Saluti,
Aleph
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Dipende.
> E' successo qualche settimana fa vicino a casa mia.
> Stavo passeggiando con un amico e abbiamo visto un piccolo merlo (almeno
> credo fosse un merlo) pigolare sotto il suo (ex) nido che si trovava
> almeno quattro metri sopra di lui sul ramo di un pino.
I merli, come i piccioni e altri volatili, scendo dal nido quando ancora
non sanno volare: è semplicemente un adattamento anti predatorio
(statisticamente è più difficile che una nidiata intera sia sterminata
da un singolo predatore se i piccoli lasciano il nido e si sparpagliano).
Fin qui la scena era molto ma molto normale e vi avrebbe dovuto invitare
a farvi i cavoletti vostri.
> Non appena abbiamo cercato di afferrarlo i genitori (presumibilmente) ci
> hanno quasi attaccato facendo un discreto chiasso, tuttavia dopo che lo
> abbiamo lasciato bene in vista (per i genitori) questi non si sono
> avvicinati per cercare di nutrirlo e tentare di trasportarlo nuovamente
> sopra il nido (impresa non facile del resto) e in pratica lo hanno
> abbandonato a sé stesso.
Beh, considera che un genitore si butterebbe fra le fiamme per
proteggere il figlio.
Il guaio è che hanno visto di non poter fare nulla contro il "predatore"
di turno (lo so che non volevate mangiare il piccolo, spiegatelo però
con parole vostre ai merli...) e quindi automaticamente hanno dato per
spacciato il pargolo, che poi è stato arrotato (rischi del mestiere, fa
parte della selezione naturale) ma che sarebbe comunque morto di fame
perchè a quel punto i genitori hanno smesso di assisterlo.
> 10 minuti dopo siamo tornati nell'aiuola che lo ospitava con una scatola
> di scarpe rivestita di ovatta e un po' di cibo (molliche di pane, etc.)
> per rifocillarlo ma era già scomparso.
Per la prossima volta:
1) niente ovatta nella scatola, si procurano delle microferite alle
zampe con i tessuti (metti un foglio di giornale e basta);
2) niente molliche di pane, da soli ancora non mangiano e se gli cacci
in gola il boccone (cosa che si deve fare coi piccoli, quando non
spalancano il becco) ma quel boccone è di pane, hai per le mani un
uccellino morto.
La prossima volta, se sono passeri, merli, storni, piccioni, lascia
stare il mondo com'è, che sono preparati a far da soli.
Poi, se proprio non riesci ad accettare l'idea che le cose stanno
andando verso il loro corso (e mi è capitato di trovare gente che non
vapiva le semplici cose che ti ho spiegato), dagli da mangiare in via
provvisoria 4-5 palline di carne macinata (più o meno grosse come
piselli) ogni ora (durante le ore diurne) e contatta la sede LIPU più
vicina il prima possibile.
Spero di esserti stato utile
...
> > E' successo qualche settimana fa vicino a casa mia.
> > Stavo passeggiando con un amico e abbiamo visto un piccolo merlo (almeno
> > credo fosse un merlo) pigolare sotto il suo (ex) nido che si trovava
> > almeno quattro metri sopra di lui sul ramo di un pino.
In effetti ho ricontrollato e i metri erano almeno 6 o 7, il ramo del pino
era piuttosto in alto.
> I merli, come i piccioni e altri volatili, scendo dal nido quando ancora
> non sanno volare: è semplicemente un adattamento anti predatorio
> (statisticamente è più difficile che una nidiata intera sia sterminata
> da un singolo predatore se i piccoli lasciano il nido e si sparpagliano).
...
Nel primo post non ho specificato che il nido conteneva ancora almeno un
piccolo. L'idea che ci siamo fatti è che il pulcino caduto fosse stato
sfrattato dai fratelli; a quanto ne so queste cose capitano piuttosto
spesso. O è una leggenda metropolitana?
> Fin qui la scena era molto ma molto normale e vi avrebbe dovuto invitare
> a farvi i cavoletti vostri.
Nel quartiere residenziale di una città le cose poi vanno a finire come
riferito, che non è proprio il massimo mi sembra.
> > Non appena abbiamo cercato di afferrarlo i genitori (presumibilmente) ci
> > hanno quasi attaccato facendo un discreto chiasso, tuttavia dopo che lo
> > abbiamo lasciato bene in vista (per i genitori) questi non si sono
> > avvicinati per cercare di nutrirlo e tentare di trasportarlo nuovamente
> > sopra il nido (impresa non facile del resto) e in pratica lo hanno
> > abbandonato a sé stesso.
> Beh, considera che un genitore si butterebbe fra le fiamme per
> proteggere il figlio.
> Il guaio è che hanno visto di non poter fare nulla contro il "predatore"
> di turno (lo so che non volevate mangiare il piccolo, spiegatelo però
> con parole vostre ai merli...) e quindi automaticamente hanno dato per
> spacciato il pargolo, che poi è stato arrotato (rischi del mestiere, fa
> parte della selezione naturale) ma che sarebbe comunque morto di fame
> perchè a quel punto i genitori hanno smesso di assisterlo.
Strano, perché il piccolo dopo che lo abbiamo lasciato e ci siamo
allontanati per osservare cosa succedeva ha continuato a pigolare, ma i
genitori che erano pochi metri sopra la sua testa non se lo sono filato di
pezza.
Pensavo che, pur lasciandolo a terra, continuassero almeno a nutrirlo;
un'idea che c'era venuta era di chiuderlo in una gabbietta in modo da
lasciare ai genitori la possibilità di nutrirlo e nello stesso tempo
difenderlo dai predatori (gatti).
...
> Per la prossima volta:
> 1) niente ovatta nella scatola, si procurano delle microferite alle
> zampe con i tessuti (metti un foglio di giornale e basta);
> 2) niente molliche di pane, da soli ancora non mangiano e se gli cacci
> in gola il boccone (cosa che si deve fare coi piccoli, quando non
> spalancano il becco) ma quel boccone è di pane, hai per le mani un
> uccellino morto.
Beh, sono stato impreciso... più che molliche di pane avevamo sminuzzato
un craker e un biscotto.
> La prossima volta, se sono passeri, merli, storni, piccioni, lascia
> stare il mondo com'è, che sono preparati a far da soli.
...
Vale a dire?
I genitori riescono a riportarli sul nido o cos'altro?
> Poi, se proprio non riesci ad accettare l'idea che le cose stanno
> andando verso il loro corso (e mi è capitato di trovare gente che non
> vapiva le semplici cose che ti ho spiegato), dagli da mangiare in via
> provvisoria 4-5 palline di carne macinata (più o meno grosse come
> piselli) ogni ora (durante le ore diurne) e contatta la sede LIPU più
> vicina il prima possibile.
> Spero di esserti stato utile
Certo.
Grazie.