Grazie.
Bé prima di tutto bisognerebbe decidere se un Virus é una forma di
vita o no. Infatti la questione é ancora oggetto di discussione. Anche
se i Virus hanno propri geni a e sono capaci di riprodursi (con una
strategia che é piú analoga al crescimento di un cristallo per la
veritá ) essi non hanno ne una struttura cellulare ne un metabolismo.
Ciao
Andrea Zille
i viroidi, rispetto ai virus non presentano il capside (proteico)
e men che meno una "membrana" esterna di natura lipidica
(cosa che alcuni virus presentano, vedi HIV).
infettano solo i vegetali a quanto mi risulta.
l'agente eziologico dell'epatite D è simile, ma rispetto ai viroidi
codifica una proteina, mentre i viroidi replicano solo il loro
patrimonio (RNA, non DNA)
vi sono poi i prioni, ma questi sono solo proteine (vedi la
mucca pazza e patologie da prione)
diciamo che i viroidi e i virus possono anche essere ritenuti
abbastanza simili tra loro, e prioni invece un po' meno.
sul discorso "forme di vita" è una questione che va avanti da
decenni, il problema nasce per il modo della "riproduzione"..
> Bé prima di tutto bisognerebbe decidere se un Virus é una forma di
> vita o no. Infatti la questione é ancora oggetto di discussione. Anche
> se i Virus hanno propri geni a e sono capaci di riprodursi (con una
> strategia che é piú analoga al crescimento di un cristallo per la
> veritá ) essi non hanno ne una struttura cellulare ne un metabolismo.
Dimmi di piu' su questa strategia, per favore.
Non mescolerei prioni con virus e viroidi, perché non hanno nulla ha
che fare con il thread. Ossia non hanno neppure la capacitá di auto-
replicarsi perché come appunto dici sono solo proteine denaturate.
In relazioni ai viroidi, é ancora ogetto discussione come facciano a
creare sintomi nelle piante non codificando per nessuna proteina. La
teoria piú accreditata é che partecipino nel silenziamento dell'RNA.
Ciao
Andrea
É solo un analogia per far capire la differenza di strategia tra il
self-assembling dei virus e la divisione cellulare.
Non sono l'unico ad usarla comunque:
http://www3.interscience.wiley.com/journal/110430257/abstract?CRETRY=1&SRETRY=0
Ciao
Andrea
> > sul discorso "forme di vita" è una questione che va avanti da
> > decenni, il problema nasce per il modo della "riproduzione"..
>
> Non mescolerei prioni con virus e viroidi, perché non hanno nulla ha
> che fare con il thread. Ossia non hanno neppure la capacitá di auto-
> replicarsi perché come appunto dici sono solo proteine denaturate.
no, non li mescolerei nemmeno io.
ogni step si allontana da quella che definiamo "forma di vita",
come hai giustamente detto è un dibattito che esiste ancora
per i virus, quindi è quasi fuori dai dubbi che i prioni non
siano assolutamente forme di vita.
però insomma, forse all'user interessava sapere qualcosa più
"semplice" dei virus, personalmente trovo molto affascinante
che non abbiano capacità replicativa ma che comunque si
moltiplichino (nel senso che aumentano sempre di numero)
tra parentesi, più che di proteine denaturate direi che si tratti
di proteine mal ripiegate, che è diverso..
> tra parentesi, più che di proteine denaturate direi che si tratti
> di proteine mal ripiegate, che è diverso..
Ho sempre avuto un problema con la traduzione di "unfolded" :)
zille
Sorry misfolded! :)-
> i viroidi, rispetto ai virus non presentano il capside (proteico)
> e men che meno una "membrana" esterna di natura lipidica
> (cosa che alcuni virus presentano, vedi HIV).
> infettano solo i vegetali a quanto mi risulta.
> l'agente eziologico dell'epatite D � simile, ma rispetto ai viroidi
> codifica una proteina, mentre i viroidi replicano solo il loro
> patrimonio (RNA, non DNA)
i trasposoni come li classifichi, in tutto cio'?
>
--
crepuscolo autunnale:
da solo faccio visita
a un'altra solitudine
> i trasposoni come li classifichi, in tutto cio'?
mi stai domandando cosa ne pensi *io* della
classificazione dei trasposoni in una scala di
"semplicità" in rapporto ai viroidi e ai virus?
francamente è una domanda che mi mette un
po' in crisi, probabilmente perchè me ne intendo
(anche se mi sembra un'esagerazione) più di
microbiologia che di biologia molecolare.
se ad esempio mi si domanda cosa sia più
evoluto tra un retrotrasposone e un retrovirus
potrei anche rispondere che un retrovirus è meno
evoluto rispetto a un retrotrasposone, applicando il
principio secondo il quale un simbionte, nel caso
parassita, è tanto più evoluto quanto meno arreca
danno all'ospite.
però mi sembra quasi un trabocchetto, del resto -se
non ci importasse dell'origine- i trasposoni ora come
ora sono parte integrante (e anzi, sono buona parte)
del nostro genoma, e a questo punto perderebbe di
senso la domanda.
sarebbe un po' come domandare "come si classifica
un cromosoma umano rispetto a un retrovirus"?
piani diversi proprio...
> se ad esempio mi si domanda cosa sia più
> evoluto tra un retrotrasposone e un retrovirus
> potrei anche rispondere che un retrovirus è meno
> evoluto rispetto a un retrotrasposone, applicando il
> principio secondo il quale un simbionte, nel caso
> parassita, è tanto più evoluto quanto meno arreca
> danno all'ospite.
Io il discorso del simbionte e dell'ospite la vedo piú come una co-
evoluzione. Potrebbe essere infatti vero anche il contrario, ossia che
alcuni retrotrasposoni endogeni siano mutati in una forma in cui si
producessero intermediari dell' RNA capaci di lasciare la cellula
ospite originando poi retrovirus (questo punto di vista é anche
supportato dall'evidenza che la propagazione dei retrotrasposoni,
presenti in differenti taxa, e' avvenuta principalmente per
trasferimento orrizzonale). Oppure che virus abbiano "catturato" la
sequenza di retrotrasposoni preesistenti, integrati da altri virus,
integrandola e dando origine a nuovi virus.
Ciao
Zille
> Io il discorso del simbionte e dell'ospite la vedo piú come una co-
> evoluzione. Potrebbe essere infatti vero anche il contrario, ossia che
> alcuni retrotrasposoni endogeni siano mutati in una forma in cui si
> producessero intermediari dell' RNA capaci di lasciare la cellula
> ospite originando poi retrovirus (questo punto di vista é anche
> supportato dall'evidenza che la propagazione dei retrotrasposoni,
> presenti in differenti taxa, e' avvenuta principalmente per
> trasferimento orrizzonale). Oppure che virus abbiano "catturato" la
> sequenza di retrotrasposoni preesistenti, integrati da altri virus,
> integrandola e dando origine a nuovi virus.
posso anche fidarmi, ho anticipato di non essere un esperto di
biologia molecolare -come del resto non lo sono di tante cose-,
i retrotrasposoni li ho trattati in un solo corso comunque in
linee molto generali, ma sono certo di aver studiato (che poi
possa essere sbagliato, non lo discuto) che derivano da retrovirus,
e non viceversa...
chiaro e scontato che il discorso ospite/parassita vada analizzato
sotto il punto di vista della coevoluzione, anche se nel caso
del parassitismo questo è molto meno marcato rispetto al
mutualismo
quindi, in sintesi, circa i trasposoni io non metto becco :-)
> linee molto generali, ma sono certo di aver studiato (che poi
> possa essere sbagliato, non lo discuto) che derivano da retrovirus,
> e non viceversa...
>
Non sto dicendo che sei in errore ho solo fatto presente che la
questione é ancora dibattuta.
Zille
Uffa! avevo scritto tutto un messaggio proprio bello e penso che si
sia cancellato tutto!!!!! =(=(=(
In ogni caso io penso che i virus non sino forme di vita.
se a qualcuno intrressa sapere perchè lo penso sono a disposizione ;)
saluti a tutti! Glorietta =)
> per� mi sembra quasi un trabocchetto, del resto -se
> non ci importasse dell'origine- i trasposoni ora come
> ora sono parte integrante (e anzi, sono buona parte)
> del nostro genoma, e a questo punto perderebbe di
> senso la domanda.
Forse quella domanda perderebbe di senso proprio,
ma si affaccia un'altra riflessione importante.
Poich� i retrovirus colpiscono un buon numero di individui
in tutte le specie, hanno le carte in regola per essere
il principale fattore dell'evoluzione, non trovate?
Invece di disfunzionali mutazioni puntiformi, essi
introducono nel DNA veri e propri geni funzionanti.
Causano malattie, ma senza di loro e senza i trasposoni
derivanti, forse l'evoluzione sarebbe stata lentissima,
magari troppo lenta per consentire a noi vertebrati
di esistere ancora oggi.
Bye,
*GB*
> Causano malattie, ma senza di loro e senza i trasposoni
> derivanti, forse l'evoluzione sarebbe stata lentissima,
> magari troppo lenta per consentire a noi vertebrati
> di esistere ancora oggi.
che i trapsoni abbiano avuto un ruolo importantissimo
nell'evoluzione è verissimo, nel passato dell'uomo la
loro attività era molto ma molto più marcata, rispetto
ad ora in cui non è che lavorino poi tanto (contrariamente
a quanto fanno, ad esempio, nel topo)