"Medicinali Boiron per l'influenza"

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Enrico C

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Oct 22, 2008, 7:02:46 AM10/22/08
to
Avete sentito lo spot? Dicono proprio così. Poi tutta la manfrina
vittimista dicendo che in Italia è vietato pubblicizzare i medicinali
omeopatici ma che nessuno vieta di farseli consigliare dal proprio
medico... e intanto la pubblicità all'omeopatico "per l'influenza" la
fanno lo stesso. :-(

Marius

unread,
Oct 22, 2008, 7:58:55 AM10/22/08
to

"Enrico C" <use_reply...@devils.com> ha scritto nel messaggio
news:xn0fwq89f...@news.lillathedog.net...

il punto di forza dei prodotti omeopatici sono le farmacie. Per loro
l'omeopatia e' un ottimo business: assicura un "ricarico" ben superiore a
quello dei farmaci veri e per giunta pagamento "cash", senza aspettare tutte
le lungaggini del rimborso da parte del SSN.

Ormai in tutte le farmacie vedi pubblicita' di "farmaci" omeopatici.

Ho ascoltato piu' di una volta dei farmacisti consigliare il paziente con
frasi tipo: provi questo prodotto omeopatico che non fa male (giustamente,
perche' l'acqua dovrebbe far male?) e se non le passa vada dal medico.

Ed una cosa del genere, se uno crede all'omeopatia, per giunta e' un
assurdo. Infatti secondo i suoi cultori non esiste un farmaco che curi un
sintomo uguale per tutti gli individui, ma deve essere cercato quallo adatto
alla "costituzione" dell'individuo! ma non credo che a quel farmacista che
ha questo comportamente gliene freghi niente della teoria e pratica
omeopatica: l'importante e' sentir suonare il registratore di cassa!

Credo comunque che le cose per i produttori non stiano andando molto bene:
se aziende come la Boiron e la Guna si sono spinte a fare pubblicita' alla
radio e sui giornali (cosa che sarebbe proibita dalla legge: ricorrono al
trucco di parlare in maniera aspecifica dell'omeopatia, senza citare il nome
del singolo farmaco) vuol dire che il loro mercato si sta contraendo. Non e'
difficile capire il perche': in tempi di recessione economica la gente sta
piu' attenta a non buttare i propri soldi.
Marius.

*GB*

unread,
Oct 22, 2008, 8:25:09 AM10/22/08
to
Marius ha scritto:

> ma non credo che a quel farmacista che ha questo comportamente
> gliene freghi niente della teoria e pratica omeopatica:
> l'importante e' sentir suonare il registratore di cassa!

Si', ma questo non vale solo per i farmacisti. Personalmente dubito
che da quel punto di vista un farmacista sia peggiore di un dentista
o di un audioprotesista.

> vuol dire che il loro mercato si sta contraendo. Non e' difficile
> capire il perche': in tempi di recessione economica la gente
> sta piu' attenta a non buttare i propri soldi.

Uhm... per fare il "maxelliano", lasciami ricordare che per lo stesso
motivo si sono contratti anche gli affari degli studi odontoiatrici:
la gente si tiene il mal di denti non perche' pensi che i dentisti
siano dei truffatori, ma perche' non ha piu' i soldi per tirare avanti
a fine mese, e quindi le priorita' diventano altre. Quindi questo fatto
non prova che la gente si sia accorta dell'inefficacia dell'omeopatia:
anche i farmaci veri subirebbero una pesante contrazione del consumo
se non venissero piu' passati dal SSN.

Bye,

*GB*

pippo.calo

unread,
Oct 22, 2008, 8:46:56 AM10/22/08
to

Si l'ho sentita...è uno sconcio....

bisognerebbe fare di più come è stato per le sigarette.
La scienza ufficiale ha accertato che la sigaretta uccide? bene sul
pacchetto è stato messo uno specifico avviso ed è vietata anche la reclame
indiretta.

Mettiamo un bell'avviso sulle scatole dei prodotti omeopatici che suona come
quello delle sigarette:

" non esistono prove dell'eficacia di questo farmaco; il suo uso può
rallentare la vera diagnosi, prognosi e profilassi danneggiandovi
garvemente"
e vietare anche la reclame indiretta....
--
Saluti


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Enrico C

unread,
Oct 22, 2008, 9:02:50 AM10/22/08
to
IgnazioGSS© wrote:

> Esatto, vergognoso.

Voi che siete medici, perché non sollecitate il vostro Ordine a
qualche forma di protesta pubblica, o almeno a un reclamo per
pubblicità ingannevole? (quest'ultimo in ogni caso lo può fare anche
il privato cittadino).

> Come dire in una pubblicità: fumate, fumate
> tanto, purtroppo per legge non e' possibile fare il nome delle
> sigarette, ma potete chiedere i nomi delle migliori marche dal
> vostro tabaccaio di fiducia.

Anzi, sarebbe come dire: "Chiedete le sigarette dell'industria Tal
de' Tali", di cui però non si nomina il marchio specifico, chessò
"Malspurgo", perché è vietato pubblicizzarlo...

> Poi chiamarli "medicinali omeopatici"...

Peggio ancora.

> Senza parlare del fatto che la menano sempre con la visione
> olistica, con la cura del malato e non della malattia e poi mandano
> la gente a comprarsi "la medicina omeopatica per l'influenza" in
> farmacia. Alla faccia della cura personalizzata e di tutto il
> corredo di cazzate che usano per screditare la VERA medicina quando
> cura le malattie dopo averle classificate come tali.

Tanto la gente è tonta, chi vuoi che si ponga queste dubbi così
raffinati?

Marius

unread,
Oct 22, 2008, 9:42:41 AM10/22/08
to

"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto nel messaggio
news:gdn636$7us$1...@aioe.org...

il registratore di cassa!
>
> Si', ma questo non vale solo per i farmacisti. Personalmente dubito
> che da quel punto di vista un farmacista sia peggiore di un dentista
> o di un audioprotesista.

non capisco il nesso. un dentista o un audiprotesista puo' anche far il suo
lavoro per i soldi (che c'e' di male?) l'importante e' che faccia tale
lavoro "secondo le regole dell'arte".

Il farmacista che consiglia un "farmaco" omeopatico lo fa andando contro i
principi stessi dell'omeopatia, in quanto secondo tali principi non pui'
essere usato lo stesso farmaco in soggetti diversi per la stessa malattia.

Occorre una "visita" da parte del medico omeopatico, che dopo una lunga
serie di domande tipo quale colore preferisce o se ama giocare a golf gli
prescrive il farmaco adatto alla sua costituzione.

Quindi, il faramacista che consiglia un farmaco omeopatico per l'influenza,
senza aver effettuato la "visita" va contro le leggi stesse (ammesso che uno
ci creda) dell'omeopatia.
Mariu

Message has been deleted

*GB*

unread,
Oct 22, 2008, 10:09:32 AM10/22/08
to
Marius ha scritto:

> Il farmacista che consiglia un "farmaco" omeopatico lo fa andando
> contro i principi stessi dell'omeopatia, in quanto secondo tali
> principi non pui' essere usato lo stesso farmaco in soggetti diversi
> per la stessa malattia.
>
> Occorre una "visita" da parte del medico omeopatico, che dopo una
> lunga serie di domande tipo quale colore preferisce o se ama giocare
> a golf gli prescrive il farmaco adatto alla sua costituzione.
>
> Quindi, il faramacista che consiglia un farmaco omeopatico per
> l'influenza, senza aver effettuato la "visita" va contro le leggi
> stesse (ammesso che uno ci creda) dell'omeopatia.

Okay, hai ragione tu. Allora il farmacista che vende rimedi omeopatici
in quella maniera, non equivale al dentista, ma all'odontoiatra abusivo.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Oct 22, 2008, 10:16:39 AM10/22/08
to
*GB* (myself) wrote:

> non equivale al dentista, ma all'odontoiatra abusivo.

Con cio' intendendo: "all'odontotecnico che gestisce abusivamente
uno studio dentistico spacciandosi per odontoiatra"... oppure:
"all'odontotecnico che svolge prestazioni dentistiche in uno studio
intestato solo formalmente a un direttore sanitario medico-dentista".

Notare che queste due categorie insieme fanno il 50% degli studi
dentistici in Italia. Quindi non c'e' molta differenza con il 50%
dei farmacisti che propongono rimedi omeopatici senza le visite.

Bye,

*GB*

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Mario Campli

unread,
Oct 22, 2008, 2:01:44 PM10/22/08
to
Salve, Enrico C. In data 22/10/2008 15.02 hai scritto:

> Voi che siete medici, perché non sollecitate il vostro Ordine a
> qualche forma di protesta pubblica, o almeno a un reclamo per
> pubblicità ingannevole? (quest'ultimo in ogni caso lo può fare anche
> il privato cittadino).

Già fatto. Un buco nell'acqua...

Roma, 25 novembre 2006

Alla Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato
Piazza G. Verdi, 6/A
00198 ROMA


Il sottoscritto Dott. Mario Campli, medico chirurgo, in qualità di
singolo consumatore, scrive per denunciare l’ingannevolezza e
l’improprietà della campagna pubblicitaria avviata in questo mese dalla
ditta “Laboratoires Boiron” (http://www.boiron.com), produttrice di
medicinali omeopatici.
A titolo esemplificativo sottopongo all’attenzione dell’Autorità
l’inserzione pubblicitaria pubblicata a pagina 213 del n. 45 (16 nov
2006) del settimanale “L’Espresso”, (all. 1).
In tale pubblicità, sotto l’immagine della confezione di un medicinale
omeopatico di cui si è resa illeggibile la denominazione con una
cancellatura, è riportato quanto segue:
“In Francia è il n° 1 degli antinfluenzali. In Italia non possiamo
mostrarlo. In Francia (Fonte: dati Nielsen a valore – aggiornamento
giugno 2006), il n°1 degli antinfluenzali è un medicinale omeopatico dei
Laboratoires Boiron. L’originalità della sua formula lo rende efficace
[…] Oggetto di accurate sperimentazioni, il nostro medicinale ha
accumulato numerose prove di efficacia […] In Italia i medicinali
omeopatici non hanno ancora il diritto di essere citati nella
pubblicità, né di riportare le indicazioni terapeutiche sulla
confezione. Perciò parlatene con il vostro medico o il vostro
farmacista: vi consiglieranno nella maniera più opportuna […] ”

Parallelamente alla campagna di stampa, sono stati messi in onda spot
radiofonici dello stesso tenore. Riporto l’approssimativa trascrizione
della pubblicità trasmessa per radio:
"Esiste un medicinale che è il numero uno in Francia tra gli
antinfluenzali omeopatici, si chiama...“ un segnale acustico copre la
voce dello speaker; quindi riprende: “Ma come, sono stato interrotto? Il
farmaco si chiama…” nuovamente un segnale acustico copre la voce dello
speaker, dopodichè l’annuncio prosegue: "Oggi in Italia non è possibile
fare pubblicità ai medicinali omeopatici, ma vi possiamo dire che questo
prodotto è prodotto dalla ditta francese Boiron. Se vuoi saperne di
piu' chiedi al tuo medico o al tuo farmacista il farmaco contro
l'influenza della Boiron.”

Tale annuncio radiofonico è andato in onda, tra le altre volte, il
giorno 17 nov 2006 alle ore 09:33 e alle ore 09:58 sulla emittente
“Radio 24”. Mi sono giunte segnalazioni che il medesimo annuncio è stato
ripetutamente trasmesso anche da altre emittenti, in particolare “Radio
DeeJay”, “Radio Capital”, “Radio Radio”.

Mi sembra evidente il surrettizio aggiramento della normativa che vieta
una simile pubblicità: gli elementi contenuti nel messaggio consentono
perfettamente la identificazione del prodotto, eludendo il divieto
(peraltro addirittura citato!) di fare pubblicità ai medicinali omeopatici.
A tale proposito trovo significativo il commento di uno degli ideatori
di tale campagna pubblicitaria, riportato su una pagina di un sito web
dal titolo “Quando la pubblicità è da vietare” (il giorno 24 nov 2006
alle ore 11:30, all’indirizzo
http://blog.adci.it/quando-la-pubblicita-e-da-vietare , all. 2).
L’autore Gianguido Saveri afferma:
“[…] Riguardo ai limiti imposti per Legge, un esempio. C’è in giro una
campagna stampa (fatta da me e da Stanislao Porzio) per BOIRON, leader
mondiale nell’omeopatia. […] La campagna è stata inizialmente rifiutata
da tutti gli editori!! Hanno accettato di pubblicarla solo dopo azioni
legali da parte dell’Azienda e solo dopo che l’Azienda ha firmato una
liberatoria assumendosi "tutte le responsabiltà" […] Quindi: puoi
censurare, darti delle regole, ma i più forti comandano e fanno ciò che
vogliono (in questo caso le multinazionali del farmaco che ricattano gli
editori).”

Il Decreto Legislativo 17 mar 1995 n. 185, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 22 mag 1995, n. 117 (“Attuazione della direttiva 92/73/CEE in
materia di medicinali omeopatici”) prevede all’articolo 3, comma 2: “È
vietata qualsiasi forma di pubblicità presso il pubblico dei medicinali
omeopatici […]”. Ma, fatta salva ogni altra eventuale considerazione
sulla liceità di una simile campagna pubblicitaria, ne voglio qui
contestare la veridicità.

I medicinali omeopatici, per essere definibili tali, devono contenere
quantità infinitesime, se non nulle per i procedimenti di diluizione ai
quali sono sottoposti durante la loro preparazione, di sostanze
farmacologicamente attive. Più in particolare, in base all’articolo 3,
comma 1 sub c del già citato D.L., non possono contenere più di una
parte su diecimila di tintura madre (l’ingrediente di base da cui, per
successive diluizioni, si ottiene il medicinale omeopatico) e in ogni
caso non più di 1/100 della più piccola dose utilizzata dalla Farmacopea
Ufficiale per i farmaci per i quali è previsto obbligo di ricetta
medica. Questa modalità di preparazione del medicinale omeopatico ne
garantisce l’innocuità, ma nel contempo lo priva di qualsivoglia
indicazione terapeutica, perché qualsiasi dose di qualsiasi prodotto non
contiene quantità di principi attivi capaci di esplicare qualche effetto
biologico. E difatti, nonostante la pretesa pubblicitaria che lo
specifico prodotto in questione abbia “…accumulato numerose prove di
efficacia…” non esiste nessuna fonte scientifica al mondo che abbia
pubblicato un articolo confermato da terze parti che dimostri con uno
studio metodologicamente ben condotto l’efficacia di qualsiasi
medicinale omeopatico; anzi, riviste prestigiose che rivestono un ruolo
rilevante in campo medico scientifico hanno ripetutamente verificato che
l’efficacia di qualsiasi medicinale omeopatico non si discosta da quella
del placebo (due fra tutti: “Are the clinical effects of homeopathy
placebo effects? A meta-analysis of placebo-controlled trials”, Lancet
350, 834-43, 1997 - "Are the clinical effects of homoeopathy placebo
effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy
and allopathy", Lancet 366, 726-32, 2005).
L’obiezione mossa dai fautori dell’omeopatia a questi studi è che la
metodologia scientifica di buona qualità (lo studio clinico randomizzato
in doppio cieco) non si applica ai medicinali omeopatici, perché questi
vengono prescritti in base ad una complessa analisi personale, per cui
non esiste un unico rimedio per il medesimo tipo di patologia: per
ciascun individuo esiste un particolare rimedio adatto a risolvere un
determinato problema. Alla luce di questa obiezione appare grottesca la
pretesa di pubblicizzare un medicinale omeopatico con una indicazione
generica adatta a qualsiasi individuo.
Ma, ancora di più, questa pretesa contravviene ad una precisa norma di
legge, ovvero all’articolo 3, comma 1 sub b del già citato D.L., che
recita testualmente a proposito del medicinale omeopatico: “non reca
sulle confezioni né vanta in qualsiasi altro modo indicazioni
terapeutiche”

Si richiede pertanto l’intervento dell’Autorità contro la campagna
pubblicitaria in questione, ricordando che l’articolo 8, comma 2 del già
citato D.L. prevede sanzioni pecuniarie per il titolare
dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale
omeopatico che contravviene al divieto di pubblicizzare in qualsiasi
forma il proprio prodotto presso il pubblico.

Distinti saluti,

--------------------------------------------------------------------

E questa è la pilatesca risposta:

Oggetto: segnalazione pervenuta in data 27 novembre 2006, riguardante il
messaggio relativo al medicinale omeopatico prodotto dai Laboratoires
Boiron.

Con riferimento alla richiesta di intervento in oggetto, si comunica che
l'Autorità ha esaminato la fattispecie segnalata e ha ritenuto che la
stessa non rientri nell' ambito di applicazione del Titolo 111, Capo II,
del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del
consumo, in materia di pubblicità ingannevole e comparativa.

L'Autorità, in particolare, osservando che la pubblicità dei medicinali
è soggetta a una particolare disciplina, contenuta nel Titolo VIII
"Pubblicità" del Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n. 219, ha ritenuto
che l'eventuale violazione di tale specifica normativa, applicabile per
espressa previsione anche ai medicinali omeopatici, non rientra tra le
competenze demandate all'Autorità dal Codice del Consumo, riguardando
più propriamente attribuzioni connesse all'attività istituzionale del
Ministero della salute.

Sulla base di tali considerazioni, nella sua adunanza del 21 dicembre
2006, l'Autorità ha deliberato l' archiviazione del caso per
inapplicabilità del Decreto Legislativo sopracitato.

Si fa inoltre presente che quanto rappresentato nella richiesta di
intervento è stato portato a conoscenza del Ministero della Salute.

L'Autorità ringrazia per l'attenzione riservata allo svolgimento dei
propri compiti istituzionali.

IL SEGRETARIO GENERALE


--------------------------------------------------------------------

Direi che al Ministero della Salute la pratica si è smarrita...
Io ho fatto la mia parte, ma non mi sento Don Quixote, se qualcun altro
si vuole accomodare...

--
Doctor Diabolicus
http://www.sci-med.it

Enrico C

unread,
Oct 22, 2008, 2:58:05 PM10/22/08
to
Mario Campli wrote:

[...]
> Direi che al Ministero della Salute la pratica si è smarrita...

Ma proprio per questo dovrebbe muoversi l'Ordine, se il privato
cittadino o il singolo medico non vengono ascoltati.

Complimenti cmq per averci provato.

*GB*

unread,
Oct 23, 2008, 3:55:26 AM10/23/08
to
max(L) ha scritto:

>> Notare che queste due categorie insieme fanno il 50% degli studi
>> dentistici in Italia. Quindi non c'e' molta differenza con il 50%
>> dei farmacisti che propongono rimedi omeopatici senza le visite.
>

> ma come cacchio li fai i conti ?
> Me lo spieghi una volta o l'altra ? :-))

Certo che te lo spiego.

Secondo i cicappini, i farmacisti (che sono operatori sanitari
a tutti gli effetti, e quindi meriterebbero lo stesso rispetto
degli altri) sarebbero dei loschi individui dediti a immorali
guadagni. Invece i medici sarebbero _tutti_ dei benefattori
disinteressati, bistrattati da un complotto tra i farmacisti
e la malefica industria dell'omeopatia.

Pero' se uno va in farmacia a comprarsi ad es. un antibiotico,
di tasca sua gli costa 5 euro (amoxicillina) o poco piu'.
Solo che ci vuole la ricetta medica. Se gliela da' il MdB,
no problem. Altrimenti, se ci vuole una visita specialistica,
deve aspettare anche mesi oppure pagare extramoenia 150 euro.

Pagati quei 150 euro, il farmaco viene a costargli 155 euro.
Ovviamente pero' lo squallido affarista e' il farmacista.

Ecco dunque perche' il farmacista consiglia a volte dei rimedi
omeopatici: se nel parlare con il paziente si convince che
questo non ha molta voglia di andare dal medico e non sembra
avere disturbi non risolvibili tramite un effetto placebo
magari aiutato da erbe medicinali presenti nel rimedio,
ecco che con quel consiglio rende soddisfatto il paziente.

In quanto ai dentisti e agli audioprotesisti, non credo
che ci sia bisogno di sottolineare la differenza tra i prezzi
che praticano qui in Italia rispetto a, non dico l'Ungheria,
ma anche solo la Francia.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Oct 23, 2008, 4:06:48 AM10/23/08
to
Enrico C ha scritto:

> Voi che siete medici, perché non sollecitate il vostro Ordine a
> qualche forma di protesta pubblica, o almeno a un reclamo per
> pubblicità ingannevole? (quest'ultimo in ogni caso lo può fare anche
> il privato cittadino).

Ti rode piu' l'omeopatia della vitamina B17, eh?

Nonostante che la prima non ammazzi nessuno,
mentre la seconda si'?

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Oct 23, 2008, 4:31:10 AM10/23/08
to
Enrico C ha scritto:

> Ma proprio per questo dovrebbe muoversi l'Ordine, se il privato
> cittadino o il singolo medico non vengono ascoltati.

Ma se l'Ordine non fa niente contro la vitamina B17...

> Complimenti cmq per averci provato.

Vero... si e' esposto coraggiosamente.

Ora vediamo se anche a lui arrivano due pugnalate o se invece
gli mettono una soluzione omeopatica di KCN nel caffe'. ;-)

Bye,

*GB*

Enrico C

unread,
Oct 23, 2008, 4:57:36 AM10/23/08
to
*GB* wrote:

> Ti rode piu' l'omeopatia della vitamina B17, eh?

Leggi i thread sulla B17 e vedrai quel che penso su quella questione.

Ma ora si parlava della pubblicità a un prodotto omeopatico fatta da
una grossa azienda. Se qualcuno farà uno spot anche per la B17,
proporrò di fare reclamo al ministero della Salute, o a chi di
competenza, anche per quella.

Il problema è che l'omeopatia ha una diffusione capillare fomentata
da interessi commerciali, e uno spot radio o tv arriva a milioni di
persone, non solo ai quattro gatti che leggono questo NG.


> Nonostante che la prima non ammazzi nessuno,
> mentre la seconda si'?

Sarà, ma la diffusione di massa di credenze pseudoscientifiche, che
magari non ammazzano (ma in certi casi possono danneggiare la salute
distogliendo dalle cure necessarie, oltre a spillare soldi inutili)
forma il substrato culturale di "creduloneria di massa" su cui
possono proliferare ciarlatanerie più pericolose. Se l'acqua fresca
può curare ogni malattia, perché non una misteriosa "vitamina B17"? ;)

Pensa -altro esempio- agli stregoni africani, che hanno ancora un
largo seguito tra certe popolazioni: su quella base, magari innocua
quando si limita all'effetto rassicurante o erboristico, ci sono poi
molti che "non credono" alle spiegazioni scientifiche sull'AIDS, ma
preferiscono credere alle superstizioni, per esempio che ci si possa
liberare dell'AIDS facendo l'amore con una ragazza vergine (afaik).

Message has been deleted

Marius

unread,
Oct 23, 2008, 10:55:21 AM10/23/08
to

"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto nel messaggio
news:gdpale$2ud$1...@aioe.org...
> max(L) ha scritto:

> Secondo i cicappini, i farmacisti (che sono operatori sanitari
> a tutti gli effetti, e quindi meriterebbero lo stesso rispetto
> degli altri) sarebbero dei loschi individui dediti a immorali
> guadagni.

Trovami dove qualcuno abbia mai detto questo. Il farmacista, fa bene a
guadagnare con il suo lavoro, perche' non dovrebbe? Vediamo se riesci a
capire con un esempio pratico cosa si diceva a proposito di quei farmacisti
che cercano di vendere a ogni pie' sospinto prodotti omeopatici.

1) cliente: mi da' qualcosa per l'influenza?
farmacista A: prenda questa aspirina.

2) cliente: mi da qualcosa per l'influenza?
farmacista B: prenda questa arnica 13 CH.

Qual'e' la differenza tra i due farmacisti?
- il primo (A) ha somministrato un medicinale la cui INDICAZIONE e' contro i
sintomi influenzali. Ha utilizzato bene le sue conoscenze, ha reso un
servizio al cliente e ci ha pure guadagnato.

Il secondo (B) ha somministrato un "rimedio" che non ha NESSUNA INDICAZIONE.
Il rimedio omeopatico (per chi ci crede!) deve essere individuato
dall'omeopata dopo un attento e prolungato colloquio con il paziente, e non
serve a curare una sintomatologia ma a "riequilibrare" una fantomatica
energia del paziente, e quindi e' diverso, per la stessa sintomatologia, da
paziente a paziente.

Pertanto il farmacista B o:
-non conosce l'omeopatia, e vuole lo stesso somministrare prodotti
omeopatici unicamente a scopo di lucro
-conosce l'omeopatia ma per non farsi scappare il cliente gli somministra un
prodotto che potrebbe non essere idoneo, in quanto manca la base per poterlo
prescrivere.

In entrambi i casi, questo farmacista NON ha utilizzato bene le sue
conoscenze, NON ha reso alcuno servizio la paziente, pero' ha guadagnato
come il primo!

Mi sembra che ci sia una bella differenza tra i due, non trovi?
Marius.

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