" Nel novembre del 2007, mia madre ha iniziato a sentire un certo
prurito all’altezza delle scapole, al centro della schiena. Non
potendo vedere direttamente quel punto, mi ha chiesto ripetutamente
di
osservarlo, e dopo un pò di tempo ho notato che si era formata una
specie di macchia permanente, del diametro di qualche millimetro.
Il prurito nel frattempo si era trasformato in fastidio costante, con
occasionali fitte di dolore vero e proprio, che mia madre descriveva
come dei “piccoli morsi”, acuti e lancinanti.
Le dimensioni della macchia nel frattempo erano aumentate, e verso i
primi di gennaio provammo a fare delle applicazioni locali, tagliando
una fettina di aloe e spalmando il liquido che ne fuoriusciva
direttamente sulla parte interessata.
Per un certo periodo le dimensioni della macchia sembrarono
stabilizzarsi, ma non appena smettevamo le applicazioni la macchia
tornava a crescere, con nuove serie di “morsi” sempre più
fastidiosi."
Mi fu chiaro a quel punto che la cosa non si sarebbe risolta con le
semplici applicazioni di aloe.
Verso la metà di febbraio mi rivolsi a Tullio Simoncini, ...
... e gli mandai alcune fotografie della zona interessata.
Vedi foto 1 : http://i34.tinypic.com/rtoj8p.jpg
Simoncini mi suggerì di trattare la zona con la tintura di iodio in
quanto si tratta di basalioma .
A quel punto iniziai il trattamento con la tintura di iodio al 7%,
secondo le modalità suggerite da Tullio Simoncini nel suo libro “Il
cancro è un fungo”. (Attenzione: la tintura DEVE essere al 7%).
Vedi foto 2 : http://i33.tinypic.com/678phd.jpg
23 febbraio 2008.
Si tratta di applicare giornalmente una trentina di gocce di tintura
sul punto interessato, facendo alcune pause di qualche minuto, per
permettere alla tintura di penetrare in profondità, in modo da
"annegare" letteralmente la colonia fungina. Al posto del cotton-fioc
si può usare la punta di uno stuzzicadenti, o qualcosa di
equivalente.
Come si può vedere dalle immagini , l’”inzuppamento” di tintura di
iodio provoca una specie di crosta supplementare, costituita in buona
parte dalla tintura stessa.
Vedi foto 3 : http://i34.tinypic.com/2nhjfjp.jpg
26 febbraio 2008.
Bisogna continuare a inzuppare ogni sera, coprendo poi con garza
sterile, in attesa che la crosta si stacchi da sola.
Non bisogna forzare il distacco della crosta, perchè man mano che
questa si forma i funghi tendono a "ritirarsi" verso il centro, dove
la pelle è ancora viva. "Strappando" la crosta si rischia una
lacerazione in quel punto, e si crea la possibilità per la fuga di
qualche membro della colonia nel flusso sanguigno.
La prima crosta cadde da sola, dopo circa tre settimane, esattamente
come previsto dal libro: prima si alzano i bordi, poi si stacca del
tutto, e te la ritrovi nella garza.
Seguirono altre tre croste, generate con le stesse modalità. Alla
fine
della quarta, come si può vedere sotto...
Vedi foto 4 :
http://i36.tinypic.com/11t6ek8.jpg
20 giugno 2008
... restava ancora, al centro, una specie di apparente focolaio
("punto caldo"). Una volta caduta anche la "corona" esterna della
crosta, ne facemmo fare una quinta per sicurezza.
Un mese dopo, il risultato era questo :
Vedi foto 5 : http://i38.tinypic.com/2ro1ama.jpg
18 luglio 2008
Restavano solo due lacerazioni (puntini rossi), dovuti probabilmente
al distacco dell'ultima crosta. In seguito i puntini rossi se ne sono
andati. (La zona scura, in basso a sinistra, è un rimasuglio
dell'ultima crosta).
11 ottobre 2008 - circa 3 mesi dopo la caduta dell'ultima crosta:
http://i38.tinypic.com/1z1eptc.jpg
La pelle è rimasta segnata dai lunghi mesi di applicazioni della
tintura, ma la macchia iniziale non è più ricomparsa.
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MELANOMA PALPEBRA
curato con Bicarbonato di Sodio al 5% + TINTURA di IODIO
CASO CLINICO :
Paziente donna di 60 anni affetta da melanoma palpebra inferiore
destra con progressione anche nella congiuntiva.
vedi foto 1 : http://i53.tinypic.com/v594s5.jpg
vedi foto 2 : http://i54.tinypic.com/n14j1l.jpg
Nell’ottobre 2000 le viene proposto trattamento laser e intervento
chirurgico con successiva ricostruzione plastica.
La paziente, però, rifiuta momentaneamente le terapie proposte e si
sottopone alle mie cure.
Per 10 giorni effettua dei lavaggi con bicarbonato di sodio nella
congiuntiva, che eliminano completamente la massa che protudeva nel
suo interno.
Per tutto il mese successivo viene effettuata una spennellatura con
tintura di iodio al 7% al giorno sulla massa neoplastica ripetuta
20-30 volte nella stessa seduta, con il risultato di ottenere la quasi
completa distruzione della neoplasia.
Viene ripetuto un ciclo con le stesse modalità dopo 1 mese, che porta
alla sua eliminazione completa.
vedi foto 3 : http://i52.tinypic.com/29qbaq0.jpg
vedi foto 4 : http://i56.tinypic.com/zwhxkn.jpg
Le fotografie 1 e 2, fatte nel mese di ottobre 2000, che mostrano la
neoplasia all’inizio, in realtà sono state prese quando era già
incominciata la prima fase con il bicarbonato di sodio. Prima
dell’inizio della terapia, la massa nell’occhio era ancora più
grande.
Le fotografie 3 e 4, fatte nel mese di maggio 2002, dimostrano che la
neoplasia, una volta sparita dopo una terapia durata 2 mesi, non si è
più presentata a distanza di un anno e mezzo, permanendo solo un
piccolo esito cicatriziale.
CONSIDERAZIONI :
I melanomi possono essere distrutti con terapia locale con tintura di
iodio opportunamente somministrata.
Nel caso vi sia una localizzazione secondaria ai linfonodi oppure c’è
già un interessamento della membrana basale dell’epidermide, bisogna
prima effettuare un ciclo endovena con flebo di bicarbonato di sodio
al 5%, che impedisce la propagazione negli organi interni.
E’ opportuno iniziare sempre in questi casi col bicarbonato, perché
nel melanoma la candida, che si è abituata maggiormente a
metabolizzare le proteine dello strato della melanina, quando viene
aggredita dal bicarbonato, difficilmente riesce a sopravvivere.
Se si pratica invece l’operazione inversa, cioè se si comincia con la
tintura di iodio, c’è il rischio che si spinga la candida celermente
negli organi interni.
Così come ad esempio può accadere se si effettuano interventi
chirurgici senza copertura con bicarbonato di sodio.
La terapia applicata in questo caso è risultata efficace anche con
altri tumori della pelle come epiteliomi e basaliomi.
Dr. Tullio Simoncini (Oncologo)
--
ILConsulente .
> "Questo articolo descrive come ho curato un basalioma, comparso sulla
> schiena di mia madre, nell’arco di circa sei mesi, seguendo le
> indicazioni del Dott. Tullio Simoncini."
Yawn
http://medbunker.blogspot.com/2009/07/melanoma-basalioma-curato-dal.html
--
Frankie NiBBle
"L'ortografia? Quella è roba per conformisti ingnoranti."
Mister X su it.salute
> http://medbunker.blogspot.com/2009/07/melanoma-basalioma-curato-dal.html
Da cui copio e incollo
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" In questo caso ( il video è qui), si parla di un melanoma cutaneo e
di alcuni basaliomi che hanno colpito un signore australiano, sul cuoio
capelluto e sull'orecchio.
Il caso è semplicissimo da analizzare, vista l'evidenza dei documenti
disponibili.
Il video parla di melanomi e basaliomi e mostra un referto con esame
istologico dov'è confermata la diagnosi di melanoma e di basaliomi.
Il racconto nel video prosegue affermando che dopo questa diagnosi, il
paziente ha effettuato la cura Simoncini ed il cancro è scomparso
(cancer has gone, dice nel video...).
Lineare no?
No.
Lo stesso paziente afferma di essere stato operato e di aver eseguito
dei cicli con "nitrogeno liquido" (azoto liquido, un gas ridotto allo
stato liquido che raggiunge temperature bassissime e per questo è
utilizzato per le sue proprietà cauterizzanti, una sorta di "bisturi
freddo", viene utilizzato nella distruzione di vari tumori
superficiali, dal melanoma a quello del collo uterino).
Ha in pratica eseguito tutte le procedure previste tradizionalmente:
-Resezione chirurgica (si asportano tutte le lesioni sospette)
-Esame istologico di conferma (che conferma o smentisce la diagnosi
clinica)
-Eventuale rimozione di residui (in questo caso con l'azoto liquido)
La resezione c'è stata (confermata dalla stessa persona del video),
l'esame istologico pure (si vede nel video), i cicli di "sicurezza"
anche (con l'azoto).
Non solo.
Nell'esame istologico che si vede nel video, c'è un altro elemento
molto importante in questi casi. Quando esegui una resezione di tumore
localizzato (ad esempio, appunto, un melanoma) è fondamentale che TUTTO
il tumore sia contenuto nella zona che asporti o si rischia di lasciare
in sede delle cellule cancerose. Per questo, l'anatomopatologo (che
esegue l'esame istologico) deve dichiarare chiaramente nel suo referto,
se la resezione ha asportato TUTTO il tumore o se vi sono margini dei
campioni asportati che presentano cellule cancerose. La dicitura
"margini del campione liberi da lesioni" è quindi fondamentale."
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Puoi andare, arancì.
--
Frankie NiBBle
"Dell'intelligenza non so cosa farmene ..."- Mister X su it salute
> -----------------------------------------------------
> " In questo caso ( il video è qui), si parla di un melanoma cutaneo e
> di alcuni basaliomi che hanno colpito un signore australiano, sul cuoio
> capelluto e sull'orecchio.
e che c'entra l'australiano?
sei proprio cretino...
Beh, se è quello il modus operandi...
> e che c'entra l'australiano?
Cambia qualcosa?
> sei proprio cretino...
Facile da dietro il monitor, eh caghella?
--
Frankie NiBBle
"Non è quasi mai un errore di dgtazione quando, invece di mancare una
cosa, SI AGGIUNGE una cosa" - Kappas su it.salute
> Dr. Tullio Simoncini (Oncologo)
ROTFL
> ILConsulente nonche' suo vassallo leccaculo
aranci' ma non sei ancora stufo di prendere calci nel culo ?
io mi vergognerei come un ladro...