Catrame
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Le "cure" di Tullio Simoncini NON SONO GRATUITE, nonostante il
guaritore sottolinei l'economicità della sua "cura", esistono
testimonianze di persone che hanno pagato migliaia di euro per
sottoporsi ad una terapia con bicarbonato, con vari escamotages, queste
cure alla fine costano tantissimo a chi le intraprende. L'ex dottor
Simoncini non può effettuare visite mediche ma lo fa lo stesso. Nelle
sue "visite" si fa pagare attorno ai 150 euro per il solo consulto, per
eventuali "prestazioni" sono richieste cifre astronomiche che lui
giustifica con spese di clinica e strumentazione. Esiste una sorta di
clinica che applica le cure di Simoncini in Giappone (autorizzata dallo
stesso guaritore romano) che per un trattamento standard di due
iniezioni di bicarbonato chiede quasi 40.000 euro. Un semplice consulto
via mail costa attorno ai 3000 euro, una telefonata di 30 minuti 300
euro, più altri 150 per ogni 10 minuti aggiuntivi. Peggio delle
telefonate ai chiromanti.
Davvero singolare l'affermazione che il bicarbonato in vendita nei
negozi non sarebbe efficace come quello venduto dal centro giapponese
dell'ex medico che propone prodotti a base di bicarbonato tra i quali
un dentifricio per "proteggersi" dal cancro.
Esistono altresì diverse testimonianze di persone che si sono affidate
alle cure con il bicarbonato e sono decedute. Oltre alle tre coinvolte
nel processo all'ex medico si conoscono casi in varie parti del mondo.
Chi non c'è più non può raccontare la propria storia, ma chi resta può
dirci cosa è successo, alcune testimonianze, che naturalmente Simoncini
non riporterà mai, ci raccontano storie drammatiche:
Anonimo statunitense con glioblastoma che ha pagato 28000 euro per la
sua cura con bicarbonato. E' morto durante la cura Simoncini.
Sylvia Trachsler: Donna olandese di 58 anni, ha pagato 18000 euro per
curare per sua precisa volontà con il bicarbonato il suo tumore
mammario, è morta dopo aver ricevuto decine di iniezioni di bicarbonato
sul seno, il marito è diventato uno strenuo oppositore dell'ex medico
romano apparendo anche in TV per mettere in guardia il pubblico
olandese.
Marjolein Bouwman: olandese, 25 anni. Tumore ovarico. Si fida di
Simoncini e si sottopone alle sue cure. Dichiarata guarita dall'ex
medico, diventa una sua fervente sostenitrice, partecipando anche a
trasmissioni TV. Il tumore invece avanza. La donna si accorge di essere
stata truffata e tenta di raccontare la sua storia pubblicamente per
mettere in guardia altri da questa cura truffa ma il tumore la uccide
pochi mesi dopo.
Aysha: italiana, colpita da una recidiva di tumore mammario, si affida
alle cure di Tullio Simoncini tramite i consigli di un forum italiano
scovato su internet, incontra Simoncini che le arriva a consigliare
anche bagni termali per curare il suo cancro. Quando la situazione
diventa irreversibile, Simoncini ed i suoi sostenitori del forum
abbandonano in maniera cinica la povera ragazza al suo destino
negandole anche un semplice aiuto morale. Tullio Simoncini le aveva
proposto ricoveri a pagamento per interventi sul tumore. La donna,
madre di una bambina, è deceduta.
Beth: Donna americana colpita da tumore mammario, si affida a vari
"naturopati" ed a Simoncini che la sottopone alla sua cura. Il tumore
naturalmente progredisce e non mostra nessuna regressione; il guaritore
a quel punto le consiglia l'intervento chirurgico che avviene in un
ospedale a Milano, in Italia. Nonostante il fallimento della cura di
Simoncini ed il ricorso alla medicina, la donna continua ad essere una
sua sostenitrice, fino ad oggi.
Per pagare le sue cure è stata lanciata una raccolta fondi su internet
che fino ad adesso ha raggiunto quota 28.000 dollari.
Anonimo: Francia. Una testimonianza terribile da un pronto soccorso
francese. Una persona, con tumore vescicale ha sempre rifiutato le cure
tradizionali per sottoporsi da solo alla cura di Simoncini. Si
autosomministra bicarbonato di sodio tramite un catetere. All'arrivo al
pronto soccorso le condizioni dell'uomo sono disperate, ha bisogno pure
di diversi cicli di dialisi in quanto il suo rene è ormai in una
situazione disastrosa, invaso dal tumore.
Robert Fyvie: scozzese affetto da tumore intestinale, operato, dopo 4
anni presenta una recidiva al fegato. Raccolte con l'aiuto della
famiglia e dei concittadini 10.000 sterline (circa 12.000 euro) si reca
a Roma per sottoporsi alle cure di Simoncini. Muore dopo pochi giorni
dall'intervento. Ancora oggi la moglie si dice grata a Simoncini per
tutto l'aiuto ricevuto.
Massimo Civetta: romano, nel 2002 a 34 anni fu "curato" da Simoncini
con un'iniezione intraperitoneale di bicarbonato che causò la
lacerazione di parte dell'intestino. Morì il giorno dopo per emorragia
interna. Questo caso diede inizio al processo che terminò con la
condanna per omicidio colposo dell'ex medico romano. Simoncini chiese
un compenso di 400 euro per effettuare l'iniezione.
Luca O.: ragazzo di 27 anni affetto da tumore cerebrale. Versa 20.000
euro a Simoncini che lo indirizza in una clinica albanese nella quale
muore in pochi giorni.
Maria Grazia Canegrati, deceduta a marzo 2002 dopo inutili tentativi di
cura con il bicarbonato di sodio.
Grazia Cicciari, di Milazzo, novembre 2002, Simoncini ricevette il
figlio di questa donna e dopo pagamento la sottopose inutilmente alle
cure con il bicarbonato. La donna morì per tumore polmonare. Per questo
caso Simoncini fu condannato per truffa aggravata.
Brian Haw: affetto da una forma terminale di tumore polmonare, segue i
consigli di David Icke, "guru" complottista che sostiene le cure di
Simoncini e raccoglie fondi con beneficienza. Si reca in Germania per
sottoporsi a flebo di bicarbonato e vitamina C. Muore dopo pochi mesi.
Gina Calmute: americana, si reca a Roma da Simoncini. Diventa quindi
una sostenitrice della cura al bicarbonato apparendo in trasmissioni
televisive come "testimonial". Particolarmente significativa la sua
testimonianza alla TV del febbraio 2009: "Tutto quello che diceva
Simoncini mi sembrava sensato, l'ho chiamato una cinquantina di volte e
quando l'ho rintracciato gli ho detto "devi vedermi, verrò fino a Roma.
Ho fatto la sua cura ed ora mi sento sempre meglio". Muore alla fine
dello stesso anno.
Alcuni pazienti sottoposti alle "cure" di Simoncini e deceduti
Questi sono solo i casi noti alla cronaca.
Simoncini insiste sul fatto che la sua cura non sia per nulla
pericolosa e non abbia effetti collaterali. Curioso però come nel sito
della sua clinica giapponese sottolinei che se la terapia non è
somministrata dai "suoi" collaboratori, il bicarbonato può diventare
molto pericoloso ed una delle sue ultime vittime è morta proprio per le
conseguenze di iniezioni di bicarbonato, come dimostrato dalle
autopsie.
In realtà in piccole dosi il bicarbonato di sodio non crea particolari
pericoli. A dosi elevate i pericoli invece esistono soprattutto in
organismi indeboliti dalla malattia o con problemi secondari (per
esempio renali) che possono rendere addirittura letale, l'uso di
bicarbonato di sodio. Sono diversi i casi di persone che in maniera
sprovveduta usano il bicarbonato di sodio come se fosse una sostanza
inoffensiva. In un caso, una persona con un tumore al collo, ha
rifiutato qualsiasi cura per sottoporti a trattamenti alternativi, tra
i quali l'assunzione di bicarbonato. Rinvenuto in condizioni pietose,
in alcalosi metabolica e con scompenso elettrolitico, il paziente è
stato operato e salvato dall'ospedale della sua città. Ha sofferto
anche di sindrome allucinatoria. Sono centinaia i casi di persone che
per abuso di bicarbonato di sodio devono ricorrere alle cure
ospedaliere per sintomi molto gravi e potenzialmente letali.
Ho ricevuto diverse testimonianze (sei che si sono identificate
personalmente, dodici che non mi hanno comunicato i loro dati reali) in
privato di insuccessi della cura Simoncini che non pubblico perchè non
autorizzato. In alcuni di questi casi è descritto un rapido decadimento
delle condizioni generali di salute (che a volte ha richiesto il
ricovero d'urgenza) subito dopo alcune flebo di bicarbonato. Simoncini,
avvertito delle complicazioni ha "evitato" ogni ulteriore contatto con
il paziente abbandonandolo al proprio destino.
Tutta questa serie di casi, unita al fatto che Simoncini garantisce
successi ed efficacia, dimostra inoltre che questa persona effettua una
sperimentazione di una terapia senza fondamenti (la sua) su cavie umane
non informate correttamente. E si fa pure pagare. Le manipolazioni
della letteratura scientifica e dei casi presentati in video inoltre
dimostra la malafede e la disonestà intellettuale di questo
personaggio.
Del guaritore romano si sono occupati raccontandone le imprese anche
mezzi di comunicazione italiani come il programma televisivo Striscia
la Notizia e Mi Manda Raitre (con la testimonianza dei genitori di un
ragazzo dopo il trattamento Simoncini, qualche anno dopo di quella del
figlio di un'altra vittima), giornali come il Corriere della Sera e La
Stampa, una tv olandese che ha raccontato il caso drammatico di Sylvia
ed anche lo spagnolo El Mundo che definisce Simoncini "uno di quei
ciarlatani che di tanto in tanto saltano fuori con una sciocchezza
incredibile in cerca di fama". Recentemente in Inghilterra è stato
proibita una conferenza pubblica del guaritore romano (poi tenuta in
forma privata) perché pubblicizzava questa cura per il cancro "che non
ha alcuna base scientifica" e le autorità hanno messo sotto indagine la
clinica che propone il trattamento con bicarbonato. L'ex medico ha
tentato in questi anni di esercitare la sua professione in diversi
stati esteri provando ad iscriversi all'ordine professionale del
rispettivo paese (in Spagna l'iscrizione è stata rifiutata) riuscendoci
(ma con una procedura attualmente sotto indagine per presunti documenti
falsi) in Albania. L'autorità garante del commercio ha comunicato che
dopo l'iniziale pagamento di alcune rate della sanzione a lui
assegnata, il guaritore non ha più saldato il suo conto.
Il ripetuto atteggiamento manipolatorio e sfuggente, la pressante e
maniacale richiesta di soldi e la scia di tragedie che quest'uomo
lascia dove passa lo fa ritenere un individuo pericoloso e insidioso
dal quale qualsiasi persona, anche se disperata deve diffidare con
attenzione.
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Tra il rosso ed il nero,
vince sempre lo zero.