No, tu non mi fai sentire in colpa. Per colpa io intendo anche l'ansia che
tutti noi abbiamo quando prendiamo troppi farmaci, pur sapendo che non ne
possiamo fare a meno. Se leggi molti interventi qui dentro ti accorgi subito
che tantissime persone chiedono:"Cosa mi potra' capitare se prendo farmaci
ogni giorno ?" E poi vedrai anche che tantissimi scrivono:"Ho tentato di non
prendere nulla, ma poi non ce l'ho fatta piu'..." Ecco, Lella, questa
battaglia quotidiana per non prendere e poi dover prendere le medicine,
produce ansia. Che si aggiunge al mal di testa. La cosa che ho notato, dopo
43 anni (prima ho ricordi vaghi, di quello che chiamavano"acetone", appunto)
di mal di testa, e' che i medici non ti aiutano. Si' sono stati molto
comprensivi a Firenze, ma purtroppo le terapie non hanno funzionato.
Prendevo molti piu' farmaci del mio solito optalidon, vari psicofarmaci
anche, ma oltre ad un ottundimento non ottenevo. E' stato molto comprensivo
un medico di Roma, anche lui cegalgico, che prendeva piu' farmaci di me (ora
ha 82 anni e sta alla grande...). Ma molti altri medici si sono rifiutati di
farmi le ricette, per esempio. Molti farmacisti si rifiutano di darmi le
supposte di optalidon, pur sapendo che mi bastera' andare in
un'altra...pero' mi costringono a fare dei giri incredibili, esattamente
come se fossi una tossica (qui torno al tuo discorso...questo e'
l'atteggiamento degli altri che ti fa sentire un "drogato"). Mi fanno
perdere molto tempo e tempo, davvero, col lavoro che faccio, non ne ho. Mi
propongono dei farmaci da banco che fanno ridere solo a guardarli, non
rendendosi conto assolutamente di cosa significhi vivere con questa che,
secondo me, e' una malattia a tutti gli effetti.
>Guarda che i barbiturici non danno dipendenza psicologica, ma fisica. I
rischi reali sono quelli di tutte le dipendenze, ovvero le >crisi di
astinenza con rebound (ritorno) della patologia per cui li si prende ed
altre belle cosette. Inoltre non sono proprio un >toccasana per il fegato,
per esempio. Infine c'è il reale rischio di intossicazione acuta, perchè
qualcuno, per tutta una serie di >motivi, spesso sbaglia le dosi o li prende
più volte al giorno..
Io faccio due check up all'anno, uno me lo fa fare l'azienda e un altro me
lo faccio da sola. Per fortuna fino ad oggi va tutto bene. Ho 48 anni, forse
tra qualche altro anno comincero' a risentire dell'uso e dell'abuso. Se non
saro' morta prima di qualche altra cosa . Qualche cosa che puo' capitare
anche a chi non ha mai preso una medicina in vita sua. Sono diventata
piuttosto fatalista, guardandomi intorno
>Insomma, sono farmaci tutt'altro che maneggevoli. Se, ovviamente, quello è
l'unico farmaco che cura quella patologia, magari >anche pericolosa
(epilessia, per es.) l'aternativa non si pone. Ma, IMHO, per quanto riguarda
le cefalee le alternative ci sono, >almeno nel 99% dei casi. Tu sei quel 1%
e, nonostante abbbia provato *seriamente* qualunque alternativa, questa
>*sicuramente* non funziona? OK, prendi i barbiturici, ma prendili con
cognizione di causa e sotto controllo medico. Tutto qui. >Saluti Lella
Lo so che non sono maneggevoli. Ma nemmeno l'Imigran e il Sumigrene lo sono.
Con quelli ho collassato e non e' stato piacevole. Ho provato il Toradol,
che mi ha attutito il dolore ma mi ha provocato forte nausea. Il Difmetre'
mi ha atterrato, spalmato a letto, col mal di testa attutito, ma senza piu'
forze. Novalgina e Aulin sono acqua fresca ( e non riesco a bere durante
l'attacco). Cafergot mi ha dato tachicardia...Insomma, io sono pronta ad
altre terapie, ma mi devono assicurare una vita normale, di qualita', e
anche produttiva. Quello che non sopporto, forse e' la mia anima
sessantottina che emerge, e' che siano altri a decidere per me. Qualcuno,
che magari non ha mai sofferto di emicrania, ha deciso di togliere il
barbiturico da alcuni prodotti, pur sapendo che e' il componente all'80%
attivo e risolutivo del prodotto stesso.
Tu sei stata molto gentile a menzionare fegato, tossicosi e affini, ma molti
rispondono che il barburico non si prende perche "fa male" e stop. Capisci
che e' una posizione inaccettabile? Io proporrei un Albo per noi che
soffriamo di emicrania. Ci si iscrive e si ha diritto a consumare i propri
farmaci, seppur sotto controllo medico. Che poi, "sotto controllo medico",
dopo una vita che hai lo stesso disturbo, che vuol dire? Quando durante
crisi piu' forti di altre ho chiamato il mio medico, l'unica cosa che mi ha
detto e' "Coraggio, tanto lo sai che poi passa..."...
Serena
--
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>"Cosa mi potra' capitare se prendo farmaci
> ogni giorno ?"
1) L'utilità di un farmaco va valutata secondo il rapporto costo (in
lire e spt. in effetti collaterali e/o pericolosi) benificio.
2) Si parla sempre in termini di "probabilità". C'è chi ha fumato per 40
anni 2 pacchetti di sigarette al giorno ed è morto a 90 anni. Ciò non
vuol dire che il fumo non faccia male. In linea di principio l'uso
cronico di alcuni farmaci va limitato *per quanto possibile*, ovvero va
trovata una strategia terapeutica che permetta di massimizzare l'effetto
e minimizzare i pericoli.
> E poi vedrai anche che tantissimi scrivono:"Ho tentato di non
> prendere nulla, ma poi non ce l'ho fatta piu'..."
Infatti il "non prendere nulla" non ha senso.
> Ecco, Lella, questa
> battaglia quotidiana per non prendere e poi dover prendere le
medicine,
> produce ansia.
Quello che produce ansia è anche (e secondo me sopratutto) la necessità
di dover essere al 100%. Adesso ti faccio un discorso estremo per
spiegarti cosa intendo, spero che tu e gli altri cefali non mi
sbraniate.
Se una persona ha una malattia cronica (e la cefalea lo è, poi può
essere più o meno invelidante), non può "pretendere" dal suo corpo più
di quanto questo possa dargli. Se un miope vomesse fare il pilota di
aerei, non potrebbe farlo. Se uno che pesa 50 chili volese fare il
buttafuori, non potrebbe farlo. Se un timidissimo volesse fare l'addetto
alle PR, non potrebbe farlo. Se un sordo volesse fare il centralinista,
non potrebbe farlo.
Adesso ti chiedo: quanto "rispetti" la tua cefalea? Lo so che è un
discorso difficile, ma che ti piaccia o no, tu sei una cafalalgica. La
cosa ti permette cmq di fare tutto quello che vuoi? Benissimo fallo. Non
te lo permette? OK...qui casca l'asino...PERCHE' LO DEVI FARE PER FORZA?
(si, sto gridando, non per assalirti, ma per farmi sentire meglio). Ti
sei mai fermata ad esaminare questo aspetto del problema? E' molto più
importante di quanto tu non creda, anche come meccanismo di
"cronicizzazione".
Tu poi dici che vari farmaci che hai provato ti hanno dato effetti
collaterali "non accettabili". A parte la mia personale perplessità in
proposito, io noto invece che:
1)Tali effetti hanno in comune il fatto di non "farti essere al 100%",
anche se poi magari tali farmaci la cefalea te la fanno passare
2)Hai gestito da sola la cosa, perchè se mi dici che "i triptani ti
hanno fatto collassare" vuol dire che poi non ti sei fatta spiegare la
cosa da nessuno, quindi sei un'automedicatrice. Quindi io, a te, i
barbiturici probabilmente non li darei. Che poi abbia il dovere di
spiegarti perchè non li darei, è perfettamente vero. Vuoi prenderli lo
stesso? Trovi farmacisti "compiacenti"? Fai pure, ognuno è libero di
sbagliare, ma non chiedermi di essere "complice" di uno sbaglio,
scusami, la mia professionalità e la mia coscienza si metterebbero a
strillare come aquile.
> La cosa che ho notato, dopo
> 43 anni (prima ho ricordi vaghi, di quello che chiamavano"acetone",
appunto)
L'"acetone" non ha nulla a che vedere con la cefalea. L'ho avuto anche
io, e non sono mai stata una cefalalgica
> Ma molti altri medici si sono rifiutati di
> farmi le ricette, per esempio.
Probabilmente io sarei stata fra quelli...a meno che non avessimo
trovato una "via di mezzo". Per esempio, io ti dò l'Optalidon ma tu mi
scrivi quanto ne prendi, fai gli esami di controllo per il fegato,
etc...etc...
> Molti farmacisti si rifiutano di darmi le
> supposte di optalidon, pur sapendo che mi bastera' andare in
> un'altra...
ADIV dovrebbero farlo tutti....queli in errore sono quelli che te lo
danno.
> non
> rendendosi conto assolutamente di cosa significhi vivere con questa
che,
> secondo me, e' una malattia a tutti gli effetti.
Sul fatto che la cefalea sia sottovalutata, in questo NG, se ne è
discusso spesso. E tutti siamo dell'avviso che sia vero.
> Quello che non sopporto, forse e' la mia anima
> sessantottina che emerge, e' che siano altri a decidere per me.
Capsico l'atteggiamento. Ma non puoi nemmeno pretendere che qualcuno
vada contro i propri principi e le proprie conoscenze *per te*.
Saluti
Lella
>Quello che produce ansia è anche (e secondo me sopratutto) la necessità
>di dover essere al 100%. Adesso ti faccio un discorso estremo per
>spiegarti cosa intendo, spero che tu e gli altri cefali non mi
>sbraniate.
>Se una persona ha una malattia cronica (e la cefalea lo è, poi può
>essere più o meno invelidante), non può "pretendere" dal suo corpo più
>di quanto questo possa dargli.
>Adesso ti chiedo: quanto "rispetti" la tua cefalea? Lo so che è un
>discorso difficile, ma che ti piaccia o no, tu sei una cafalalgica. La
>cosa ti permette cmq di fare tutto quello che vuoi? Benissimo fallo. Non
>te lo permette? OK...qui casca l'asino...PERCHE' LO DEVI FARE PER FORZA?
Io rispetto la mia cefalea quanto lei rispetta me. Lella, non e' questa una
societa' che rispetta chi sta male. Un male "aleatorio", incomprensibile per
i piu'.Un male che non si vede e quindi per molti "non esiste". Un male,
soprattutto, per il quale c'e' una cura sintomatica che ti consente di
vivere meglio, quindi non si capisce perche' non farla.
Chi sta male e' automaticamente "fuori"da questa societa'. E' edonismo, va
bene, ma questa e' la realta' e non possiamo farci nulla ne' io ne' te. Io,
come credo chiunque, non voglio star "fuori". Non voglio star fuori
soprattutto da un matrimonio che funziona e che non funzionerebbe (cerchiamo
di essere realistici)se un compagno o una compagna fosse costretta ad
entrare in una dimensione di malattia che magari non essendo un cefalgico,
non capirebbe fino in fondo. Non voglio star "fuori" dal lavoro e da una
carriera che mi diverte e mi gratifica aver fatto e continuare a fare. Non
voglio star fuori da una cerchia di affetti amicali e parentali. Non voglio
rinunciare a tutta una serie di cose alle quali, come tutti HO DIRITTO. Un
sordo non puo' sentire, ma se prendendo un barbiturico potesse farlo, pensi
che penserebbe al suo fegato?
>Tu poi dici che vari farmaci che hai provato ti hanno dato effetti
>collaterali "non accettabili". A parte la mia personale perplessità in
>proposito, io noto invece che:
>1)Tali effetti hanno in comune il fatto di non "farti essere al 100%",
>anche se poi magari tali farmaci la cefalea te la fanno passare
Me la facessero passare li prenderei, Lella. Ma me la tengono solo in
sordina. Si', non mi fanno stare al 100%, e' vero. E allora? Potendo
mangiare ogni giorno uno squisito piatto di lasagne, tu ti costringeresti a
cucinarti una minestrina in nome di una qualche etica e convinzione
professionale?
>2)Hai gestito da sola la cosa, perchè se mi dici che "i triptani ti
>hanno fatto collassare" vuol dire che poi non ti sei fatta spiegare la
>cosa da nessuno, quindi sei un'automedicatrice. Quindi io, a te, i
>barbiturici probabilmente non li darei.
E chi te lo dice? I triptani me li ha dato un neurologo, uno dei tanti
tentativi. Ha provato a darmeli anche per un secondo attacco e abbiamo
dovuto desistere perche'sono stata male nel suo studio. Non sono
un'automedicatrice. Sono anzi una donna alla continua ricerca di un
confronto, sia per quanto riguarda il fisico che per quanto riguarda
l'anima. Questo confronto con te, che scusa se te lo dico, mi sembri
trincerarti volentieri dietro la tua professionalita', mi sta confermando
l'atteggiamtento costrittivo di alcuni medici che non ascoltano l'anima
della gente, ma solo il loro fegato. Certo, non e' vostro compito ascoltare
anche l'anima, c'e' chi lo fa di mestiere, ma sapessi quanto si potrebbe
andare avanti anche nella cura del fegato, ascoltando la gente...Magari si
scoprirebbe cosa della loro anima, li ha fatti ammalare. Ma questo e' un
altro discorso...
> Che poi abbia il dovere di
>spiegarti perchè non li darei, è perfettamente vero. Vuoi prenderli lo
>stesso? Trovi farmacisti "compiacenti"? Fai pure, ognuno è libero di
>sbagliare, ma non chiedermi di essere "complice" di uno sbaglio,
>scusami, la mia professionalità e la mia coscienza si metterebbero a
>strillare come aquile.
>L'"acetone" non ha nulla a che vedere con la cefalea. L'ho avuto anche
>io, e non sono mai stata una cefalalgica
Ecco qua. L'hai detto. Niente di male. Non perche' uno e' medico deve avere
tutte le malattie. Forse dovrebbe avere pero' l'umilta' di ascoltare chi
queste malattie ce l'ha. Mi permetto di contraddirti sull'acetone. Una delle
prime domande che mi fece il professor Sicuteri fu proprio se da bambina
avevo sofferto di acetone. Moltissimi bambini con l'acetone, infatti,
diventano cefalgici. E anzi, alcune crisi di acetone mimano quello che sara'
poi il tuo tipo di cefalea o di emicrania.
>Probabilmente io sarei stata fra quelli...a meno che non avessimo
>trovato una "via di mezzo". Per esempio, io ti dò l'Optalidon ma tu mi
>scrivi quanto ne prendi, fai gli esami di controllo per il fegato,
>etc...etc...
Mi sembra che nel messaggio precedente ho scritto appunto che faccio un
check up completo due volte l'anno, uno per l'azienda e un altro, sei mesi
dopo, per conto mio.
> Quello che non sopporto, forse e' la mia anima
> sessantottina che emerge, e' che siano altri a decidere per me.
>Capsico l'atteggiamento. Ma non puoi nemmeno pretendere che qualcuno
>vada contro i propri principi e le proprie conoscenze *per te*.
Giusto. Infatti trovo i miei medici ed i miei farmacisti per non mettere in
imbarazzo gli altri. Vorrei che mi fosse usata la stessa delicatezza, ma
spesso non e' cosi'. Questo tuo ultimo "per te" mi suona un po' tipo "chi
pensi di essere, *tu* con il tuo mal di testa per venire a metter dubbi sui
miei studi e la mia professionalita'?", ma va bene lo stesso. Mi spiace
averti fatti innervosire, ma chi sta male sviluppa negli anni un carattere
magari scomodo per gli altri. Ma e' lo stesso carattere che poi gli fa
gestire una dipendenza da barbiturico per cio' che e': una gran comodita',
un'occasione di vita che, chissa' perche', in tanti (alcuni col camice,
altri solo rompiscatole)tentano di espropriare.
Saluti
Serena
Mailgate References:
Zac Zac------->
>Adesso ti chiedo: quanto "rispetti" la tua cefalea? Lo so che č un
>discorso difficile, ma che ti piaccia o no, tu sei una cafalalgica. La
>cosa ti permette cmq di fare tutto quello che vuoi? Benissimo fallo. Non
>te lo permette? OK...qui casca l'asino...PERCHE' LO DEVI FARE PER FORZA?
>(si, sto gridando, non per assalirti, ma per farmi sentire meglio). Ti
>sei mai fermata ad esaminare questo aspetto del problema? E' molto piů
>importante di quanto tu non creda, anche come meccanismo di
>"cronicizzazione".
Ci ho pensato un bel po' prima di rispondere LellaCarissima (cosa che non
faccio mai), ma alla fine un qualche piccolo appunto lo debbo fare con
grande garbo (come č mio solito, evvero :-) .
Non nel merito del discorso "chimico" ma su altro.
Concordo con te su tutto il discorso costi/benefici ma questo,
inevitabilmente, č un discorsetto che tende a trascendere.
Allora....
Costi/benefici dell'andare in macchina a trovare un amico a 200 km di
distanza il sabato sera dopo mezzanotte con la nebbia: direi tendenzialmente
infinito (1/0.... insomma giů di li). Eppure la gente lo fa... e la gente SA
a che cosa va incontro, no ? La TV dice che cosa succede, no ? Eppure la
gente lo fa !!
Qualcuno si č mai fermato a riflettere su questo aspetto del problema ?
(pochissimi)
Ho estremizzato e non vorrei che la cosa inneschi una qualsivoglia polemica,
ma il discorso č un po' li.
PERCHE' DEBBO FARLO PER FORZA ?
Semplice....
Perchč quello č Leo....
Uno che (quando sta bene) č imballato come una 500 in discesa con la prima
ingranata.
Uno che (quando sta male), si vergogna di farsi vedere, trascina la catena
come un vecchio cane.
Non arriverei mai ad intossicarmi per condurre una vita *normale*
(credo...), ma forse l'aspetto di come ti senti quando stai male e cosa sei
disposto a fare per non sentirti piů in quel modo, l'ha sollevato (insieme
ad un po' di polvere) la cara Serena, alla quale ovviamente auguro di non
aver piů bisogno non solo dei barbiturici, ma di qualsiasi altro farmaco, ma
alla quale, nel contempo, mi associo nel redarguire tutti coloro, e sono
tanti (non tu Lella, questo io l'ho capito perfettamente), che non lesinano
giudizi morali su chi usa farmaci per poter condurre una vita "normale".
Saluti
Leopondolo per provare che si puň cambiare, sposta il confine di ciň che č
normale
> Costi/benefici dell'andare in macchina a trovare un amico a 200 km di
> distanza il sabato sera dopo mezzanotte con la nebbia: direi tendenzialmente
> infinito (1/0.... insomma giù di li). Eppure la gente lo fa... e la gente SA
> a che cosa va incontro, no ? La TV dice che cosa succede, no ? Eppure la
> gente lo fa !!
> Qualcuno si è mai fermato a riflettere su questo aspetto del problema ?
No perche' se no lo centrano. C'e' la nebbia noh???? !!!!!!
Ciao,
Massimo
>Quello che produce ansia è anche (e secondo me sopratutto) la necessità
>di dover essere al 100%. Adesso ti faccio un discorso estremo per
>spiegarti cosa intendo, spero che tu e gli altri cefali non mi
>sbraniate.
>Se una persona ha una malattia cronica (e la cefalea lo è, poi può
>essere più o meno invelidante), non può "pretendere" dal suo corpo più
>di quanto questo possa dargli. Se un miope vomesse fare il pilota di
>aerei, non potrebbe farlo. Se uno che pesa 50 chili volese fare il
>buttafuori, non potrebbe farlo. Se un timidissimo volesse fare l'addetto
>alle PR, non potrebbe farlo. Se un sordo volesse fare il centralinista,
>non potrebbe farlo.
>Adesso ti chiedo: quanto "rispetti" la tua cefalea? Lo so che è un
>discorso difficile, ma che ti piaccia o no, tu sei una cafalalgica. La
>cosa ti permette cmq di fare tutto quello che vuoi? Benissimo fallo. Non
>te lo permette? OK...qui casca l'asino...PERCHE' LO DEVI FARE PER FORZA?
NOn ti sbrano Lella, hai ragionissima. E da quando so che hai ragione
sto anche un po' meglio sicche'... che scrivo a fare? :) Ovvio, tu e
gli altri dottori mi avete dato una gran mano con l'ansia da
performance, ma non avete ancora fatto niente per la mia grafomania
:))
Il motivo per cui la cefalea ti fa arrabbiare piu' di una malattia
cronica, e' paradossalmente il fatto che non ce l'hai sempre.
E allora ti dici ma perche' devo buttare via questa giornata stando da
schifo? Vero, ci sono le giornate che sto bene, ma *questa* mi capita
una sola volta nella vita e proprio non mi va di passarla in coma sul
divano. Specie se e' una domenica, specie se l'alternativa e'
trascorrere del tempo di qualita' con me stessa, coi miei gatti o con
le persone che amo.
Certo, c'e' di peggio e non possiamo dimenticarcelo. Non possiamo
neanche, per carita', ridurci noi a sar peggio sempre a causa delle
schifezze di medicine che prendiamo per il malditesta.
Ma quando hai malditesta, non pensi a quelli che vivono inchiodati al
divano tutta la vita. Pensi ai Leopondoli che vanno a cento all'ora, e
ti domandi che hai fatto di male nell'altra vita per meritarti che
tu-oggi-no.
E credimi, se non sei davvero votata al martirio, e' molto difficile
sapere che c'e' la pastiglina che ti puo' far passare questo
malditesta, lei da una parte, il tuo malditesta dall'altra e tutti gli
effetti collaterali di fronte. Devi fare uno sforzo sovrumano per
pensare agli effetti collaterali. Motivo per cui io, pur essendo
blandamente contraria alle medicine "pesanti" e fortemente contraria
alle medicine senza il parere del medico, capisco perfettamente come
sta Serena...
LeoPondolo <in...@tecneco.org> scritto nell'articolo <3aacd729$1@news>...
>
> Lella ha scritto nel messaggio
<980m6j$r0mtp$1...@ID-55447.news.dfncis.de>...
>
> Zac Zac------->
>
> PERCHE' DEBBO FARLO PER FORZA ?
>
> Semplice....
>
> Perchè quello è Leo....
>
> Uno che (quando sta bene) è imballato come una 500 in discesa con la
prima
> ingranata.
>
> Uno che (quando sta male), si vergogna di farsi vedere, trascina la
catena
> come un vecchio cane.
>
> Non arriverei mai ad intossicarmi per condurre una vita *normale*
> (credo...), ma forse l'aspetto di come ti senti quando stai male e cosa
sei
> disposto a fare per non sentirti più in quel modo, l'ha sollevato
(insieme
> ad un po' di polvere) la cara Serena, alla quale ovviamente auguro di non
> aver più bisogno non solo dei barbiturici, ma di qualsiasi altro farmaco,
ma
> alla quale, nel contempo, mi associo nel redarguire tutti coloro, e sono
> tanti (non tu Lella, questo io l'ho capito perfettamente), che non
lesinano
> giudizi morali su chi usa farmaci per poter condurre una vita "normale".
>
Ottima considerazione (come sempre) :-)))))))
E' vero che in giro c'è una cultura della "sopportazione" moraleggiante
nella quale il dolore è un passaggio quasi obbligato verso la
crescita..........è purtroppo pure vero il contrario.....questa stessa
cultura ha generato l'orrore per la sofferenza (che ricorda assai e con un
forte nesso simbolico, l'orrore per la Morte).....
quindi
accade spesso di incontrare persone torturate da parenti/amici/colleghi che
disconfermano il loro dolore e che al tempo stesso rincorrono tutto ma
proprio tutto nel desiderio di negare ciò che hanno (ci deve pur essere la
pilloletta che mi stronca tutto!)
Attenzione stiamo parlando quasi sempre di cefalee tipo tensivo alla fine
(quelle che si impallano di farmaci e che rischiano la cefalea cronica
quotidiana da abuso farmacologico).....
cioè cefalee con effettiva scarsa invalidità....non certamente le più
intense....ma con fortissima componente emotivo affettiva....dunque cariche
di fortissima e veramente atroce sofferenza!
Ma la sofferenza non si combatte con gli analgesici!!!!!!!!
Spesso occorre un supporto psicologico adeguato......e questo viene quasi
sempre rifiutato...........
Per questo è verissimo che le CTT sono difficili da curare......
Un saluto
--
Dr. Francesco Maria Andreozzi
Anestesia Rianimazione Terapia del Dolore
Ambulatorio Cefalee e Dolore Neuropatico
ASL RMH Osp. Civ. Genzano
fra...@tin.it
Grazie. L'onore di una persona è fatto anche della stima degli amici.
>E' vero che in giro c'è una cultura della "sopportazione" moraleggiante
>nella quale il dolore è un passaggio quasi obbligato verso la
>crescita..........è purtroppo pure vero il contrario.....questa stessa
>cultura ha generato l'orrore per la sofferenza (che ricorda assai e con un
>forte nesso simbolico, l'orrore per la Morte).....
>
Convengo... Dire che il dolore fa crescere è una affermazione assolutamente
improbabile.
Si cresce se è il momento di crescere, se la persona *ha bisogno* di
crescere, se si è disposti a crescere. Io non credo che la cosa abbia molto
a che fare con la sofferenza. Alcune persone accettano il dolore, si
accontentano della loro vita e tirano avanti. Altre no... in questo caso il
dolore (spesso) abbrutisce, ti scollega il cervello, ti fa vedere tutto con
un'ottica distorta, come attraverso gli occhiali di un astigmatico. Io non
so se faccio parte del primo o secondo gruppo. Mi ricordo invece che mi
nascondevo per prendere la Novalgina, per non far vedere a mia moglie (che
mi illudo presuntuosamente avere bisogno di me) che per continuare ad essere
il giullare di sempre non avevo bisogno di ricorrere ad espedienti chimici.
Non mi sono mai soffermato ad analizzare in maniera approfondita quali
fossero i meccanismi psicologici che inducessero quel pudore, ma è stata
dura accettarlo e farlo accettare dalle persone che ho attorno. Forse il
solo vedere lo sguardo di compassione/pietà che inevitabilmente veniva loro
in volto ripensando a quella volta che mi avevano tenuto la testa mentre
vomitavo, oppure l'idea e la paura che il loro comportamento nei tuoi
confronti sarebbe cambiato.... boh ? difficile dirlo.
snippete...
>Spesso occorre un supporto psicologico adeguato......e questo viene quasi
>sempre rifiutato...........
Il dolore fa paura, porca miseria, fa paura a tutti e quasi tutti lo
scansano, se possono, scansando le persone che soffrono. A ben pensarci, chi
avrebbe bisogno di supporto psicologico sono i sani, non chi è malato.
>Per questo è verissimo che le CTT sono difficili da curare......
Per questo, FMA, Lella, ADM e tutti gli altri che non nomino personalmente,
il vostro aiuto è così importante ed apprezzato.
>
>Un saluto
Un abbraccio a te e a tutti.
Leopondolo vorrebbe cambiare gli occhiali.... ma non è ancora entrato
nell'ottica .. hihihihi
Non credo, posso sbagliare, che sia orrore per la morte. A me personalmente
spaventa molto di piu' la malattia. La morte e' "altro", io non ci sono
piu' o sono in un "altrove" tutto da scoprire... La malattia invece, come
dice LeoPondolo, mi nega: io esisto ancora (quindi lavoro, interagisco con
gli altri, mi si vede...) ma non sono piu' io. Sono un "cane che si trascina
dietro dietro la catena" (bellissima :-)) ) e se ne va a smaltire dietro la
casetta di legno quel dolore che gli fa tenere la coda spalmata sulla
pancia...L'orrore per la sofferenza e', al contrario di quello per la morte
(morte che ha invece un suo valore etico) un orrore sacrosanto. Perche'
soffrire? E' una domanda semplice, come mai non c'e' risposta? Al morire
c'e': la nostra vita ha un ciclo naturale, la morte ne fa parte...Ma
guardiamo gli animali: non se la prendono se muoiono, per vecchiaia o
predazione. E' la natura. Ma se sono malati o si isolano da soli perche'
non hanno piu' la forza per cacciare, riprodursi eccetera, o sono isolati
dal branco. Sono "inutili" e vengono abbandonati. La cosiddetta selezione
naturale fa parte della natura.
Naturalmente sto parlando della malattia in generale intendendo pero' la
nostra, cosi' sfuggente e poco definita. Sto legando questo discorso al
fatto che per noi c'e' la possibilita' di non soffrire prendendo dei farmaci
adatti. Non mi avventuro assolutamente in altre patologie, quindi non
attribuite alle mie parole un assoluto "orrore" verso chi e' malato. Anzi.
Diversi dagli animali, avremmo come branco il dovere di accudire chi non ha
speranza di risolvere ne' la malattia ne' il dolore. Dico "dovremmo" perche'
poi non e' cosi' per tante ragioni, ma questo e' un altro discorso.
Leopondolo dice che non arriverebbe ad intossicarsi per poter condurre una
vita normale. Meno male che ci mette un"forse" tra parentesi. Secondo me
dipende. Dipende da quanto stai male. Dipende da "chi sei", e da chi sei "in
quel momento". Cioe' cosa la tua vita ti chiede da una parte e ti offre
dall'altra. Dipende da chi hai vicino...Non credo nell'assoluto, ma solo nel
relativo. Quindi non c'e' mai e non ce' sempre. Cosi' come non c'e' una
"vita normale". E' la tua vita, la vivi come sai e come puoi, cercando di
non farti condizionare da modelli e verita' di altri.
>Spesso occorre un supporto psicologico adeguato......e questo viene quasi
sempre rifiutato........... Per questo è verissimo che >le CTT sono
difficili da curare......
E' vero. Spesso persone molto strutturate da un dolore oltreche' da una
storia personale "importante", sono un guaio per un analista. Ma anche qui
dipende, dipende dall'analista e dalla forza del transfert. Freud diceva di
preferire gli psicotici ai depressi ed ai nevrotici, ma sinceramente non
saprei dove mettere con precisione gli strutturati. Attraversano
orizzontalmente varie categorie, e spesso sono afflitti da consapevolezze
ingombranti, da lucidita' dolorose. Hanno cercato a lungo risposte da soli,
hanno dunque molto letto, visto, sentito, vissuto... Gli analisti devono
essere "a livello".
LeoPondolo, che intendi per "polvere" ? Quella che avrei sollevato insieme
al problema, intendo.
Cut ma :°°°) è ovviamente un peccato
Cara, cara, carissima Serena,
Grazie per aver dato voce a mille pensieri inespressi del sottoscritto....
(consapevolezze ingombranti, lucidità dolorose etc etc).
Non riesco ad aggiungere altro a ciò che hai detto...
So che questo reciproco, batterci la mano sulla spalla sembrerà a molti il
solito, settario, cameratismo da anonimato internettiano o quant'altro, ma
ti giuro che le tue parole sono davvero moolto interessanti e vorrei che
fossero patrimonio comune dell'umanità (un po' come quei poveri monumenti
che gli afgani vogliono abbattere).
Si, lo so che la patologia di cui siamo affetti non è mortale, che ci sono
cose che sono ben peggiori (ne so qualcosa), ma questo non toglie che il
discorso sulla sofferenza riveste un carattere più generale e che tu hai
sollevato insieme al polverone (la verbale, amichevole diatriba con l'amica
Lella). Per questo plaudo alle tue considerazioni, (per assurdo anche se non
fossi d'accordo) perchè è un aspetto che purtroppo i miei medici (ma, dio,
non è una accusa!!) hanno trascurato e che ho dovuto in qualche maniera
affrontare da solo.
Clap clap a Francesco che è acuto ed affilato per capirlo !!!
Lo stesso per tutti gli altri che osservano questo complesso intreccio di
sentimenti, neurotrasmettitori e microcorrenti encefaliche che prendono il
nome di dolore e che non si limitano a dire farmaci si / farmaci no...
Con grande, grandissima simpatia...
Leopondolo slow motion, vuol rivedere, l'uomo che vince contro ogni parere.
> Me la facessero passare li prenderei, Lella. Ma me la tengono solo in
> sordina. Si', non mi fanno stare al 100%, e' vero. E allora? Potendo
> mangiare ogni giorno uno squisito piatto di lasagne, tu ti
costringeresti a
> cucinarti una minestrina in nome di una qualche etica e convinzione
> professionale?
Serena, ti prego di una cosa. Io non li userei perchè sono convinta che
al 99% non siano necessari, punto e basta. Lasciami fuori dai discorsi
morali, OK?
Tra l'altro, prima di continuare a parlare del nulla, mi scrivi la
composizione esatta delle pasigliette in questione? Ho una
perplessità...
> Questo confronto con te, che scusa se te lo dico, mi sembri
> trincerarti volentieri dietro la tua professionalita', mi sta
confermando
> l'atteggiamtento costrittivo di alcuni medici che non ascoltano
l'anima
> della gente, ma solo il loro fegato.
Bhè, permettimi di dirti che mi hai rotto le scatole, con queste
affermazioni. Stai facendo esattamente la stessa cosa, mi stai dando
un'etichetta. Nonostante ti abbia già spiegato che non è mia abitudine
dare giudizi morali. Ci aggiungo un paio di faccine perchè lo spirito
non è quello del litigio, ma solo quello di farti riflettere...:-)))
> Moltissimi bambini con l'acetone, infatti,
> diventano cefalgici. E anzi, alcune crisi di acetone mimano quello che
sara'
> poi il tuo tipo di cefalea o di emicrania.
Direi che è tutto il contrario. Molte "vomitate" infantili sono
scambiate per "acetone" ed invece sono crisi di cefalea. E, per inciso,
io l'acetone l'ho avuto (brrrrrr!!!!)
> Questo tuo ultimo "per te" mi suona un po' tipo "chi
> pensi di essere, *tu* con il tuo mal di testa per venire a metter
dubbi sui
> miei studi e la mia professionalita'?", ma va bene lo stesso.
No,no, no...hai troppa fantasia...;-)
Semplicemente io sono una "rigida", per certi versi. Se una terapia non
mi convince, e per di più la considero pericolosa, non la prescrivo,
punto e basta. Ed io considero i barbiturici, in questo ambito, poco
utili e pericolosi.
> Ma e' lo stesso carattere che poi gli fa
> gestire una dipendenza da barbiturico per cio' che e': una gran
comodita',
> un'occasione di vita che, chissa' perche', in tanti (alcuni col
camice,
> altri solo rompiscatole)tentano di espropriare.
Continui ad avere troppa fantasia...:-PPP!
Saluti
Lella
PS: scusa per il ritardo nella risposta
> alla quale, nel contempo, mi associo nel redarguire tutti coloro, e
sono
> tanti (non tu Lella, questo io l'ho capito perfettamente), che non
lesinano
> giudizi morali su chi usa farmaci per poter condurre una vita
"normale".
Okkei...se fate una manifestazione vengo anche io! :-)
Leo, abbiamo parlato tante volte sulla "scarsa sensibilità" del mondo
verso i cefalalgici, e su questo siamo tutti d'accordo. Ma Serena,
nonostante l'abbia ripetuto più e più volte, non riesce a comprendere
che "giudizio clinico" e "giudizio morale" nulla hanno a che vedere
l'uno con l'altro, per quanto mi riguarda.
Vorrei cmq renderti la pariglia (gneck gneck gneck) con una riflessione.
Io sono "sudicia" (nel senso geografico), e forse ho un'altra visione
della parola "dovere". Ma forse la vostra testa l'ha più vicina alla mia
che a quella della vostra parte razionale, e non ve ne siete mai
accorti! :-PPP
Inoltre, "la gente" vi tratterà sempre male fino a quando sarete voi i
primi a vivere la cefalea come una vergogna. E alcuni di voi lo fanno.
Quindi, dovreste essere i primi a rivendicare il "diritto alla cefalea".
O non mi dirai che esiste un luogo nel mondo dove i diritti vengono
riconosciuti senza essere richiesti? Ah, si..."Utòpia"...
Saluti
Lella che provoca
Convengo... Dire che il dolore fa crescere è una affermazione assolutamente
> improbabile.
> Si cresce se è il momento di crescere, se la persona *ha bisogno* di
> crescere, se si è disposti a crescere. Io non credo che la cosa abbia
molto
> a che fare con la sofferenza.
esiste qualcos'altro oltre a te stesso quando soffri?
Il dolore...la sofferenza ...tracciano crudeli confini mentali. Lunghe
palizzate di filo spinato ci isolano dagli altri e nel contempo delimitano
le zone di paura nelle quali rifiutiamo di addentrarci ...: paura di
soffrire per sempre, paura di morire, paura di essere esclusi dalla società,
dal ns ambiente, paura di non essere più all'altezza del ns ruolo...di madre
di moglie di lavoratore. Da questo punto di vista la sofferenza non fa
crescere...anzi..indebolisce, ci limita psicologicamente, rende i nostri
pensieri circolari, malati, limitati.La sofferenza distrugge (mens sana in
corpore sano....no?..)
Ma, se soffrire non ci aiuta a crescere, sicuramente ci cambia. Penso che
nessuno dopo un qualsivoglia dolore ritorni ad essere quello di prima, come
nessuna ferita guarisce senza lasciare la pelle almeno un poco indurita. Si
può essere migliori o peggiori, più consapevoli o più soli, più pronti a
godere delle cose belle o più chiusi in se stessi, e questa è una scelta che
ognuno deve fare , nella solitudine del proprio se
...........è purtroppo pure vero il contrario.....questa stessa
> >cultura ha generato l'orrore per la sofferenza
...la
sofferenza abbruttisce e qui, dove vige la sublimazione dell'estetica,
..... non è facile essere brutti, essere malati...non è bene essere diversi.
.....ci sentiamo psicologicamente abbandonati alla solitudine , come
vecchi esquimesi sulla banchisa della vita.Chi non è solo con il proprio
dolore?
Alcune persone accettano il dolore, si
> accontentano della loro vita e tirano avanti.
Accettare il proprio dolore è un modo per non soffrire diceva
Dostojewskij...come dire che bisogna soffrire per non soffrire, aggiungeva
Pavese.
(Leopardi avrebbe quindi potuto avere una vita felice...:-)))) )
Mi ricordo invece che mi
> nascondevo per prendere la Novalgina, per non far vedere a mia moglie (che
> mi illudo presuntuosamente avere bisogno di me) che per continuare ad
essere
> il giullare di sempre non avevo bisogno di ricorrere ad espedienti
chimici.
> Non mi sono mai soffermato ad analizzare in maniera approfondita quali
> fossero i meccanismi psicologici che inducessero quel pudore, ma è stata
> dura accettarlo e farlo accettare dalle persone che ho attorno.
..cos'è il pudore?....forse...vergogna del proprio soffrire...forse
un'invenzione dietro la quale mascheriamo la presunzione che non abbiamo
bisogno di nessuno....
non è una domanda retorica..la risposta davvero non la conosco...e io sono
timidamente soggiogata e fiera del mio pudore, ......purtroppo...
> Il dolore fa paura, porca miseria, fa paura a tutti e quasi tutti lo
> scansano, se possono, scansando le persone che soffrono. A ben pensarci,
chi
> avrebbe bisogno di supporto psicologico sono i sani, non chi è malato.
Il diritto di soffrire però ce lo dobbiamo accordare da soli...non deve
essere un regalo che ci arriva dagli altri.
questa mi è uscita seria seria , scusate, è un periodaccio
Niki
"Serena Iannicelli" <ianni...@rai.it> scritto nell'articolo
<000201c0abaf$407882c0$6e5f...@rai.it>...
> >Ottima considerazione (come sempre) :-))))))) E' vero che in giro c'è
una
> cultura della "sopportazione" moraleggiante nella >quale il dolore è un
> passaggio quasi obbligato verso la crescita..........è purtroppo pure
vero
> il contrario.....questa stessa cultura >ha generato l'orrore per la
> sofferenza (che ricorda assai e con un forte nesso simbolico, l'orrore
per
> la Morte).....
>
> Non credo, posso sbagliare, che sia orrore per la morte. A me
personalmente
> spaventa molto di piu' la malattia.
Ovviamente parlavo in generale, e non mi riferivo al suo caso particolare.
L'orrore per la sofferenza, la malattia e la morte è una cosa concreta e
che si osserva molto spesso.
Attenzione: orrore dell'idea di sofferenza, malattia, morte, non tanto
della cosa in se (che ovviamente è giustamente orribile!)
Oggi si cercano "scappatoie" che ci proteggano da questi concetti.....
Il paziente terminale, ma si ricoveriamolo in ospedale perché a casa come
facciamo ad assicurargli i dovuti trattamenti? --> in realtà: fuggiamo
l'esperienza sofferenza, non sappiamo gestirla, allontaniamo il sofferente
in un luogo falsamente sicuro (che acquieti i nostri sensi di colpa) e ci
allontani il problema!
Non ho tempo per fare il pap test e la mammografia. --> ho una immensa
paura di dover scoprire che ho un cancro e che probabilmente morirò!
Non mi fido dei medici, sono tutti incapaci/disonesti, mi curo da solo con
i rimedi della nonna, perché la vera salute proviene dalla Forza Vitale che
è in noi --> Ho una paura psicotica della malattia, dunque semplicemente la
nego e mi convinco che basta volerlo per essere sani! (andare dal medico,
anche solo per controllo, sarebbe ammettere la possibilità di essere
malati....)....
e ritornando in tema.... nelle CTT a forte componente psicologica, spesso
il dolore è un forte segnale di disagio, ma anche il solo mezzo conosciuto
dal soggetto per "sopravvivere" alle sue dinamiche: il Disturbo di
Conversione, il Disturbo di Somatizzazione ed il Disturbo Ipocondriaco sono
molto spesso associati a certe forme di CTT. Ora per es. semplicemente
interferire sul sintomo (ammesso che ci si riesca ed il soggetto non
opponga resistenza) potrebbe addirittura avere risvolti più seri, lo
slittamento verso la psicosi e l'insorgenza di una Sindrome Depressiva vera
e propria è concreto.
Molto frequente è il comportamento di ricerca appetizione/ insoddisfazione
del farmaco. In sintesi: cerco la cosa che mi faccia passare subito il mal
di testa (perché non accetto che il mdt sia in realtà una malattia! Se
fossi diabetico o iperteso mi dispiacerebbe, ma saprei per certo che
l'insulina o gli antiipertensivi li dovrei prendere sempre per tutta la
vita!), ma ogni cosa che provo c'è un problema (una mi fa male allo
stomaco, con altra mi sento la bocca amara, con altra mi sento rimbambito
[NB tali "sintomi" si accusano a dosaggi irrisori, oppure si accusano
disturbi di fantasia, o i più diversi]) se poi credo di averne trovata una
efficace......me la scelgo tra quelle difficili da prescrivere o
introvabili in Italia...... o che il medico non mi prescrive con
tranquillità..........forse perché così facendo alla fine non prendo nulla,
e mi tengo il sintomo?
> Perche'
> soffrire? E' una domanda semplice, come mai non c'e' risposta?
Non tutte le cose semplici sono sempre chiare...... Perché soffrire
infatti? Perché, con certi suoi comportamenti stereotipati alcune categorie
di cefalalgici si mettono in condizioni di restare nella loro sofferenza?
Perché un caso di Emicrania Senza Aura in terapia di fondo (che ho visto
recentemente al controllo), convive benissimo con il suo attacco ormai
singolo al mese, ed invece la paziente seguente con una CTT e diverse
somatizzazioni non ha minimamente rispettato le prescrizioni fornite ("sa
mi ha prescritto il Laroxyl da cominciare con 10mg la sera.... ma io ho
preferito prendere le gocce (UNA la sera!!!)...e poi mi fanno dormire
moltissimo e la mattina non riesco a svegliarmi (cosa impossibile! Una
goccia è NULLA.... inoltre l'amitriptilina NON ha grossi effetti
sedativi!), così HO SMESSO!
Un paziente simile VUOLE soffrire e vuole che un Soggetto Presupposto
Sapere confermi la "sua atroce cefalea incurabile"
c'è da riflettere non trovate?
> c'è da riflettere non trovate?
Si, su quanto tu sia straordinario! :-)))
Saluti
Lella che conserva il post...
>Non ho tempo per fare il pap test e la mammografia. --> ho una immensa
>paura di dover scoprire che ho un cancro e che probabilmente morirò!
>
>Non mi fido dei medici, sono tutti incapaci/disonesti, mi curo da solo con
>i rimedi della nonna, perché la vera salute proviene dalla Forza Vitale che
>è in noi --> Ho una paura psicotica della malattia, dunque semplicemente la
>nego e mi convinco che basta volerlo per essere sani! (andare dal medico,
>anche solo per controllo, sarebbe ammettere la possibilità di essere
>malati....)....
Dio come mi sento chiamata in causa :)
>Oggi si cercano "scappatoie" che ci proteggano da questi concetti.....
[cut]
Francesco Maria sei un mito. Spero proprio di conoscerti di persona,
prima o poi :-)
Ignazio GSS©
More than 90 HiRes images in my home page
http://www.geocities.com/~puddu/
Oltre 200 Immagini di endoscopia digestiva
http://www.areamedica.com
Vedi, come tanti medici, non ascolti :-) Metto le faccine anch'io perche'
non voglio fare alcuna polemica. Tutto il trhead del discorso e' nato
dall'optalidon. Precisamente dalle supposte di optalidon che Mario Catania
ha ripreso dopo molti anni, considerandone nel suo messaggio la rapidita'
dell'azione. L'optalidon e' propifenazone, butalbital e caffeina. Ogni
supposta ha il dosaggio di tre pasticche, quindi 375 mg di propifenazone,
150 di butalbital e 75 di caffeina.
> Questo confronto con te, che scusa se te lo dico, mi sembri > trincerarti
volentieri dietro la tua professionalita', mi sta >confermando >
l'atteggiamtento costrittivo di alcuni medici che non ascoltano l'anima >
della gente, ma solo il loro fegato.
Bhè, >permettimi di dirti che mi hai rotto le scatole, con queste
affermazioni. Stai facendo esattamente la stessa cosa, mi stai dando
>un'etichetta. Nonostante ti abbia già spiegato che non è mia abitudine dare
giudizi morali.
Credo che la discussione sia andata molto piu' avanti del discorso morale.
Ho letto interventi bellissimi e veri di persone che parlano del proprio mal
di testa e del proprio dolore senza scherzarci, senza fare battute che
mascherano il "mal di vivere" che questa nostra patologia ci porta ad avere.
Non ti sto dando etichette. Ti ho chiesto, prima tra le righe, ora in modo
palese, di "ascoltare". Di non pensare di avere ragione "comunque" sugli
effetti di una malattia che conosci solo sui libri. E ripeto: non perche' si
e' medici si deve essere malati di ogni malattia, ma secondo me, per quanto
e' possibile in termini di tempo e di modi, bisogna "ascoltare" la voce
dell'anima di chi sta male. Scusa Lella, ma tu continui a chiedermi la
composizione dell'optalidon perche', secondo il "tuo" sapere, non ti
convince...
>Direi che è tutto il contrario. Molte "vomitate" infantili sono scambiate
per "acetone" ed invece sono crisi di cefalea. E, per >inciso, io l'acetone
l'ho avuto (brrrrrr!!!!)
Infatti, quello che ho scritto nel precedente messaggio e' proprio che il
prof. Sicuteri mi ha chiesto se avevo avuto l'acetone da piccola perche' una
percentuale altissima di bambini con il cosiddetto acetone diventano
cefalgici.
Detto questo, confermo la mia non volonta' di polemica ma solo di confronto.
Anche perche' capisco perfettamente che chi detiene un qualsiasi "sapere"
tenta di non metterlo in discussione. Il sapere e' una parte della propria
identita' e degli sforzi fatti per essere cio' che si e'. Bisogna pero'
considerare che ognuno ha il proprio, di sapere. Che magari riguarda solo se
stesso, ma che e' comunque costato.
>c'è da riflettere non trovate?
Appunto :-)
Simpatia assolutamente ricambiata. Mi ha fatto molto sorridere quel tuo
prendere la novalgina di nascosto di tua moglie...E' la stessa cosa che
facevo anch'io, i primi tempi del mio matrimonio...:"Se hai ancora mal di
testa vuol dire che non senti il mio amore.Non senti che voglio che tu stia
bene. E sei ancora sola. E sono inutile. Non sono riuscito a cambiare la tua
vita. Mi fai preoccupare..." Questo il detto e, soprattutto, il non detto.
Cosi', oltre a stare male, ci si deve far carico dell'altro. Infatti non e'
l'altro che si prende carico di noi come dice, ma esattamente il contrario.
Stai bene. E corri forte :-)
Serena
>Okkei...se fate una manifestazione vengo anche io! :-)
>Leo, abbiamo parlato tante volte sulla "scarsa sensibilità" del mondo
>verso i cefalalgici, e su questo siamo tutti d'accordo. Ma Serena,
>nonostante l'abbia ripetuto più e più volte, non riesce a comprendere
>che "giudizio clinico" e "giudizio morale" nulla hanno a che vedere
>l'uno con l'altro, per quanto mi riguarda.
>Vorrei cmq renderti la pariglia (gneck gneck gneck) con una riflessione.
>Io sono "sudicia" (nel senso geografico), e forse ho un'altra visione
>della parola "dovere". Ma forse la vostra testa l'ha più vicina alla mia
>che a quella della vostra parte razionale, e non ve ne siete mai
>accorti! :-PPP
Cut
Ehehehe...
Accetto la tenzone.
Io eviterei di entrare in stereotipate discussioni di latitudine per ciò che
concerne il senso del dovere ed altro. IMHO si tratta esclusivamente di
luoghi comuni talvolta coincidenti e talvolta no. Il senso del dovere non è
legato a dove posi il cappello la sera quando rientri, ma a tutto quello che
di *software* è caricato dentro quella scatola dove metti il cappello quando
esci di casa.
Semplificherei molto invece il discorso sulla farmacoetica venendo
assolutamente alla tua idea.. tutto va interpretato in termini di
costo/benefici, ma dentro questo rapporto ci va inevitabilmente messa non
solo l'intossicazione del fegato, gli effetti collaterali e per contro il
sollievo fisiologico dal dolore, ma anche tutto ciò che di fisico non è
ovvero come il paziente si *sente* dopo, includendo anche tutti quei
particolari che concorrono a fare una "qualità della vita" decente. Quante
volte nel follow up di un tumore al seno viene prescritta la terapia ad
ormoni senza considerare per niente che tipo di vita fa la persona che si
intenderebbe "curare" facendo così in modo di rendere quella vita una merda
? L'accanimento terapeutico, a mio avviso è parimenti deleterio quanto il
ligio rispettare protocolli terapeutici che, magari fanno si, in maniera che
il fegato stia sano fino a 90 anni, ma che ti fanno vivere i restanti 50
anni con una qualità della vita peggiore o non accettabile.
Io credo che la tua professione non sia per niente facile, e gli scrupoli
che ti fai sono testimonianza ulteriore di quanto tu la prendi seriamente,
ma il giudizio clinico è, in quanto clinico, parziale e imho suscettibile di
integrazione di un giudizio morale (nel senso buono del termine). Spero di
aver riportato fedelmente quello che penso, la scrittura non è il mio forte.
>Inoltre, "la gente" vi tratterà sempre male fino a quando sarete voi i
>primi a vivere la cefalea come una vergogna. E alcuni di voi lo fanno.
>Quindi, dovreste essere i primi a rivendicare il "diritto alla cefalea".
Beh... come ho detto da qualche parte e come lascia intuire l'insuperabile
Francesco, dallo psicologo ci dovrebbe andare la gente, non noi. I problemi
col dolore non li abbiamo noi, ma gli altri. La cefalea (le malattie in
genere) non è una vergogna, è uno stato mentale alieno e la gente ha paura
della diversità da sempre. A me non va di istituire un "migraine pride",
però da qualche tempo ho maggior consapevolezza della cosa, e questo l'unico
bene che ne è venuto.
>O non mi dirai che esiste un luogo nel mondo dove i diritti vengono
>riconosciuti senza essere richiesti? Ah, si..."Utòpia"...
Ehehe dimmi la tua età, e poi saprò se posso raccontarti delle grandi utopie
della mia generazione.
Con immutabile simpatia.
Leopondolo "Until the philosophy which hold one man superior and another
inferior is finally and permanently discreditated and abandoned.... and
until there's no longer first class and second class citizen of any
nation... Until the color of a man skin is of no more significance than the
color of his eyes..."
> Vedi, come tanti medici, non ascolti :-)
Vedi, siccome sei prevenuta contro il "dottore cattivo che non ti dà la
medicina", non rifletti :-)))
> Tutto il trhead del discorso e' nato
> dall'optalidon.
Quello lo so
Non ho messo nomi commerciali perchè cerchiamo sempre di evitarlo, non
si sa mai. ;-)
Ti ho chiesto la composizione perchè l'Optalidon (l'ho detto, l'ho
detto! :-) l'ha cambiata un tot. di volte nel corso degli anni, se non
ricordo male, e non ho in casa un prontuario aggiornato.
> Di non pensare di avere ragione "comunque" sugli
> effetti di una malattia che conosci solo sui libri.
Vedi che sei prevenuta? Chi ti ha detto che la conosco solo "sui libri"?
> Anche perche' capisco perfettamente che chi detiene un qualsiasi
"sapere"
> tenta di non metterlo in discussione.
Ci rinuncio. Tu hai messo "i medici" in una scatoletta. Ti fa piacere
che stiano lì. Perchè? Mah! Di ipotesi ce ne sarebbero tante, me le e te
le risparmio perchè sarebbero, appunto, solo ipotesi, o, se preferisci,
psicologia da strapazzo.
Io cmq dalla scatoletta sono fuggita, sorry.
Saluti
Lella passo e chiudo
> Semplificherei molto invece il discorso sulla farmacoetica venendo
> assolutamente alla tua idea.. tutto va interpretato in termini di
> costo/benefici, ma dentro questo rapporto ci va inevitabilmente messa
non
> solo l'intossicazione del fegato, gli effetti collaterali e per contro
il
> sollievo fisiologico dal dolore, ma anche tutto ciò che di fisico non
è
> ovvero come il paziente si *sente* dopo, includendo anche tutti quei
> particolari che concorrono a fare una "qualità della vita" decente.
Allora. Questo fa parte del giudizio clinico. Ma siccome spesso ciò non
viene applicato, voi (scusa se allargo il discorso), date per scontato
che noi (idem) scindiamo le due cose. Il che spesso è vero, ma,
beninteso, *è un errore*. Io, considerando Serena nella sua completezza
di paziente, ovvero di *persona*, non le darei i barbiturici
(probabilmente, ricordiamoci che siamo su un NG). OK? Il punto è questo.
Ho il diritto di rifiutare una terapia? Adesso si sta parlando solo di
questo, cioè:
1) Premesso il puro rapporto costo benificio in termini fisici ed
economici
2) Premesso il costo benificio in termini psicologici (potete parlare di
anima, personalità, persone nella loro interezza, ma clinicamente la
definizione è questa)
...posso io dire "secondo me questa terapia non è adatta" e rifiutarla
senza essere tacciata di oscurantismo? La risposta è 1000 volte SI!
Rivendico un mio diritto, sai. Proprio perchè il rapporto
medico/paziente deve essere basato sulla fiducia. Non ti fidi di me? Vai
da un altro medico, per carità, che stiamo a perdere tempo tutt'e due?
> ma il giudizio clinico è, in quanto clinico, parziale e imho
suscettibile di
> integrazione di un giudizio morale (nel senso buono del termine).
Quello che tu chiami "giudizio morale nel senso buono" fa parte del
giudizio clinico. Invece Serena ha continuato ad appicicarmi etichette.
Okkei, ammetto che questa è una cosa che mi fa uscire fuori dai
gangheri, ma...ognuno ha la sua personalità. ;-)
> Spero di
> aver riportato fedelmente quello che penso, la scrittura non è il mio
forte.
Bugiardo! :-P!
> Ehehe dimmi la tua età, e poi saprò se posso raccontarti delle grandi
utopie
> della mia generazione.
Uhm...ho il dubbio che siano quelle che ho trovato calpestate, abusate e
fallite quando è arrivata la mia...mi sbaglierò? :-)))
Classe 1964, per inciso...
> Con immutabile simpatia.
Idem, anche di più! :-)
Saluti
Lella
Laura <pat...@libero.it> scritto nell'articolo
<5pls6.30097$6W.25...@news.infostrada.it>...
>
> Il tutto al mio indirizzo, mi occupo
> delle selezioni O:-))) Sarete poi convocati per prova pratica, se
> necessario ovviamente, o ammessi d'ufficio.
Mi intriga la prova pratica.......ma temo di essere ammesso "solo"
d'ufficio :-(
Ciauz
FMA
> "Alessandro De Monte" ha scritto
> > Scusate, per partecipare come funziona? Prenotazione, superamento di
> ardui test ,
Ignazio ha uno gnomone...
> Le bionde te le puoi tenere, un c'importano un tubo nulla a noi
> triptofemmine del NG! ;-)))
no no non lui le bionde le porta , semmai le lascia e torna a casa che poi
gli si racconta !l
> Per partecipare basta inviare apposita scheda di adesione, con allegata
> foto formato gigante del soggetto interessato, possibilmente ignudo ma
> si accettano anche slip o boxer.
Mimmo puo' venire con la canotta traforata e basta ?
> Il tutto al mio indirizzo, mi occupo
> delle selezioni O:-))) Sarete poi convocati per prova pratica,
anche ! accipichia! niente mal di crapa oggi , bene !
> Le foto di soggetti di
> sesso femminile potete inviarle a sgas, ci siamo divisi i settori.
non importa ...basta che respirino .....
> Avviso importante: prima, dopo e durante la cena a base di branzino e
> triglia e carciofi ecc ecc, verrà dato il via ad uno studio in doppio
> cieco
si spenge la luce ? e icche' tocca tocca ?
--
sgas
>Si, lo so che lo sai. Lo so che ho ragione. Lo so che sono pallosa. Lo
>so.....:-)
NOn sei pallosa! per una volta che sei daccordo con me poi... :))))))
> Mi intriga la prova pratica.......ma temo di essere ammesso "solo"
> d'ufficio :-(
Ma...allora sei un figodiddio! L'ammissione d'ufficio mica è cosa comune,
mica è pane per tutti i denti, mica è come il carro davanti ai buoi, mica è
come fasciarsi la testa prima di romperla, mica è come moglie e buoi dei
paesi tuoi!!! WOW §:-O aspetta, che ti mailo l'indirizzo di casa ;-)))
Enjoy
Lauranotturna
>
> Ciauz
> FMA
>
> Ignazio ha uno gnomone...
Che porti anche quest'amicone! ovvia ;-))))
> no no non lui le bionde le porta , semmai le lascia e torna a casa che
poi
> gli si racconta !l
Ma a te non piacevano le more?? Ma valgono anche le bionde tinte? Ma poi si
vede che sono tinte...
> Mimmo puo' venire con la canotta traforata e basta ?
Mimmo è sempre il benvenuto :-)) basta che rabbocchi un po' il pelame, sai
com'è, non fàffino vedere tutto quel vello che esce dai buchi della
maglietta, ci sono delle signore sensibili ;-)
> anche ! accipichia! niente mal di crapa oggi , bene !
No, oggi nada de nada, giornata buona :-))
> non importa ...basta che respirino .....
O basta che siano ancora calde?
> si spenge la luce ? e icche' tocca tocca ?
Organizziamoci?
Enjoy
Lauranottambula
> Ma a te non piacevano le more?? Ma valgono anche le bionde tinte? Ma poi
si
> vede che sono tinte...
poi... poi .. si vede poi..
> Mimmo è sempre il benvenuto :-)) basta che rabbocchi un po' il pelame, sai
> com'è, non fàffino vedere tutto quel vello che esce dai buchi della
> maglietta, ci sono delle signore sensibili ;-)
Napoleone diceva a Paolina: " non ti lavare che sto' arrivando !"
Mimmo queste cose le sa ' ...
> O basta che siano ancora calde?
vanno bene anche tiepide..
> Organizziamoci?
te un ti preoccupare.. al topic fai cucu..
sgas
ps..FMA ci espelle ?
allora faremo un nuovo 3d sesso e cefalea ... mi sembra buono...ho gia' un
certo mal di testa..
> > si spenge la luce ? e icche' tocca tocca ?
> Organizziamoci?
ROTFL! Mitica barza, anche in versione sarda! :-)
Cmq comunico ufficilamente che ho fatto
cagliari-roma-firenze-roma-cagliari in una giornata per partecipare al
raduno di un NG. Cosicchè non mi parrebbe idea poi tanto balzana
trovarcisivitimi..ci...si..vi....CIIIIIII!!!....a Roma per qualcosa di
analogo. Meditate gente, meditate....
Saluti
Lella che vuole conoscere i suoi amici cefali e non.
Lellina....che ti lamenti... c'è Igna x che tuute le serre ti fa la
serenatta sotto il balconne
eccheffa kuesta nun scende ? aiooh !!
ti conosce anche personalmente ... glielo ha
detto anche il mio idraullicco.. dicce che stai bbene con le calze a rette
è che hai l'occhio perverso e mallanddrinno , ahio !
sgas
(FMA ci caccia )
>ti conosce anche personalmente ... glielo ha
> detto anche il mio idraullicco.. dicce che stai bbene con le calze a rette
>è che hai l'occhio perverso e mallanddrinno , ahio !
No, il tuo idraulico ha solo cercato di ripararmi la haldaia blohhata
dell'albergo, mentre io cercavo di parlare con te :-)
E tu dovresti smettere di fumare quella roba, lo vedi che ti fa male?
>> Organizziamoci?
>
>ROTFL! Mitica barza, anche in versione sarda! :-)
Organizzeussì :-)
>Cmq comunico ufficilamente che ho fatto
>cagliari-roma-firenze-roma-cagliari in una giornata per partecipare al
>raduno di un NG. Cosicchè non mi parrebbe idea poi tanto balzana
>trovarcisivitimi..ci...si..vi....CIIIIIII!!!....a Roma per qualcosa di
>analogo. Meditate gente, meditate....
Peccato, l'ho fatto anch'io da poco e tra un ATR42 ballerino (ma
quando la allungate quella ca%%o di pista) e un Super80 che faceva le
bizze (per un attimo in decollo da Roma ho pensato che avremmo fatto
il bagno ad Ostia, con aereo e tutto) non sono riuscito a beccare il
mitico sgasse, ma solo il suo idraulico. In compenso mi sono goduto
una delle ultime bisteccone, alla faccia della mucca pazza, dei prioni
e della bse :-)
Tanto mottu, mottu :-)
Come si suol dire ad Oxford: pappai pani po pappai pani, pappu petza
>Allora. Questo fa parte del giudizio clinico. Ma siccome spesso ciò non
>viene applicato, voi (scusa se allargo il discorso), date per scontato
>che noi (idem) scindiamo le due cose. Il che spesso è vero, ma,
>beninteso, *è un errore*. Io, considerando Serena nella sua completezza
>di paziente, ovvero di *persona*, non le darei i barbiturici
>(probabilmente, ricordiamoci che siamo su un NG). OK? Il punto è questo.
>Ho il diritto di rifiutare una terapia? Adesso si sta parlando solo di
>questo, cioè:
>
>1) Premesso il puro rapporto costo benificio in termini fisici ed
>economici
>2) Premesso il costo benificio in termini psicologici (potete parlare di
>anima, personalità, persone nella loro interezza, ma clinicamente la
>definizione è questa)
>
>...posso io dire "secondo me questa terapia non è adatta" e rifiutarla
>senza essere tacciata di oscurantismo? La risposta è 1000 volte SI!
>Rivendico un mio diritto, sai. Proprio perchè il rapporto
>medico/paziente deve essere basato sulla fiducia. Non ti fidi di me? Vai
>da un altro medico, per carità, che stiamo a perdere tempo tutt'e due?
Cut
D'accordissimo !!
Il problema secondo me sta solo in quello "Il che spesso è vero..."
riferendomi al fatto che tu citi ovvero che taluni medici spesso scindono il
quadro meramente *clinico* da quello invece specificamente
*psicologico/emozionale* dando la prevalenza al primo. Del resto non bisogna
dimenticare che un approccio
globale all'individuo è cosa recente e per niente acquisito come standard da
tutti (medici e pazienti). C'è ancora chi vorrebbe affidare la propria
salute a da quei medici vecchio stampo burberi, severi ma (presuntamente)
efficenti che curano la malattia con abundantia di farmaci e
stagliuzzamenti, curandosi poco o
niente di come il malato starà fisicamente e psicologicamente poi per
effetti collaterali ed indesiderati.
Per cui, Lella, a te va il mio applauso per lo scrupolo che metti nella tua
difficile professione, per il fatto che non ti curi del risultare impopolare
presso il tuo cliente (a rischio di perderlo) difendendo le tue posizioni ed
idee, per il fatto che fai largo uso di coscienza, merce sempre più rara
oggigiorno.
La diatriba imho è nata perchè tu ti sei sentita ingiustamente relegata in
uno stereotipo di medico che non ti appartiene e perchè Serena dal canto suo
si è sentita sottoposta ad un giudizio morale emesso in contumacia non da
te, Lella, ma dallo stereotipo in cui ti aveva approssimato.
Non è facile trattare con noi cefali... per questo non invidio il mio medico
(che è anche mio amico) col quale ingaggio periodicamente titaniche sfide
psicologiche che rassomigliano più a psicotiche partite a scacchi che ad un
rilassato interloquire tra una persona che ha bisogno di aiuto ed una che è
in grado di darne. Ma mi fido di lui. Mi fido della capacità che ha di
fronteggiarmi e spesso di vincermi in questa psico-guerra. E' strano però
non credete ?
Cut
>
>Uhm...ho il dubbio che siano quelle che ho trovato calpestate, abusate e
>fallite quando è arrivata la mia...mi sbaglierò? :-)))
>Classe 1964, per inciso...
No, ahimè... non sbagli. Ci hanno tolto tutto... la Renault 4 rossa ce
l'hanno sostituita con la golf gti, le superga azzurre e bianche con strane
scarpe con pompe pneumatiche che ti scoppiano sotto al culo, il femminismo
con.... uhmmmm... che ci hanno dato in cambio del femminismo ? Boh ?
Leopondolo nostalgico, accarezza la custodia del suo Fender Jazz Bass, poi
decide che è il momento di agire... la apre, connette il jack ed esegue una
scala diastolica minore in fa camolle con la quale demolisce il bar alla
moda di fronte a casa.
ahahahah..
bimbi....finche' ci saremo noi ..usenet ( sez medicina o similia non morra')
di post ne ho letti tanti e belli...
ne ricordo uno di Stefano Tasca ( mirabbile ps: Steve lurka da matti come
faccio io ) ...quelli di Mario..alcuni di Affra....le ricerche di ginzo
..tanti altri ..
La passione di Ignazio, la competenza di Laura . Mimmo de Nile le sua
canotta ..
Si porta anche i' Bertozzi va' ( siamo mica normali)
sono orgoglioso di avervi amici.
Sabato sera si fa' un party cena a base di triptani , timballo di carciofi
, olive all'ascolana ... io faccio il branzino ..
...per l'indirizzo..
sg...@libero.it
o chi se no ?
( sorridiamo ogni tanto ,anche durante le discussioni serie)
Scusate, per partecipare come funziona? Prenotazione, superamento di ardui
test, pagamento di laute mazzette, frasi del tipo: "io porto le bionde?"...
Alessandro/Affamato
>Sabato sera si fa' un party cena a base di triptani , timballo di carciofi
>, olive all'ascolana ... io faccio il branzino ..
Io posso fare la triglia? :-)
Ignazio/Fantozziano :-)
STANDING OVATION !!
per il tuo post !
( ti lascio il pied-à-terre per il we.
Ignazio non lo portare pero' ! sara' per un'altra volta )
sgas
sgas <sg...@vene.dave.it> scritto nell'articolo
<98qpfk$34qk0$1...@ID-42453.news.dfncis.de>...
>
Ma dai! Andiamoci in tre :-))))))
O' che hai capito?! sul tipo di "Guido 'i vorrei che tu e Lapo ed io..."
Ciauz
FMA
> sgas
>
>
>
>
> Non che io sia una fanatica delle medicine, ma scommettiamo che se io
> riuscissi a fermare l'incubo per diciamo tre giorni, con un intervento
> farmacologico violento, magari mi rilasserei un attimo e smetterei di
> somatizzare l'aria che respiro?
Verissimo! Infatti il primo passo psicoterapeutico è quello di
migliorare cmq lo "status" del paziente, anche farmacologicamente, in
modo che abbia le energie necessarie per partecipare attivamente alla
terapia...psicoterapia...l'avevo già detto? Bhè, repetita juvant! :-)
Si, lo so che lo sai. Lo so che ho ragione. Lo so che sono pallosa. Lo
so.....:-)
Saluti
Lella
>Il problema secondo me sta solo in quello "Il che spesso è vero..."
>riferendomi al fatto che tu citi ovvero che taluni medici spesso scindono il
>quadro meramente *clinico* da quello invece specificamente
>*psicologico/emozionale* dando la prevalenza al primo. Del resto non bisogna
>dimenticare che un approccio
>globale all'individuo è cosa recente e per niente acquisito come standard da
>tutti (medici e pazienti).
Sono daccordo ma mettiti nei miei panni.
Da un paio di mesi non me ne puo' fregar di meno del malditesta
perche' e' il minore dei miei mali: ho il corpo coperto da una specie
di orticaria pruriginosa e una colite con complicazioni anche sociali
notevoli.
Vado dal medico e lui mi dice tesoro, ti capita dall'infanzia, e'
psicosomatico.
Lo so.
Il che non mi impedisce di grattarmi furiosamente in pubblico,
ovviamente nei rari momenti in cui non sto scappando in bagno.
Se prendo un'altra enterogermina vomito.
Forse se riuscissi a contrastare la disidratazione mangiando piu'
vegetali andrebbe meglio, ma non posso esagerare perche' il vegetale
sulla colite e' esattamente come un cerino sulla benzina.
Morale, sarà anche psicosomatico. Ma i segni delle unghie nella carne
sanguinano davvero... e anche il mio povero colon non credo che stia
li' tranquillo a dire tanto e' psicosomatico mi passera'...
GRANDISSIMO FRANCESCO!!!
Enjoy
Lauragrata
>( ti lascio il pied-à-terre per il we.
>Ignazio non lo portare pero' ! sara' per un'altra volta )
Oh, yea ;-)
> Scusate, per partecipare come funziona? Prenotazione, superamento di
ardui
> test, pagamento di laute mazzette, frasi del tipo: "io porto le
bionde?"...
Le bionde te le puoi tenere, un c'importano un tubo nulla a noi
triptofemmine del NG! ;-)))
Per partecipare basta inviare apposita scheda di adesione, con allegata
foto formato gigante del soggetto interessato, possibilmente ignudo ma
si accettano anche slip o boxer. Il tutto al mio indirizzo, mi occupo
delle selezioni O:-))) Sarete poi convocati per prova pratica, se
necessario ovviamente, o ammessi d'ufficio. Le foto di soggetti di
sesso femminile potete inviarle a sgas, ci siamo divisi i settori.
Avviso importante: prima, dopo e durante la cena a base di branzino e
triglia e carciofi ecc ecc, verrà dato il via ad uno studio in doppio
cieco sugli effetti della....della? Ihihihihiihiihhihih, chi la porta?
Vabbè, si trova ;-)), dicevo, sugli effetti speciali di quella erbetta
nei confronti di cefalozzi persi. Nel *cieco* cieco, quello del placebo,
ci schiaffiamo coloro che non interverranno, ovviamente :-)
Restando in attesa di vostre comunicazioni e ritratti, si coglie
occasione per porgere distinti saluti.
Enjoy
LauraPR
Lella <lellane...@hotmail.com> scritto nell'articolo
<98ue67$3nbpt$1...@ID-55447.news.dfncis.de>...
> Laura <pat...@libero.it> wrote in message
>
> Cmq comunico ufficilamente che ho fatto
> cagliari-roma-firenze-roma-cagliari in una giornata per partecipare al
> raduno di un NG. Cosicchè non mi parrebbe idea poi tanto balzana
> trovarcisivitimi..ci...si..vi....CIIIIIII!!!....a Roma per qualcosa di
> analogo. Meditate gente, meditate....
>
Venite venite!
Mitico incontro al vertice!!!!!
FMA
sgas <sg...@libero.it> scritto nell'articolo
<98u7bm$3l3s1$1...@ID-42453.news.dfncis.de>...
> "Laura" <pat...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:yUws6.37350$6W.36...@news.infostrada.it...
> sgas
>
> ps..FMA ci espelle ?
>
Sgassuccio lo sai che ho le personalità multiple :-)
FMA non vi caccerà mai....anzi gli piace giocare assai!!!!!!!
semmai è l'algologo FrancescoMariaAndreozzi (la mia personalità seriosa)
che richiamerebbe il tema!!!
hihihihihihi
(questo era Mr Hide) hihihihihi
>osicchč non mi parrebbe idea poi tanto balzana
>> trovarcisivitimi..ci...si..vi....CIIIIIII!!!....a Roma per qualcosa di
>> analogo. Meditate gente, meditate....
Si dai pensiamoci!
Cosicchè non mi parrebbe idea poi tanto balzana
> trovarcisivitimi..ci...si..vi....CIIIIIII!!!....a Roma per qualcosa di
> analogo. Meditate gente, meditate....
Guavrda cavra (ndr. *vr* stà per erre mosssssia, all'Agnelli), in un NG
collaterale ci sono delle salme, alcune delle quali bivaccano anco qui
;-)), che in più di un anno di assidua frequentazione virtuale, anche
protratta ad orari improbi, non sono riusciti a muovere le chiappette e
ad incontrarsi in qualsivoglia punto della nostra penisola!!! Se
riusciamo ad organizzare il *cefaloraduno*...miiiiiiiiiiiiiiii :-)))))))
Bacchettate sulle mani e sequestro della MB ai vicini di camera ;-PPPPP
Enjoy
Lauragnella
> Sgassuccio lo sai che ho le personalità multiple :-)
Ehm ehm, non credo tu sia il solo!! ;-)))
> semmai è l'algologo FrancescoMariaAndreozzi (la mia personalità
seriosa)
> che richiamerebbe il tema!!!
Allora FrancescoMariaAndreozzil'algologo è atteso per la prova pratica
venerdì pomeriggio, ore 17.30, presentarsi in vesti succinte e
automuniti. Sarà gradito gentile omaggio. Per il bagno ultima porta
sulla destra ;-)))
Enjoy
Lauramultipla(comelamacchina!!orroreeee)
> Sgassuccio lo sai che ho le personalità multiple :-)
> FMA non vi caccerà mai....anzi gli piace giocare assai!!!!!!!
>
> semmai è l'algologo FrancescoMariaAndreozzi (la mia personalità
seriosa)
> che richiamerebbe il tema!!!
> hihihihihihi
> (questo era Mr Hide) hihihihihi
Omioddio! Lo spirito di Leo si è impossessato di Francesco! :-)
Chiamiamo l'esorciccio? Ma no! Facciamoci du' spaghi alla bottarga ed
una bottiglia di Vermentino, che tutto passa! :-)
Saluti
Lella prosit
> In compenso mi sono goduto
> una delle ultime bisteccone, alla faccia della mucca pazza, dei prioni
> e della bse :-)
> Tanto mottu, mottu :-)
ROTFL!
Uguale uguale. Per la statistica "gli italiani hanno apura della BSE?"
vi dirò che su 23 persone, 23 hanno mangiato bistecca con l'osso. Ma con
chi le fanno le statistiche dei cali delle vendite? :-)
> Come si suol dire ad Oxford: pappai pani po pappai pani, pappu petza
> :-)
Ci poris contai, o fra'! :-)
Saluti
Lella sempre più in basso!
> Lellina....che ti lamenti... c'è Igna x che tuute le serre ti fa la
> serenatta sotto il balconne
> eccheffa kuesta nun scende ? aiooh !!
Mi che 'Gnazio abita alla stessa distanza (temporale) che mi separa da
Roma. ;-)
> ti conosce anche personalmente ... glielo ha
> detto anche il mio idraullicco.. dicce che stai bbene con le calze a
rette
> è che hai l'occhio perverso e mallanddrinno , ahio !
Il tuo idraulico? Ma chi? Nino? Pino? Gino? Ernesto? Raimondo? Gavvino?
Toreddu? FRAAANCO?
Sai, ne conosco molti...;-)
> (FMA ci caccia )
Probabbilo. Carpe diem
Saluti
Lellah (come Deborah, Samantah etc..etc..)
> Si dai pensiamoci!
Non ci vuola molto. Conditio sine qua non č che un autoctono si occupi
di "raccogliere" le iscrizioni e prenotare adeguato ristorante. Con
buona cucina e buona tolleranza. Non vorrete che venga lě a fare la
brava bambina educata, vero? :-)
Saluti
Lella che forse una taverna andrebbe meglio! :-)
>> Si dai
pensiamoci!
>Non ci vuola molto. Conditio sine qua non è che un
autoctono si occupi
>di "raccogliere" le iscrizioni e prenotare adeguato
ristorante. Con
>buona cucina e buona tolleranza. Non vorrete che venga lì
a fare la
>brava bambina educata, vero? :-)
>Saluti
>Lella che forse
una taverna andrebbe meglio! :-)
Per me, purche' si possa bere anche
non.vino, va bene tutto :)
Alllora, passo primo facciamo l'appello.
Chi
pensa di venire al miting dica di dov'e', cosi' identifichiamo il posto
piu' equidistante e poi selezioniamo l'autoctono...
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
>vi dirò che su 23 persone, 23 hanno mangiato bistecca con l'osso. Ma con
>chi le fanno le statistiche dei cali delle vendite? :-)
Mi sa che noi medici siamo un po' incoscienti per quanto riguarda la
NOSTRA salute :-)
>>vi dirò che su 23 persone, 23
hanno mangiato bistecca con l'osso. Ma con
>>chi le fanno le statistiche
dei cali delle vendite? :-)
>Mi sa che noi medici siamo un po'
incoscienti per quanto riguarda la
>NOSTRA salute :-)
Premesso che io
non sono mai stata particolarmente muccofila e quindi nemmeno me ne
accorgo, che non sto mangiando la mucca.... eppero' non la mangio.
Ragioniamo un attimo.
La BSE ha un tempo di incubazione biblico.
Significa che se domani scopro che ho la mucca pazza, non e' per la
bistecca che ho mangiato ieri, e' per quella che mi hanno fatto ingurgitare
20 anni fa.
Fino al 1996 non mi risulta che ci siano stati particolari
controlli sulla BSE, quindi diciamo che se mi ammalo da qui al 2026 non
posso farci nulla.
Se mi ammalo dopo il 2026 mi posso arrabbiare, ma
voglio pensare che ci sia almeno un 50% di probabilita' che i controlli
vengano fatti... e comunque, se io prometto di non mangiare piu' carne (si
perche' non credere, il pollo scemo e il maiale rinco verranno fuori tra un
po'!), tu riesci a garantirmi che le verdure non siano contaminate?
Latticini lasciamo perdere che e' ovvio che hanno gli stessi rischi della
bistecca. E l'acqua??? Abbi pazienza, piove acido anche sulle fonti
altissime e purissime, mica solo sul pozzo che serve casa mia...
Quindi:
Ha ragione Vanoli. Dobbiamo imparare a nutrirci di quello che produciamo
noi stessi, cosi' quantomeno i microbi non si mischiano. In alternativa
possiamo provare a rilassarci e goderci quel che ci resta, che magari
stando tranquilli ci si fanno pure gli anticorpi della mucca pazza... :))
ciao
Laura che da quando ha rotto con la parte toscana della sua famiglia
sogna le fiorentine anche di notte...
Ok, niente bionde, bastate e avanzate voi, purchè non tiriate fuori la
solita storia del mal di testa... :)
> Per partecipare basta inviare apposita scheda di adesione, con allegata
> foto formato gigante del soggetto interessato, possibilmente ignudo ma
> si accettano anche slip o boxer. Il tutto al mio indirizzo,
Ok, dacci il tuo indirizzo allora...
> Avviso importante: prima, dopo e durante la cena a base di branzino e
> triglia e carciofi ecc ecc, verrà dato il via ad uno studio in doppio
> cieco sugli effetti della....della? Ihihihihiihiihhihih, chi la porta?
> Vabbè, si trova ;-)), dicevo, sugli effetti speciali di quella erbetta
> nei confronti di cefalozzi persi. Nel *cieco* cieco, quello del placebo,
> ci schiaffiamo coloro che non interverranno, ovviamente :-)
Tutto quello che volete, ma non durante la cena, vi prego non durante...
Alessandro
Sicuramente non con il sottoscritto
Alessandro
Sex, food (wine) and R&R. Si prospetta un torbido incontro (torbido per i
fumi)...
Alessandro
Alessandro, Bologna, presente
Alessandro De Monte <alede...@libero.it> scritto nell'articolo
<KfOt6.68948$6W.65...@news.infostrada.it>...
FMA Velletri (Roma), presente
> Ok, niente bionde, bastate e avanzate voi, purchè non tiriate fuori la
> solita storia del mal di testa... :)
Bè, voi allora portate à robbba! O;-)))
> Ok, dacci il tuo indirizzo allora...
Seconda stella a destra...
> Tutto quello che volete,
E già qui ti sei inguaiato!! ;-)))
ma non durante la cena, vi prego non durante...
Avute esperienze negative? Effetti collaterali nefasti??
Enjoy
Laurastella
> Mi sa che noi medici siamo un po' incoscienti per quanto riguarda la
> NOSTRA salute :-)
O forse realistici? Sono una fumatrice (mea culpa, con buone intenzioni
di rivogermi ad un centro anti-fumo) e mi preoccupo per la BSE? Ma per
favore...mi sentirei ipocrita! :-)
Saluti
Lella
> Sex, food (wine) and R&R. Si prospetta un torbido incontro (torbido
per i
> fumi)...
Per il food vi deluderò, non sono una mangione, anche se apprezzo la
qualità. :-)
Per il resto, siete tutti sposati o donne...rimane il rock'n'roll. Porto
la chitarra elettrica? :-)
Saluti
Lella
Non
farlo te ne prego!
Sono stonata oltre l'immaginabile e amo cantare... al
ritorno dovrete interpellare il gcn e ri-ridenominare il NG...
it.salute.esaurimentonervoso.concefalea.daspaccamntoditimpani :)))
e il wine???
> Per il resto, siete tutti sposati o donne...rimane il rock'n'roll.
Chi ti ha detto che sono sposato??? (glisso sull'essere donna...)
Porto
> la chitarra elettrica? :-)
ok, si canta!!!
Alessandro
robbba??? what's robbba?
> > Ok, dacci il tuo indirizzo allora...
>
> Seconda stella a destra...
prima o dopo la stella cometa?
> > Tutto quello che volete,
>
> E già qui ti sei inguaiato!! ;-)))
are you sure, darling?
> ma non durante la cena, vi prego non durante...
>
> Avute esperienze negative? Effetti collaterali nefasti?
Rovina il palato e l'olfatto, ovviamente
Alessandro
> robbba??? what's robbba?
A robbba!! Che vuoi che sia a robbba??!! Ufffff, ho capito, dobbiamo
sempre pensare a tutto noi donne! ;-)))
> > Seconda stella a destra...
>
> prima o dopo la stella cometa?
Prima e dopo, tutte le strade portano a Laura, poi vai dritto fino al
mattino :-)
>
> > > Tutto quello che volete,
> >
> > E già qui ti sei inguaiato!! ;-)))
>
> are you sure, darling?
Vedromolo, stò mettendo a punto l'esame di ammissione al cefaloraduno
;-))
>
> Rovina il palato e l'olfatto, ovviamente
Però si riiiiideeeee, e si stà di un relaxaaaatooooo...ovviamente parlo
per sentito dire eh? O;-))))
Enjoy
Laurarelaxata
> Chi ti ha detto che sono sposato??? (glisso sull'essere donna...)
Opppssss...ehmmm...OK, indosso la shariana, imbraccio la doppietta...e
si vaaaaaa! :-)
Saluti
Lella ed i tacchinamenti virtuali
> Però si riiiiideeeee, e si stà di un relaxaaaatooooo...ovviamente
parlo
> per sentito dire eh? O;-))))
Depende. A volte "prende male". Sempre per sentito dire. OO;-)
Saluti
Lella
eheheh
> > > Seconda stella a destra...
> >
> > prima o dopo la stella cometa?
>
> Prima e dopo, tutte le strade portano a Laura, poi vai dritto fino al
> mattino :-)
acciderbolina
> > > > Tutto quello che volete,
> > >
> > > E già qui ti sei inguaiato!! ;-)))
> >
> > are you sure, darling?
>
> Vedromolo, stò mettendo a punto l'esame di ammissione al cefaloraduno
> ;-))
>
eheheh
Alessandro
Ma specialmente... fa ingrassare!
ciao
Laura che sta
recuperando i chili persi l'anno scorso... posso ricominciare a prendere
gli antidepressivi a scopo dietetico? Pliiiiis....