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Pagati per prescrivere farmaci !

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Consulenze Alternative

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Oct 1, 2010, 12:01:42 PM10/1/10
to
Obbligo di dimora per il dr Massimo Ceccarini, direttore di
Dermatologia all'ospedale di Livorno. E' accusato di associazione a
delinquere. Il Provvedimento si inserisce all'interno dell'operazione
dei Nas di Firenze, che ha condotto a 6 arresti.

Oltre ai sei provvedimenti di custodia agli arresti domiciliari, i
carabinieri del Nas hanno notificato l'obbligo di dimora a Massimo
Ceccarini, 52 anni, direttore dell'Unità operativa di dermatologia
degli ospedali riuniti di Livorno, oltre che direttore del centro
Psocare della stessa città. Per l'accusa, sarebbe da considerarsi
complice dei componenti accusati di associazione per delinquere ed
intermediari nei rapporti corruttivi allacciati con gli imprenditori
farmaceutici. Nell'ambito della stessa inchiesta, denominata 'Derma-
Affare fatto' sono stati notificati tredici divieti di esercitare
attività imprenditoriali per due mesi ad altrettanti dirigenti
d'industrie multinazionali farmaceutiche.

(N.D.R. GLI UOMINI DEL PADRONE ... ) :

Nello specifico, si tratta di manager di Abbot, Janssen Cilag, Wyeth
Lederle, Schering-Plough, Novartis e Morgan Pharma. I dirigenti sono
Sergio Barbato, 46 anni, Mauro Brancato, 51 anni, Luigi Sintoni, 50
anni, Stefania
Casalini, 42 anni, Loretta Mameli, 41 anni, Stefano Zagnoni, 37 anni,
Sabrina Pagliei, 39 anni, Ivano Calandrelli, 45 anni, Daniele Niccoli,
48 anni, Gianfranco Somaroli, 59 anni, Giovanni De Maria, 49 anni,
Alessandra Bianchi,
35 anni, ed Antonio Morgante, 42 anni.

Dalle indagini, secondo quanto illustrato ai giornalisti dal
colonnello Pier Luigi Felli, comandante del Gruppo Tutela della Salute
di Roma, sarebbe emerso Torello Lotti come referente
dell'organizzazione, «ideatore - ha detto Felli -, promotore ed
organizzatore con poteri di supremazia all'interno del sodalizio,
coordinatore del disegno generale d'illecito arricchimento conseguito
attraverso la stipulazione di accordi corruttiuvi con imprese
farmaceutiche. Avvalendosi della propria notorietà - ha aggiunto il
colonnello Felli - Lotti, che ricopre numerose ed importanti cariche,
ha interferito a vario titolo nelle scelte in molti settori della
medicina specialistica».

Lotti, attualmente, è professore ordinario di dermatologia presso
l'Università di Firenze, direttore del centro interuniversitario di
dermatologia biologica e psicosomatica, direttore dell'U.o.c. di
dermatologia dell'Università di Firenze, direttore del reparto di
fisioterapia dermatologica dell'Azienda sanitaria di Firenze Ospedale
Santa Maria Nuova, direttore del centro Psocare di Firenze, presidente
della società italiana di dermatologia medica e presidente 2009/2010
dell'International society of dermatology, oltre che segretario e
tesoriere dell'associazione denominata 'Accademia toscana di
dermatologià.

L'indagine 'Derma-Affare fatto' è iniziata due anni fa, coordinata dal
sostituto procuratore di Firenze Sandro Cutrignelli e condotta dai
carabinieri del Nas di Firenze. In tutto le operazioni hanno coinvolto
170 militari, che hanno eseguito stamani 21 ordinanze di misure
cautelari (6 arresti domiciliari, 2 obblighi di dimora e 13 divieti di
esercitare attività imprenditoriali) firmate dal Gip del Tribunale di
Firenze, Angelo Antonio Pezzuti. Gli inquirenti hanno lavorato in
Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Veneto, Umbria, Piemonte e
Liguria. Attualmente sono i corso 37 perquisizioni domiciliari e
locali. Oltre ai 21 soggetti titolari delle misure cautelari, ci sono
ulteriori 9 persone denunciate in stato di libertà, che dovranno
rispondere di corruzione, truffa ai danni dello Stato e falso. I sei
arrestati sono accusati, oltre che di questi reati, anche di
associazione per delinquere. Alcuni degli indagati sono stati
rintracciati dai carabinieri a Cagliari, dove è in corso un congresso
della Società italiana di dermatologia.

L'organizzazione criminosa, secondo quanto ricostruito dai carabinieri
del Nas, avrebbe prescritto a centinaia di pazienti (circa ottocento,
da una prima stima) farmaci non previsti nel programma 'Psocare',
dietro compensi dei dirigenti delle multinazionali farmaceutiche
coinvolte. L'attività investigativa è stata portata avanti grazie ad
intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti ed acquisizioni
di materiale documentale. Un'indagine che avrebbe evidenziato che
personale sanitario impegnato nel progetto 'Psocarè, con la complicità
di amministrativi e referenti di società organizzatrici di eventi -
principalmente la Hevento, nella quale lavorano tre degli arrestati -
si sarebbero fatti corrispondere compensi economici e benefit in
cambio della prescrizione e della somministrazione di farmaci non
previsti dal progetto Psocare.

Il totale economico riscontrato dai carabinieri, ad oggi, è di circa
1,7 milioni di euro. Tutto, secondo i Nas, sarebbe iniziato nel
momento in cui il farmaco biologico Raptiva, prodotto dalla Merck
Serono, è uscito dal progetto 'Psocarè, ritirato dal commercio
dall'Agenzia europea dei medicinali dopo alcune patologie e decessi
attribuibili al farmaco. La Merck, di conseguenza, si è ritirata da
ogni impegno, creando un 'bucò di circa 200mila euro per il Centro
interuniversitario di dermatologia biologica psicosomatica diretto da
Lotti. Secondo i carabinieri, è stato quello il momento in cui il
professore avrebbe iniziato a contattare le aziende coinvolte
nell'inchiesta. Dalle intercettazioni negli uffici di Lotti sarebbe
emerso una sorta di scambio tra denaro (da parte delle aziende) e
pazienti coinvolti in 'Psocarè. «Un vero mercimonio di persone», ha
commentato il colonnello Pier Luigi Feli, comandante del Gruppo tutela
della salute di Roma, nel corso dell'incontro con la stampa.

http://www.lanazione.it

--
ILConsulente .

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lsd

unread,
Oct 1, 2010, 3:29:31 PM10/1/10
to

"IgnazioGSS©" <ignaz...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:is6ca6l4qj0cvg84m...@4ax.com...

> Guarda, se le accuse verranno confermate dai fatti processuali c'e' da
> dire che il comportamento di certa gente e' squalificante e DEVE
> essere bastonato pesantemente dall'ordine dei medici, oltre che dalla
> magistratura,

Ignazio, siamo pratici. Per come e' messa la giustizia in Italia le persone
coinvolte o vedranno i procedimenti andare in prescrizione o al peggio
patteggiano che tecnicamente non e' una sentenza di condanna per cui non ci
sono gli estremi per procedere a livello disciplinare.
Tanto per fare un esempio in ambito diverso, i famosi lavoratori di Malpensa
beccati a rovistare e rubare dai bagagli dei passeggeri, patteggiarono e la
SEA dovette mettergli tanti soldi in mano per ottenerne le dimissioni
volontarie perche' senza condanna non potevano essere licenziati per giusta
causa.

lsd

P.S. mia moglie si occupa di ricerca clinica per una grossa azienda. Da lei
c'e' un codice etico rigidissimo. Di norma chi viene assunto da fuori,
soprattutto da alcune aziende italiane, ha grosse difficolta' a cambiare i
propri modi di lavorare.


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edevils

unread,
Oct 1, 2010, 4:34:08 PM10/1/10
to
On 1 Ott, 21:29, "lsd" <lsd...@tiscali.it> wrote:
[...]

> Ignazio, siamo pratici. Per come e' messa la giustizia in Italia le persone
> coinvolte o vedranno i procedimenti andare in prescrizione o al peggio
> patteggiano che tecnicamente non e' una sentenza di condanna per cui non ci
> sono gli estremi per procedere a livello disciplinare.

Mmmh... Siamo proprio sicuri che senza una sentenza di condanna non ci
sono gli estremi per procedere a livello disciplinare?

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