> ciao, sono una biologa e lavoro come dipendente a tempo indeterminato
> in un laboratorio analisi di una clinica privata.
Ciao, Fetta. Beata te e complimenti per il contratto che hai.
> ...in modo da poter meglio
> gestire il tempo per continuare la mia formazione.
In che senso? Cosa vorresti fare esattamente... se non sono indiscreto?!
> c'è nessuno che puo' accendermi una qualche lampadina sulla libera
> professione?
Secondo me faresti bene a tenerti il posto e chissenefrega della libera
professione ;-)
Anche perché da quel che vedo, o ti inventi un mestiere come libero
professionista oppure... trissccteisa.
Ciao
--
Andrea
***
Ci sono libri pericolosi
che non vanno aperti impunemente.
(Viktor Fargas - bibliofilo,
da "La Nona Porta" di R. Polanski - 1999)
La Ricerca è sempre faticosa,
richiede una enorme attenzione
e non rende ricchi: quindi può solo
essere amata.
(V. Erspamer)
> vorrei pero' passare a libero professionista, in modo da poter meglio
> gestire il tempo per continuare la mia formazione.
Se tu non hai super-competenze specifiche e specialistiche spendibili sul
mercato, quello che puoi fare per passare LP e' negoziare con la tua
amministrazione un contratto non piu' da dipendente ma da collaboratore
esterno, con partita iva e clausole contrattuali su misura per le tue
esigenze.
L'esperienza peraltro insegna che tutti quelli assunti con un contratto di
collaborazione sono e si sentono precari, e farebbero salti mortali per
passare dipendenti.
Se hai due soldi da parte e non tieni famiglia (o tieni una famiglia che ti
puo' mantenere) puoi licenziarti e tornare a scuola a studiare a tempo
pieno, tutto dipende da quali sono le tue priorita' esistenziali.
ma dovrei iniziare con uno stage a tempo parziale, e poi giocarmela
bene.,
e' chiaro che dovrei guadagnarmi i soldi per mangiare, e visto che la
mia azienda non concede il part time, l'unica e' mettersi come libero
professionista, e continuare a lavorare li' per 3/4 giorni la
settimana.
mi rendo conto che ho avuto veramente una botta di fortuna nell'aver
trovato un posto cosi', ma e' anche vero che il lavoro da
laboratorista e' sotto certi versi claustrofobico, e non è mai stato
il mio fine.
non prendetemi per altezzosa o ancor peggio, pazza...ma credo che il
lavoro e' per la vita..
> e' chiaro che dovrei guadagnarmi i soldi per mangiare, e visto che la
> mia azienda non concede il part time, l'unica e' mettersi come libero
> professionista, e continuare a lavorare li' per 3/4 giorni la
> settimana.
Bisogna vedere se te lo fanno fare: come non concedono il part-time, cosi'
potrebbero non aver bisogno di un collaboratore esterno a mezzo servizio.
Le ore che restano scoperte, come le riempiono? mantenere due part time
amministrativamente e' piu' oneroso che mantenere un full time.
Nel settore pubblico il part-time non e' negabile, se il dipendente ha i
requisiti e fa domanda, glielo devono dare, e secondo le modalita' espresse
dal lavoratore (orizzontale, verticale, misto, ecc.). Personalmente vedo il
part-time come il fumo negli occhi, principalmente perche' non e'
assolutamente vero che se perdo due mezzi lavoratori, poi me ne assumono
uno nuovo per reintegrare la capacita' lavorativa: fanno i conti con le
vecchie piante organiche, il dipendente a meta' tempo in pianta organica
c'e' e lo contano come uno. Quindi il part time si fa i comodi suoi e gli
altri si fanno un culo doppio.
> e' anche vero che il lavoro da
> laboratorista e' sotto certi versi claustrofobico, e non è mai stato
> il mio fine.
E' un lavoro per persone metodiche, io stesso vedo male un collaboratore con
forti interessi esterni (politici, sindacali, artistici, professionali ma
extraistituzionali ecc.) perche' poi quello lavora pensando ad altro, e il
laboratorio non perdona le distrazioni.
> non prendetemi per altezzosa o ancor peggio, pazza...ma credo che il
> lavoro e' per la vita..
No assolutamente , ognuno cerca la propria strada, ma un datore di lavoro,
specie se privato, si fa anche lui i suoi interessi.
> dunque, il mio vero e unico scopo sarebbe quello di collaborare con
> uno studio di consulenza ambientale in svizzera, dove questi generi di
> studi sono abbastanza diffusi e dove ci sono soldi da spendere per
> l'ambiente.
Se quello che dici e' il reale mercato, ti puo' convenire. Io ho uno
studio mio da cinque anni, mi occupo di consulenza tecnica per l'ambiente
legata prevalentemente alle acque interne, ci cavo la sopravvivenza.
Finanziariamente non e' esaltante, ma vivo in una regione (Friuli VG)
dove per l'ambiente pagano circa 1/3 che nelle altre regioni dell'Italia
settentrionale e circa 1/5 che in altri paesi europei. Insomma ho sfiga e
sono costretto a cercare lavori in altre regioni, facendo le corse.
> mi rendo conto che ho avuto veramente una botta di fortuna nell'aver
> trovato un posto cosi', ma e' anche vero che il lavoro da
> laboratorista e' sotto certi versi claustrofobico, e non =E8 mai stato
> il mio fine.
Ti capisco, mi sono giocato tutto per stare fuori da un laboratorio,
anche se oggi devo ammette che passo molte ore in studio a fare calcoli,
disegnare mappe e sezioni col cad ecc ecc.
Certe volte vorrei essere un dipendente, avere orari, avere lo stipendio,
potere programmare spese e quindi vita. Altre volte cedo al mio carattere
piu' zingaro e penso che se domani consegno un lavoro, venerdi' posso
prendermi un giorno a spasso per i monti.
> non prendetemi per altezzosa o ancor peggio, pazza...ma credo che il
> lavoro e' per la vita..
Non so se sia per la vita, sono sicuro che non sia la vita, ma sono
altrettanto sicuro che serve per la vita. Se poi si fa' cio' che piace
meglio. Comunque non sei pazza, o per lo meno non sei sola ;-)
Mandi,
Bepo
Io invece mi ci chiuderei in laboratorio....come siamo diversi :( solo che
io sto ancora studiando :(
Fab
Occorre anche avere una certificazione.
A seconda poi del settore specifico, una tua presentazione presso medici
specializzati che consigliano il test diagnostico sarebbe auspicabile.
Infatti l'interpretazione di un risultato potrebbe essere da correlare anche
alla terapia applicata.
Devi mettere su un laboratorio OK, magari inizialmente in un "incubatore di
business".
Test citogenetici per X o Y o Z (guarda che ci sono saggi citogenetici in
convenzione, ma che non vengono fatti ovunque per mancanza di sufficiente
esperienza).
Attenzione alla legge sulla privacy per i test genetici.
Ti saluto.
> Poi decidi se andare alla ASL a proporti.
Io sapevo che devi avere l'avallo dichiarato di almeno tre medici.
Non sono sicuro sull'avvallo dei 3 medici.
L'Ordine dei Biologi puo' sicuramente dare un suggerimento.
Quindi o si apre un laboratorio di citogenetica per ricerca o si apre un
laboratorio di citogenetica a supporto di richieste mediche, non ancora
soffisfatte o soddisfatte solo in parte. E allora la scelta di che cosa fare
deve essere orientata da un suggerimento medico.
Un altro problema: se possibile, scegliere test non invasivi.
Ciao
PCM
anche perché il biologo non può fare nemmeno un prelievo.....quindi dovresti
pagare un medico o infermiere specializzato...dico bene? :)
Opportuno entrare in collaborazione con una ASL o con un ospedale che
affidano a terzi quello che non possono fare all'interno.
Saluti.
> anche perché il biologo non può fare nemmeno un prelievo.....
Una volta. Adesso - finalmente - sì.
...puoi girarmi la legge/decreto a cui fai riferimento?
Non sto ironizzando.
Grazie
Fab
> ...puoi girarmi la legge/decreto a cui fai riferimento?
> Non sto ironizzando.
Mi informo la prox settimana e ti dico.
>
> Grazie
> Fab
Di nulla
> ...puoi girarmi la legge/decreto a cui fai riferimento?
Eccolo, l'ho ritrovato. E' una sentenza del Consiglio di Stato che
conferma una sentenza precedente del TAR del Lazio, contro l'Ordine dei
Medici e a favore dei Biologi.
C'è cmq l'obbligo di un "corso di formazione".
http://www.fiamo.it/Legislazione/biol.htm
www.dirittosanitario.net/upload/CS1.doc
Fab