radica...@gmail.com ha scritto:
> Capito. Logico. Grazie (sul serio).
Prego.
> Ma sospetto che la divisione del DNA in gruppi separati serva a MOLTO
> di più che a generare ricchezza di combinazioni.
La ricchezza di combinazioni serve soprattutto ad evitare che parassiti,
microrganismi patogeni e tumori trasmissibili estinguano la specie.
Infatti il diavolo di Tasmania ha solo 14 cromosomi ed è probabilmente
questo che gli impedisce la variabilità interna alla specie necessaria
a far sì che qualche individuo riconosca come estraneo quel tumore e
lo rigetti (come invece fa il cane con il CTVT, che all'inizio riesce
ad attecchire ma poi viene eliminato dalla risposta immunitaria).
> E lo sospetto proprio avendo letto questo 3D : se qualche cromosoma
> si "fonde" (o si unisce se preferisci) ad un altro possono subentrare
> grossi problemi.
I problemi derivano anche dal fatto che una distribuzione casuale (con
il relativo potenziamento o disattivazione) di geni nei cromosomi, che
tuttavia consenta alla cellula di funzionare, è per default un genoma
di unicellulare o di cellula tumorale. Per avere cellule di organismo
pluricellulare non tumorali, bisogna pescare tra infinite combinazioni
quelle poche che risultano adatte. Vedi in Fig. 2 il cariotipo normale
del diavolo di Tasmania e quello del DFTD (molto insolito, ma stabile):
https://thewinnower.com/papers/2783-catching-cancer
Come vedi, quel riarrangiamento cromosomico ha prodotto un parassita
sul tipo di colonia fungina. E' un'altra specie, anche se i mattoni
con cui è costruita vengono dal pluricellulare diavolo di Tasmania.
Quest'ultimo non riesce a rigettarlo perché tutti gli individui della
sua specie hanno gli stessi antigeni MHC di quel tumore trasmissibile.
Bye,
*GB*