Sono un ragazzo di 27 anni di Mola di Bari e da quando ne avevo 4 (1977)
soffro di una forma tumorale un po strana e molto rara , cioè l'adamantinoma
che è stata per molti anni conosciuta come un tumore benigno delle ossa
mascellari e mandibolari mentre in questa ventina d'anni il mio caso e
qualcuno simile hanno modificato le informazioni a suo rigurado. In pratica
il sito in cui ho avuto la malattia è stata la tibia della gamba destra e
dopo numerose resezioni e autotrapianti dopo ben 8 anni ho avuto due
recidive sempre all'arto destro però su tessuto muscolare (polpaccio). Nel
frattempo o fratturato 3 volte la tibia perchè i vari interventi avevano
introdotto una debolezza intrinseca delle ossa , e quindi grazie all'operato
dei medici dell'Istituto G.Pini di Milano sono sempre riuscito a salvare la
gamba mantenendo anche una placca di 21 cm di metallo che mi dava robustezza
maggiore. Aggiungo che la fortuna mi ha aiutato in ambito scolastico perchè
tutti i miei danni si sono verificati in estate e quindi sono riuscito a
proseguire gli studi con i massimi voti. L'anno 1991 doveva essere l'anno
del riscatto perchè i medici , oramai convinti della mia guarigione avevavno
deciso anche di levarmi la placca per poter anche dar sfogo anche a una
crescita della gamba. Purtroppo la mazzata arriva grazie ai controlli
specifici che mi diagnosticano una nuova recidiva alla gamba e soprattutto
una metastasi polmonare. Vengo ricoverato all'Istituto Nazionale dei Tumori
di Milano e vengo sottosposto a resezioni polmonari e , per esperimento mi
venne chiesto di affrontare un ciclo di chemioterapia a base di
Metrotexate,Vincristina e Oloxan (terapia dell'ostesarcoma) per vedere se
evrebbe avuto effetto sulla recidiva alla gamba. Finita la chemio il 6
Novembre 1991 vengo operato al G.Pini con la scoperta che la terapia non
aveva avuto alcun effetto e mi viene amputata gamba destra con la
consolazione di mantenere il ginocchio che nei limiti delle tecnologia
moderna comunque mi permette di camminare quasi normalmente. Il mio calvario
non finisce qui e negli anni successivi (1994 e 1997) ho avuto ancora
metastasi al polmone sinistro (sempre quello) e sono stato operato
dall'equipe del Centro Chirurgico Toracico dell INT di Milano e mi sono
sempre ripreso (con qualche acciacco) e sono riuscito , senza perdere una
anno di studio, a diplomarmi (maturità scientifica 60/60) ed ad iscrivermi
alla Facoltà di Ingegneria Elettronica in Telecomunicazioni al Politecnico
di Bari . Sono nel periodo di tesi ma , e qui viene il brutto della
situazione, mi sono riammalato ma questa volta forse è peggiore delle
precedenti : da questa estate soffrivo di bronchite e problemi respiratori
ma le varie lastre radiologiche a cui vengo periodicamente sottoposto non
mostravano nulla. In realtà i confronti tra i vari referti contigui non
riuscivano a smascherare quello che mi stava accadendo. Dopo una TAC
toracica e addominale mi è stata riscontrata un'altra metastasi
LINFOGHIANDOLARE che si estendi nel mediastino dall'esofago (che viene
parzialmente contratto dandomi qualche difficoltà nel deglutire : ho perso
13 Kg in 3 mesi) fino alle pareti diaframmatiche con un forma a bottiglia
con diametro massimo trasversale di 14 cm che sposta anche il cuore stesso
portandomelo quasi a ridosso della parte sinistra della scatola toracica.
Adesso mi sto riprendendo dai problemi sintomatologici tipo una piccola
infezione , tosse , perdita di peso ma il 2 Gennaio 2001 sarò di nuovo
all'INT di Milano per sostenere una radioterapia SPERIMENTALE guidata
dall'equipe dei Tumori Rari. Io confido molto nell'operato di tali medici e
sono abbastanza ottimista però nel messaggio volevo includere un piccolo
appello per trovare altri che si sono ammalati come me o in forma simile per
la stessa forma di tumore o conoscere altre esperienze risolutive. Se non
sarà possibile sono comunque a disposizione per condividere esperienze e per
lasciare un messaggio a tutti quelli che stanno avendo tendenze
pessimistiche e che hanno paura di questa malattia. Io sono forse l'esempio
meno indicato per affermare che il cancro si può guarire , ma , nel mio
piccolo della mia esperienza che vi ho voluto descrivere in breve , vorrei
dirvi di non abbandonarvi mai : i parenti , gli amici , l'amore del vostro
partner , le soddisfazioni lavorative e di studio , sono tutte belle cose
che vi devono riempire quel vuoto , quella sensazione di inutilià che lascia
la malattia , ma , soprattutto siete voi stessi , con forza di volontà e
sempre con un sorriso stampato sul viso , potrete darvi coraggio per
affrontare la vita. Se ve lo dice uno che ha subito 20 e dico 20 interventi
chirurgici , allora che state aspettando :" COMBATTETE !!!".
carlod...@quipo.it
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