le basi per tagliare tendono a farsi con legno tagliato in
modo che la lama colpisca le fibre di punta, per dritto.
Però in quella condizione un legno poco coeso radialmente,
si apre in due (tipo il castagno e l'acacia). Uno ben coeso
invece si apre un pochino (assorbendo l'energia del colpo),
ma la legatura radiale impedisce che si fenda.
Se il colpo di taglio avviene ortogonalmente alla fibra, al
di là del fatto che così il legno non si apre di sicuro, c'è
che si producono schegge affilate, lamelle di legno che si
staccano. Invece il legno "di testa" sfibra un po', diventa
fioccoso, ma non lascia partire vere e proprie schegge, o
cmq molto meno.
Ad ogni modo io non ho mai detto che il carpino non fosse
resistente, anzi lo trovavo difficile da spaccare a cuneo.
Ho solo detto che la motosega ci entrava senza troppi
problemi, laddove spesso nella quercia, prugno e il poco
pero che ho segato (ossia uno), l'avanzamento era così lento
da far fumare e carbonizzare il legno stesso.
Anche l'ontano, ricordo, che era leggero e piuttosto tenero,
da spaccare però mi faceva sputare sangue, il cuneo si
piantava, ma non si spaccava, e bestemmiavo anche per
ritirarlo fuori perché era elasticissimo (vero era che l'ho
spaccato abbastanza verde, non bello secco).