vittorio ha scritto:
> E' proprio in direzione ENE e lo vedo dopo le due!
> Possibile che un gigante come giove paia una stellina??
A prima vista non mi ero reso conto di quante cose vengono fuori da
questa semplice domanda...
1. Cominciamo con la questine della stellina.
E' vero che Giove è grande, ma non esageriamo: il suo diametro è poco
più di 10 volte quello della Terra, mentre Venere è poco più piccola
della Terra.
In compenso Giove è molto più lontano di Venere, circa 10 volte tanto,
nelle condizioni più favorevoli di osservazione.
Risultato: in termini di angolo sono poco diversi, e comunque ben al
disotto della risoluzione di un occhio anche acutissimo.
Perciò a occhio nudo entrambi ci appaiono come stelle, solo molto più
luminosi della stella più luminosa.
2. Quanto alla luminosità, tralasciando Sole e Luna, la scala è
questa:
1) Venere -4.9
2) Marte, Giove -2.9
3) Mercurio -2.5
3) Sirio -1.47
4) Canopo -0.73 (non visibile alle nostre latitudini)
5) Saturno -0.49
Seguono circa a pari merito Arturo, Capella e Vega: vicine a 0.0.
(Quelle scritte sono le /magnitudini visuali apparenti/ nelle
condizioni più favorevoli.)
E' curioso che tutti sanno di Venere e Sirio, mentre tendono a
trascurare Giove, Marte e Mercurio, chissà perché... (per Mercurio la
ragione c'è: v. dopo).
3. Passando alla visibilità, ci sono due cose da considerare:
a) se e quando l'oggetto sta sopra l'orizzonte
b) se questo accade di giorno o di notte.
Infatti a parte la Luna nessun oggetto celeste è visibile di giorno;
Mercurio e Venere possono essere visibili al crepuscolo.
Ma vediamo meglio.
Per cominciare c'è da fare una netta distinzione tra stelle e pianeti,
perché le prime si ripresentano nella stessa posizione in cielo dopo
un /giorno siderale/ (circa 23h 56m). Infatti sono "stelle fisse"...
Perciò anticipano la loro posizione di 4 minuti da un giorno al
successivo, e per questo in certi periodi dell'anno si trovano sopra
l'orizzonte di giorno, e in altri di notte.
La durata del tempo in cui sono sopra l'orizzonte dipende dalla
latitudine dell'osservatore, e dalla distanza della stella dal polo
nord celeste: per noi la Polare è sempre visibile.
Per questa ragione per es. Aldebaran (alpha Tauri) è visibile più a
lungo di Antares (alpha Scorpii).
Questa regolarità nella visibilità delle stelle è nota da millenni:
credo tutti sappiano che gli astronomi/sacerdoti egiziani usavano la
comparsa "eliaca" (ossia prima dell'alba) di Sirio per prevedere
l'arrivo delle piene del Nilo.
Molto più complicata la questione per i pianeti, che cambiano
posizione rispetto alle stelle e rispetto al Sole.
La posizione rispetto alle stelle varia in modo più intricato di
quella rispetto al Sole, coi periodi di moto diretto e di moto
retrogrado e con lo spostamento lungo lo Zodiaco...
Infatti ci sono voluti lunghi sforzi per venirne a capo, col sistema
eliocentrico (Copernico) e le orbite ellittiche (Keplero).
Tutto sommato la posizione rispetto al Sole, almeno all'ingrosso, si
descrive in modo più semplice.
Prima di tutto bisogna fare la distinzione fra pianeti /interni/
(Mercurio, Venere) ed /esterni/ (tutti gli altri).
Tutti i pianeti hanno un ciclo, detto /periodo sinodico/, diverso
dall'uno all'altro:
Mercurio 116 giorni
Venere 584
Marte 780
Giove 399
Saturno 379.
La differenza è che in questo ciclo i pianeti interni non si
allontanano mai molto dal Sole: max 27° Mercurio, 47° Venere.
Ecco perché è assai difficile vedere a occhio nudo Mercurio: quando è
sopra l'orizzonte, il Sole sta poco sotto, quindi il cielo non è buio.
Aggiungeteci poi un po' di foschia e qualche nuvola...
Ci sono occasioni più favorevoli di altre (troppo complicato spiegare
perché). Se non ricordo male, a me è riuscito di vederlo una sola
volta.
Le condizioni per Venere sono molto migliori: arrivando a trovarsi più
distante dal Sole, può stare abbastanza alta nel cielo quando è notte,
un paio d'ore dopo il tramonto o prima dell'alba.
Ma certo non alle due: ecco perché quella che hai visto nn poteva
essere Venere!
Durante il periodo sinodico i pianeti interni "oscillano" intorno al
Sole (in realtà ci passano davanti o dietro).
In qualche rara occasione passano letteralmente davanti: quello che si
chiama un "transito".
"Raro" ha un significato ben diverso per i due pianeti: i transiti di
Mercurio si hanno in media ogni 7 anni (il prossimo sarà il 9-5-2016).
Nel caso di Venere si ha una successione assai più irregolare: nel
secolo scorso non ce ne sono stati, poi ne abbiamo avuti due vicini,
nel 2004 e nel 2012; ma il prossimo sarà l'11-12-2117. Auguri :-)
Il comportamento dei pianeti esterni è diverso, come ho detto.
Possono trovarsi al di là del Sole (congiunzione superiore) ma anche
in direzione opposta al Sole (opposizione). Questa è la condizione più
favorevole per l'osservazione, perché il pianeta resta sopra
l'orizzonte per gran parte della notte.
(La prossima opposizione di Giove sarà fra 4 mesi: il 5-1-2014. Quindi
le condizioni di osservazione andranno migliorando nei prossimi mesi:
il pianeta sorgerà sempre più tardi e quindi si allungherà il tempo in
cui sarà visibile prima che faccia giorno.)
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Elio Fabri