Secondo un recentissimo studio (*) basato sul terzo massiccio scaglione
dei dati di GAIA, l'osservatorio ospitale che sta raccogliendo i dati
astrometrici di *miliardi* di stelle e oggetti della nostra Galassia, il
modello di gravità DMD (Dark Matter Disk, che prevede materia oscura
distribuita solo nel disco galattico) darebbe conto dei dati rotazionali
del disco meglio degli altri modelli considerati: MOND (MOdified Newton
Dynamics) e NFW (Navarro-Frenk-White profile for pherical dark matter
halo). Questo varrebbe specialmente per le stelle più esterne, sulle
quali però è inevitabilmente più alto il possibile errore, essendo più
distanti.
(*) <
https://arxiv.org/abs/2302.01379>, presentato da un team a guida
italiana e accettato per la pubblicazione sul Astrophysical Journal.