emmacast...@gmail.com ha scritto:
> Beh, non vorrei concludere questo nostro <dialogo> scrivendo una
> sciocchezza, ma per i due CE probabilmente si può fare lo
> stesso discorso fatto per i NCP e in questo caso per l'equatore
> celeste devo tener conto della latitudine alla quale mi trovo per
> evitare errori di parallasse.
Intanto, non ho capito la parte finale della frase.
Ma comunque una differenza rispetto alla Polare c'è.
La Polare è una stella *reale*, che sta a una data distanza dalla
Terra, quindi ho potuto fare tutti quei conti sulla parallasse diurna.
La sfera celeste invece *dove sta*?
> Ho detto probabilmente,perché poi la tua frase : come è definita
> esattamente la sfera celeste ? mi ha messo un po in crisi.
Appunto :-)
> Che io sappia la sfera celeste esistono due definizioni: La sfera
> celeste si dice geocentrica, se ha per centro il centro della terra,
> locale, se ha per centro l'occhio dell'osservatore .
Io la direi in modo leggermente diverso.
Esistono quante sfere celesti vuoi:
- quella geocentrica, su cui siamo d'accordo
- quelle /topocentriche/, che hanno il centro nel luogo di
osservazione (ho poca simpatia per questi continui riferimenti agli
"occhi" e agli "osservatori".
"Topocentrica" non è un termine che ho inventato io; esiste e vuol
ricordare la definizione: centrata nel "topos", ossia nel luogo.
Ma il vero problema è: quanto è grande questa sfera?
La risposta è che non importa.
Anticamente si dava alla sfera celeste un significato fisico: ci
stavano attaccate sopra le stelle.
Oggi è solo un espediente geometrico per rappresentare le *direzioni*
in cui si osservano i corpi celesti.
Tutto ciò che ne segue (equatore celeste, eclittica ...) va inteso
allo stesso modo.
E' una cosa buffa, alla quale bisogna stare attenti, che è
frequentissimo veder disegnata la sfera celeste "vista dal di fuori",
il che ovviamente è un non senso: non ci si può mai porrre *fuori*
della sfera celeste.
Però per le rappresentazioni geometriche è comodo.
Figure così le troverai anche nelle mie lezioni.
E poi, poche pagine prima o dopo, ci puoi trovare disegni di *parti*
della sfera celeste *vista dal centro*.
Bisogna abituarsi...
Tornando alla famosa figura, va tutto bene: ogni sfera celeste ha il
suo asse polare, quindi i suoi poli celesti; ha il suo equatore, che è
il cerchio massimo perpend. all'asse polare; ha la sua eclittica, che
è anch'essa un cerchio massimo, che forma con l'equatore un angolo
pari all'obliquità dell'asse terrestre, e lo interseca nel punto gamma
e nel suo opposto.
Per la parallasse, sai già che il problema non si pone per le stelle,
causa la loro distanza.
Tutte le direzioni che per qualsiasi sfera celeste puntano a una data
stella sono /parallele/.
Le cose sono diverse per Sole e pianeti, se si vuole essere precisi,
perché le parallassi diurne sono di qualhe " per il Sole e i pianeti
vicini.
Quindi si dovrebbe fare una piccolissima differenza tra le diverse
sfere celesti, ma in pratica per qualsiasi disegno o carta la
differenza è invisibile.
Quando si debbono calcolare eventi interessanti, tipo la congiunzione
tra due pianeti, della parallasse diurna si deve tener conto, ma
questo non si fa disegnando sfere: si fanno calcoli con formule :-)
Ancora più importante è la parallasse della Luna, che può arrivare a
circa 1°.
Quindi *a uno stesso istante* la posizione dlla Luna rispetto alle
stelle cambia parecchio a seconda di dove stai.
Può succedere per es. che una certa occultazione sia visibile in una
parte della Terra e in un'altra no (anzi, succede sempre).
Il fenomeno è arcinoto per le eclissi di Sole, che come sai sono
totali in una piccola striscia, parziali in una molto più larga, e non
ci sono affatto al difuori.
Puoi vedere la cosa rappresentata, per qualunque eclisse, mediante
opportune mappe.
Per es. quella del 21 prossimo sarà perfettamente visibile come totale
in USA, mentre in Europa sarà visibile come parziale in Scozia e
Irlanda; del tutto invisibile in Italia, dove il Sole sarà sotto
l'orizzonte (qui la parallasse della Luna non c'entra..)
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Elio Fabri