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manico delle pentole

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Giacobino da Tradate

unread,
Feb 16, 2017, 11:52:14 AM2/16/17
to
la moglie tiene sempre troppo alto il fuoco del fornello, e i manici di
plastica nera si rovinano, prima diveno scabri e poi perdono i frammenti.

Di che materiale (che tipo di plastica) sono fatti i manici sintetici
delle pentole?

grazie

--
Per un giacobinismo in salsa padana

ADPUF

unread,
Feb 16, 2017, 1:09:51 PM2/16/17
to
Giacobino da Tradate 17:52, giovedì 16 febbraio 2017:

> la moglie tiene sempre troppo alto il fuoco del fornello,


e tu non le dici niente?
:-)


> e i manici di plastica nera si rovinano, prima diveno scabri
> e poi perdono i frammenti.
>
> Di che materiale (che tipo di plastica) sono fatti i manici
> sintetici delle pentole?


Boh, non c'è un marchio per il riciclaggio tipo PP o PET o PS o
simili?

Oppure sulla scatola forse scrivono gli ingredienti.

Fa qualche odore particolare?


--
AIOE °¿°

Soviet_Mario

unread,
Feb 16, 2017, 1:35:54 PM2/16/17
to
On 16/02/2017 19.10, ADPUF wrote:
> Giacobino da Tradate 17:52, giovedì 16 febbraio 2017:
>
>> la moglie tiene sempre troppo alto il fuoco del fornello,
>
>
> e tu non le dici niente?
> :-)
>
>
>> e i manici di plastica nera si rovinano, prima diveno scabri
>> e poi perdono i frammenti.
>>
>> Di che materiale (che tipo di plastica) sono fatti i manici
>> sintetici delle pentole?
>
>
> Boh, non c'è un marchio per il riciclaggio tipo PP o PET o PS o
> simili?

di sicuro non è roba termoplastica.
Anticamente usavano le bacheliti fenoliche, però potrebbe
essere cambiata (da tempo), e magari oggi come oggi
potrebbero usare le ureiche (o persino melaminiche).
Sono roba molto altofondente (non fondono in modo congruente
cmq) e bruciano con difficoltà, specie le ureiche. Cmq ho
buttato lì due candidati plausibili di costo basso, non è
detto che ci siano altre termoindurenti di fascia un po' più
sofisticata.

>
> Oppure sulla scatola forse scrivono gli ingredienti.
>
> Fa qualche odore particolare?
>
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
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https://www.avast.com/antivirus

Romeo

unread,
Feb 16, 2017, 3:28:50 PM2/16/17
to
> la moglie tiene sempre troppo alto il fuoco del fornello, e i manici di
> plastica nera si rovinano, prima diveno scabri e poi perdono i frammenti.
>
> Di che materiale (che tipo di plastica) sono fatti i manici sintetici delle
> pentole?
>
> grazie

Resine fenoliche, a volte melamminiche.

not1xor1

unread,
Feb 17, 2017, 3:38:52 AM2/17/17
to
Il 16/02/2017 19:10, ADPUF ha scritto:
>> Di che materiale (che tipo di plastica) sono fatti i manici
>> sintetici delle pentole?
>
> Boh, non c'è un marchio per il riciclaggio tipo PP o PET o PS o
> simili?

secondo te userebbero delle resine termoplastiche come manici delle
pentole?

PP, PET e PS già a 330K o giù di lì cominciano a rammollirsi...
scivolerebbero via dal metallo
--
bye
!(!1|1)


Giacobino da Tradate

unread,
Feb 17, 2017, 5:19:18 AM2/17/17
to
Il 16/02/2017 19:10, ADPUF ha scritto:

>> la moglie tiene sempre troppo alto il fuoco del fornello,

> e tu non le dici niente? :-)

obietto, ma senza successo

>> Di che materiale (che tipo di plastica) sono fatti i manici
>> sintetici delle pentole?

> Boh, non c'è un marchio

no solo il marchio delle pentole, peraltro fuori mercato da anni.

> Fa qualche odore particolare?

puzza acre di plastica bruciata.

Giacobino da Tradate

unread,
Feb 17, 2017, 5:28:28 AM2/17/17
to
Il 16/02/2017 21:28, Romeo ha scritto:

> Resine fenoliche, a volte melamminiche.

sarebbero colabili in ambito hobbystico?

Le manopole (che sono di 2-3 misure in tutto) sono due orecchie
accostate sopra e sotto a un'asola di metallo. Alcune sono ancora
integre e potrei usarle come modelli per fare dei calchi in silicone.

Una volta che ho il calco, queste resine termoindurenti sarebbero colabili?

Ho espereienza con la colatura delle resine poliestere, che pero' non
resistono al fuoco e liberano stirolo.

In negozio ci sono alcuni ricambi ma praticamente solo per le Lagostina.

Soviet_Mario

unread,
Feb 17, 2017, 9:32:35 AM2/17/17
to
On 17/02/2017 11.28, Giacobino da Tradate wrote:
> Il 16/02/2017 21:28, Romeo ha scritto:
>
>> Resine fenoliche, a volte melamminiche.
>
> sarebbero colabili in ambito hobbystico?

mmm, non penso, vanno cotte al forno a T controllata
(probabilmente anche in atmosfera controllata). Un po' come
le vernici a polvere, che per quanto meno costose (risparmio
solvente) e più resistenti, sono di uso praticamente solo
industriale

>
> Le manopole (che sono di 2-3 misure in tutto) sono due
> orecchie accostate sopra e sotto a un'asola di metallo.
> Alcune sono ancora integre e potrei usarle come modelli per
> fare dei calchi in silicone.
>
> Una volta che ho il calco, queste resine termoindurenti
> sarebbero colabili ?

non mi risulta, penso che sia difficile gestirle, perché non
vengono polimerizzate in soluzione o emulsione, ma proprio
"nette", e la formaldeide ad es. è un reagente noioso. Poi
probabilmente sarebbe difficile ottimizzare la stechiometria

>
> Ho espereienza con la colatura delle resine poliestere,

eh, ma sono cmq termoplastiche credo, non reticolate

> che
> pero' non resistono al fuoco e liberano stirolo.

perché si usa come solvente ?

Cmq, l'unica è trovare blocchi di resina più grossi da altri
usi e farla fresare sino alla sagoma finita. Ma non saprei
dirti dove si usino in pezzettoni da riciclare.

Rimane il classico legno duro. Il pero e prugno vecchio sono
belli tosti, isolano a sufficienza ... e ovviamente
bruciano, sicché i fuochi adeguati non sono trattabili :-\

>
> In negozio ci sono alcuni ricambi ma praticamente solo per
> le Lagostina.
>
>


--

alleg...@gmail.com

unread,
Feb 17, 2017, 12:02:48 PM2/17/17
to
Mi accodo alla propost "naturale": Sughero?...un tappo tagliato a rondelle. Un taglietto sulle rondelle ed incastrate sui manici metallici

not1xor1

unread,
Feb 17, 2017, 1:05:15 PM2/17/17
to
Il 17/02/2017 11:28, Giacobino da Tradate ha scritto:
> Le manopole (che sono di 2-3 misure in tutto) sono due orecchie
> accostate sopra e sotto a un'asola di metallo. Alcune sono ancora
> integre e potrei usarle come modelli per fare dei calchi in silicone.

e perché non fare i manici direttamente di silicone?

--
bye
!(!1|1)

Giacobino da Tradate

unread,
Feb 18, 2017, 5:32:16 AM2/18/17
to
Il 17/02/2017 18:29, not1xor1 ha scritto:

>> Le manopole (che sono di 2-3 misure in tutto) sono due orecchie
>> accostate sopra e sotto a un'asola di metallo.

> e perché non fare i manici direttamente di silicone?

Non hanno forza strutturale, tanto varrebbe avvolgere le asole di
metallo direttamente in due presine di tessuto.

Il legno duro era previsto ma solo come ultima ratio, perche' dovrei
lavorarlo praticamente a mano.

Soviet_Mario

unread,
Feb 18, 2017, 6:41:17 AM2/18/17
to
On 18/02/2017 11.32, Giacobino da Tradate wrote:
> Il 17/02/2017 18:29, not1xor1 ha scritto:
>
>>> Le manopole (che sono di 2-3 misure in tutto) sono due
>>> orecchie
>>> accostate sopra e sotto a un'asola di metallo.
>
>> e perché non fare i manici direttamente di silicone?
>
> Non hanno forza strutturale,

concordo, poi slitterebbero ruotando attorno all'anima
metallica.

> tanto varrebbe avvolgere le
> asole di metallo direttamente in due presine di tessuto.
>
> Il legno duro era previsto ma solo come ultima ratio,
> perche' dovrei lavorarlo praticamente a mano.
>

ma anche la plastica thermoset ti tocca a lavorarla da dura
(tipo con qualche fresina della LIDL), di farla "colabile"
in uno stampo come detto purtroppo te lo puoi scordare.

Diciamo che il legno, con santa pazienza e sgorbie affilate,
ancora ancora lo lavori sia a fresa sia a mano, ma una
melamminica a mano gli fai fresco (ci fanno anche la "finta"
porcellana da forno, per dare l'idea di quanto è resistente).

ADPUF

unread,
Feb 18, 2017, 12:51:45 PM2/18/17
to
Soviet_Mario 15:32, venerdì 17 febbraio 2017:

> Rimane il classico legno duro. Il pero e prugno vecchio sono
> belli tosti, isolano a sufficienza ... e ovviamente
> bruciano, sicché i fuochi adeguati non sono trattabili :-\


Pero e prugno duri? boh

Prova il faggio o il carpino o meglio il corniolo... quello sì
che è duro.


Per proteggere i manici dal fuoco l'abile faidateista
potrebbe "appiccicare" alla pentola un deflettore di fiamma in
lamiera... o addirittura applicargli un circuito refrigerante
ad acqua!
:-)


--
AIOE °¿°

ADPUF

unread,
Feb 18, 2017, 12:56:04 PM2/18/17
to
not1xor1 09:35, venerdì 17 febbraio 2017:
Beh ovvio era solo per fare un esempio di sigle per
riciclaggio.

Ma mi pare che per le plastiche termoindurenti non mettono
niente... va tutto nella plasticaccia inutilizzabile e
irriciclabile temo.


--
AIOE °¿°

Soviet_Mario

unread,
Feb 18, 2017, 1:13:16 PM2/18/17
to
On 18/02/2017 18.52, ADPUF wrote:
> Soviet_Mario 15:32, venerdì 17 febbraio 2017:
>
>> Rimane il classico legno duro. Il pero e prugno vecchio sono
>> belli tosti, isolano a sufficienza ... e ovviamente
>> bruciano, sicché i fuochi adeguati non sono trattabili :-\
>
>
> Pero e prugno duri? boh

ovviamente vecchi. Sono tra i legni più duri.

>
> Prova il faggio o il carpino o meglio il corniolo... quello sì
> che è duro.

il carpino non è molto duro, è bello pesante, si, e anche
abbastanza ben legato, ma duro non direi. E' più dura la rovere.


Poi forse dobbiamo metterci d'accordo su una definizione di
duro relativa a un materiale così anisotropo.
Ad es. acacia e peggio castagno, perpendicolarmente alla
fibra sono estremamente duri, ma parallelamente sono
tenerissimi. Avendo tagliato un po' e spaccato un po' a
mano, onestamente trovavo la rovere molto più fetente del
carpino (è quello col la polpa chiara e la corteggia sottile
sottile, grigio quasi argento vero ?).
NElla quercia falsano molto la tagliabilità la quantità di
nodi che ha disseminati in ogni dove, e che hanno una
densità di fibre e lignina tali che "fondono" se li smerigli
a levigatrice.



>
>
> Per proteggere i manici dal fuoco l'abile faidateista
> potrebbe "appiccicare" alla pentola un deflettore di fiamma in

eh con una puntatrice ci fai quel che vuoi ... a avercela !

> lamiera... o addirittura applicargli un circuito refrigerante
> ad acqua!
> :-)
>
>


--

Soviet_Mario

unread,
Feb 18, 2017, 1:15:03 PM2/18/17
to
si il meglio che si potrebbe fare, e presumo non convenga, è
una pirolisi per depolimerizzare e recuperare qualche
monomero, ma probabilmente è meglio termovalorizzare e
ahmen. Insieme a quei finto-legni merdosi tipo l'MDF (che a
bruciarlo in stufa ti impesta di formalina e ammoniaca,
brucia pure male e fa tanta fuliggine)

Romeo

unread,
Feb 18, 2017, 1:39:44 PM2/18/17
to
> On 18/02/2017 18.52, ADPUF wrote:
>> Soviet_Mario 15:32, venerdì 17 febbraio 2017:
>>
>>> Rimane il classico legno duro. Il pero e prugno vecchio sono
>>> belli tosti, isolano a sufficienza ... e ovviamente
>>> bruciano, sicché i fuochi adeguati non sono trattabili :-\
>>
>>
>> Pero e prugno duri? boh
>
> ovviamente vecchi. Sono tra i legni più duri.
>
>>
>> Prova il faggio o il carpino o meglio il corniolo... quello sì
>> che è duro.
>
> il carpino non è molto duro, è bello pesante, si, e anche abbastanza ben
> legato, ma duro non direi. E' più dura la rovere.
>


Sul carpino dissento, copio e incollo:

Il carpino produce un legno pesante, duro, ma poco duraturo soprattutto
se esposto in ambiente umido. Il legno è indifferenziato, di colore
bianco-grigio, duro e pesante, con fibratura spesso contorta, densità
di 800 kg/m3, durezza di Brinell di 12 N/mm2. Si spacca molto
difficilmente a causa dell'andamento ondulato delle fibre.
L'essiccazione è molto difficile a causa del forte ritiro.

Il legno di carpino si tornisce, fora e fresa bene; se viene segato in
direzione parallela alle fibre possono formarsi delle crepe. Nel
trattamento della superficie non si riscontrano problemi.

Con il carpino si producono oggetti di piccole dimensioni, come
birilli, scacchi, raggi di ruote o ingranaggi e componenti di strumenti
musicali: viene impiegato nella meccanica dei pianoforti e per
bacchette da percussione.

not1xor1

unread,
Feb 18, 2017, 1:54:18 PM2/18/17
to
Il 18/02/2017 18:52, ADPUF ha scritto:
> Per proteggere i manici dal fuoco l'abile faidateista
> potrebbe "appiccicare" alla pentola un deflettore di fiamma in
> lamiera... o addirittura applicargli un circuito refrigerante
> ad acqua!

lascia perdere e passa ai piani cottura a induzione che sono più
efficienti, meno inquinanti visto che non bruci niente, cuociono più
rapidamente e più uniformemente

almeno il siemens che ha ben circa 20 livelli di potenza per piastra

--
bye
!(!1|1)

Giacobino da Tradate

unread,
Feb 18, 2017, 2:25:56 PM2/18/17
to
Il 18/02/2017 18:52, ADPUF ha scritto:


> Pero e prugno duri? boh

il pero e' il legno molto stabile con cui si facevano le righe e le
squadre, in epoca pre-plastica.



> Prova il faggio

brucia. tanto vale trovare qualche essenza esotica durissima, tipo l'ebano.

alleg...@gmail.com

unread,
Feb 18, 2017, 3:39:11 PM2/18/17
to
Ma il sughero vi fa proprio schifo eh :)

Giacobino da Tradate

unread,
Feb 18, 2017, 4:44:01 PM2/18/17
to
Il 18/02/2017 21:39, alleg...@gmail.com ha scritto:

> Ma il sughero vi fa proprio schifo eh :)

ma e' ignifugo?

Romeo

unread,
Feb 18, 2017, 5:04:34 PM2/18/17
to
> Il 18/02/2017 21:39, alleg...@gmail.com ha scritto:
>
>> Ma il sughero vi fa proprio schifo eh :)
>
> ma e' ignifugo?

Si.

Romeo

unread,
Feb 18, 2017, 5:05:26 PM2/18/17
to
> Il 18/02/2017 21:39, alleg...@gmail.com ha scritto:
>
>> Ma il sughero vi fa proprio schifo eh :)
>
> ma e' ignifugo?

Si. Del resto con sughero si fanno proprio manici di ferri da stiro
ed anche di pentolame vario, di qualita'.

ADPUF

unread,
Feb 20, 2017, 5:15:33 PM2/20/17
to
Romeo 19:39, sabato 18 febbraio 2017:
>> On 18/02/2017 18.52, ADPUF wrote:
>>> Soviet_Mario 15:32, venerdì 17 febbraio 2017:
>>>
>>> Prova il faggio o il carpino o meglio il corniolo... quello
>>> sì che è duro.


Io ho un corniolo, ha un legno molto denso e duro.


>> il carpino non è molto duro, è bello pesante, si, e anche
>> abbastanza ben legato, ma duro non direi. E' più dura la
>> rovere.
>>
> Sul carpino dissento, copio e incollo:
>
> Il carpino produce un legno pesante, duro, ma poco duraturo
> soprattutto se esposto in ambiente umido. Il legno è
> indifferenziato, di colore bianco-grigio, duro e pesante, con
> fibratura spesso contorta, densità di 800 kg/m3, durezza di
> Brinell di 12 N/mm2. Si spacca molto difficilmente a causa
> dell'andamento ondulato delle fibre. L'essiccazione è molto
> difficile a causa del forte ritiro.
>
> Il legno di carpino si tornisce, fora e fresa bene; se viene
> segato in direzione parallela alle fibre possono formarsi
> delle crepe. Nel trattamento della superficie non si
> riscontrano problemi.
>
> Con il carpino si producono oggetti di piccole dimensioni,
> come birilli, scacchi, raggi di ruote o ingranaggi e
> componenti di strumenti musicali: viene impiegato nella
> meccanica dei pianoforti e per bacchette da percussione.


Mi pare che si facevano di carpino i ciocchi dei macellai.


--
AIOE °¿°

ADPUF

unread,
Feb 20, 2017, 5:15:52 PM2/20/17
to
Soviet_Mario 19:13, sabato 18 febbraio 2017:
> On 18/02/2017 18.52, ADPUF wrote:
>> Soviet_Mario 15:32, venerdì 17 febbraio 2017:
>>
>>> Rimane il classico legno duro. Il pero e prugno vecchio
>>> sono belli tosti, isolano a sufficienza ... e ovviamente
>>> bruciano, sicché i fuochi adeguati non sono trattabili :-\
>>
>>
>> Pero e prugno duri? boh
>
> ovviamente vecchi. Sono tra i legni più duri.


Boh, non so, sono rosacee, non pensavo che fossero tra i più
duri.


>> Prova il faggio o il carpino o meglio il corniolo... quello
>> sì che è duro.
>
> il carpino non è molto duro, è bello pesante, si, e anche
> abbastanza ben legato, ma duro non direi. E' più dura la
> rovere.
>
>
> Poi forse dobbiamo metterci d'accordo su una definizione di
> duro relativa a un materiale così anisotropo.
> Ad es. acacia e peggio castagno, perpendicolarmente alla
> fibra sono estremamente duri, ma parallelamente sono
> tenerissimi. Avendo tagliato un po' e spaccato un po' a
> mano, onestamente trovavo la rovere molto più fetente del
> carpino (è quello col la polpa chiara e la corteggia sottile
> sottile, grigio quasi argento vero ?).


Mi pare che ce ne sono due quello bianco e quello nero.


> NElla quercia falsano molto la tagliabilità la quantità di
> nodi che ha disseminati in ogni dove, e che hanno una
> densità di fibre e lignina tali che "fondono" se li smerigli
> a levigatrice.



Bon allora per fare due manici di pentola Giacobino dovrà
tagliare due tronci di quercia e poi piallare via i
trucoli... ;-)



--
AIOE °¿°

Soviet_Mario

unread,
Feb 20, 2017, 7:58:42 PM2/20/17
to
le basi per tagliare tendono a farsi con legno tagliato in
modo che la lama colpisca le fibre di punta, per dritto.
Però in quella condizione un legno poco coeso radialmente,
si apre in due (tipo il castagno e l'acacia). Uno ben coeso
invece si apre un pochino (assorbendo l'energia del colpo),
ma la legatura radiale impedisce che si fenda.

Se il colpo di taglio avviene ortogonalmente alla fibra, al
di là del fatto che così il legno non si apre di sicuro, c'è
che si producono schegge affilate, lamelle di legno che si
staccano. Invece il legno "di testa" sfibra un po', diventa
fioccoso, ma non lascia partire vere e proprie schegge, o
cmq molto meno.

Ad ogni modo io non ho mai detto che il carpino non fosse
resistente, anzi lo trovavo difficile da spaccare a cuneo.
Ho solo detto che la motosega ci entrava senza troppi
problemi, laddove spesso nella quercia, prugno e il poco
pero che ho segato (ossia uno), l'avanzamento era così lento
da far fumare e carbonizzare il legno stesso.

Anche l'ontano, ricordo, che era leggero e piuttosto tenero,
da spaccare però mi faceva sputare sangue, il cuneo si
piantava, ma non si spaccava, e bestemmiavo anche per
ritirarlo fuori perché era elasticissimo (vero era che l'ho
spaccato abbastanza verde, non bello secco).

ADPUF

unread,
Feb 22, 2017, 6:19:29 PM2/22/17
to
Soviet_Mario 01:58, martedì 21 febbraio 2017:
> On 20/02/2017 23.16, ADPUF wrote:
>>
>>
>> Mi pare che si facevano di carpino i ciocchi dei macellai.
>>
>
> le basi per tagliare tendono a farsi con legno tagliato in
> modo che la lama colpisca le fibre di punta, per dritto.
> Però in quella condizione un legno poco coeso radialmente,
> si apre in due (tipo il castagno e l'acacia). Uno ben coeso
> invece si apre un pochino (assorbendo l'energia del colpo),
> ma la legatura radiale impedisce che si fenda.


Infatti i ciocchi dei macellai erano tutti cerchiati di ferro
per tenere tutto stretto.


> Se il colpo di taglio avviene ortogonalmente alla fibra, al
> di là del fatto che così il legno non si apre di sicuro, c'è
> che si producono schegge affilate, lamelle di legno che si
> staccano. Invece il legno "di testa" sfibra un po', diventa
> fioccoso, ma non lascia partire vere e proprie schegge, o
> cmq molto meno.
>
> Ad ogni modo io non ho mai detto che il carpino non fosse
> resistente, anzi lo trovavo difficile da spaccare a cuneo.
> Ho solo detto che la motosega ci entrava senza troppi
> problemi, laddove spesso nella quercia, prugno e il poco
> pero che ho segato (ossia uno), l'avanzamento era così lento
> da far fumare e carbonizzare il legno stesso.
>
> Anche l'ontano, ricordo, che era leggero e piuttosto tenero,
> da spaccare però mi faceva sputare sangue, il cuneo si
> piantava, ma non si spaccava, e bestemmiavo anche per
> ritirarlo fuori perché era elasticissimo (vero era che l'ho
> spaccato abbastanza verde, non bello secco).


Eh infatti il legno è anisotropo... e poi la grana... ognuno ha
la sua personalità, ci vuole esperienza, non si diventa
falegnami in poco tempo.


--
AIOE °¿°
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