
verosimilmente diverso dall'"omocristallo" tutto R o tutto
S). Ma non era un esempio, era solo una simulazione mentale.
>
> UN CRISTALLO PERO'
nel caso specifico mi riferivo a un policristallo e
polifasico tra l'altro, semplicemente a grana molto fine da
costituire un sistema mediamente omogeneo.
Siccome mi era parso (forse ho inteso male) che tu lo
considerassi un sistema amorfo, dissentivo su questo punto,
che secondo me non era amorfo per niente. Ma di certo non lo
stavo qualificando né come monofasico, tantomeno come
monocristallo.
>
> Due cristalli, e per cristallo intendo (stessa cella
> elementare, sesso gruppo puntuale, stessa simmetria etc etc)
> hanno punti di fusione uguale, cosi come tutte le altre
> proprietà chimico-fisiche, tranne l'interazione con la
> radiazione e.m. polarizzata. Vedi esperimenti di dicroismo
> circolare e lineare. Questo perche il dipolo elettrico di
> transizione è diverso per i due enantiomeri, fattore
> quantomeccanico, e solo questa è la differenza per gli
> enantiomeri. il dipolo elettrico di transizione, m.
> Punto.
mai detto nulla di diverso.
Cmq una miscela equimolare, intimamente legata, come il
"cristallizzato" racemo, imho può ancora avere una T. di
fusione netta, anche se sarebbe più una transizione eutettica.
Non immagino per quali ragioni infatti, essendo identiche le
mutue solubilità reciproche in fase liquida, e pure le
miscibilità ancorché basse in fase solida, potrebbe
verificarsi che il FUSO e il SOLIDO residuo avrebbero
composizioni diverse.
Tra l'altro, se accadesse, sarebbe un bizzarrissimo caso di
arricchimento ottico mediante transizione di fase !
Per questo ipotizzavo un comportamento eutettico ma cmq una
fusione netta piuttosto che un range di T, come le classiche
miscele, in cui non c'è sosta termica e varia la
composizione di liq/sol durante la fusione.
>
> Se mi parli di punti di fusione diversi di due enantiomeri,
> cosa abbastanza comune,
assolutamente no, anzi, per definizione due enantiomeri
hanno la stessa T di fusione. Mi riferivo alla T di fusione
del loro racemato.
> ma... questi due enantiomeri non
> hanno la stessa struttura cristallina, per esempio hanno
> diversi parametri di cella, diverso sistema cristallino, etc...
allora stai parlando di ALLOTROPI. Se una data sostanza ha
più allotropi, avrà anche diversi T di fusione, uno per
ciascuno.
Ovviamente ogni enantiomero avrà gli stessi allotropi e con
le stesse stabilità relative.
E confrontando le T fusione di allotropi omologhi, saranno
le medesime.
>
> Co-cristallizza che intendi ? forse ti riferisci all'esempio
> del "granito" e quelli non sono cocristalli.
intendevo solo "intimamente mescolati" a scala diciamo
magari micron. Non mi stavo riferendo all'integrazione delle
celle elementari. Qui forse avrei dovuto chiarire l'uso del
termine o usare "co-precipitano" che forse non sottendeva
l'integrazione così intima.
>
> Vedi "crystal engineering" ovvero la progettazione di
> strutture cristalline e scopriari cosa sono i cocristalli
>
>
>>> in teoria (su carta e in condizioni estreme vicino allan
>>> Temperatura 0 K) potrebbe
>>
>> ma quali 0K, basta evaporare oltre la saturazione.
>
> Io parlo di cristalli. per favore rivediti la definizione di
> cristallo. Poi avere aggregati di non so cosa è altro. Cmq
> così facendo non otterrai una struttura regolare e ripetitiva.
>
> Grazie... evaporare... lo so... ma non otterrò ne cristalli
> ne cocristalli... ma otterrò qualcosa si...
una miscela cristallina polifasica :D
>
>>
>> Poi sia chiaro, ci sono sostanze con difficoltà di
>> cristallizzazione anche se otticamente attive, pur
>> contenendo solo tracce di impurezze (non per forza chirali).
>
>>> essere pure possibile ma di fatto no per tutta una serie
>>> di ragioni (in primis di impacchettamento, interazioni
>>> deboli etc etc...), e non penso nemmeno che siano stati
>>> fatti esperimenti per ottenere un cristallo racemico
>>> (penso che ci
>>
>>
>> ma qui non stavo dicendo questo (anzi l'avevo scritto solo
>> come discorso teorico quello). Qui dicevo che due sostanze
>> con identica solubilità, coprecipitano, ma non per dare
>> necessariamente una massa amorfa, semplicemente un
>> policristallo intimamente mescolato. Che siccome è
>> fisicamente non separabile con le pinzette, avrà alcune
>> proprietà diverse dai singoli costituenti puri.
>> Ad es. il P.Fusione (perché l'uno deprime quello
>> dell'altro, poco o tanto che sia).
>
>
> E non è definibile cristallo, questa miscela.
non l'ho chiamata cristallo (al singolare) ma miscela
cristallina.
> E sopratutto
> non si può fare un esperimento du diffrazione ai raggi X, o
sicuro ... ma non mi preme la cosa. Si parlava di come
separare la miscela, tutto qui
> ai neutroni... Se sei fortunato puoi notarlo
> macroscopicamente (a microscopio per es) che hai degli
> aggregati.
>
>>
>> Curiosità interessante:
>>
>> normalmente le miscele eterogenee non hanno un P.F. ma un
>> range di T (perché la loro non è una vera transizione di
>> fase, e nemmeno una sosta termica).
>
> Appunto
>
>> Ma una mistura del genere non sono sicuro che si
>> comporterebbe in questo modo, per la totale simmetricità
>> degli effetti.
>> Non so se sia vero, ma boh, a naso, mi verrebbe più di
>> considerarlo un eutettico, che fonda a composizione
>> invariata.
>
> Ma che eutettico... ma che simmetrie...
la simmetria era inteso nel senso di reciprocità.
R fuso scioglie S fuso nella stessa misura del contrario, e
R solido scioglie S solido (per poco che sia) nella stessa
misura del contrario.
Con simili premesse, su cui penso possiamo concodare, giusto
? Ebbene con simili premesse, come potrebbe originarsi,
partendo da un solido racemico, una fase fusa con
composizione DIVERSA dal racemato ? Imho non può. Il fuso
continuerà sempre a generarsi 50:50, otticamente inattivo, e
il solido non si arricchirà di alcun componente R o S.
Ipotizzo che questa possa essere la premessa per avere NON
già una fusione tipica di miscela (range di T, nessuna sosta
termica), ma una transizione di fase netta, che ho chiamato
eutettoide richiamando la caratteristica di fondere a T
fissa e senza variazione di composizione.
E più ci penso e più mi convinco che sia vero.
Sarebbe sempre un caso di eutettico a composizione
prevedibile (50:50) e con elementi non chimicamente diversi,
ma distinti solo per la chiralità
> per fare quello che
> dici tu, come prevedere una transizione di fase "a
> tavolino", prevedere qualsiasi comportmento del tuo sistema
> chimico "su carta" dovresti imbatterti, sempre se ci riesci,
> a costruire un modello di chimica computazionale, modelli
> matematici teorici dei sistemi chimici simulati al calcolatore.
non ci ho capito niente, ma credo di avere già spiegato a
sufficienza perché prevedo una sosta termica netta per la
miscela racemica e non una fusione incongruente.
>
>
>>
>>> abbiamo provato ma senza successo), anche perché sarebbe
>>> un'impresa colossale fare ciò. Unità asimmetriche (di
>>> entrambi gli enantiomeri) che generino la nostra cella
>>> unitaria le vedo difficile ottenerle .
>>>
>>>
>>> Di solito con i racemi danno gli amorfi, cocristalli (ma
>>> gia qui poi servirebbe un'altra molecola).
>>
>> non concordo con l'uso di co-cristalli e di amorfi come
>> sinonimi.
>> Salvo che il contesto sia molto restrittivo (tipo la
>> diffrazione dei raggi X)
>>
>
> Non ho detto assolutamente che sono sinonimi. sono due cose
> assolutamente diverse.
mah