Grazie.
Allora faccio un'altra domandina.
Usando un telextender e un oculare da 25mm gli ingrandimenti restano sempre
900/25 =36 oppure cambiano?
grazie.
Feq = F x (L / Foc - 1)
dove F è la focale del telescopio, Foc quella dell'oculare e L la distanza
dell'oculare dalla pellicola o CCD(tiraggio),variando il tiraggio ovviamente
cambiera' l'ingrandimento ottenuto.
Dopodiche' dovrai dividere sempre questa focale risultante per la diagonale
del tuo ccd.
Ciao
per quel poco che ne sň un'ottica da 50mm di focale ha un "ingrandimento"
pari a quello dell'occhio umano, se provi ad osservare in una fotocamera
reflex che monta un obiettivo da 50mm di lunghezza focale e tieni entrambi
gli occhi aperti ti accorgi le dimensioni degli oggetti rimangono le stesse,
sia viste dall'occhio libero che dall'occhio che vede attraverso il mirino.
Le cose cambiano se usi un obiettivo da 100mm di focale, infatti le immagini
che vedi attraverso il mirino saranno di doppie dimensioni rispetto a quelle
viste dall'occhio libero. quindi una focale da 50mm = 1X 100mm=2X 200mm=4X
e cosě via. il tuo telescopio da 900mm di focale al fuoco diretto 18X
rispetto all'occhio umano, questo vuol dire che le dimensioni proiettate
dallo specchio sul chip della web sono 18 volte piů grandi di quelle che
proietta il nostro occhio sulla retina.
saluti e buone riprese e.mazzoni
>
> Grazie.
>
>
--
Cieli Sereni...
ANDREA LIGA - http://space.tin.it/scienza/snliga
"EVO6" <?????????????@?????.it> ha scritto nel messaggio
news:nsStb.39433$hV.15...@news2.tin.it...
> "mazzoni" <maz...@lunet.it> ha scritto nel messaggio
> news:sfStb.124072$e6.44...@twister2.libero.it...
> CUT
> quindi una focale da 50mm = 1X 100mm=2X 200mm=4X
> > e cosě via. il tuo telescopio da 900mm di focale al fuoco diretto 18X
> > rispetto all'occhio umano, questo vuol dire che le dimensioni proiettate
> > dallo specchio sul chip della web sono 18 volte piů grandi di quelle che
> > proietta il nostro occhio sulla retina.
> > saluti e buone riprese e.mazzoni
> > --------------------
> Il discorso dei 50mm di focale uguali a 1:1 vale se dietro hai un
sensore(in
> questo caso la pellicola 24x36 della reflex da 43mm di diagonale) se
cambi
> il sensore e usi pellicole piů grandi o sensori ccd dal formato molto piů
> piccolo gli ingrandimenti cambiano.....
> Infatti la focale dell' obiettivo che da' il formato 1:1 č quella della
Mai letto una boiata simile!!!!! Non solo xche' al fuoco diretto non
esistono ingrandimenti (non ha proprio senso parlarne) ma solo scale
diverse a seconda del sensore e della focale utilizzata ma perche' una
tale definizione implicherebbe che per diagonale zero = ingrandimenti
infiniti. L'unica cosa che cambia al cambiare della diagonale di un
sensore, a parita' di dimensione di pixel, e' la dimensione del campo
inquadrato.
Andrea T.
My Astronomy Pages at:
http://www.geocities.com/andreatax/index.htm
> Dopodiche' dovrai dividere sempre questa focale risultante per la
diagonale
> del tuo ccd.
Scusa, :-) :-) su che libro hai letto questa formula? , grazie infinite.
--
Cieli Sereni...
ANDREA LIGA - http://space.tin.it/scienza/snliga
"EVO6" <?????????????@?????.it> ha scritto nel messaggio
news:E54ub.33676$9_.13...@news1.tin.it...
http://www.superindice.it/astronomia/ccding.htm
è spiegato bene da Riccardo Ricci.
Ciao
> >---------------------------
> Appunto cambiando la dimensione del campo inquadrato si otterra' anche un
> ingrandimento relativo di conseguenza.........
Ne sei sicuro?
Fai questa prova.
Fai una foto alla Luna con una pellicola 24x36 (diagonale circa 43 mm). Se
usi una focale di 1 metro avrai una dimensione lunare sulla pellicola di
circa 9mm
Ora fai la stessa foto con una pellicola 6x6 (o 60mm x 60mm)
Usa logicamente la stessa focale.
Quanto sarà il diametro del disco lunare sulla pellicola?
Sempre gli stessi 9 mm scarsi. In compenso avrai tanto cielo in più.
Se vorrai stampare la Luna avrai gli stessi dettagli sia con una pellicola
che con l'altra.
Medesimo discorso vale per il campo di un ccd. Se i pixel hanno le stesse
dimensioni avrò un campo più ampio inquadrato ma le dimensioni lineari del
singolo oggetto (nebulosa, pianeta, galassia o altro, saranno le stesse.
Renzo
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Qui Ricci spiega: http://www.superindice.it/astronomia/ccding.htm
Ti ricordo inoltre che l'ingrandimento è solo questione di campo infatti
I=Ca/Cr
Probabilmente parliamo di due cose diverse. :-)))
Se ho capito bene l'ingrandimento che te consideri è proporzionale al campo
inquadrato, per cui se il campo che inquadro è di 30° e l'oggetto è di 1°
avrò XX ingrandimenti mentre se il campo è di 15° e l'oggetto di 1° avrò XX
* 2 ingrandimenti. Ciò a parità di focale del telescopio, ovviamente.
Ma allora se considero il mio occhio come il sensore e uso un oculare da 15
mm con un campo apparente di 40° avrò un ingrandimento diverso rispetto
all'uso di un oculare con medesima focale ma campo apparente di 80°.
Non mi torna, scusami.
> Qui Ricci spiega: http://www.superindice.it/astronomia/ccding.htm
Non sono d'accordo su come è spiegato. L'ingrandimento (ma dovremmo usare il
fattore di scala) è proporzionale alle dimensioni lineari sul sensore
(qualunque esso sia).
Se viene considerato come ingrandimento 1 la dimensione lineare che abbiamo
utilizzando una focale da 50 mm avremo che 20 ingrandimenti si avranno con
una focale da 1000 mm.
Se poi prendo una porzione del sensore (cioè uso un sensore più piccolo)
l'ingrandimento resterà il medesimo ma il rapporto fra immagine e dimensione
del sensore cambierà. Ma questo non è l'ingrandimento.
Tutto ciò te lo può confermare chiunque abbia esperienza di ottica (sono
quasi trent'anni che uso macchine fotografiche, telecamere e simili).
Se usiamo i termini giusti vedrai che arriveremo allo stesso risultato.
>
> Ti ricordo inoltre che l'ingrandimento è solo questione di campo infatti
> I=Ca/Cr
Vedi sopra.
Ciao
Ciao
Per concludere :-) :-))
Nel Visuale.
L'ingrandimento al fuoco diretto c'è e si calcola : F in cm / 25
es. F 100/25 = 4 I
L'ingrandimento dell'oculare si calcola : 25 / Fo in cm
es. 25 / 1 = 25 I
Nel visuale l'ingrandimento risultante sarà : 25 x 4 = 100 Ir
La focale risultante diventa Fq = F 1000 x Ir 100 = Fq 100.000
di fatto Fq 100000 / F1000 = I 100
L'ingrandimento Fotografico al fuoco diretto si calcola : F / 50
es. 1000 / 50 = 20 ingrandimenti
Quindi l'ingrandimento di un oggetto ripreso con un CCD
a fuoco diretto varia con la focale.
Dal Libro dei Telescopi di Walter Ferreri.
Nel sito www.deepspace.it sez. download puoi scaricare gratuitamente
"L'Astronomio", che comprende diversi programmi di calcolo fotografico e per
webcam o CCD.
Saluti Erasmo.
Cieli Sereni...
ANDREA LIGA - http://space.tin.it/scienza/snliga
"EVO6" <?????????????@?????.it> ha scritto nel messaggio
news:m38ub.34918$9_.13...@news1.tin.it...
Facciamo chiarezza senza le solite polemiche personali ... nel primo
messaggio epoch scrive.....
Io p.e. con il mio modesto 114/900 e un oculare da 25mm ottengo 900/25=36x
Ma al fuoco diretto come si calcolano gli ingrandiomenti?
cosa possiamo dire allora ?
io rispondo che al fuoco diretto il suo telescopio da 900mm di focale
resituisce una immagine di un corpo celeste esteso, 18 volte più grande di
quella che si può osservare ad occhio nudo.secondo me questa è la risposta
giusta alla domanda di epoch,
infatti se vado a misurare sul piano focale le dimensioni del corpo celeste
proiettato dallo specchio del telescopio saranno sempre le stesse qualsiasi
sensore pellicola ecc sia applicata sul piano focale.
se volete provate ad osservare la Luna nel mirino di una reflex applicata al
fuoco diretto telescopio da 900mm di focale e guardatela anche con l'altro
occhio libero, se confrontate le immagini vedrete che quella nel mirino
apparirà 18 volte più grande di questa vista ad occhio nudo.
poi se applichiamo sul piano focale un sensore CCD che, per le sue
caratteristiche restituisce a video una immagine in alta risoluzione ricca
di dettagli ingrandibile a dismisura questo è secondo me un altro tema da
discutere a parte, ma non ha niente a vedere con gli ingrandimenti che
restano una caratteriastica fisica del telescopio.
EVO6 <?????????????@?????.it> wrote in message
Go4ub.33781$9_.13...@news1.tin.it...
Guarda, l'unica cosa che cambia e' il campo inquadrato. Se non ci
arrivi meglio che lasci perdere l'astronomia.
> Dai tasselli spremiti le meningi per fare le viti senza fine per le tue
> cinesate,ma non venire a fare il temperasupposte....... visto che l'unica
> fama di cui godi........!!!
Date le cazzate che spari ti conviene mettere la coda tra le gambe e
filare, bimbo...
Andrea T.
L'unica sostanza e' che tu non ci capisci una mazza neanche delle cose
elementari ma pensi altrimenti, come d'altronde dimostra il fatto che
scrivi che fattore d'ingrandimento e scala d'immagine (o il
misteriosissimo "ingrandimento apparente", come se esistesse quello
assoluto) sono la stessa cosa. Il come e perche' te l'ha spiegato
Renzo.
Andrea T.
Guarda, lascia stare Ricci. Te la do io l'unica valida definizione di
ingrandimento e tienila da parte che ti servira' in futuro
(eventualmente connetti anche il cervello alle mani prima di scrivere
puttanate). L'ingrandimento e', PER DEFINIZIONE, il rapporto tra le
dimensioni apparenti di un oggetto viste attraverso lo strumento
amplificatore (telescopio, binocolo, etc) e le dimensioni apparenti
dello stesso oggetto viste ad occhio nudo. Nel caso di visione
telescopica si assume che in ambo i casi l'oggetto sia all'infinito.
Guarda che se ci pensi bene sopra, direi per i prossimi due/tre mesi,
alla fine lo capirai anche te.
Andrea T.
Alhoa
P.S. Adesso riesci a riconoscere i pianeti fatti con le web da quelli fatti
con le pellicole o sei sempre sullo stesso livello???
Che non esistono ingrandimenti al fuoco diretto, cioe' la verita'.
>
> io rispondo che al fuoco diretto il suo telescopio da 900mm di focale
> resituisce una immagine di un corpo celeste esteso, 18 volte più grande di
> quella che si può osservare ad occhio nudo.secondo me questa è la risposta
> giusta alla domanda di epoch,
No, e' la risposta sbagliata. Leva l'oculare dal focheggiatore e dimmi
che vedi (l'immagine della pupilla d'uscita del telescopio). Si puo'
parlare di ingrandimenti solo nel caso di telescopi afocali e quindi
solo paragonando le dimensioni apparenti di un oggetto visto (che sia
all'infinito) a occhio nudo e attraverso uno strumento.
> infatti se vado a misurare sul piano focale le dimensioni del corpo celeste
> proiettato dallo specchio del telescopio saranno sempre le stesse qualsiasi
> sensore pellicola ecc sia applicata sul piano focale.
Giusto.
> se volete provate ad osservare la Luna nel mirino di una reflex applicata al
> fuoco diretto telescopio da 900mm di focale e guardatela anche con l'altro
> occhio libero, se confrontate le immagini vedrete che quella nel mirino
> apparirà 18 volte più grande di questa vista ad occhio nudo.
Si (forse, visto che il 18x e' piuttosto dubbio, dipendendo da una
serie di cose non specificate), ma osservare nel mirino equivale ad
osservare con un telescopio ed un oculare, non ad osservare cosa
succede sul piano focale.
Sul piano focale si misura una sola cosa, l'estensione dell'immagine
proiettata dal telescopio, che essendo una misura lineare nulla a che
vedere con gli ingrandimenti, rapporto di misure angolari.
Andrea T.
Non spremerti troppo le meningi che poi le viti senza fine non vengono
bene.....
Diciamo che una Webcam nel suo piccolo fa il suo dovere.
Se poi vogliamo usare una pellicola con i suoi 10 o 20 ingrandimenti
possiamo ottenere un'immagine forse più dettagliata di quella della webcam
ingrandendo la foto di altri 10 o 20 volte.
penso che il succo del discorso sia solo questo.
Comunque tirando le somme quella degli ingrandimenti che ti ho detto è un
semplice "trucco" per vedere empiricamente a che dimensione apparente
risulterebbe l'oggetto se al posto del ccd ci si mettesse un'oculare,e viene
comunemente detto ingrandimento apparente, anche se di ingrandimento vero
non c'è niente è solo una questione di campo inquadrato.
Se mastichi l'inglese qui c'è un'altra spiegazione:
http://www.astronomysite.com/mapug/33/msg34210.htm
http://www.wpi-europe.com/microscopy/c-mounts.html
Ciao
Poverino. Guarda che se non mangi la pappa buona la mattina poi mica
diventi grande e con un po' di sale in zucca. Ripeto, ti conviene
passare a qualche hobby meno stressante per i pochi neuroni che ti
sono rimasti, sempre che ne siano rimasti, visto il mucchio di
puttanate che hai scritto sopra.
Tanto per dire (e farci su due risate) se sai "perfettamente" che non
cambia l'ingrandimento (non puo' cambiare perche' non esiste) com'e'
che ripeti ad nauseam le tue cazzate?
Andrea T.
Quindi visto che I=Ca/Cr........... mi trovo l'ipotetico oculare.
Tutto questo non mi pare molto difficile da comprendere ma Veramente č un
po' troppo per il tuo neurone rimbalzante, cosi' preferisco ridere delle tue
cazzate come il tuo post sulla Deep-Cam..... da pena,infatti non sai neanche
cosa sia la sensibilita' di un CCD e nemmeno i fondamentali parametri che
gentilmente Rio ti ha spiegato.
Hai imparato a riconoscere un saturno fatto da una web da uno fatto con la
pellicola????
Non mi hai ancora risposto,quindi presumo che tu sia rimasto sullo stesso
livello........ di incompetenza, dai che tra qualche anno forse riuscirai a
migliorare..... cresci bimbo e gioca di piů con i trenini che quelli sai
come funzionano.
Grazie! Non lo digerisco molto bene ma accetto il pasto...
puo' essere che Tasselli usi dei tubi vuoti come telescopio e che non riesca
quindi ad avere alcun ingrandimento...?!
Scherzi a parte, il discorso di ingrandimento e' evidentemente inteso come
ingrandimento apparente.
E in alcuni casi e' necessario, per questioni pratiche, poterlo
quantificare.
Quando durante le serate divulgative si collega un CCD-video al fuoco
diretto di un telescopio e se ne proiettano le immagini tramite un
videoproiettore,
il pubblico (competente o alle prime armi) osservando a pieno schermo
l'imponenza dei crateri lunari pone subito la fatidica domanda:
ma a quanti ingrandimenti siamo ?
Tasselli probabilmente userebbe la bacchetta sulle mani dei presenti
rimproverandoli per l'assurdita' della richiesta, ma all'atto
pratico puo' essere utile dare una indicazione sul fattore di ingrandimento
apparente che nella realtà visuale e' un ingrandimento
effettivo rispetto alla visione ad occhio nudo...
E da qui nasce il calcolo dell'ingrandimento apparente riportato sul mio
sito, basato sulla dimensione del CCD, in modo simile a quello applicato a
livello fotografico per calcolare il fattore di moltiplicazione della focale
degli obiettivi in base alle dimensioni del sensore delle reflex digitali.
(la dimensione corretta da
riportare e' la diagonale del sensore mentre io, per semplicità, avevo usato
la base.) In questo caso si parla di vero e proprio fattore di
moltiplicazione, e non di minor campo inquadrato visto che si usa come
riferimento lo stesso formato di stampa.
Se parliamo invece di risoluzione dei CCD concordo sull'affermazione del
diverso campo inquadrato (per dimensioni piu' o meno simili dei pixel dei
diversi sensori usati) in quanto si presuppone che le immagini ottenute
vengano viste sul monitor con le loro effettive dimensioni e quindi con un
unico parametro di valutazione che non risente di specifiche di stampa. La
dimostrazione di questo e' sempre sul mio sito, dove il raffronto tra 2
sensori di diversa risoluzione offre una immagine che e' parte del campo
dell'altra...
Ciao.
Riccardo Ricci
www.superindice.it/astronomia
Ciao
Puo' essere ma al momento direi il contrario.
>
> Scherzi a parte, il discorso di ingrandimento e' evidentemente inteso come
> ingrandimento apparente.
Non esiste l'ingrandimento apparente. Esiste solo l'ingrandimento,
gia' definito prima nel thread.
> E in alcuni casi e' necessario, per questioni pratiche, poterlo
> quantificare.
Quantificare cosa, quello che non esiste?
> Quando durante le serate divulgative si collega un CCD-video al fuoco
> diretto di un telescopio e se ne proiettano le immagini tramite un
> videoproiettore,
> il pubblico (competente o alle prime armi) osservando a pieno schermo
> l'imponenza dei crateri lunari pone subito la fatidica domanda:
> ma a quanti ingrandimenti siamo ?
> Tasselli probabilmente userebbe la bacchetta sulle mani dei presenti
> rimproverandoli per l'assurdita' della richiesta, ma all'atto
> pratico puo' essere utile dare una indicazione sul fattore di ingrandimento
> apparente che nella realtà visuale e' un ingrandimento
> effettivo rispetto alla visione ad occhio nudo...
Si????? Allora la prossima volta che fai le tue serate divulgative di'
a chi te lo chiede di fare 10 passi indietro e poi altri dieci e cosi'
via. Ogni dieci passi indietro sono X ingrandimenti in meno.
>
> E da qui nasce il calcolo dell'ingrandimento apparente riportato sul mio
> sito, basato sulla dimensione del CCD, in modo simile a quello applicato a
> livello fotografico per calcolare il fattore di moltiplicazione della focale
> degli obiettivi in base alle dimensioni del sensore delle reflex digitali.
Errore cosmico. Tale fattore, per chiunque mastichi un po' di ottica a
livello proprio base, non e' il fattore di moltiplicazione della
focale ma il fattore di riduzione del campo inquadrato (con la stessa
focale) rispetto al formato 35mm.
> (la dimensione corretta da
> riportare e' la diagonale del sensore mentre io, per semplicità, avevo usato
> la base.) In questo caso si parla di vero e proprio fattore di
> moltiplicazione, e non di minor campo inquadrato visto che si usa come
> riferimento lo stesso formato di stampa.
Doppio errore. Per le stesse ragioni di cui sopra. La stampa poi che
c'entra, boh?
E lascerei da parte anche la risoluzione dei CCD.
Andrea T.
> Errore cosmico. Tale fattore, per chiunque mastichi un po' di ottica a
> livello proprio base, non e' il fattore di moltiplicazione della
> focale ma il fattore di riduzione del campo inquadrato (con la stessa
> focale) rispetto al formato 35mm.
> Doppio errore. Per le stesse ragioni di cui sopra. La stampa poi che
> c'entra, boh?
> E lascerei da parte anche la risoluzione dei CCD.
> Andrea T.
Ciao,
Ok, concordo sul fatto che sia un "errore cosmico" ma ribadisco
anche che e' solo un discorso di praticita' e dopo le opportune
premesse teoriche relative al campo inquadrato, rappresenta un
immediato elemento di paragone.
Anche tutte le riviste di fotografia lo usano come fattore di
moltiplicazione e basta che ne compri una a caso per scoprirlo...
Chiaro che non e' oro colato ma e' solo un esempio per
informarti di come questo parametro venga orami correntemente usato,
per praticità divulgativa.
E la stampa c'entra cosi' come la risoluzione, ma sempre e solo per chi
nel mondo reale vuole avere dei paragoni concreti.
Ciao.
Riccardo
P.S. sarebbe proprio simpatico vedere stampato a fianco dell'obiettivo zoom
di una telecamera la dicitura "campo inquadrato da 62° a 2,75° " al posto
del solito fattore di moltiplicazione!
Ciao
Forse se il sensore ccd di una camera è di dimensioni minori di quello
di un altra camera, a questo punto l'area inquadrata del soggetto è
minore, ma dovendo essere "riportata" a delle dimensioni video
standard è come se avvenisse una sorta di zoom digitale dell'immagine.
Per spiegarmi meglio.. come se si fanno due foto identiche allo stesso
soggetto, poi da una si ritaglia un rettangolino centrale e lo si
"riporti" alle dimensioni standard della foto.. il soggetto apparirà
apparentemente più ingrandito.
A mio veduta questo "ingrandimento" provoca una perdita di definizione
dell'immagine, solo però se i due sensori hanno, nonostante differenti
dimensioni, lo stesso numero di pixel per superficie. (o se il sensore
più piccolo ha una densità di pixel inferiore a quella dell'altro ccd)
Comunque sia, tralasciando il fattore "perdita di definizione", non so
se la mia visione del fenomeno sia corretta o meno..
Saluti, Marco ;)