Sarei curioso di sapere com'erano sia meccanicamente che otticamente
paragonati ai Celestron e Meade dell'epoca. Esistono vecchie
recensioni o qualcuno in lista che ha mai avuto modo di provarli dal
vero?
Curiosita' d'altri tempi...
Ciao
Paolo
Pan
> Mi ricordo qualcosa relativamente ad una ventina di anni fa.
Mmmm...
e' passato molto tempo, sei sicuro di ricordare bene? ;-)
> Un mio conoscente (amico di un amico) possedeva uno SC cassegrain da 20cm,
> credo un F10. Era una roba di un massiccio esagerato.
Ecco... ,
è "quasi" la solita storia dell'amico, di un amico di "MIO CUGGINO" :-)))
Comunque è vero, MASSICCIO era MASSICCIO!
> Pesantissimo, su una montatura a forcella esageratamente pesante anche
> lei, di fatto intrasportabile.
Dunque, è vero, lo strumento era un "pò" più pesante (TOT Kg. 41) rispetto
ai modelli CELESTRON e MEADE coevi .
Ad ogni modo il peso era commisurato all'estrema robustezza (impareggiabile
dalla concorrenza).
Di seguito riporto i dati, riferiti al modello ALFA 1 S.C. D. 205 F. 2000
-Strumento di alta precisione e solidità (SPECCHIO IN DURAN 50, OTTICA IN
VETRO SCOTT, LASTRA IN BK 7).
Caratteristiche professionali (assi e ruotismi su cuscinetti a sfere
blindate e bronzine autolubrificanti);
Completamente in fusione di alluminio.
Tubo ottico in vetronite termo insensibile.
Cerchi graduati, motore in A.R. e regolazioni micrometriche, messa a fuoco
di alta precisione munita di micrometro centesimale ad uso fotografico
(BREVETTO MARIO SPADA), due oculari, prisma diagonale, coperchio
obiettivo, chiavi di servizio, baule per il trasporto, adattatore
universale fotografico.
Peso Kg. 18 circa.
Testa equatoriale ruotante di 360°, con regolazione in latitudine e base
porta oggetti. Peso Kg. 7
Treppiede da campo di insuperabile stabilità, in alluminio ed acciaio
cromato a bloccaggio rapido;
con colonna centrale in acciaio cromato. Peso Kg. 16
Motorizzazione oraria di grande precisione con micro-correzioni elettriche,
predisposizione per montaggio camera di Schmidt o cannocchiale guida,
pulsantiera anatomica, alimentazione 12V C.C. - 220V C.A.
In questo modello, come ho gia scritto, l'ottica primaria è scorrevole con
micrometro centesimale.
NON ESISTE NESSUNO SHIFT DELLO SPECCHIO DURANTE LA MESSA A FUOCO!
(ASSENZA ASSOLUTA DI GIOCHI! ANCHE SUI MOVIMENTI!)
Quello di cui parli tu però, se realmente risale al 1986 dovrebbe aver avuto
lo specchio principale fisso e la messa a fuoco di precisione a pignone e
cremagliera (la soluzione ideale per i VERI puristi del sistema ottico
S.C.).
Ti ricordi la configurazione e la dotazione di un analogo modello CELESTRON
o MEADE contemporaneo?
Hai mai avuto modo di fare uno star test comparativo? (MARIO SPADA Vs.
"TUTTI")
> Otticamente parlando credo non fosse male, anche se probabilmente non
> facevano parte del corredo quelle che all'epoca erano considerate delle
> finezze come il trattamento antiriflesso.
LOL :-)
Ma ci hai messo, l'occhio all'oculare?
> Il tubo era di un bianco panna
> con verniciatura assai spartana (la vernice sembrava data a secchiate) e
> il cercatore e qualche altra parte che non ricordo bene erano invece
> celesti, cosa che rendeva quanto meno originale (a mio avviso abbastanza
> ridicola) l'estetica.
D'accordo, i colori combaciano, ad ogni modo non conosco il grado di
finitura dello strumento che hai visto tu, nè il perchè fosse ridotto in
quel modo...
...certamente era fuori standard, perchè, a parte la tua opinione circa gli
accostamenti cromatici (soggettiva), le finiture erano (SONO) di
prim'ordine...
Ti ricordi che e a quei tempi c'erano ancora i CELESTRON arancioni e
"opachi"?
E i vecchi MEADE DS 16 con il tubo in SONOTUBE ("cartone trattato", GREZZO,
senza nessuna finitura superficiale, per abbatterne i costi)?
Eppure guardando in un MEADE Deep Space 16" da 400mm o in un DS 10" da 250mm
si rimaneva sempre "di stucco" ;-)
Anche se quel tubo blu, ruvido e con quello sviluppo ad elica, non rendeva
loro certo un aspetto professionale...
...Gli STAR FINDER (sempre MEADE) faranno la loro comparsa molti anni
dopo...
> Di questo telescopio ricordo solo un uso visuale,
> anche perchè probabilmente l'errore periodico, che 20 anni fa non era
> certo considerato nell'acquisto di un'ottica, doveva essere spaventoso.
Ma LOOOOOLLLLL!!! :-))))
Una meccanica di precisione lavorata da un BRAVO Artigiano, specializzato in
MICRO MECCANICA, secondo te poteva essere inferiore a quella fatta con lo
"stampino" per CELESTRON e MEADE? (Produzione in serie).
La concorrenza, da quando ha introdotto messe a fuoco di precisione? (BADA
BENE, NON PARLO DI QUESTAR...).
E le micro-correzioni nell'inseguimento?
> Ricordo anche che questo pezzo da museo finì pian piano per ammuffirsi,
> come capita per questa sorta di Mammuth che erano intrasportabili e che,
> una volta superata la soglia di casa, erano destinati a far parte
> dell'arredo.
Se mi dici dove sta ammuffendo ora, lo vado a prendere subito!!! ;-)))
> Gli SC Celestron e Meade da qusto punto di vista iniziarono
> la vera rivoluzione dell'astrofilo grazie alla loro leggerezza e
> trasportabilità.
Certo erano un "poco" più trasportabili; SICURAMENTE PERO' NON ERANO
MIGLIORI!
Nè OTTICAMENTE, nè MECCANICAMENTE!!!
Pure sulle pubblicazioni del tempo (libri e riviste) si parlava SEMPRE BENE
delle produzioni ARTIGIANALI ITALIANE e non certo per solidarietà
NAZIONALE...
> Un'altra ditta che faceva strumenti massici ma di buona qualità era la
> Urania (di Roma) soprattutto per le ottiche Cassegrain. Anche qui le
> montature pesavano attorno al quintale e di fatto erano relegati per
> postazioni fisse.
Anche gli strumenti URANIA erano abbastanza rinomati ai tempi, anche se io
preferisco la produzione SPADA; ad ogni modo venivano prodotti sia telescopi
da postazione fissa che trasportabili.
A loro vantaggio però c'era il costo, sensibilmente (TANTO) inferiore
rispetto ai telescopi SPADA.
> Pan
Saluti cordiali e cieli sereni :-)
S. T.
>Mi ricordo qualcosa relativamente ad una ventina di anni fa. Un mio
>conoscente (amico di un amico) possedeva uno SC cassegrain da 20cm, credo un
>F10. Era una roba di un massiccio esagerato. Pesantissimo, su una montatura
>a forcella esageratamente pesante anche lei, di fatto intrasportabile.
Ho sempre avuto l'impressione che fossero massicci rispetto alla
concorrenza. Questo pero' non lo vedo necessariamente come un difetto
se la montatura e' piu' stabile o meno soggetta a vibrazioni.
Mi pare che il modello ALFA, lo schmidt-cassegrain pesasse sui 20kg
(forcella e telescopio, escluso treppiede). E' paragonabile ad un
LX200 di oggi, che non e' considerato certo intrasportabile.
>Otticamente parlando credo non fosse male, anche se probabilmente non
>facevano parte del corredo quelle che all'epoca erano considerate delle
>finezze come il trattamento antiriflesso.
Mi pare che nel 1984 i trattamenti destinati alle ottiche fossero
minimi. Anche il MCOG della Meade, che non e' certo paragonabile ai
trattamenti odierni, venne un pochino dopo.
> Il tubo era di un bianco panna con
>verniciatura assai spartana (la vernice sembrava data a secchiate) e il
>cercatore e qualche altra parte che non ricordo bene erano invece celesti,
>cosa che rendeva quanto meno originale (a mio avviso abbastanza ridicola)
>l'estetica.
La colorazione me la ricordo bene, ma la mia impressione invece
(prettamente estetica) era positiva. Un'aria artigianale apprezzabile.
> Di questo telescopio ricordo solo un uso visuale, anche perchè
>probabilmente l'errore periodico, che 20 anni fa non era certo considerato
>nell'acquisto di un'ottica, doveva essere spaventoso.
Ho i miei dubbi pero' che una meccanica artigianale di quel livello
potesse essere inferiore alle forcelle dei modelli industriali.
So che l' ALFA s.c. era dotato di due motori in A.R., forse indice di
una certa attenzione costruttiva e sovradimensionamento (migliore
margine di carico) per il movimento.
D'altra parte all'epoca il massimo dell'elettronica era un LX3 che
all'atto pratico aveva poco piu' che un variatore integrato.
L'errore periodico di cui parli (che esisteva ovviamente per tutti i
modelli) non ha certo impedito per decenni agli astrofili di fare foto
a lunga posa. La vita l'ha resa difficile ma nell' 84 in media ci si
accontentava di telescopi dotati del solo movimento di A.R. e i
variatori erano in media un optional a parte.
Ciao
Paolo
Tutti questi dati mi fanno pensare che hai sottomano ancora qualche
depliant dell'epoca.
Anche il sottoscritto ha ancora qualche "reperto" dell'epoca ;-)
>
>In questo modello, come ho gia scritto, l'ottica primaria è scorrevole con
>micrometro centesimale.
>NON ESISTE NESSUNO SHIFT DELLO SPECCHIO DURANTE LA MESSA A FUOCO!
>(ASSENZA ASSOLUTA DI GIOCHI! ANCHE SUI MOVIMENTI!)
>Quello di cui parli tu però, se realmente risale al 1986 dovrebbe aver avuto
>lo specchio principale fisso e la messa a fuoco di precisione a pignone e
>cremagliera (la soluzione ideale per i VERI puristi del sistema ottico
>S.C.).
Molto professionale, non solo per l'epoca ma anche per i tempi
moderni...
>
>Ti ricordi la configurazione e la dotazione di un analogo modello CELESTRON
>o MEADE contemporaneo?
>Hai mai avuto modo di fare uno star test comparativo? (MARIO SPADA Vs.
>"TUTTI")
>
>> Otticamente parlando credo non fosse male, anche se probabilmente non
>> facevano parte del corredo quelle che all'epoca erano considerate delle
>> finezze come il trattamento antiriflesso.
>
>LOL :-)
>Ma ci hai messo, l'occhio all'oculare?
>
>> Gli SC Celestron e Meade da qusto punto di vista iniziarono
>> la vera rivoluzione dell'astrofilo grazie alla loro leggerezza e
>> trasportabilità.
>
>Certo erano un "poco" più trasportabili; SICURAMENTE PERO' NON ERANO
>MIGLIORI!
>Nè OTTICAMENTE, nè MECCANICAMENTE!!!
>Pure sulle pubblicazioni del tempo (libri e riviste) si parlava SEMPRE BENE
>delle produzioni ARTIGIANALI ITALIANE e non certo per solidarietà
>NAZIONALE...
Tornando ai test visuali, hai memoria o riferimenti per qualche
vecchio numero di riviste che riportino una prova o meglio ancora un
test faccia a faccia di un ALFA vs. CELESTRON/MEADE ??
>
>Saluti cordiali e cieli sereni :-)
>S. T.
>
Ciao
Paolo
Si certo, possiedo diversa documentazione dell'epoca (cataloghi e brochure,
che al tempo venivano inviati a richiesta, dietro il pagamento di un certo
corrispettivo in francobolli o banconote; ma questo lo saprai benissimo
anche tu ;-), non è vero?), tuttavia la descrizione che ho postato proviene
dal preventivo di questo Telescopio, che esiste DAVVERO e non ha mai finito
di dare soddisfazioni in chiunque vi abbia messo l'occhio all'oculare :-))
Since Dicembre 1989!
E' interessante sottolineare che, insieme al catalogo con la propria
produzione di telescopi a lente e a specchio, Mario Spada, UNICO (per quanto
riguarda la mia esperienza) spediva anche un bell'adesivo e un bel
segnapagina; io li conservo ancora gelosamente ;-)
Tra le altre cose, possiedo pure il CATALOGO POLAREX UNITRON del 1987 e
penso che i TELESCOPI APOCROMATICI OBSERVATORY STARFIRE riportati
su quelle pagine, siano quanto di meglio sia mai stato messo a disposizione
dell'ASTROFILO evoluto.
LEGGENDARIE OTTICHE DA 8"!!!
Cosa dire poi dei gloriosi SUPER ACROMATICI da 76 e 102 mm F 15 o dei
TRIPLET APO da 152mm???
Purtroppo, a parte l'imponente 8", non ho mai potuto apprezzarli dal vivo
:-((
Tu quali depliant "gustosi" possiedi? :-))
Tutto questo mi fa ritornare in mente le notti in cui ebbi la fortuna e
l'onore, di poter osservare il CIELO con strumenti eccezionali come,
nell'ordine:
-SKYMASTER AE 106 D. 108mm (SUPERBO e per me INEGUAGLIATO RIFRATTORE
ACROMATICO; MITICO!!!);
-SKYMASTER AE 105 D. 101mm (IMMAGINI NITIDE E CONTRASTATE);
-KONUS RIGEL (IMPAREGGIABILE 80/1200);
-QUESTAR 3,5" (NON ESISTE Maksutov-Cassegrain DI QUEL DIAMETRO IN GRADO DI
RIVALEGGIARE CON LUI!);
-MEADE DS 10 (GALASSIE E NEBULOSE NON POTEVANO SFUGGIRGLI);
-MEADE DS 16 (IL PROFONDO CIELO ERA IL SUO PANE, L'UMIDITA' IL NEMICO
GIURATO...);
Per passare poi a STRUMENTI sempre più grandi, ma purtroppo, anche sempre
più ordinari....
> Molto professionale, non solo per l'epoca ma anche per i tempi
> moderni...
Ehh, sì!
E' davvero così!!!
> Tornando ai test visuali, hai memoria o riferimenti per qualche
> vecchio numero di riviste che riportino una prova o meglio ancora un
> test faccia a faccia di un ALFA vs. CELESTRON/MEADE ??
Purtroppo, a parte le prove che ho svolto, rimangono soltanto brevi, ma
imperituri, riferimenti circa la bontà dei telescopi MARIO SPADA.
W. Ferreri ne parla senza mezzi termini tra le pagine dei volumi "IL LIBRO
DELL'ASTRONOMO DILETTANTE - CURCIO" (interessante anche come introduzione
alla RADIO ASTRONOMIA, grazie alla sezione curata dal compianto Gianfranco
Sinigallia) ed in seguito ne "IL LIBRO DEI TELESCOPI - IL CASTELLO", non
manca poi di riprenderne l'argomento su diversi numeri di "ORIONE" e
"l'Astronimia".
Mi ricordo anche di un intervento dello stesso Mario Spada, pubblicato su di
un vecchio numero di "ORIONE" per rivendicare la priorità dell'introduzione
del micrometro centesimale sui dispositivi di messa a fuoco, che era stata
suggerita come miglioria da implementare sugli S.C. commerciali in un
articolo apparso su di un precedente numero dell rivista (allora
bimestrale), da parte di un ignaro Autore.
Ad ogni modo chi ha o ha avuto la fortuna di provare detti strumenti,
sicuramente non potrà che confermarne le incredibili prestazioni sia OTTICHE
che MECCANICHE!
Peccato non aver mai potuto utilizzare un RIFRATTORE ACROMATICO SPADA da
62mm...
Secondo me se comparato con il medesimo modello ZEISS...
Se qualcuno ha altre notizie al riguardo, beh... NON ESITI A SCRIVERE! ;-)
> Ciao
> Paolo
CIAO :-)
S.T.
Chissà poi il perchè, anche i "famosi" Dynamax Schmidt-Cassegrain hanno lo
stesso colore...
http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.columbiabasin.edu/images/questar_3.5_inch.jpg&imgrefurl=http://www.columbiabasin.edu/home/index.asp%3Fpage%3D1247&h=361&w=360&sz=50&tbnid=hQ2ts0nzhF3mEM:&tbnh=117&tbnw=116&hl=it&start=3&prev=/images%3Fq%3DQUESTAR%2B3,5%2522%26svnum%3D10%26hl%3Dit%26lr%3Dlang_it%26sa%3DN
> Ciao
> Paolo
Cieli sereni!!! :-)
S.T.
[...]
> Purtroppo, a parte le prove che ho svolto, rimangono soltanto brevi, ma
> imperituri, riferimenti circa la bontà dei telescopi MARIO SPADA.
> W. Ferreri ne parla senza mezzi termini tra le pagine dei volumi "IL LIBRO
> DELL'ASTRONOMO DILETTANTE - CURCIO" (interessante anche come introduzione
> alla RADIO ASTRONOMIA, grazie alla sezione curata dal compianto Gianfranco
> Sinigallia)
Forse ti è sfuggito. Si chiamava Gianfranco SINIGAGLIA e per quanti
non lo sanno dirò che era un ingegnere che insegnava Elettronica alla
Facoltà di Fisica di Bologna e girovagava nelle campagne attorno alla
Croce del Nord a Medicina. Disegnava alla lavagna i circuiti voltandole
le spalle e non sbagliando mai un'intersezione. Era un prof di vecchio
stampo; arrivava in aula con il gilé logoro, la pipa più o meno
fumante in bocca e parlava, parlava e il tempo passava e noi si restava
incantati davanti alla sua affabulazione... C'è chi negli ultimi tempi
lo criticò per una certa fiacca presentazione in videocassetta sulle
valvole d'epoca (Videocassetta edita delle Radio Edizioni di Radio Kit
Elettronica di Faenza dell'ing. Nerio Neri di Bologna), ma furono
commenti ingiusti in quanto era già ammalato di un male fatale...:-( E
per di più provenienti da un astuto commerciante travestito da
radioamatore surplussaro. Poi, a parte la produzione professionale,
Sinigaglia scrisse anche un manuale divulgativo di radioastronomia che
gli fu pubblicato dal Totti che è (o era, non saprei) il proprietario
di CQ Elettronica, forse la prima rivista amatoriale italiana di
elettronica (mi pare nacque nel 1959).
> ed in seguito ne "IL LIBRO DEI TELESCOPI - IL CASTELLO", non
> manca poi di riprenderne l'argomento su diversi numeri di "ORIONE" e
> "l'Astronimia".
Ciao e scusate il remember.....
Eliseo
Ho conservato gelosamente alcuni cataloghi raccolti negli anni 80 e
ricevuti per posta o raccolti alla fiera Astron (quando ancora di
espositori ce n'erano tanti)
Tra questi ho dei depliant della Mario Spada, Polarex Unitron, Astro
Italia e della Laboratori Antech.
A proposito di quest'ultima chissa' chi si ricorda di una sofisticata
quanto notevole montatura per gli s.c.
Mi pareva si chiamasse MPAA. Dovrei controllare sul depliant.
L'unica pecca, a ben vedere, era il fatto che fosse monobraccio. Ma
tranquilli, niente a che vedere coi monobracci moderni che si vedono
su alcuni Celestron...
D'altra parte questi telescopi erano per me dei bei sogni visto che
ero un ragazzino che si doveva accontentare di ben altro....
Paolo
> Forse ti è sfuggito. Si chiamava Gianfranco SINIGAGLIA
Sì certo, hai ragione, è stato un refuso.
Quale Radioamatore e NON , ignora la figura di I4BBE?
Tra l'altro possiedo anche il suo volume "Elementi di tecnica
radioastronomica".
Una vera e propria pietra miliare, nella divulgazione della RADIOASTRONOMIA!
> C'è chi negli ultimi tempi
> lo criticò per una certa fiacca presentazione in videocassetta sulle
> valvole d'epoca (Videocassetta edita delle Radio Edizioni di Radio Kit
> Elettronica di Faenza dell'ing. Nerio Neri di Bologna), ma furono
> commenti ingiusti in quanto era già ammalato di un male fatale...:-( E
> per di più provenienti da un astuto commerciante travestito da
> radioamatore surplussaro.
Ecco, questa storia della videocassetta per I4NE e del radioamatore,
commerciante surplussaro, devo essermela proprio persa, perchè io ho sempre
e solo sentito parlar bene di Gianfranco Sinigaglia.
Certo però che se è successo, quella persona ha perso una buonissima
occasione per starsene zitto!
> Ciao e scusate il remember.....
>
> Eliseo
Cieli tersi a TUTTI :-)
S.T.
Sempre per ricordare in quel numero della rivista collaborarono :
Giorgio Abetti
Piero angela
Bruno Cester
Fabio Pagan
Piero Galeotti
Paolo Maffei
Walter Ferreri
Marcello rodono'
.......................................
Notti Stellate
>avessi avuto i soldi avrei preso uno Spada ma avevo solo 14 anni e i
>soldi guadagnati a fare il cameriere li spesi in una montatura
>equatoriale per in rifrattore da 60 mm quasi regalato da un mio amico
>astrofilo...
>
>Sempre per ricordare in quel numero della rivista collaborarono :
>Giorgio Abetti
>Piero angela
>Bruno Cester
>Fabio Pagan
>Piero Galeotti
>Paolo Maffei
>Walter Ferreri
>Marcello rodono'
>.......................................
Anche per me allora quei telescopi erano dei sogni proibiti...
Mi dovevo accontentare di ben altro.
Altri tempi...
Ciao
Paolo