Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Veronesi: come pulirsi il culo con la scienza

0 views
Skip to first unread message

fuzzy

unread,
Jun 10, 2009, 4:17:13 PM6/10/09
to
Inceneritori : 'informazioni' , medici e conflitti
di Patrizia Gentilini*

Certo molti ricorderanno le tranquillizzanti parole del Prof. Umberto
Veronesi intervistato da Fazio a "Che tempo che fa" circa l'innocuità
degli inceneritori, quando con assoluta sicurezza affermò: "zero
rischio…" Tuttavia certamente un numero minore di cittadini ha potuto
ascoltare le parole dell'illustre oncologo quando intervistato su you
tube affermava: "non sono un esperto di inceneritori" e che, quanto
all'assenza di danni, si rimetteva ai suoi esperti affermando : "i
miei esperti mi hanno giurato".

Spiace davvero dover contraddire il Prof. Veronesi, ma proprio per la
serietà in passato dimostrata e per la gratitudine che gli dobbiamo
per gli indiscutibili miglioramenti nella chirurgia del carcinoma
mammario, sentiamo il dovere di consigliargli di scegliere meglio i
suoi esperti. Siamo infatti venuti a conoscenza di lavori che recano
anche la sua firma, quali ad esempio: "Il recupero di energia da
rifiuti: la pratica, le implicazioni ambientali e l'impatto sanitario
- Veronesi U, Giugliano M. Grasso M. e Foà V." [**] in cui, con grande
stupore, abbiamo dovuto constatare che sono stati letteralmente
stravolti risultati di lavori scientifici ed epidemiologici in modo da
assolvere gli impianti di incenerimento, con buona pace dell' onestà
intellettuale e del rigore scientifico.

Qualche esempio chiarirà meglio la questione: nel capitolo "L' impatto
sanitario" di Vito Foà, a pag 54-55 vengono presi in esame quattro
studi: quello di Franchini M. e altri, pubblicato sugli Annali
dell'Istituto Superiore di Sanità nel 2004; quello di P. Elliot, del
1996, quello di Hu S.W. e al. e infine lo studio denominato Enhance
Health. Di tutti viene fatto un utilizzo inappropriato, in
particolare:

1. lo studio di M. Franchini viene mutilato e ne sono totalmente
ignorate le considerazioni sulla relazione fra inceneritori e cancro,
in particolare che: "associazioni statisticamente significative sono
riportate da due terzi degli studi che hanno preso in considerazione
il cancro ( mortalità, incidenza o prevalenza).

2. lo studio di P. Elliott viene capovolto nel suo significato,
aggiungendo una negazione alla frase in cui si afferma che il rischio
per diversi tipi di cancro diminuisce via via che ci si allontana
dalla fonte emissiva. Vito Foà a proposito di esso scrive infatti: "La
conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di
diversità d'incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 chilometri di
raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza
dall'inceneritore per tutti i tumori: stomaco,colon-retto e polmone
oltre che per linfoma di Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli." .

Peccato che nell' originale sia scritto: "Observed-expected ratios
were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km. ... Over
the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05)
decline in risk with distance from incinerators for all cancers
combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer". Ovvero: " I
rapporti osservati-attesi furono verificati in base al declino del
rischio con la distanza fino a 7.5 km. … Dopo i due stadi dello studio
c'era un declino statisticamente significativo (p<0,05) nel rischio
con la distanza dagli inceneritori per tutti i cancri riuniti,
stomaco, colon retto, fegato e polmone."

3. dello studio di Hu S.W. si riporta solo una frase "rassicurante
""Alcuni anni prima, nel 2001, Hu e Shy avevano condotto una revisione
degli studi epidemiologici pubblicati fino ad allora. Questi Autori
avevano considerato tutti i possibili effetti che potevano essere o
che sono collegati alla presenza di un inceneritore di rifiuti sia
municipali che industriali, arrivando alla conclusione che gli studi
epidemiologici esaminati erano stati concordi nel descrivere più
elevati livelli corporei di metalli pesanti, ma nessun aumento di
sintomi respiratori o di declino della funzione polmonare. Le analisi
effettuate avevano fornito risultati inconsistenti per rischio di
cancro e di effetti sulla riproduzione" e si omette viceversa
l'affermazione che attesta l'esistenza di rischio: "Several studies
showed significant associations between waste incineration and lower
male-to-female ratio, twinning, lung cancer, laryngeal cancer,
ischemic heart disease, urinary mutagens and promutagens, or blood
levels of certain organic compounds and heavy metals" ovvero: "Diversi
studi hanno evidenziato associazioni significative tra inceneritori ed
alterato rapporto maschi / femmine alla nascita, cancro al polmone,
cancro alla laringe, malattie ischemiche cardiache, mutageni e pro-
mutageni nelle urine, o livelli elevati nel sangue di alcuni composti
organici e metalli pesanti"

4. dello studio di Coriano, Foà scrive:" "Gli estensori e gli
esecutori del progetto avevano ovviamente condotto una ampia analisi
della letteratura già allora esistente e sono arrivati anche loro alla
conclusione: non esistono prove concrete di un legame fra
l'esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento di tumori.
Dove sono stati osservati effetti apparentemente rilevanti questi
effetti erano spesso legati ad inceneritori siti vicino ad altre fonti
di emissione potenzialmente pericolose". Peccato che ciò che viene
riportanto come "conclusione" è viceversa una frase tratta
dall'introduzione allo studio e, nel riportare i risultati, Foà omette
di evidenziare i gravi danni per la salute femminile ed il rischio di
sarcomi in entrambi i sessi, messo ampiamente in risalto dagli
estensori nella "discussione" dello studio.

Desta sgomento scoprire che questi lavori "scientifici" sono quelli su
cui varie Amministrazioni Pubbliche (Provincia di Grosseto e Firenze,
Regione Sicilia, ad es.) fondano le proprie scelte irriducibilmente
"inceneritoriste", senza alcuna attenzione verso le tante alternative
immediatamente percorribili per la gestione dei rifiuti e con una
drammatica sottostima per le ricadute sulla salute pubblica.

Ma ancora più sgomento desta constatare che anche coloro che sono
vincolati dal giuramento di Ippocrate e dall'art. 30 del Codice
Deontologico possono, ci auguriamo solo per distrazione, incorrere in
gravi omissioni, che non fanno onore né a loro né alla categoria dei
Medici cui tutti noi apparteniamo.

Ad evitare futuri "scivoloni" ricordo a cosa ci vincola l'art. 30,
relativo al conflitto di interesse: "Il medico deve evitare ogni
condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l'
interesse primario, quale è la salute dei cittadini, possa essere
indebitamente influenzato da un interesse secondario. Il conflitto di
interesse riguarda aspetti economici e non, e si può manifestare nella
ricerca scientifica, nella formazione e nell'aggiornamento
professionale, [….]e nei rapporti individuali e di gruppo con
industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, nonché con la Pubblica
Amministrazione."
[Veronesi è sponsorizzato dalla Veolia, costruttorice di inceneritori]

Ci sono altri conflitti, non citati nel Codice Deontologico, che
riguardano quelli con la propria coscienza: fortunatamente questi, al
pari dei precedenti, non ci appartengono ed almeno questa consolazione
nessuno potrà togliercela: di certo nessuno potrà mai dirci: "se i
medici sapevano, perché hanno taciuto?"

Dott.ssa Patrizia Gentilini

* medico onclologo, ematologo, Coordinamento Nazionale dei Comitati
dei Medici per l'Ambiente e la Salute

** dopo queste note della d.ssa Gentilini il CIPA ha ritirato il
volume dal sito, e non lo ha piu rilasciato agli iscritti.

BIBLIOGRAFIA

Veronesi U., Giugliano M., Grosso M e Foà V. (2007) " Il recupero di
energia da rifiuti: la pratica, le implicazioni ambientali e l'
impatto sanitario" Quaderni di Ingegneria Ambientale, Vol. 45 CIPA
Editore Milano

Franchini M. , Rial M, Buratti E., Bianchi F., "Health effect of
exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological
studies" Ann. Ist. Sup. Sanità 2004; 40 , 105- 115

Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I., "Cancer incidence near
municipal solid waste incinerators in Great Britain" British J of
Cancer 1996; 73, 702-710

Hu S.W. , Shy C.M., " Health effects of waste incineration: a review
of epidemiological studies" J. Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51
1100-1109

Enhance Heath Report finale - febbraio 2004-marzo 2007. sistema di
sorveglianza ambientale e sanitaria in aree urbane in prossimità di
impianti di incenerimento e complessi industriali; n 2 E 0041
programma INTERREG IIIC zona Est Comune di Forlì

0 new messages