Lungi dall'essere gli alimenti perfetti,
i moderni prodotti a base di soia contengono antinutrienti e tossine
che inibiscono la digestione e bloccano l'assorbimento di vitamine e
minerali.
© 2000
di Sally Fallon
E-mail: SAFa...@aol.com
& Mary G. Enig, PhD
E-mail: MGE...@aol.com
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Ogni anno, la ricerca relativa agli effetti dei componenti di soia e di
fagioli di soia sembra aumentare in modo esponenziale. Tale ricerca, per di
più, non si sta estendendo soltanto nella direzione delle aree di indagine
primarie quali cancro, malattie cardiache ed osteoporosi; recenti scoperte
indicano che la soia presenta potenziali benefici che potrebbero risultare
più consistenti di quanto si pensasse in precedenza.
Così scrive Mark Messina, Accademico, Presidente Generale del Terzo Simposio
Internazionale sulla Soia tenutosi a Washington, DC, nel novembre 1999.1 Per
quattro giorni, scienziati ben finanziati riuniti a Washington hanno fatto i
loro interventi di fronte ad una Stampa ammirata e ai loro sponsor - United
Soybean Board, American Soybean Association, Monsanto, Protein Technologies
International, Central Soya, Cargill Foods, Personal Products Company,
SoyLife, Whitehall-Robins Healthcare ed i consigli dei produttori di soia
dell'Illinois, Indiana, Kentucky, Michigan, Minnesota, Nebraska, Ohio e
South Dakota.
Il simposio ha segnato l'apogeo di una decennale campagna promozionale tesa
a conquistare l'accettazione da parte dei consumatori di tofu, latte di
soia, gelato di soia, formaggi di soia, salsicce di soia e derivati dalla
soia, in particolare gli isoflavoni di soia come genistein e diadzen -
composti tipo estrogeni trovati nella soia. Esso è coinciso con la decisione
della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, annunciata il 25
ottobre 1999, di permettere un'etichettatura sanitaria a favore dei prodotti
"con basso contenuto di grassi saturi e colesterolo" che contengono 6,25
grammi di proteine di soia per porzione. Cereali da colazione, prodotti da
forno, alimenti già preparati, impasti e sostituti della carne potevano da
allora essere venduti dotati di etichette che declamavano i vantaggi per la
salute cardiovascolare, fintantoché questi prodotti contenevano un
cucchiaino colmo di proteina di soia ogni 100 grammi di porzione.
COMMERCIALIZZARE IL 'CIBO PERFETTO'
"Immaginate soltanto di poter coltivare l'alimento perfetto. Questo alimento
non solo vi fornirebbe un nutrimento economico ma sarebbe anche delizioso e
facile da preparare in una varietà di modi; sarebbe un alimento sano, privo
di grassi saturi. In effetti stareste coltivando una virtuale fontana della
giovinezza, indietro verso i vostri quaranta". L'autore è Dean Houghton, che
scrive per The Furrow,2 una rivista pubblicata da John Deere in 12 lingue.
"Questo alimento ideale aiuterebbe a prevenire, e forse a far regredire,
alcune delle più temute malattie del pianeta; potreste coltivare questa
coltura miracolosa in una varietà di terreni e climi diversi. La sua
coltivazione accrescerebbe e non esaurirebbe, la terra...questo alimento
miracoloso esiste già... Si chiama soia".
Immaginate soltanto. Gli agricoltori hanno immaginato - e piantato più soia.
Quella che una volta era una coltivazione minore, elencata nel manuale del
Dipartimento statunitense dell'Agricoltura (USDA) del 1913 non come alimento
ma come prodotto industriale, ora occupa 72 milioni di acri di terreno
agricolo americano. Molto di questo raccolto verrà impiegato per alimentare
polli, tacchini, maiali, mucche e salmoni, mentre un'altra grande parte
verrà spremuta per produrre olio per margarina, grassi da cucina e
condimenti per insalata.
I progressi tecnologici rendono possibile ricavare proteine di soia isolate
da ciò che un tempo veniva considerato uno scarto di produzione - i
frammenti di soia senza grassi, altamente proteici - e quindi trasformare
qualcosa che si presenta e odora in modo terribile in prodotti che possono
essere consumati da esseri umani. Aromatizzanti, conservanti, dolcificanti,
emulsionanti e nutrienti sintetici hanno trasformato la proteina di soia
isolata, il brutto anatroccolo della trasformazione di alimenti, in una
Cenerentola New Age.
Il nuovo alimento da favola è stato commercializzato non tanto per il suo
bell'aspetto quanto per le sue virtù. In precedenza i prodotti basati sulla
proteina di soia isolata venivano venduti come contorni e sostituti della
carne - una strategia che ha mancato di produrre la auspicata richiesta da
parte dei consumatori. L'industria ha modificato il suo approccio. Un
portavoce dell'industria ha detto: "Il modo più rapido di acquisire l'
accettabilità di un prodotto nella parte meno ricca della società è quello
di fare in modo che il prodotto in questione venga consumato per meriti
propri da una parte più ricca della società."3 Così la soia ora viene
venduta al consumatore di fascia alta non come alimento economico e
proletario, bensì come una sostanza miracolosa che preverrà malattie
cardiache e cancro, spazzerà via le vampe di calore, rafforzerà le ossa e ci
manterrà giovani per sempre. I concorrenti - carne, latte, formaggio, burro
e uova - sono stati debitamente demonizzati dagli appositi enti governativi.
La soia funge da carne e latte per una nuova generazione di vegetariani
virtuosi.
La commercializzazione costa, in particolare quando necessita di essere
sostenuta dalla "ricerca", ma sono disponibili fondi in abbondanza. Tutti i
produttori di soia pagano un'imposta obbligatoria dallo 0,5 all'1% del
prezzo netto di mercato della soia. Il totale - qualcosa come 80 milioni di
dollari USA all'anno4 - va a sostegno del programma United Soybean teso a
"rafforzare la posizione della soia sul mercato e mantenere ed espandere i
mercati interni ed esteri per l'utilizzo della soia e dei prodotti di soia".
I consigli di stato sulla soia del Maryland, Nebraska, Delaware, Arkansas,
Virginia, North Dakota e Michigan stanziano altri 2,5 milioni di dollari per
la "ricerca".5; anche società private come la Archer Daniels Midland
contribuiscono con la loro parte. Nell'arco di un anno la ADM ha speso 4,7
milioni di dollari per la pubblicità su Meet the Press e 4,3 milioni per
quella su Face the Nation.6 Le aziende di pubbliche relazioni aiutano a
convertire i progetti di ricerca in articoli di giornale ed in testi
pubblicitari, mentre gli studi legali premono per ottenere regolamenti
governativi favorevoli. Il Fondo Monetario Internazionale finanzia impianti
di trattamento della soia nei paesi esteri e le politiche di libero scambio
fanno sì che l'abbondanza di soia si diriga verso destinazioni oltreoceano.
La pressione per un quantitativo maggiore di soia è stata inesorabile e
globale nel suo raggio d'azione. La proteina di soia ora si trova nella
maggior parte del pane da supermercato; essa viene usata per trasformare "l'
umile tortilla, principale alimento messicano a base di mais, in una
'super-tortilla' arricchita di proteine che fornirebbe a circa 20 milioni di
messicani che vivono in condizioni di estrema povertà un aiuto nutritivo".7
La pubblicità di un nuovo pane arricchito con soia della Allied Bakeries in
Gran Bretagna si indirizza a donne in menopausa che cercano sollievo alle
caldane; le vendite stanno salendo ad un quarto di milione di pagnotte alla
settimana.8
L'industria della soia si è assicurata i servigi della Norman Roberts
Associates, un'azienda di relazioni pubbliche, per "avere un maggior numero
di prodotti alla soia sui menu delle mense scolastiche".9 La USDA ha
replicato con la proposta di eliminare il limite del 30% all'uso di soia nei
pasti scolastici, mentre il programma NuMenu ne permetterebbe, sempre in
ambito scolastico, un utilizzo illimitato. Con la soia aggiunta ad
hamburger, tacos e lasagne, i dietologi possono mantenere il contenuto
complessivo dei grassi al di sotto del 30% di calorie, conformandosi così
alle norme governative. "Gli studenti, con i prodotti alimentari arricchiti
con soia, ricevono migliori porzioni di elementi nutritivi e meno
colesterolo e grassi."
Il latte di soia ha segnato i guadagni più ingenti, salendo da 2 milioni di
dollari nel 1980 ai 300 milioni dello scorso anno negli USA.10 Recenti
progressi nella lavorazione hanno trasformato la grigia, amara,
inconsistente bevanda asiatica dal sapore di fagioli in un prodotto che i
consumatori occidentali accetteranno - che ha il gusto del frullato al
latte, ma senza il senso di colpa.
Miracoli di lavorazione, confezioni accattivanti, pubblicità massiccia e una
strategia di mercato che evidenzia i possibili benefici del prodotto sullo
stato di salute spiegano le crescenti vendite presso tutti i gruppi di età.
Ad esempio, i rapporti secondo cui la soia aiuta a prevenire il cancro alla
prostata hanno reso il latte di soia accettabile da parte degli uomini di
mezza età; Mark Messina dice: "Per fare in modo che un individuo di età
compresa fra i 55 ed 60 anni provi il latte di soia non dovete torcergli un
braccio". Michael Milken, ex finanziere di titoli spazzatura, ha aiutato l'
industria a perdere la propria immagine hippie con ben pubblicizzati sforzi
a consumare giornalmente 40 grammi di proteina di soia.
Oggi l'America, domani il mondo. Le vendite di latte di soia stanno
aumentando in Canada, anche se lì esso costa il doppio di quello di mucca,
mentre impianti di lavorazione del latte di soia stanno spuntando in luoghi
come il Kenya.11 Anche la Cina, dove in realtà la soia è un alimento da
poveri e la cui popolazione ambisce ad avere più carne, non tofu, ha optato
per la costruzione di fabbriche di soia in stile occidentale piuttosto che
sviluppare praterie in stile western per far pascolare gli animali.12
IL LATO OSCURO DI CENERENTOLA
La propaganda che ha creato il miracolo di vendita della soia è
assolutamente la più notevole poiché, soltanto pochi decenni fa, la soia era
considerata inadatta all'alimentazione - persino in Asia. Durante la
Dinastia Chou (1134-246 a.C.) era indicata come uno dei cinque cereali
sacri, insieme all'orzo, al frumento, al miglio e al riso. Il pittogramma
della soia, risalente a tempi precedenti, tuttavia indica che essa non
veniva impiegata principalmente come cibo; poiché laddove i pittogrammi
degli altri quattro cereali mostrano la struttura dello stelo e del seme
della pianta, il pittogramma della soia mette in rilievo la struttura della
radice. La letteratura agraria del periodo cita di frequente la soia ed il
suo utilizzo nella rotazione delle colture; in apparenza la pianta della
soia inizialmente veniva usata come metodo per fissare l'azoto.13
La soia non ha rivestito funzioni alimentari fino alla scoperta delle
tecniche di fermentazione, in qualche momento della Dinastia Chou. I primi
alimenti di soia erano prodotti fermentati come tempeh, natto, miso e salsa
di soia. In un periodo successivo, forse nel secondo secolo avanti Cristo,
gli scienziati cinesi scoprirono che un passato di soia cotta poteva essere
fatto precipitare con solfato di calcio o solfato di magnesio (gesso di
Parigi o sale inglese) per ottenere un pallido, omogeneo caglio - tofu o
caglio di soia; l'uso di prodotti di soia fermentati e precipitati ben
presto si diffuse in altre parti dell'Oriente, in particolare in Giappone ed
Indonesia.
I cinesi non mangiavano soia non fermentata, come invece facevano con altri
legumi come le lenticchie, poiché la soia contiene grandi quantità di
tossine naturali o "antinutrienti". Primi fra questi vi sono dei potenti
enzimi inibitori che bloccano l'azione della tripsina e di altri enzimi
necessari alla digestione delle proteine; questi inibitori sono grosse
proteine strettamente serrate, che non vengono completamente disattivate nel
corso della normale cottura. Esse possono provocare forti dolori gastrici,
ridotta digestione delle proteine e deficienze croniche nell'assimilazione
di amminoacidi; in test su animali, le diete ricche di inibitori della
tripsina provocano ingrossamenti e stati patologici del pancreas, fra cui il
cancro.14
La soia contiene anche emoagglutinina, una sostanza coagulante che provoca l
'agglutinazione dei globuli rossi.
Gli inibitori della tripsina e l'emoagglutinina sono inibitori della
crescita; topi appena svezzati nutriti con soia contenente questi
antinutrienti non riescono a crescere normalmente. I composti inibitori
della crescita vengono disattivati nel corso del processo di fermentazione;
così non appena i cinesi scoprirono come far fermentare la soia, iniziarono
ad includere alimenti di soia nel proprio regime alimentare. Nei prodotti
precipitati, gli inibitori degli enzimi si concentrano nel liquido di
immersione piuttosto che nel caglio; così, nel tofu e nel caglio di soia,
gli inibitori della crescita vengono ridotti di quantità ma non eliminati
del tutto.
La soia contiene anche gozzogeni - sostanze che riducono la funzione della
tiroide.
La soia è ricca di acido fitico, presente nella pula e nella crusca di tutti
i semi. Si tratta di una sostanza che può bloccare l'assimilazione di
minerali essenziali - calcio, magnesio, rame, ferro e specialmente zinco -
nel tratto intestinale. Sebbene non sia un termine familiare, l'acido fitico
è stato approfonditamente studiato e nella attuale letteratura scientifica
esistono letteralmente centinaia di articoli sui suoi effetti. Gli studiosi
sono generalmente d'accordo sul fatto che nei paesi del Terzo Mondo diete a
base di cereali e legumi ad elevato tasso di fitati contribuiscono a diffuse
carenze di minerali.15 Le analisi dimostrano che calcio, magnesio, ferro e
zinco sono presenti negli alimenti di origine vegetale consumati in queste
aree ma che l'elevato contenuto di fitato delle diete a base di soia e
cereali ne precludono l'assimilazione.
La soia presenta uno dei massimi livelli di fitato fra tutti i cereali e
legumi studiati16 ed i fitati presenti nella soia sono assai resistenti alle
normali procedure di riduzione dei fitati quali una cottura prolungata e a
fuoco lento.17 Soltanto un lungo periodo di fermentazione ridurrà in modo
significativo il contenuto di fitati della soia. Quando i prodotti derivati
da precipitati della soia come il tofu vengono consumati con della carne,
gli effetti di bloccaggio dei minerali causati dai fitati vengono ridotti.18
I giapponesi tradizionalmente consumano un piccolo quantitativo di tofu o
miso come accompagnamento di un brodo di pesce ricco di minerali, seguito da
una portata di carne o pesce.
I vegetariani che assumono tofu e caglio di soia come sostituti della carne
e dei prodotti caseari rischiano delle gravi carenze di minerali; gli
effetti di carenze di calcio, magnesio e ferro sono ben noti; quelli
relativi allo zinco un po' meno.
Lo zinco viene definito il minerale della "intelligenza" perché è necessario
allo sviluppo ed al funzionamento ottimale del cervello e del sistema
nervoso; esso riveste un ruolo nella sintesi delle proteine e nella
formazione del collagene, è implicato nel meccanismo di controllo degli
zuccheri del sangue e così funge da protezione contro il diabete; è inoltre
necessario per un sistema riproduttivo sano. Lo zinco è un componente chiave
di numerosi enzimi vitali ed è importante per il sistema immunitario. I
fitati presenti nei prodotti di soia interferiscono con l'assimilazione
dello zinco in modo più completo che con altri minerali.19 La carenza di
zinco può provocare una sensazione di "disorientamento" che alcuni
vegetariani possono male interpretare come la "ebbrezza" di un'illuminazione
spirituale.
Il bere latte viene addotto come ragione per cui la seconda generazione di
giapponesi residenti in America durante la crescita diventano più alti dei
loro antenati. Alcuni ricercatori ipotizzano che il ridotto contenuto di
fitati della dieta americana - qualsiasi possano essere le sue altre
carenze - rappresenta la vera spiegazione, sottolineando che i bambini sia
asiatici che occidentali che non assumono quantità di carne e di pesce
sufficienti a controbilanciare gli effetti di una dieta ad alto contenuto di
fitati, di frequente soffrono di rachitismo, nanismo ed altri problemi
legati alla crescita.20
L'ISOLATO DELLA PROTEINA DELLA SOIA: NON É POI COSÌ BENEFICO
Coloro che trattano la soia hanno lavorato duramente per eliminare dal
prodotto finito questi antinutrienti, in particolare l'isolato della
proteina della soia (SPI), che è l'ingrediente chiave della maggior parte
degli alimenti di soia che imitano la carne ed i prodotti caseari, fra cui
gli omogeneizzati per bambini ed alcuni tipi di latte di soia.
L'SPI non è qualcosa che si può preparare in cucina. La produzione ha luogo
in impianti industriali dove un impasto semiliquido di soia viene
inizialmente miscelato con una soluzione alcalina onde rimuovere le fibre,
quindi viene fatto precipitare e separato utilizzando un lavaggio acido e,
infine, reso neutro in una soluzione alcalina; il lavaggio acido in vasche
di alluminio fa filtrare alti livelli di alluminio nel prodotto finale. I
cagli risultanti vengono essiccati a spruzzo ad alte temperature per
produrre una polvere ricca di proteine. Un ultimo oltraggio alla soia
originale è il processo di estrusione ad alta pressione e temperatura dell'
isolato della proteina di soia per produrre la proteina vegetale strutturata
(TVP).
Gran parte del contenuto inibitore di tripsina può essere rimosso tramite un
trattamento ad alta temperatura, ma non interamente; il contenuto inibitore
di tripsina dell'isolato della proteina della soia può variare sino a cinque
volte.21 (Nei topi, anche l'alimentazione con SPI a basso livello di
inibitore di tripsina provoca una ridotta acquisizione di peso rispetto a
quelli di controllo.22) Il trattamento ad alta temperatura ha tuttavia lo
spiacevole effetto collaterale di snaturare a tal punto le altre proteine
della soia che esse vengono rese perlopiù inefficaci.23 Questo è il motivo
per cui gli animali alimentati con soia necessitano, per una normale
crescita, dosi supplementari di lisina.
I nitriti, che sono potenti cancerogeni, si formano durante l'essiccamento a
spruzzo e durante il processo alcalino si forma una tossina chiamata
lisinoalanina.24 Numerosi aromi artificiali, in particolare l'MSG, vengono
aggiunti all'isolato della proteina della soia ed ai prodotti con proteina
vegetale strutturata per mascherare il forte gusto "di fagioli" e per
conferire il sapore di carne.25
Negli esperimenti di alimentazione, l'uso di SPI ha aumentato le necessità
di vitamine E, K, D e B12, ed ha creato sintomi di carenza di calcio,
magnesio, manganese, molibdeno, rame ferro e zinco.26 L'acido fitico
rimanente in questi prodotti della soia inibisce assai l'assorbimento di
zinco e ferro; animali da laboratorio alimentati con SPI hanno sviluppato
organi ingrossati, in particolare il pancreas e la ghiandola tiroidea, ed
hanno incrementato il deposito di acidi grassi nel fegato.27
Tuttavia l'isolato di proteina della soia e la proteina vegetale strutturata
vengono abbondantemente utilizzati nei programmi alimentari delle mense
scolastiche, nei prodotti commerciali cotti, nelle bevande dietetiche e nei
prodotti da fast food; essi vengono fortemente consigliati nei paesi del
Terzo Mondo e rappresentano la base di molti programmi di omaggi alimentari.
Nonostante gli scarsi risultati ottenuti nei tentativi di alimentazione
animale, l'industria della soia ha sponsorizzato una serie di studi
finalizzati a dimostrare che i prodotti con proteina di soia possono venire
utilizzati nelle diete umane come sostituti dei cibi tradizionali. Un
esempio di ciò è "Qualità Nutrizionale degli Isolati della Proteina di Soia:
Studi su Bambini in Età Prescolare", sponsorizzato dalla Ralston Purina
Company.28 Un gruppo di bambini centroamericani sofferenti a causa di
denutrizione vennero dapprima fatti ristabilire e rimessi in salute
nutrendoli con cibi locali, fra cui carne e prodotti caseari; quindi, per un
periodo di due settimane, questi cibi tradizionali furono sostituiti da una
bevanda costituita da isolato della proteina della soia e zucchero. Tutto l'
azoto assunto e quello espulso venne misurato in modo davvero Orwelliano: i
bambini venivano pesati nudi ogni mattina e tutti gli escrementi ed il
vomito venivano raccolti per essere analizzati. I ricercatori trovarono che
i bambini trattenevano l'azoto e che la loro crescita era "adeguata", così l
'esperimento fu dichiarato un successo.
Se i bambini fossero veramente in salute in base ad una dieta del genere, o
se potrebbero rimanere tali sul lungo periodo, è tutta un'altra questione. I
ricercatori notarono che i bambini vomitavano "occasionalmente", in genere
dopo aver consumato un pasto; che oltre la metà di essi soffriva di periodi
di leggera diarrea; che alcuni avevano contratto infezioni respiratorie al
tratto superiore e che altri soffrivano di febbre ed eruzioni cutanee.
Bisognerebbe notare che i ricercatori non osarono utilizzare prodotti della
soia per aiutare i bambini a rimettersi in sesto dalla denutrizione ed erano
costretti ad integrare la miscela di soia-zucchero con sostanze nutritive
perlopiù assenti nei prodotti della soia - nello specifico vitamine A, D e
B12, ferro, iodio e zinco.
CONTESTATE LE DICHIARAZIONI SANITARIE DELLA FDA
La migliore strategia di mercato per un prodotto che è intrinsecamente poco
sano è, naturalmente, una dichiarazione sanitaria.
Un apologeta della soia scrive: "La strada per l'approvazione da parte della
FDA è stata lunga ed ardua, composta da dettagliate rassegne di dati clinici
su esseri umani desunti da più di 40 studi scientifici condotti negli ultimi
20 anni. Si è scoperto che la proteina della soia era uno dei rari alimenti
che constava di sufficienti riscontri scientifici non solo per essere
qualificata per la proposta di assegnazione di un attestato sanitario della
FDA, ma in ultima analisi per superare la rigorosa procedura per l'
approvazione".29
La "lunga ed ardua" strada per l'approvazione da parte della FDA ha fatto in
effetti alcune svolte inattese. L'istanza originale, presentata dalla
Protein Technology International, richiedeva un attestato sanitario per gli
isoflavoni, i composti tipo estrogeni abbondantemente presenti nella soia,
in base all'affermazione secondo cui "soltanto la proteina della soia che è
stata trattata in modo tale che gli isoflavoni vengano conservati comporterà
un abbassamento del colesterolo". Nel 1998, la FDA fece la manovra senza
precedenti di riscrivere l'istanza della PTI, eliminando qualsiasi
riferimento ai fitoestrogeni e sostituendo un'attestazione per la proteina
della soia - manovra che era in aperta contraddizione con i regolamenti dell
'agenzia; la FDA è autorizzata a determinare regole solo su sostanze
presentate con istanza.
Il brusco cambio di direzione fu senza dubbio dovuto al fatto che una serie
di ricercatori, compresi scienziati alle dipendenze del governo
statunitense, presentarono dei documenti attestanti che gli isoflavoni sono
tossici.
La FDA aveva anche ricevuto, in un precedente periodo del 1998, il rapporto
finale del governo britannico sui fitoestrogeni, che non evidenziava un
granché di benefici mentre metteva in guardia contro potenziali effetti
nocivi.30
Anche con il cambiamento in isolato di proteina della soia, i burocrati
della FDA impegnati nella "rigorosa procedura di approvazione" furono
costretti a risolvere prontamente le preoccupazioni relative agli effetti di
blocco dei minerali, agli inibitori di enzimi, alla gozzogenicità, alla
disgregazione endocrina, ai problemi riproduttivi e alle accresciute
reazioni allergiche derivanti dal consumo di prodotti della soia.31
Una delle più vibranti lettere di protesta arrivò dal dr. Dan Sheehan e dal
dr. Daniel Doerge, ricercatori del governo presso il Centro Nazionale per la
Ricerca Tossicologica.32 Le loro istanze per etichette di avvertimento
furono accantonate in quanto infondate.
"Un sufficiente riscontro scientifico" delle proprietà di abbassamento del
colesterolo viene desunto in gran parte da una meta-analisi del dr. James
Anderson risalente al 1995, finanziata dalla Protein Technologies
International e pubblicata sul New England Journal of Medicine.33
Una meta-analisi è una rassegna e un compendio dei risultati di molti studi
clinici sul medesimo argomento e l'uso di meta-analisi per trarre
conclusioni generali ha subito dure critiche da parte dei membri della
comunità scientifica. Sir John Scott, Presidente della Royal Society della
Nuova Zelanda, afferma: "I ricercatori che sostituiscono la meta-analisi a
prove più rigorose rischiano di fare ipotesi errate e di indulgere a
spiegazioni fantasiose; la verosimiglianza non è l'ammucchiata di elementi
simili; piccole masse e grandi masse di dati vengono raccolti da gruppi
diversi".34
Vi è un'ulteriore tentazione per i ricercatori, specialmente per quelli
finanziati da una società come la Protein Technology International, ed è
quella di trascurare gli studi che precluderebbero le conclusioni
desiderate. Il dr. Anderson, per vari motivi, ha scartato otto studi,
considerandone altri ventinove. Il rapporto pubblicato suggeriva che gli
individui con livelli di colesterolo oltre 250 mg/dl avrebbero sperimentato
una "significativa" riduzione dal 7 al 20 per cento nei livelli di
colesterolo del siero se avessero sostituito la proteina della soia a quella
animale. La riduzione del colesterolo era insignificante per individui il
cui colesterolo fosse inferiore a 250 mg/dl.
In altri termini, per la maggior parte di noi, rinunciare alle bistecche e
mangiare le polpette di soia non abbasserà i livelli di colesterolo nel
sangue; l'attestato sanitario che la FDA ha approvato "dopo dettagliata
rassegna dei dati clinici su esseri umani" manca di informare i consumatori
in merito a questi importanti dettagli.
Ronald M. Krauss, MD, capo del Molecular Medical Research Program and
Lawrence Berkeley National Laboratory, ha detto che la ricerca che collega
la soia a effetti positivi sui livelli di colesterolo è "incredibilmente
immatura".35 Egli avrebbe potuto aggiungere che studi in cui i livelli di
colesterolo venivano abbassati tramite diete o farmaci, avevano determinato
in modo consistente un numero maggiore di morti nei gruppi di trattamento
che in quelli di controllo - morti dovute a infarto, cancro, disordini
intestinali, incidenti e suicidi.36 Le misure per l'abbassamento del
colesterolo negli USA hanno rifornito di 60 miliardi di dollari all'anno le
industrie relative, ma non ci hanno salvati dai danni delle malattie
cardiache.
IL CONSUMO DI SOIA E IL CANCRO
Il nuovo regolamento della FDA non permette alcuna affermazione concernente
la prevenzione del cancro sulle confezioni degli alimenti, tuttavia questo
non ha trattenuto l'industria ed i suoi promotori dal farlo nella loro
documentazione promozionale.
L'opuscolo di una società che si occupa di vitamine recita: "La soia, oltre
a proteggere il cuore, ha dimostrato di avere potenti effetti anticancro...i
giapponesi, che consumano la soia in quantità 30 volte maggiore rispetto ai
nordamericani, hanno una minore incidenza di tumori al seno, all'utero ed
alla prostata."37
Certo che ce l'hanno. Ma i giapponesi, e gli asiatici in genere, hanno tassi
assai superiori di altri tipi di cancro, in particolare quello all'esofago,
allo stomaco, al pancreas ed al fegato;38 gli asiatici sparsi per il mondo
presentano anche incidenze maggiori di cancro alla tiroide.39 La logica che
accomuna bassi tassi di cancri riproduttivi al consumo di soia richiede l'
attribuzione di alti tassi di cancri alla tiroide e all'apparato digerente
al medesimo alimento, in particolare perché la soia provoca questo genere di
tumori nei topi da laboratorio.
Ma quanta soia consumano esattamente gli asiatici? Un'indagine del 1998 ha
riscontrato che la quantità giornaliera media di proteina di soia consumata
in Giappone ammontava a circa otto grammi per gli uomini e sette per le
donne - meno di due cucchiaini da tè.40 Il celebre Cornell China Study,
condotto da Colin T. Campbell, ha riscontrato che il consumo di legumi in
Cina variava da 0 a 58 grammi al giorno, con una media di circa 12.41
Assumendo che i due terzi del consumo di legumi siano di soia, allora il
consumo massimo è di 40 grammi, ovvero meno di tre cucchiai al giorno, con
un consumo medio di circa nove grammi, ovvero meno di due cucchiaini da tè.
Un'indagine condotta negli anni '30 trovò che gli alimenti derivanti dalla
soia rappresentavano soltanto l'1,5% delle calorie della dieta dei cinesi,
confrontati col 65% delle calorie derivanti dalla carne di maiale.42 (Gli
asiatici tradizionalmente cucinavano con il lardo, e non olio vegetale!).
La soia fatta fermentare nel modo tradizionale produce un delizioso
condimento naturale che può fornire importanti elementi nutritivi nella
dieta asiatica ma, eccetto che nei periodi di carestia, gli asiatici
consumano prodotti derivati dalla soia solo in modeste quantità, come
condimenti, e non in sostituzione di cibi di origine animale - con una
eccezione. I monaci scapoli che vivono nei monasteri e che seguono uno stile
di vita vegetariano trovano che i cibi a base di soia siano molto utili in
quanto riducono la libido.
Fu una meta-analisi del 1994 di Mark Messina, pubblicata su Nutrition and
Cancer, che alimentò le congetture sulle proprietà antitumorali della
soia.43 Messina notò che in 26 studi condotti su animali, il 65% riportava
effetti protettivi dovuti alla soia. Egli trascurò convenientemente di
includere almeno uno studio nel quale l'alimentazione a base di soia causava
il cancro al pancreas - lo studio di Rackis del 1985.44 Negli studi su
esseri umani che egli elencò, i risultati erano di vario genere. Alcuni
indicavano degli effetti protettivi, ma la maggior parte dimostrava che non
vi era alcun genere di correlazione fra consumo di soia e tassi di cancro;
egli concluse che "i dati di questa rassegna non possono essere utilizzati
come base per affermare che l'assunzione di soia diminuisce il rischio di
cancro". Tuttavia nel suo libro successivo, dal titolo The Simple Soybean
and Your Health, Messina fa proprio questa affermazione raccomandando, nella
sua dieta "ottimale" per prevenire il cancro, una tazza o 230 grammi al
giorno di prodotti della soia.
Migliaia di donne adesso consumano soia nella convinzione che essa protegga
dal cancro al seno; nel 1996, tuttavia, i ricercatori trovarono che le donne
che consumavano isolato della proteina della soia presentavano una maggiore
incidenza di iperplasia epiteliale, una condizione che prelude a tumori
maligni.45 Un anno dopo, si scoprì che il genistein dietetico stimolava le
cellule del seno a iniziare il ciclo cellulare - scoperta che portò gli
autori dello studio a concludere che le donne, per prevenire il cancro al
seno, non dovrebbero consumare prodotti derivati dalla soia.46
I FITOESTROGENI: PANACEA O VELENO?
Gli esemplari maschi degli uccelli tropicali alla nascita presentano il
grigio piumaggio delle femmine e nel periodo della maturità, fra i nove e i
ventiquattro mesi di vita, 'si colorano'.
Nel 1991 Richard e Valerie James, allevatori di uccelli di Whangerai, Nuova
Zelanda, acquistarono per i loro volatili un nuovo tipo di mangime - basato
principalmente sulla proteina della soia.47 Quando questo mangime veniva
utilizzato, i loro uccelli 'si coloravano' dopo pochi mesi soltanto; in
effetti un produttore di mangime per uccelli affermò che questo sviluppo
precoce era un vantaggio provocato da quel tipo di alimento. Un avviso
pubblicitario del 1992 per l'omogeneizzato Roudybush mostrava una foto di
rosella cremisi maschio, un pappagallo australiano che acquisisce uno
splendido piumaggio rosso fra i 18 ed i 24 mesi di vita, che presentava un
brillante colore già dopo 11 settimane dalla nascita.
Negli anni seguenti, sfortunatamente, fra gli uccelli si verificò un calo di
fertilità, accompagnato da maturità precoce e da pulcini affetti da
deformità, nanismo e nati morti, nonché morti premature specialmente fra le
femmine, col risultato che la popolazione complessiva delle voliere era in
costante declino. Gli uccelli soffrivano di deformità del becco e delle
ossa, gozzo, disordini del sistema immunitario e comportamenti aggressivi
patologici. L'autopsia rivelò che gli organi digestivi erano in stato di
disintegrazione e la lista dei problemi corrispondeva a molti dei problemi
che i coniugi James avevano riscontrato nei loro due bambini, che erano
stati alimentati con omogeneizzati per bambini a base di soia.
I coniugi James, arrabbiati, inorriditi e sgomenti incaricarono il
tossicologo Mike Fitzpatrick, accademico, per fare ulteriori indagini. La
rassegna della letteratura relativa da parte del dr. Fitzpatrick scoprì
delle testimonianze secondo le quali il consumo di soia era stato collegato
a numerosi disordini, fra cui sterilità, aumento del cancro e della leucemia
infantile e, in studi risalenti agli anni '50,48 che il genistein della soia
provoca negli animali la disgregazione ormonale; il dr. Fitzpatrick analizzò
anche il mangime degli uccelli e trovò che esso conteneva alti livelli di
fitoestrogeni, specialmente genistein. Quando i coniugi James smisero di
usare il mangime a base di soia, lo stormo ritornò gradualmente ad abitudini
di accoppiamento e a comportamenti normali.
I coniugi intrapresero una crociata personale per mettere in guardia il
pubblico ed i funzionari del governo sulle tossine presenti negli alimenti a
base di soia, in particolare gli isoflavoni ormone-disgreganti, il genistein
ed il diadzen; la Protein Technology International ricevette il loro
materiale nel 1994.
Nel 1991 i ricercatori giapponesi riferirono che il consumo di soli 30
grammi o due cucchiai di soia al giorno per la durata di un solo mese
provocava un significativo aumento dell'ormone stimolante della tiroide;49
in alcuni soggetti comparvero ipotiroidismo e gozzo diffusi e molti
lamentavano costipazione, affaticamento e letargia, anche se la loro
assunzione di iodio era adeguata. Nel 1997 i ricercatori del National Center
for Toxicological Research della FDA fecero l'imbarazzante scoperta che i
componenti gozzogenici della soia erano proprio gli stessi isoflavoni.50
Venticinque grammi di isolato di proteina di soia, la quantità minima che la
PTI ha affermato avere effetti di abbassamento del colesterolo, contiene da
50 a 70 mg di isoflavoni; nelle donne in pre-menopausa bastarono solo 45 mg
di isoflavoni per sortire effetti biologici significativi, compresa una
riduzione degli ormoni necessari ad un adeguato funzionamento della tiroide;
questi effetti perdurarono per tre mesi dopo che l'assunzione di soia fu
interrotta.51
Cento grammi di proteina di soia - la dose massima suggerita per l'
abbassamento del colesterolo nonché la quantità raccomandata dalla Protein
Technologies International - possono contenere quasi 600 mg di isoflavoni,52
una quantità innegabilmente tossica; nel 1992 il servizio sanitario svizzero
stimò che 100 grammi di proteina di soia fornivano l'equivalente estrogenico
della Pillola.53
Studi in vitro suggeriscono che gli isoflavoni inibiscono la sintesi dell'
estradiolo e di altri ormoni steroidi;54 su diverse specie di animali, fra
cui topi, ghepardi, quaglie, maiali, ratti, storioni e pecore,55 sono stati
osservati problemi riproduttivi, sterilità, malattie del fegato e della
tiroide dovuti all'assunzione dietetica di isoflavoni.
Sono gli isoflavoni della soia che si dice che abbiano effetti benefici sui
sintomi postmenopausa, fra cui le caldane, e proteggano dall'osteoporosi. La
quantificazione ed i disagi dovuti alle caldane sono estremamente soggettivi
e la maggior parte degli studi indica che i soggetti di controllo riportano
una riduzione dei disagi in quantità uguale ai soggetti cui è stata data
della soia.56 L'affermazione che la soia previene l'osteoporosi ha dello
straordinario, dal momento che gli alimenti di soia bloccano il calcio e
inducono carenze di vitamina D. Se gli asiatici hanno certamente minori
incidenze di osteoporosi rispetto agli occidentali, ciò avviene perché la
loro dieta fornisce vitamina D in abbondanza con gamberetti, strutto e pesce
marino, nonché abbondanza di calcio con il brodo di lische. Il motivo per
cui gli occidentali hanno così alte incidenze di osteoporosi è dovuto al
fatto che essi hanno sostituito il burro, che rappresenta una fonte
tradizionale di vitamina D e di altri agenti di scioglimento dei grassi
necessari all'assimilazione di calcio, con l'olio di soia.
PILLOLE CONTRACCETTIVE PER BIMBI
Furono però gli isoflavoni degli omogeneizzati per infanti a rappresentare
la principale causa di preoccupazione per i coniugi James. Nel 1998 gli
investigatori riportarono che l'esposizione quotidiana di bimbi agli
isoflavoni presenti negli omogeneizzati alla soia per bambini è, in base al
peso corporeo, da 6 a 11 volte maggiore rispetto alla dose che presenta
effetti ormonali in adulti che consumano cibi a base di soia. Le
concentrazioni di isoflavoni in circolazione nei bimbi alimentati con
omogeneizzati a base di soia erano da 13.000 a 22.000 volte più alte delle
concentrazioni di estradiolo nel plasma dei bimbi alimentati con
omogeneizzati a base di latte di mucca.57
Circa il 25% dei bambini allattati col biberon negli USA ricevono
omogeneizzati a base di soia - una percentuale di gran lunga più alta
rispetto ad altre aree del mondo occidentale. Fitzpatrick ha stimato che un
bimbo alimentato esclusivamente con omogeneizzati a base di soia riceve (in
base al peso corporeo) l'equivalente estrogenico di almeno cinque pillole
contraccettive al giorno.58 Per contro, negli omogeneizzati per bimbi a base
di latte o nel latte umano quasi non sono stati individuati fitoestrogeni,
anche nel caso in cui la madre consuma prodotti alla soia.
Gli scienziati sanno da anni che gli omogeneizzati a base di soia possono
provocare nei bimbi problemi alla tiroide; ma quali sono gli effetti dei
prodotti alla soia sullo sviluppo ormonale dei bimbi, maschi o femmine che
siano?
I bimbi maschi durante i primi mesi di vita subiscono un "rialzo del
testosterone", allorquando i livelli di quest'ultimo possono essere
altrettanto elevati di quelli di un maschio adulto. In questo periodo, il
bimbo è impostato ad esprimere caratteristiche maschili dopo la pubertà, non
solo nello sviluppo dei suoi organi sessuali e di altri tratti fisici
tipicamente maschili, ma anche nell'impostazione dei modelli delle
caratteristiche cerebrali del comportamento maschile. Nelle scimmie, la
mancanza degli ormoni maschili danneggia lo sviluppo della percezione
spaziale (che, negli esseri umani, è normalmente più sviluppata negli uomini
che nelle donne), della capacità di apprendimento e dei compiti di
discriminazione visiva (come quelli che sarebbero richiesti per leggere).59
Va da sé che i futuri modelli di orientamento sessuale possono essere
influenzati dall'ambiente ormonale iniziale. I bimbi maschi esposti durante
la gestazione a dietistilbestrolo (DES), un estrogeno sintetico che sugli
animali ha effetti simili a quelli dei fitoestrogeni della soia, quando
maturi avevano testicoli più piccoli del normale.60 Difficoltà di
apprendimento, specie nei maschi, hanno raggiunto proporzioni da epidemia. L
'alimentazione dei bambini a base di soia - che iniziò seriamente nei primi
anni '70 - non può essere ignorata come probabile causa di questi tragici
sviluppi.
Per quanto riguarda le bimbe, secondo uno studio recente riportato sulla
rivista Pediatrics, un numero allarmante di esse sta entrando nella pubertà
molto prima del dovuto.61 Gli investigatori hanno riscontrato che l'1% di
tutte le bambine ora mostrano segni di pubertà, come lo sviluppo del seno o
dei peli pubici, prima dei tre anni; all'età di otto anni, il 14,7% delle
bambine di razza bianca e quasi il 50% di quelle afro-americane presentano
una o entrambe queste caratteristiche.
Dati recenti indicano che gli estrogeni ambientali come i PCB e il DDE (un
prodotto della disgregazione del DDT) possono provocare nelle bambine una
maturazione sessuale precoce.62 Nello studio del Puerto Rico Premature
Thelarche del 1986, l'associazione dietetica più significativa in relazione
ad uno sviluppo sessuale prematuro non riguardava il pollo - come riportato
dalla stampa - bensì gli omogeneizzati per bambini a base di soia.63
Le conseguenze di questa infanzia troncata sono tragiche. Giovani ragazze
con corpi maturi devono affrontare sentimenti e stimoli che la maggior parte
dei bambini non è ben preparata a gestire e la precoce maturazione nelle
ragazze è frequentemente foriera di problemi del sistema riproduttivo che si
presenteranno in seguito nel corso dell'esistenza, fra cui salto delle
mestruazioni, sterilità e cancro al seno.
Genitori che si sono messi in contatto con i coniugi James riferiscono di
altri problemi collegati a bambini di entrambi i sessi che sono stati
alimentati con omogeneizzati a base di soia, fra cui comportamenti
eccessivamente emotivi, asma, problemi del sistema immunitario,
insufficienza ipofisaria, disordini della tiroide e sindrome dell'intestino
irritabile - la stessa devastazione endocrina e digestiva che ha afflitto i
pappagalli dei coniugi James.
DISSENSO FRA I RANGHI
Gli organizzatori del Terzo Simposio Internazionale sulla Soia sarebbero in
difficoltà a chiamare la conferenza un pieno successo. Il secondo giorno del
simposio, la Food Commission di Londra e la Weston A. Price Foundation di
Washington, DC, tennero una conferenza stampa congiunta nello stesso hotel
sede del simposio, per presentare alcune perplessità sugli omogeneizzati per
bambini a base di soia. I rappresentanti dell'industria se ne stavano seduti
coi volti impietriti nel corso dell'elencazione dei potenziali pericoli ed
alla richiesta di scienziati e genitori preoccupati affinché gli
omogeneizzati per bambini a base di soia venissero ritirati dal mercato. Su
pressione dei coniugi James, nel 1998 il governo della Nuova Zelanda emise
un avviso sanitario circa gli omogeneizzati per bambini a base di soia; era
tempo che il governo americano facesse altrettanto.
L'ultimo giorno del simposio, le presentazioni delle nuove scoperte legate
alla tossicità sparsero un brivido ben ossigenato tra una platea
strombazzante inebriata dall'elio. Il dr. Lon White riferì di uno studio sui
nippo-americani che vivevano alle Hawaii, il quale indicava una
significativa relazione statistica fra due o più somministrazioni di tofu
alla settimana ed un "accelerato invecchiamento cerebrale".64 Quei soggetti
che avevano consumato tofu nella maturità, in tarda età presentavano
funzioni cognitive ridotte nonché una maggiore incidenza del morbo di
Alzheimer e demenza senile. Il dr. White disse: "Per di più quelli che
avevano consumato molto tofu, intorno ai 75 o 80 anni apparivano più vecchi
di cinque anni".65 White ed i suoi colleghi attribuivano tali effetti
negativi agli isoflavoni - una scoperta che corrobora un precedente studio
secondo il quale in donne in menopausa con elevati livelli di estrogeni in
circolazione era stato riscontrato un declino cognitivo di maggiore
entità.66
Gli scienziati Daniel Sheehan e Daniel Doerge (National Center for
Toxicological Research), hanno rovinato la giornata del PTI presentando
delle scoperte desunte da studi sull'alimentazione dei ratti le quali
indicavano che il genistein presente negli alimenti a base di soia provoca
danni irreversibili agli enzimi che sintetizzano gli ormoni della tiroide.67
Il dr. Doerge ha scritto: "L'associazione fra il consumo di soia ed il gozzo
negli animali e negli esseri umani vanta una lunga storia; l'attuale prova
degli effetti benefici del consumo di soia richiede anche un'esaustiva
comprensione dei potenziali effetti negativi".
Il dr. Claude Hughes ha riferito che ratti nati da madri che erano state
alimentate con genistein presentavano, in rapporto ai soggetti di controllo,
una diminuzione del peso alla nascita e l'inizio della pubertà si verificava
prima nella prole maschile.68 La sua ricerca suggerisce che gli effetti
osservati nei ratti "...prediranno almeno in qualche modo ciò che accade
negli esseri umani. Non vi è motivo di ipotizzare che si verificheranno
grosse malformazioni dei feti, tuttavia potrebbero presentarsi sottili
cambiamenti, come attributi neurocomportamentali, funzioni immunitarie e
livelli di ormoni sessuali." I risultati, egli ha detto, "potrebbero essere
trascurabili o rappresentare qualcosa di grande preoccupazione...se una
madre mangia qualcosa che può agire come un ormone sessuale, allora è logico
domandarsi se ciò potrebbe influire sullo sviluppo del bambino".69
Uno studio relativo a bambini nati da madri vegetariane, pubblicato nel
gennaio del 2000, indicava proprio quale tipo di cambiamenti nello sviluppo
del bambino avrebbero potuto essere. Le madri che seguivano una dieta
vegetariana nel corso della gravidanza presentavano un rischio cinque volte
maggiore di partorire un bimbo affetto da ipospadia, un difetto di nascita
del pene.70 Gli autori dello studio suggerivano che la causa era una
maggiore esposizione ai fitoestrogeni presenti negli alimenti a base di
soia, che sono molto popolari fra i vegetariani. Risulta più probabile che
problemi relativi a prole di sesso femminile di madri vegetariane si
presentino in una fase successiva della vita. Mentre l'effetto estrogenico
della soia è minore di quello del dietilstilbestrolo (DES), la dose è
probabile possa essere più elevata in quanto viene consumata come cibo e non
assunta come un farmaco. Le figlie di donne che hanno assunto DES durante la
gravidanza una volta raggiunta l'età di vent'anni sono state affette da
sterilità e cancro.
DOMANDE SULLO STATUS 'GRAS'
Nascosta all'ombra della aggressiva pubblicità dell'industria della soia vi
è la fastidiosa domanda se sia persino legale aggiungere isolato di proteina
di soia al cibo. Tutti gli additivi alimentari non comunemente impiegati
prima del 1958, fra cui la proteina della caseina del latte, devono avere lo
status GRAS (Generalmente Riconosciuto Come Sicuro). Nel 1972 l'
amministrazione Nixon diresse un riesame delle sostanze ritenute essere
GRAS, alla luce di qualsiasi informazione scientifica disponibile. Questo
riesame comprendeva la proteina della caseina del latte che fu qualificata
GRAS nel 1978. Nel 1974 la FDA conseguì una rassegna della letteratura
relativa alla proteina della soia in quanto, poiché quest'ultima non era
stata utilizzata negli alimenti sino al 1959 e non era nemmeno comunemente
usata sino ai primi anni '70, essa non aveva i requisiti necessari ad essere
qualificata come GRAS secondo i dettami del Food, Drug and Cosmetic Act.71
La letteratura scientifica sino al 1974 individuava molti antinutrienti
nella proteina di soia di origine industriale, fra cui gli inibitori della
tripsina, l'acido fitico e il genistein. Tuttavia la rassegna letteraria
della FDA accantonò la discussione sugli effetti negativi, affermando che
era importante che un "adeguato trattamento" li eliminasse.
Il genistein poteva essere eliminato tramite un lavaggio con alcool, ma si
trattava di una procedura costosa che gli addetti evitavano. Successivi
studi evidenziarono che il contenuto di inibitori di tripsina poteva essere
rimosso solo tramite lunghi periodi di calore e pressione, ma la FDA non
impose ai produttori tale procedimento come requisito; era più preoccupata
delle tossine che si formavano nel corso dello stesso, nello specifico
nitriti e lisinoalanina.72 Anche con bassi livelli di consumo - all'epoca in
media un terzo di grammo al giorno - la presenza di questi agenti
cancerogeni era considerata una minaccia per la salute pubblica troppo
grande per poter ottenere lo status GRAS.
La proteina della soia fu approvata per l'utilizzo come agglomerante nelle
scatole di cartone e si permise che tale approvazione continuasse in quanto
i ricercatori ritenevano che il passaggio dei nitriti dalle scatole al cibo
in esse contenuto fosse troppo ridotto per costituire un rischio di cancro.
I funzionari della FDA richiesero specificazioni sulla sicurezza e procedure
di controllo prima che fosse conferito lo status GRAS come alimento.
Queste non furono mai eseguite. A tutt'oggi l'utilizzo della proteina di
soia è qualificato GRAS solo per questo limitato utilizzo come agglomerante
del cartone. Questo significa che la proteina della soia deve essere
soggetta a procedure di approvazione pre-commercializzazione ogni volta che
i produttori intendono usarla come alimento oppure aggiungerla ad alimenti.
La proteina della soia fu introdotta negli omogeneizzati per bambini nei
primi anni '60 e si trattava di un prodotto nuovo senza alcuna tradizione di
uso di qualche genere. Poiché la proteina della soia non beneficiava dello
status GRAS, era richiesta l'approvazione pre-commercializzazione. Tale
approvazione non fu e non è tuttora concessa; l'ingrediente principale degli
omogeneizzati per bambini alla soia non è riconosciuto come sicuro.
IL PROSSIMO AMIANTO?
Marian Burros, esperta di cibi di primo piano del New York Times, scrive:
"Sullo sfondo di un diffuso apprezzamento...vi è il crescente sospetto che
la soia - nonostante i suoi indiscutibili vantaggi - possa presentare dei
rischi per la salute." Più di qualsiasi altro scrittore, l'appoggio della
signora Burros ad una dieta perlopiù vegetariana, a basso contenuto di
grassi, ha spinto gli americani verso gli scaffali dei supermercati che
esponevano alimenti a base di soia. Tuttavia il suo articolo del 26 gennaio
2000 dal titolo "Dubbi si addensano sulle rosee notizie relative alla soia"
contiene l'allarmante dichiarazione che segue: "Nessuno dei 18 scienziati
intervistati per questa rubrica è stato disposto ad affermare che l'
assunzione di isoflavoni era esente da rischi". La signora Burros non ha
elencato i rischi né ha menzionato il fatto che i 25 grammi quotidiani di
proteina di soia raccomandati contengono abbastanza isoflavoni da provocare
problemi ad individui sensibili, ma era evidente che l'industria aveva
riconosciuto la necessità di cautelarsi.
Poiché l'industria è estremamente esposta...gli avvocati di contingenza
scopriranno ben presto che il numero di potenziali querelanti può essere
quantificato in milioni e le tasche sono molto, molto profonde. Le giurie
sentiranno qualcosa del tipo: "L'industria sapeva da anni che la soia
contiene molte tossine. All'inizio hanno detto al pubblico che le tossine
venivano eliminate nel corso della lavorazione; quando diventò evidente che
la lavorazione non poteva eliminarle, affermarono che queste sostanze erano
salutari. Il vostro governo ha autorizzato una dichiarazione di sicurezza
per una sostanza che è velenosa e l'industria ha mentito ai consumatori per
vendere più soia."
L' "industria" comprende grossisti, produttori, scienziati, pubblicisti,
burocrati, ex finanzieri in obbligazioni, scrittori di gastronomia, società
produttrici di vitamine e piccoli commercianti. Gli agricoltori
probabilmente ne staranno fuori perché sono stati imbrogliati come il resto
di noi; ma essi devono trovare qualcos'altro da coltivare prima che la bolla
della soia esploda ed il mercato collassi: foraggio per bestiame, ortaggi
specifici...oppure canapa da cui ricavare carta per migliaia e migliaia di
verbali.
Nota dell'Editore:
La lista delle note è così lunga che abbiamo deciso di risparmiare dello
spazio e dirottare i lettori interessati al nostro sito web
http://www.nexusmagazine.com/. I lettori sprovvisti di accesso ad Internet
possono richiedere una stampa via fax delle note al nostro ufficio
australiano.
Note sulle Autrici:
Sally Fallon è autrice di Nourishing Traditions: The Cookbook that
Challenges Politically Correct Nutrition and the Diet Dictocrats (1992,
seconda edizione, New Trends Publishing, tel. +1 877 707 1776 oppure +1 219
268 2601) e Presidentessa della Weston A. Price Foundation, Washington, DC
(www.WestonAPrice.org).
Mary G. Enig, PhD, è l'autrice di Know Your Fats: The Complete Primer for
Understanding the Nutrition of Fats, Oils and Cholesterol (2000, Bethesda
Press, www.BethesdaPress.com), è Presidentessa della Maryland Nutrition
Association e Vicepresidentessa della Weston A. Price Foundation,
Washington, DC. Le autrici desiderano ringraziare Mike Fitzpatrick, PhD, e
Valerie e Richard James per il loro aiuto nella preparazione di questo
articolo.
Interessante l'articolo, ma devo ammettere che oltre il brivido iniziale che
ha percorso la mia schiena, ora rido di cuore alla faccia di chi cercava di
spaventarmi, io sono vegetariano e tutti crederanno che consumi soia in
quantità industriali, invece mi dispiace ma devo deludervi, i vegetariani,
quelli che lo sono per amore della propria salute almeno non comprano nessun
prodotto confezionato (neanche il pane) e non consumano tutta questa soia,
io la uso in un paio di forme, tamari e shoyu, miso, tempeh e fagioli
lessati, i primi tre sono fermentati, e quindi non presentano problemi, il
quarto è comunque il modo meno pericoloso di consumarla, anzi consumare un
etto di fagioli di soia ogni 15 giorni, non è assolutamente un problema.
Il problema però è molto più grande per i carnivori, gli stessi della mucca
pazza, la soia oggi si trova nella maggior parte dei prodotti confezionati,
e è la componente fondamentale dei mangimi dati agli animali, quindi chi
assume più soia tra di noi, sono sicuramente i carnivori, ora che hanno
eliminato definitivamente i mangimi animali, potreste trovarvi le mucche
fitoestrogenate, mamma mia sempre peggio!!!! :-)))
cosa devo dirvi, a me fa quasi piacere vedere che qualsiasi cosa succeda la
mia dieta è sempre inattaccabile, ovviamente quando parlo della mia dieta,
parlo della dieta dei vegetariani che conosco e che è molto simile alla mia,
poi ammetto che ci sono molte persone che fanno un abuso dei prodotti
preparati.
comunque sia l'articolo parla per lo più della realtà americana, molto
diversa dalla nostra, in italia non ci sono queste campagne esagerate, e i
prodotti che vengono venduti sono tutti ricavati naturali e, mi sembra,
abbastanza innocui, non potrei dire lo stesso però di tutta la soia che si
trova nelle preparazioni industriali, e che molti mangiamo senza neanche
saperlo.
ciao a tutti, mi sa che romperò le palle anche su questo NG!!! :-)))
--
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Partecipate alla mia petizione, non ne rimarrete delusi
http://digilander.iol.it/scionn/petizion.htm