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Ippocastani malati

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CAP

unread,
May 14, 2002, 7:35:09 AM5/14/02
to
Salve a tutti!

L'ippocastano del mio giardino, a Modena,da circa tre
anni,verso giugno,dopo la fioritura comincia a vedere seccarsi le sue
foglie che per agosto sono tutte secche.
A settembre torna a fiorire e
mette fuori delle foglie nuove.

Tutti gli ippocastani della mia zona
sono malati e mi pare che la varietà a fiore bianco sia quella che soffre
di più.
Mi hanno detto che entro alcuni anni moriranno tutti e che nella
zona di Trieste,dove la malattia è arrivata prima,sono morti tutti dopo 5
anni.

Se qualcuno conosce un rimedio o qualunque notizia di utilità
sull'argomento mi risponda!!!
grazie!
CAP

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Liguriambiente

unread,
May 14, 2002, 8:14:58 AM5/14/02
to
Potrebbe essere la Cameraria Ohridella. Ti consiglio il Sito del Servzio
fitosanitario della Regione Lombardia : http://et.unipv.it/omp/
alla pagina Cameraria Ohridella
http://et.unipv.it/omp/cameraria/principale.htm.
Fammi sapere.
Marco


CAP <carloal...@libero.it> wrote in message
151Z30Z165Z7Y1...@usenet.iol.it...

piotr

unread,
May 14, 2002, 4:26:05 PM5/14/02
to
"CAP":

>L'ippocastano del mio giardino, a Modena,da circa tre
>anni,verso giugno,dopo la fioritura comincia a vedere seccarsi le sue
>foglie che per agosto sono tutte secche.

E' sicuramente la Cameraria Ohridella.

--------------

Cameraria ohridella: un nemico dell'ippocastano

CHE COS'E'. E' un Lepidottero minatore fogliare proveniente dalla repubblica
di Macedonia. E' arrivato in Italia all'inizio degli anni '90 ed è
attualmente diffuso in tutte le regioni centro-settentrionali, compresa
l'Emilia Romagna.
Infesta esclusivamente l'ippocastano, in particolare quello a fiori bianchi;
le varietà di ippocastano a fiori rossi risultano in genere meno colpite.

COME VIVE. Gli adulti (foto F. Santi, DiSTA - Università Bologna) di
Cameraria. ohridella sono farfalline lunghe pochi millimetri, di colore bruno
e caratteristiche striature bianco-argentee sulle ali. Compaiono in maggio e
prima di ogni ovideposizione si concentrano in gran numero sui tronchi,
invadendo anche abitazioni, esercizi commerciali e manufatti posti in
prossimità degli alberi infestati.
Le femmine depongono uova isolate sulla pagina superiore delle foglie; da
queste sgusciano le larve (foto F. Santi, DiSTA - Università Bologna) che
scavano all'interno delle foglie delle gallerie (mine) lunghe fino a 4 cm..
In caso di forti attacchi più mine confluiscono fra loro e la foglia dissecca
e cade precocemente.
In Emilia Romagna l'insetto svolge 4 generazioni all'anno e sverna come
crisalide (foto F. Santi, DiSTA - Università Bologna) nelle foglie colpite e
cadute a terra.

COSA DANNEGGIA. I danni sono limitati esclusivamente alle piante di
ippocastano e sono provocati dall'attività delle larve a carico delle foglie.
Le mine fogliari (foto P. Bacchiocchi - Bayer) sono i segni caratteristici
dell'infestazione: osservando la foglia in controluce, sono riconoscibili i
contorni della mina, la larva e i suoi escrementi.
Le infestazioni interessano in un primo tempo la parte più bassa della
chioma, per poi diffondersi alle foglie più alte con il passare delle
generazioni. In presenza di forti attacchi (foto P. Bacchiocchi - Bayer) di
Cameraria ohridella si possono osservare diverse decine di mine per foglia.
In queste condizioni l'albero può arrivare alla completa defogliazione già
nei mesi di luglio - agosto e talvolta si può verificare una seconda
fioritura a fine estate-inizio autunno.
Infestazioni di Cameraria ohridella ripetute negli anni riducono lo sviluppo
vegetativo degli ippocastani e ne compromettono la vitalità.
L'insetto non rappresenta un pericolo per altre specie vegetali e per l'uomo.

COME SI COMBATTE. Per il controllo di Cameraria ohridella possono essere
attuate diverse strategie che, se opportunamente integrate tra loro, sono in
grado di fornire risultati soddisfacenti.
Entro la fine dell'inverno è importante raccogliere e distruggere le foglie
cadute a terra all'interno delle quali svernano le crisalidi del lepidottero.
Questo intervento può certamente contribuire a limitare le infestazioni della
successiva stagione vegetativa.
In primavera si può monitorare il volo degli adulti utilizzando le trappole a
feromoni del lepidottero Phyllonorycter sp. (minatore fogliare del melo), in
attesa della disponibilità in commercio del feromone specifico per Cameraria
ohridella.
In futuro, con il graduale aumento degli insetti antagonisti, è ipotizzabile
un controllo naturale dell'insetto, come è avvenuto per altri
microlepidotteri accidentalmente introdotti nel nostro Paese. Esistono
infatti numerose specie di parassitoidi (soprattutto Imenotteri Eulofidi,
Icneumonidi e Braconidi) che vivono a spese delle larve e delle crisalidi di
Cameraria .ohridella.
Per non ostacolare l'azione degli antagonisti naturali, si dovrà ricorrere
alla lotta chimica contro il fillominatore solo in casi eccezionali, e
comunque non tutti gli anni. I trattamenti possono essere effettuati alla
chioma o per via endoterapica, utilizzando preparati appositamente
autorizzati per questi impieghi.
Nelle applicazioni endoterapiche, le iniezioni possono essere effettuate a
pressione o tramite assorbimento naturale, con le seguenti avvertenze:

non effettuare le iniezioni su piante cariate o comunque in precarie
condizioni vegetative
ricorrere a personale specializzato
assicurarsi che le attrezzature utilizzate vengano adeguatamente disinfettate
Il trattamento endoterapico deve essere eseguito al termine della fioritura
degli ippocastani.

Per altre informazioni:
http://www.entom.agrsci.unibo.it


piotr

unread,
May 14, 2002, 5:15:12 PM5/14/02
to
"CAP":

>L'ippocastano del mio giardino, a Modena,da circa tre anni...

Quanto grande e'? Se e' piccolino (non oltre i 10 metri) puoi tentare un
trattamento con un irroratore manuale. Se vuoi risparmiare puoi usare
qualcosa a base di malathion tecnico al 50 per cento, pero' il trattamento va
ripetuto ogni 15 giorni circa, altrimenti sembra fare miracoli il confidor
bayer, che pero' costa 15 euro di 50 cl, da cui si ottengono mi pare 100
litri di preparato. Con quest'ultimo dovrebbe bastare un solo trattamento,
quest'anno forse lo tento.

In questo modo contieni il disastro estetico.

Se l'albero e' piu' grande ci sono i trattamenti endoterapici sempre col
confidor, in rete trovo istruzioni varie, il difficile e' trovare il
necessario per approntarli, forse con l'attrezzatura per le flebo ci si puo'
arrangiare.

Adesso dovrebbe essere il momento per il primo trattamento, ci sono le prime
mine (il primo sfarfallamento e' piu' o meno contemporaneo alla fioritura).

Ciao.

piotr

unread,
May 15, 2002, 4:46:21 PM5/15/02
to
"CAP":

>L'ippocastano del mio giardino, a Modena,da circa tre
>anni,verso giugno,dopo la fioritura comincia a vedere seccarsi le sue
>foglie che per agosto sono tutte secche.
>A settembre torna a fiorire e
>mette fuori delle foglie nuove.

In questi casi la prima cosa che si deve fare e' mettere SUBITO a dimora
un'altra specie, in modo tale che in caso di decesso o comunque
indesiderabilita' dell'attuale ippocastano, ci sia pronto qualcosa per
sostituirlo.

A Modena un ippocastano d'altra parte e' piuttosto fuori areale, se hai
terreno profondo puoi piantare una quercia, fra un circa 20-25 anni sara'
gia' un bell'alberello di considerevoli dimensioni di 10 metri di altezza per
10 di diametro. E poi comincera' a crescere sul serio... Tieni presente che i
primi dieci anni praticamente non cresce, resta sempre uguale, un bastoncino.
Oppure tentare un po' di olmi siberiani (ulmus pumila) sono dei bellissimi
alberi a portamento slanciato e dovrebbero resistere alla malattia
crittogamica di cui al momento non ricordo il nome che ha ucciso TUTTI gli
esemplari nostrani una ventina d'anni fa.
Oppure dei tigli, mi raccomando tilia cordata, non quelli americani che
emettono un delirio di polloni. Sono pero' molto amati e attaccati dal bruco
americano...
Se e' lato nord puoi piazzare dei lecci, sono indistruttibili e ceduabili a
volonta', allevabili anche a cespuglio e adatti a formare grandi (molto
grandi!)siepi. Non metterli a sud altrimenti ti tolgono il poco sole che c'e'
d'inverno. Crescono comunque molto lentamente i primi dieci anni, come tutte
le querce.

Dimenticavo: piantane molti e di piccoli, a distanza reciproca di un paio di
metri.

Cosi' crescono meglio in gioventu', e a sfoltirli c'e' sempre tempo...

E cosi' non avrai piu' bisogno di aria condizionata d'estate.

Ciao.


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