Luigi C. ha scritto:
> Preferisco parlare di pupilla di uscita, che è il rapporto tra
> diametro dell'obiettivo e il fattore di ingrandimento (nel nostro caso
> 50/15 oppure 50/18).
> Il 15x50 è molto diffuso per uso astronomico amatoriale, ha una
> pupilla d'uscita un po' più grande del secondo. comunque sia, un mio
> amico esperto di binocoli e di ottiche in generale ha entrambi i
> modelli e li utilizza indifferentemente per l'osservazione
> astronomica.
A me sembra che le cose siano un po' più complicate.
A prima vista un forte ingrandimento sembra solo vantaggioso, e questo
è certamente vero per avere la possibilità di risolvere dettagli più
piccoli, per es. sulla Luna.
Però forte ingrand. significa anche campo più ristretto, quindi
maggiore difficoltà di puntamento e necessità di spostarsi più di
frequente quando si sta guardando qualcosa di abbastanza esteso.
A me pare che per un principiante, che avrà difficoltà a puntare il
binocolo, un ingrandimento 15x sia già eccessivo.
Quanto alla luminosità, bisogna distinguere.
Certamente se la pupilla di uscita è sensibilmente più piccola della
pupilla dell'occhio, come accade in visione notturna per gli esempi che
hai fatto, nell'occhio arriva tutta la luce raccolta dall'obiettivo, che
quindi non va "sprecato".
Inoltre una pupilla di uscita piccola rende più facile l'adattamento
dell'occhio all'oculare: piccoli spostamenti della testa non producono
"ombre" fastidiose.
Però bisogna anche pensare a quali oggetti si vogliono osservare:
estesi (Luna, pianeti, galassie) o puntiformi (stelle magari binarie,
ammassi aperti...)?
Per oggetti estesi e molto luminosi (Luna e pianeti) non è necessario
avere obiettivi di grande apertura, coi quali anzi si rischia
l'abbagliamento.
Comunque con oggetti estesi la luminosità percepita dipende
dall'apertura relativa, che è proporzionale al diametro della pupilla
di uscita.
Invece con oggetti stellari conta il diametro dell'obiettivo (pupilla
di entrata).
Quindi dei due esempi fatti (15x50 e 18x50) anche se la differenza non
è grande, il primo è più luminoso (circa del 50%) per oggetti estesi,
mentre sono equivalenti per oggetti stellari.
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Elio Fabri