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i negri sono più simili alle scimmie che a noi

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Jinx

unread,
Mar 7, 2016, 7:17:32 AM3/7/16
to
analizzando il microbioma dei pigmei baAka, il gruppo dei ricercatori
californiani capeggiati da Andreas Gomes, hanno trovato che i pigmei hanno
un microbioma simile a quello degli scimpanzè locali e completamente
differente dal nostro microbioma presente nelle razze umane evolute. I negri
bantu invece possiedono un via di mezzo tra il microbioma delle
pigmei/scimmia e quello delle razze umane evolute.

Per cui sarebbe meglio elencare i pigmei come una specie di grande scimmia
antropomorfa inclusa nel genere Pan, mentre i negri comuni sarebbero un
incrocio interpsecifico tra specie del Pan e Homo.
http://www.lescienze.it/news/2016/02/29/news/microbioma_intestinale_occidentali_cacciatori_raccoglitori-2991147/

radica...@gmail.com

unread,
Mar 8, 2016, 7:28:48 AM3/8/16
to
Ma quel dna che "assomiglia a quello delle scimmie" non è delle persone,
bensì dei batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle persone;
che dipende ovviamente in primo luogo dalla alimentazione;

è chiarissimo dalla lettura dell' articolo.


Jinx

unread,
Mar 8, 2016, 8:41:26 AM3/8/16
to

<radica...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4c37b6ac-f87a-40ca...@googlegroups.com...
Il giorno lunedě 7 marzo 2016 13:17:32 UTC+1, Jinx ha scritto:
> analizzando il microbioma dei pigmei baAka, il gruppo dei ricercatori
> californiani capeggiati da Andreas Gomes, hanno trovato che i pigmei hanno
> un microbioma simile a quello degli scimpanzč locali e completamente
> differente dal nostro microbioma presente nelle razze umane evolute. I
> negri
> bantu invece possiedono un via di mezzo tra il microbioma delle
> pigmei/scimmia e quello delle razze umane evolute.
>
> Per cui sarebbe meglio elencare i pigmei come una specie di grande scimmia
> antropomorfa inclusa nel genere Pan, mentre i negri comuni sarebbero un
> incrocio interpsecifico tra specie del Pan e Homo.
> http://www.lescienze.it/news/2016/02/29/news/microbioma_intestinale_occidentali_cacciatori_raccoglitori-2991147/

Ma quel dna che "assomiglia a quello delle scimmie" non č delle persone,
bensě dei batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle persone;
che dipende ovviamente in primo luogo dalla alimentazione;

>č chiarissimo dalla lettura dell' articolo.
chiarissimo: noi umani non abbiamo i batteri presenti nel rumine delle
mucche, noi umani non abbiamo i batteri presenti nell'intestino delle
scimmie, i pigmei ince ce li hanno, per cui logica conseguenza i pigmei non
sono esseri umani




not1xor1

unread,
Mar 9, 2016, 1:40:35 AM3/9/16
to
Il 08/03/2016 13:28, radica...@gmail.com ha scritto:
> Ma quel dna che "assomiglia a quello delle scimmie" non è delle persone,
> bensì dei batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle persone;
> che dipende ovviamente in primo luogo dalla alimentazione;
>
> è chiarissimo dalla lettura dell' articolo.

non si tratta di "batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle
persone", ma di un insieme di batteri, virus, archea, vermi che vive
nell'intestino e che dipende principalmente dall'ambiente
(alimentazione, esposizione a farmaci, a inquinanti vari, infezioni,
ecc.) e in parte viene modulato dal sistema immunitario innato

la composizione del microbioma non ha alcuna relazione con le qualità
dell'individuo che lo ospita, anche se solitamente un microbioma più
ricco è correlato con un sistema immunitario più funzionale e un
miglior stato di salute generale

a parte questo veniamo tutti dall'Africa (inclusi i neanderthal e i
denisova) solo che mentre la maggior parte di noi (qualunque sia il
colore della pelle e la provenienza) si è evoluta, alcuni, come i
razzisti, per quanto riguarda cervello e doti cognitive, sono
regrediti al livello delle spugne :-)

--
bye
!(!1|1)

radica...@gmail.com

unread,
Mar 9, 2016, 4:27:27 AM3/9/16
to
Il giorno mercoledì 9 marzo 2016 07:40:35 UTC+1, not1xor1 ha scritto:
> Il 08/03/2016 13:28, radica...@gmail.com ha scritto:
> > Ma quel dna che "assomiglia a quello delle scimmie" non è delle persone,
> > bensì dei batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle persone;
> > che dipende ovviamente in primo luogo dalla alimentazione;
> >
> > è chiarissimo dalla lettura dell' articolo.
>
> non si tratta di "batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle
> persone", ma di un insieme di batteri, virus, archea, vermi che vive
> nell'intestino e che dipende principalmente dall'ambiente
> (alimentazione, esposizione a farmaci, a inquinanti vari, infezioni,
> ecc.) e in parte viene modulato dal sistema immunitario innato

Capisco

Non solo i batteri digestivi dunque, ma tutto x cosi dire "l'
ecosistema" dell' intestino. Quello si chiama microbioma.

Il fatto stesso che siamo un ecosistema per altre specie è a
dir poco affascinante;

come diceva quel biologo : prendete una creatura qualsiasi.
Potete scommettere che ne ospita almeno un' altra al suo interno.

Altro che "scatole cinesi" della finanza ... ;-)

> la composizione del microbioma non ha alcuna relazione con le
> qualità dell'individuo che lo ospita,

Cè bisogno di dirlo ? :-)

> anche se solitamente un microbioma più ricco è correlato con
> un sistema immunitario più funzionale e un miglior stato di
> salute generale

Certo

> a parte questo veniamo tutti dall'Africa

Forse. Con una buona probabilità. Ma non è certo al 100%

> (inclusi i neanderthal e i denisova) solo che mentre la
> maggior parte di noi (qualunque sia il colore della pelle
> e la provenienza) si è evoluta, alcuni, come i razzisti, per
> quanto riguarda cervello e doti cognitive, sono regrediti al
> livello delle spugne :-)

i razzisti dovremmo (imho) vederli come individui che soffrono
di uno specifico problema di cui non sappiamo bene spiegare le
cause. Al momento.

In coerenza con quanto detto sopra io non odio ne disprezzo ne
perculo i razzisti. Li considero semplicemente persone che hanno
un PROBLEMA.

Anche perchè tra l' avercela con loro (in qualche senso) e quindi
in un certo senso essere (impropriamente usando l' aggettivo
"razzista") "razzisti nei confronti dei razzisti" il passo è,
attenzione, ASSAI BREVE.




Jinx

unread,
Mar 9, 2016, 10:23:29 AM3/9/16
to

"not1xor1" <@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:nbogh1$1c6d$1...@gioia.aioe.org...
Il 08/03/2016 13:28, radica...@gmail.com ha scritto:
> Ma quel dna che "assomiglia a quello delle scimmie" non è delle persone,
> bensì dei batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle persone;
> che dipende ovviamente in primo luogo dalla alimentazione;
>
> è chiarissimo dalla lettura dell' articolo.

>a parte questo veniamo tutti dall'Africa (inclusi i neanderthal e i
denisova) solo che mentre la maggior parte di noi (qualunque sia il
colore della pelle e la provenienza) si è evoluta, alcuni, come i
razzisti, per quanto riguarda cervello e doti cognitive, sono
regrediti al livello delle spugne :-)

mentre i pigmei sono rimasti al loro stato originario, per cui poco li
distingue dalle scimmie: si arrampicano sugli alberi per raccogliere le
banane, il loro linguaggio è solo un insieme di suoni che imitano il verso
degli animali. Noi umani ci siamo sottoposti per centomila anni alla
selezione naturale dei più intelligenti.
In una prima evoluzione i nostri antenati si sono accoppiati col neaderthal,
che era l'homo più avanzato tecnologicamente e socialmente dei suoi tempi.
Per cui oggi tutte le razze civilizzate (dai cinesi agli indù ai
mediorientali e agli europei), possengono una percentuale dei geni
neanderthaliani. Una seconda spinta evolutiva fu l'acquisizione del gene
della tolleranza al lattosio da adulti, gene che ha dato origine alla razza
ariana.
Per cui la razza del futuro è quella ariana, e la contaminazione del sangue
coi negri può farci solo regredire alla preistoria, come è successo ai
watuszi e masai che mescolati coi negri non sono poi potuti fiorire in una
civiltà.

not1xor1

unread,
Mar 9, 2016, 1:06:31 PM3/9/16
to
Il 09/03/2016 07:40, not1xor1 ha scritto:
> non si tratta di "batteri digestivi che stanno nello stomaco di quelle
> persone", ma di un insieme di batteri, virus, archea, vermi che vive
> nell'intestino

mi correggo:
"batteri, virus, archea, vermi" e funghi

--
bye
!(!1|1)

not1xor1

unread,
Mar 9, 2016, 1:25:17 PM3/9/16
to
Il 09/03/2016 10:27, radica...@gmail.com ha scritto:
> Anche perchè tra l' avercela con loro (in qualche senso) e quindi
> in un certo senso essere (impropriamente usando l' aggettivo
> "razzista") "razzisti nei confronti dei razzisti" il passo è,
> attenzione, ASSAI BREVE.

ma è giusto essere razzisti nei confronti dei razzisti, come del resto
ha già scritto Karl Popper poco meno di 80 anni fa:

« La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo
filosofiche e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte
per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di
critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di
idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua
autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli
intolleranti. »

--
bye
!(!1|1)

radica...@gmail.com

unread,
Mar 10, 2016, 5:37:52 AM3/10/16
to
Beh, con tutto il rispetto che nutro per quel grande pensatore io
non mi trovo d' accordo.

Anche se prima di fornire un giudizio bisognerebbe ben definire cosa
si debba intendere per "chiudere" agli intolleranti.

Perchè vedi ... ci sono ovviamente molti livelli di "chiusura". Ad
es. il fatto di considerare i razzisti come faccio io persone aventi
un problema (mentale) è già un livello (notevole) di "chiusura"
nei loro confronti.







not1xor1

unread,
Mar 10, 2016, 11:42:21 PM3/10/16
to
Il 10/03/2016 11:37, radica...@gmail.com ha scritto:

> Beh, con tutto il rispetto che nutro per quel grande pensatore io
> non mi trovo d' accordo.
>
> Anche se prima di fornire un giudizio bisognerebbe ben definire cosa
> si debba intendere per "chiudere" agli intolleranti.
>
> Perchè vedi ... ci sono ovviamente molti livelli di "chiusura". Ad
> es. il fatto di considerare i razzisti come faccio io persone aventi
> un problema (mentale) è già un livello (notevole) di "chiusura"
> nei loro confronti.

chi non riconosce agli altri i diritti fondamentali dimostra di fatto
di non avere alcun titolo per poter reclamare gli stessi diritti per
sé, per cui, come minimo, intanto impedirei al soggetto in questione
di continuare a postare idiozie prive di alcun fondamento scientifico,
poi, se non fosse così macchinoso, procederei con la denuncia visto
che c'è anche il reato di istigazione all'odio razziale

--
bye
!(!1|1)

radica...@gmail.com

unread,
Mar 11, 2016, 5:14:42 AM3/11/16
to
errore, errore :-)

meglio lasciarli parlare : in questo modo sappiamo con chi davvero
abbiamo a che fare. In questo modo potremo dimostrare che sbagliano.
In questo modo sapremo chi sono.

Se invece li zittisci impaurendoli non otterrai altro salvo il fatto
che

- si nasconderanno

- continuando a pensarla cosi (anzi : pure peggio perchè non
verranno contraddetti)

- faranno di tutto per spargere le loro idee (di nascosto) con
l' orribile risultato che non sapremo nemmeno se il loro numero
aumenta, a quel punto

- si sentiranno "vittime" di una "persecuzione" e non cè modo
migliore da che mondo e mondo per incitare le persone a battere
su quel tasto ANCORA DI PIU'

E altre cosette poco desiderabili

not1xor1

unread,
Mar 12, 2016, 1:01:22 AM3/12/16
to
Il 11/03/2016 11:14, radica...@gmail.com ha scritto:
> meglio lasciarli parlare : in questo modo sappiamo con chi davvero
> abbiamo a che fare. In questo modo potremo dimostrare che sbagliano.
> In questo modo sapremo chi sono.

ecco il risultato della tolleranza verso chi non la merita:
<https://it.wikipedia.org
/wiki/Attentati_del_22_luglio_2011_in_Norvegia>

e francamente piuttosto che accudirlo in carcere spendendo risorse
pubbliche per il suo mantenimento e sorveglianza penso sia più etico
piantargli una pallottola in mezzo agli occhi dedicando le suddette
risorse per la sanità o l'istruzione pubblica

--
bye
!(!1|1)

*GB*

unread,
Mar 12, 2016, 1:55:42 AM3/12/16
to
not1xor1 ha scritto:

> ecco il risultato della tolleranza verso chi non la merita:
> <https://it.wikipedia.org
> /wiki/Attentati_del_22_luglio_2011_in_Norvegia>
>
> e francamente piuttosto che accudirlo in carcere spendendo risorse
> pubbliche per il suo mantenimento e sorveglianza penso sia più etico
> piantargli una pallottola in mezzo agli occhi dedicando le suddette
> risorse per la sanità o l'istruzione pubblica

Sarei d'accordo con te. Ma non per le sue idee, bensì per la strage
che ha commesso. Sono le azioni, ma mai le opinioni, che si possono
considerare passibili di pena capitale. Altrimenti anche quelli che
leggono romanzi gialli andrebbero considerati futuri serial killer.

Bye,

*GB*

radica...@gmail.com

unread,
Mar 12, 2016, 2:55:07 AM3/12/16
to
Il giorno sabato 12 marzo 2016 07:01:22 UTC+1, not1xor1 ha scritto:
> Il 11/03/2016 11:14, radica...@gmail.com ha scritto:
> > meglio lasciarli parlare : in questo modo sappiamo con chi davvero
> > abbiamo a che fare. In questo modo potremo dimostrare che sbagliano.
> > In questo modo sapremo chi sono.
>
> ecco il risultato della tolleranza verso chi non la merita:
> <https://it.wikipedia.org
> /wiki/Attentati_del_22_luglio_2011_in_Norvegia>

Senza alcuna intenzione di offendere :

mi sembra un pò superficiale come passaggio. Qualcuno ammazza
qualcun' altro e te mi vieni a dire :

"ecco il risultato della tolleranza" ?

Sembra più uno slogan pre-votazioni che una argomentazione atta
a dimostrare che la tolleranza (e quale ? e fatta come ?) porta
a questi fatti.

E suvvia

Tra l' altro la tolleranza è valore in se e per se, non può
essere "misurata" dagli effetti che produce e che di certo non
sono descritti da quel fatto.

> e francamente piuttosto che accudirlo in carcere spendendo risorse
> pubbliche per il suo mantenimento e sorveglianza penso sia più etico
> piantargli una pallottola in mezzo agli occhi dedicando le suddette
> risorse per la sanità o l'istruzione pubblica

Il punto è :
sei contrario all' omicidio come atto in se e per se oppure no ?

Perche' se sei contrario all' omicidio come atto in se e per se
non puoi ammazzare qualcuno per punirlo. Ti contraddiceresti.

Se invece non lo sei allora non puoi pretendere che tutti gli
altri lo siano : e quindi contribuisci anche tu a fondare una
società basata sulla violenza. Con tutti gli effetti che questo
produce.

Una volta ammessa la violenza sei fottuto.

Jinx

unread,
Mar 12, 2016, 4:40:28 AM3/12/16
to

"not1xor1" <@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:nc0bbe$u98$1...@gioia.aioe.org...
Il 11/03/2016 11:14, radica...@gmail.com ha scritto:
> meglio lasciarli parlare : in questo modo sappiamo con chi davvero
> abbiamo a che fare. In questo modo potremo dimostrare che sbagliano.
> In questo modo sapremo chi sono.

ecco il risultato della tolleranza verso chi non la merita:
<https://it.wikipedia.org
/wiki/Attentati_del_22_luglio_2011_in_Norvegia>

l'Europa è sempre stata non razzista. Dai tempi dell'impero romano fino
all'ottocento inoltrato, si potevano concepire differenze di religione o di
culture ma non di razza. Anche il coencetto della superiorità della razza
bianca ottocentesca era riservato al confronto con gli africani, che
oggetivamente sono meno evoluti. I vero razzismo ci viene invece dalla
tradizione ebraica (fin da tempi di Mosè i negri camiti erano considerati
esseri inferiori da rendere schiavi). Si può dire che il vero razzismo
moderno sia nato col sionismo, infatti erano sionisti i teorici che lo
fondarono pretendendo che ci fosse una persecuzione contro i semiti, poi
vennero i nazisti che erano sionisti travestiti, e oggi in Israele si
osserva l'unico stato al mondo dove si perseguono attivamente le differenze
razziali

not1xor1

unread,
Mar 12, 2016, 7:56:49 AM3/12/16
to
ovviamente la cosa non ha senso se non si applica un simile rigore
anche agli altri tipi di intolleranza e di reati perpetrati dagli
immigrati o dagli indigeni (nel nostro caso gli italiani)

è proprio il clima di lassismo generale e l'impunità di fatto
garantita a molti reati che contribuisce al razzismo e alla xenofobia

--
bye
!(!1|1)

not1xor1

unread,
Mar 12, 2016, 12:10:04 PM3/12/16
to
la cosa mi sembrava tanto ovvia che la davo per scontata

ma anche le opinioni diventano un reato (ovviamente non da pena
capitale) quando si traducono in apologia di reato o in propaganda
contro categorie di persone in base al sesso, provenienza etnica,
religione, ecc.

è proprio sull'apparente ambiguità e sull'ottusa tolleranza che
prosperano certi soggetti
--
bye
!(!1|1)



not1xor1

unread,
Mar 12, 2016, 12:10:05 PM3/12/16
to
Il 12/03/2016 08:55, radica...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno sabato 12 marzo 2016 07:01:22 UTC+1, not1xor1 ha scritto:
>> Il 11/03/2016 11:14, radica...@gmail.com ha scritto:
>>> meglio lasciarli parlare : in questo modo sappiamo con chi davvero
>>> abbiamo a che fare. In questo modo potremo dimostrare che sbagliano.
>>> In questo modo sapremo chi sono.
>>
>> ecco il risultato della tolleranza verso chi non la merita:
>> <https://it.wikipedia.org
>> /wiki/Attentati_del_22_luglio_2011_in_Norvegia>
>
> Senza alcuna intenzione di offendere :
>
> mi sembra un pò superficiale come passaggio. Qualcuno ammazza
> qualcun' altro e te mi vieni a dire :
>
> "ecco il risultato della tolleranza" ?

ho scritto:
"il risultato della tolleranza VERSO CHI NON LA MERITA"
che è una cosa COMPLETAMENTE differente e in sostanza quanto sostenuto
anche da Popper

la tolleranza nella società funziona solo finché è *reciproca*

poi se non ci arrivi (o fai finta) me ne farò una ragione

e ulteriore conferma di quanto ho scritto riguardo il soggetto in
questione:
<http://lepersoneeladignita.corriere.it/2016/03/12/se-il-killer-di-utoya-fa-causa-per-abuso-di-diritti-umani/>

>> e francamente piuttosto che accudirlo in carcere spendendo risorse
>> pubbliche per il suo mantenimento e sorveglianza penso sia più etico
>> piantargli una pallottola in mezzo agli occhi dedicando le suddette
>> risorse per la sanità o l'istruzione pubblica
>
> Il punto è :
> sei contrario all' omicidio come atto in se e per se oppure no ?

ogni azione ha una lunga serie di conseguenze e nel mondo reale, un
mondo sovrappopolato e sempre più povero di risorse, salvare un
Breivik implica il sacrificio, certamente non immediato e diretto, di
più persone innocenti

salvare Breivik ignorando tali conseguenze (per non parlare della
propaganda e dei contatti che continua a tessere dal carcere), fa
sentire tanto buoni e pii, ma è un sentimento superficiale e ipocrita

quindi essere aprioristicamente contrario o a favore di alcunché -
come ho scritto in passato un'infinità di volte a proposito dei più
disparati argomenti - è qualcosa di assolutamente insensato

bisogna contestualizzare e valutare le conseguenze

o forse vuoi dire che se la vita dei tuoi figli fosse in pericolo li
sacrificheresti perché sei contrario all'omicidio di chi li sta uccidendo?

--
bye
!(!1|1)





radica...@gmail.com

unread,
Mar 12, 2016, 2:47:00 PM3/12/16
to
Il giorno sabato 12 marzo 2016 13:56:49 UTC+1, not1xor1 ha scritto:

(omissis)

> è proprio il clima di lassismo generale e l'impunità di fatto
> garantita a molti reati che contribuisce al razzismo e alla xenofobia

Ecco, messa in questo modo mi trovi del tutto d' accordo.

radica...@gmail.com

unread,
Mar 12, 2016, 3:27:39 PM3/12/16
to
Dunque ...

Il discorso era iniziato dal considerare i razzisti come persone che
hanno un problema e come tali trattarle e siamo finiti a parlare di
tutt' altro e mi pare evidente (almeno mi sembra) che stai pian piano
irritandoti sempre di più.

Frasi come :
"poi se non ci arrivi (o fai finta) me ne farò una ragione"

sono chiari segnali di allarme. Calma :-)

- c'arrivo
- non faccio finta
- e spengo subito il fuoco dicendo :
--------------------------------------------------
Non intendevo
*tolleranza a tutti i costi e in tutti i contesti*
--------------------------------------------------

La tolleranza non è scegliere di non difendersi in
qualunque caso.

Ma e' assolutamente necessario essere *a priori* contrari
all' omicidio in se e per se, nonchè alla violenza in genere
(perfino verbale).

Perchè solo in tal modo, ossia avendo un solido modello di
riferimento, ci possiamo prendere il lusso di infrangerlo
quando non abbiamo obiettivamente altre alternative.

Mi spiego ? Ossia saremmo nella classica situazione definita
come "l' eccezione che conferma la regola".

Ma se la "regola" non cè che eccezione sarebbe ?

Scegliere di uccidere DEVE (e dico : deve) divenire una come
dire ... non mi viene il termine. Diciamo una decisione MOLTO
GROSSA, molto ponderata da prendersi in casi assolutamente
eccezionali e dove non s' ha altra via d' uscita.

E di certo non mi parrebbe il caso si sparare in testa ai
razzisti. O no ?


Ciao :-)


not1xor1

unread,
Mar 14, 2016, 1:40:31 AM3/14/16
to
Il 12/03/2016 21:27, radica...@gmail.com ha scritto:

> Il discorso era iniziato dal considerare i razzisti come persone che
> hanno un problema e come tali trattarle e siamo finiti a parlare di
> tutt' altro e mi pare evidente (almeno mi sembra) che stai pian piano
> irritandoti sempre di più.

è irritante chi non avendo argomenti da contrapporre, finisce per
deformare, stravolgendone completamente il significato, i miei
argomenti... irritante soprattutto perché succede spesso

> Frasi come :
> "poi se non ci arrivi (o fai finta) me ne farò una ragione"
>
> sono chiari segnali di allarme. Calma :-)

o magari di paranoia da parte tua :-)

> Ma e' assolutamente necessario essere *a priori* contrari
> all' omicidio in se e per se, nonchè alla violenza in genere
> (perfino verbale).
>
> Perchè solo in tal modo, ossia avendo un solido modello di
> riferimento, ci possiamo prendere il lusso di infrangerlo
> quando non abbiamo obiettivamente altre alternative.

non bisogna confondere azione con reazione

la società deve limitare chi, abusando della propria libertà, limita
la libertà degli altri (qualunque ne sia il motivo e la misura)
il fatto che lo faccia limitando la libertà del sociopatico (reale o
presunto tale) è una contraddizione solo apparente, non è certamente
il paradosso di Parmenide

quella del sociopatico è un'azione, quella della società è una
reazione, _non_arbitraria_, ma motivata, necessaria al mantenimento
della libertà dei singoli

ma parlando di società in genere (non necessariamente la società
aperta di Popper) le misure prese contro i sociopatici (o presunti
tali) sono state sempre dettate da componenti emotive o principi
astratti più che dalla efficacia reale, andando dalla vendetta privata
(il più delle volte sproporzionata al danno subito e spesso rivolta
verso i soggetti sbagliati), passando per l'inquisizione, arrivando
infine all'illusione che la pena (capitale o meno) fosse un deterrente
e/o un mezzo di redenzione

nel mondo reale la pena come deterrente o come mezzo di redenzione
funziona solo per alcune persone
per altre persone il deterrente diventa una sfida, uno stimolo a
delinquere e qualunque sforzo o risorsa impiegata per la
riabilitazione è semplicemente inutile
a scanso di equivoci mi riferisco a studi scientifici pubblicati negli
ultimi anni, non alle solite chiacchiere da bar

nel mondo reale poi le risorse sono *limitate*
destinare queste risorse limitate per un irrecuperabile psicopatico
come il killer di Utoya non è - come sembrerebbe - un atto di civiltà

queste risorse non vengono dal nulla, ma sono di fatto negate ad altre
persone che al contrario potrebbero portare un contributo positivo
alla società

in questo paese quanti milioni di euro vengono sprecati ogni anno per
sorvegliare i vari Riina, Provenzano, ecc.?

è più morale tagliare la spesa per la sanità o l'istruzione pubblica o
(metaforicamente) tagliare la testa a questi personaggi?

certamente ha una maggiore priorità il taglio di altri sprechi e delle
tante altre ruberie che limitano le risorse pubbliche, ma questo non
cambia il senso di quanto ho scritto

le scelte morali nel mondo reale non sono così semplici, il più delle
volte bisogna semplicemente avere il coraggio di scegliere il male minore

per esempio in diverse zone dello Himalaia usavano immergere i neonati
in un torrente gelido per allevare solo quelli che, più robusti,
sopravvivevano (fonte Tucci e/o Maraini prima metà del '900)
una pratica apparentemente disumana, ma necessaria alla sopravvivenza
in un ambiente così ostile

> Scegliere di uccidere DEVE (e dico : deve) divenire una come
> dire ... non mi viene il termine. Diciamo una decisione MOLTO
> GROSSA, molto ponderata da prendersi in casi assolutamente
> eccezionali e dove non s' ha altra via d' uscita.
>
> E di certo non mi parrebbe il caso si sparare in testa ai
> razzisti. O no ?

non ho mai scritto questo

i casi sono due: o non leggi quello che scrivo o non lo capisci

la conclusione è comunque unica: dedicare il mio poco tempo a cose più
utili :-)

--
bye
!(!1|1)


radica...@gmail.com

unread,
Mar 14, 2016, 5:11:20 AM3/14/16
to
Il giorno lunedì 14 marzo 2016 06:40:31 UTC+1, not1xor1 ha scritto:
> Il 12/03/2016 21:27, radica...@gmail.com ha scritto:
>
> > Il discorso era iniziato dal considerare i razzisti come persone che
> > hanno un problema e come tali trattarle e siamo finiti a parlare di
> > tutt' altro e mi pare evidente (almeno mi sembra) che stai pian piano
> > irritandoti sempre di più.
>
> è irritante chi non avendo argomenti da contrapporre, finisce per
> deformare, stravolgendone completamente il significato, i miei
> argomenti... irritante soprattutto perché succede spesso

Vedo, vedo ...
Dunque secondo te non sto argomentando decentemente. Bene.

> non bisogna confondere azione con reazione
> la società deve limitare chi, abusando della propria libertà, limita
> la libertà degli altri (qualunque ne sia il motivo e la misura)
> il fatto che lo faccia limitando la libertà del sociopatico (reale o
> presunto tale) è una contraddizione solo apparente, non è certamente
> il paradosso di Parmenide
> quella del sociopatico è un'azione, quella della società è una
> reazione, _non_arbitraria_, ma motivata, necessaria al mantenimento
> della libertà dei singoli
> ma parlando di società in genere (non necessariamente la società
> aperta di Popper) le misure prese contro i sociopatici (o presunti
> tali) sono state sempre dettate da componenti emotive o principi
> astratti più che dalla efficacia reale, andando dalla vendetta privata
> (il più delle volte sproporzionata al danno subito e spesso rivolta
> verso i soggetti sbagliati), passando per l'inquisizione, arrivando
> infine all'illusione che la pena (capitale o meno) fosse un deterrente
> e/o un mezzo di redenzione
> nel mondo reale la pena come deterrente o come mezzo di redenzione
> funziona solo per alcune persone
> per altre persone il deterrente diventa una sfida, uno stimolo a
> delinquere e qualunque sforzo o risorsa impiegata per la
> riabilitazione è semplicemente inutile
> a scanso di equivoci mi riferisco a studi scientifici pubblicati negli
> ultimi anni, non alle solite chiacchiere da bar

Queste sono banalità che non aggiungono nulla al punto della questione.

> nel mondo reale poi le risorse sono *limitate*
> destinare queste risorse limitate per un irrecuperabile psicopatico
> come il killer di Utoya non è -come sembrerebbe- un atto di civiltà

Questa invece è una affermazione che non condivido, per non dire che
è una sciocchezza.

Ad es. gli antichi Romani (degli albori) gettavano dalla rupe Tarpea
i bimbi storpi, malati e in generale non auto-sufficienti perchè non
potevano permettersi di mantenerli essendo la loro economia al limite
della sopravvivenza. Un mondo completamente diverso dall' attuale sia
come mentalità sia come struttura economica.

Argomentare come fai tu tirando in ballo le "risorse limitate" in una
società che ha il problema opposto (ossia di sovrapproduzione) e che
spreca ENORMI quantità di risorse per ragioni a dir poco FUTILI per
giustificare l' *omicidio legale* è ... come dire ...

Bah. Meglio sorvolare : col caratterino che ti ritrovi è probabile
che cominceresti a ponderare la possibilità di querelarmi

E difatti (e con queste siamo arrivati a tre) ecco qui :

> i casi sono due: o non leggi quello che scrivo o non lo capisci
> la conclusione è comunque unica: dedicare il mio poco tempo a cose più
> utili :-)

meglio darti ragione e chiuderla qua, ho capito il tipo.
Ciao



not1xor1

unread,
Mar 15, 2016, 3:14:15 AM3/15/16
to
Il 14/03/2016 10:11, radica...@gmail.com ha scritto:

> Dunque secondo te non sto argomentando decentemente. Bene.

se tu avessi argomenti reali non avresti bisogno di troncare quanto ho
scritto stravolgendone il significato

> Queste sono banalità che non aggiungono nulla al punto della questione.

e questa è una semplice opinione non supportata da alcun argomento

> Argomentare come fai tu tirando in ballo le "risorse limitate" in una
> società che ha il problema opposto (ossia di sovrapproduzione) e che
> spreca ENORMI quantità di risorse per ragioni a dir poco FUTILI per
> giustificare l' *omicidio legale* è ... come dire ...

ho scritto chiaramente che quella non era una priorità rispetto alle
altre soluzioni contro gli sprechi...

ma forse il problema è che sei come berlusconi che dice che in italia
stanno tutti bene perché vede i ristoranti pieni e dalla sua villa
sulla costa smeralda vede un sacco di yacht :-D

se avessi il tempo potrei tirarti fuori decine di citazioni di studi
scientifici pubblicati negli ultimi anni che giustificano quanto ho
scritto, ma a quale pro?
tanto sarebbe inutile per chi è ancorato ai propri stereotipi e
pregiudizi ed evidentemente abituato a frequentare solo "echo
chambers" che li rinforzano

> E difatti (e con queste siamo arrivati a tre) ecco qui :
>
>> i casi sono due: o non leggi quello che scrivo o non lo capisci
>> la conclusione è comunque unica: dedicare il mio poco tempo a cose più
>> utili :-)
>
> meglio darti ragione e chiuderla qua, ho capito il tipo.

ancora una volta decontestualizzi il quotato alterandone il
significato... a quanto pare è una cosa sistematica

--
bye
!(!1|1)

ADPUF

unread,
Mar 16, 2016, 2:24:26 PM3/16/16
to
radica...@gmail.com 20:46, sabato 12 marzo 2016:
> Il giorno sabato 12 marzo 2016 13:56:49 UTC+1, not1xor1 ha
>
>> è proprio il clima di lassismo generale e l'impunità di
>> fatto garantita a molti reati che contribuisce al razzismo e
>> alla xenofobia
>
> Ecco, messa in questo modo mi trovi del tutto d' accordo.


Razzismo e xenofobia ci sono anche dove non c'è lassismo e
impunità, p.es. in Cina.


--
AIOE ³¿³

radica...@gmail.com

unread,
Mar 17, 2016, 6:18:00 AM3/17/16
to
Il che non c'entra nulla, dal momento che l' OP ha scritto
(saggiamente) : "contribuisce".

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