E' accaduto ad un mio amico, aveva sintomi simili ai miei e dalle indagini
mediche non risultava nulla: quindi gli avevano diagnosticato una Eca.Poi
l'attacco piů forte mentre si trovava in ospedale , la risonanza nel mentre
dell'attacco e la scoperta che si trattava invece di un tia.
Il fatto č che mentre mostravo preoccupazione per lui il medico presente mi
ha detto che č meglio che mi preoccupi invece per me e di curare la mia di
testa, e ha aggiunto quanto riportato sopra.
Che dite , cerebroni del ng?
Nico
nico <pippo...@hotmail.com> scritto nell'articolo
<DLxs9.13154$TD1.6...@news2.tin.it>...
> Che differenza c'è ?E' vero che si incomincia a considerare l'emicrania
con
> aura , oltre che un fattore predisponente , anche una vera e propria
specie
> di tia?
>
Bah insomma......molto moltissimo si è detto su emicrania e Stroke, (è per
questo che ogni attacco emicranico "diverso" dal solito va sempre
controllato dal medico).
Per quanto riguarda i TIA, il meccanismo è sostanzialmente
diverso....simili a volte possono sembrare i sintomi......sempre l'occhio
clinico ci vuole :-)
Gli attacchi emicranici però sono sempre privi di una obbiettività
neurologica non così i TIA......
Certo l'aura ha nella sua espressione molto in comune (salvo l'origine che
tuttora non è chiara in tutta la sua dinamica).....
per maggiori info credo che Alessandro sia più pratico di me!
Un saluto
--
Dr. Francesco Maria Andreozzi
Anestesia Rianimazione Terapia del Dolore
Board of Qualification in Headache Diseases
Ambulatorio Cefalee e Dolore Neuropatico
Resp. Terapia Antalgica
ASL RMH Osp. Civ. Genzano
fra...@tin.it
No, intanto perchè i meccanismi alla base dei due fenomeni sono differenti e
così le loro manifestazioni.
Io non so cosa abbiano visto facendo la risonanza durante l'attacco (a meno
che non abbiano usato un software dinamico che richiede una risonanza molto
evoluta; in tal caso è possibile), resta però il fatto che è il quadro
clinico a dirimere il dubbio.
Intanto non è sempre detto che il TIA si ripeta sintomatologicamente sempre
allo stesso modo, cosa, invece, più probabile nell'aura e poi bisogna
considerare che è difficile riscontrare una periodicità dilatata nel tempo
nei TIA, cosa invece che si vede nell'aura.
Il TIA costituisce un segnale d'allarme, che informa di un rischio maggiore:
se tendono a ripetersi, questo tende a succedere in periodi ravvicinati ed
informano che sono alte le probabilità di un evento più drammatico.
Diverso è il discorso se consideriamo l'aura come un fattore di rischio per
un evento vascolare cerebrale.
E' risaputo che un soggetto di sesso femminile, intorno ai 30-40 anni, con
emicrania con aura, fumatrice e che assume la pillola anticoncezionale ha
tutte le carrte in regola per uno stroke, ma parliamo di fattori
predisponenti...
> Il fatto è che mentre mostravo preoccupazione per lui il medico presente
mi
> ha detto che è meglio che mi preoccupi invece per me e di curare la mia
di
> testa,
...ma forse non si preoccupa del rischio di stroke... :-))) (scherzo dai,
concedimelo).
Alessandro De Monte
Neurologo
non ho capito .....
significa che la diagnosi viene fatta sull'"espressione" dell'attacco e non
sulla sua dinamica?
Ma che diff meccaniche ci sono tra l'uno e l'altra? in entrambe i casi c'è
una vasocostrizione transitoria nella testa che determina i fenomeni visivi
e sensitivi,ma il Tia è pericoloso e l'aura no.Perchè?
>
> ...ma forse non si preoccupa del rischio di stroke... :-))) (scherzo dai,
> concedimelo).
assolutamente!
:-p
Nicoletta
> Intanto non è sempre detto che il TIA si ripeta sintomatologicamente sempre
> allo stesso modo, cosa, invece, più probabile nell'aura e poi bisogna
> considerare che è difficile riscontrare una periodicità dilatata nel tempo
> nei TIA, cosa invece che si vede nell'aura.
Premesa: se mi rispondessi, sappi che trattasi di soggetto ansioso e
tendente all'ipocondria e con annessi attacchi di panico ;))
grazie per l'eventuale morbidezza.....
Scusa, forse siamo un po' OT, ma sei l'unico neurologo in
circolazione......vorrei sapere che differenza c'e' tra un TIA
(Attacco Ischemico Transitorio, vero?) e una lesione ischemica
cerebrale.
A 27 anni (ora ne ho 33) causa lievissima emianopsia mi hanno
sottoposto ad RMN con contrasto e mi hanno diagnosticato una lesione
ischemica nella regione calcarina non ricordo se dx o sx. (Mi hanno
fatto anche tanti altri esami in quasi tre settimane di ospedale,
compresa angiorisonanza e una specie di ecografia ai vasi del collo,
scusa ma non mi ricordo il nome dell'esame :), tutti negativi)
Ma non hanno mai parlato di TIA. Da cosa si distinguono?
> Il TIA costituisce un segnale d'allarme, che informa di un rischio maggiore:
> se tendono a ripetersi, questo tende a succedere in periodi ravvicinati ed
> informano che sono alte le probabilità di un evento più drammatico.
Semmai fosse stato un TIA.......dopo 6 anni........
> Diverso è il discorso se consideriamo l'aura come un fattore di rischio per
> un evento vascolare cerebrale.
> E' risaputo che un soggetto di sesso femminile, intorno ai 30-40 anni, con
> emicrania con aura, fumatrice e che assume la pillola anticoncezionale ha
> tutte le carrte in regola per uno stroke, ma parliamo di fattori
> predisponenti...
Peccato che ne parliamo solo ora......anzi lo trovo scritto su un
NG.....perche' io avevo fatto bingo!
27 anni, una media di 10/15 sigarette al giorno, 10 anni di pillola,
emicranie con aura (anche se sporadiche), padre morto di Ictus a 53
anni.....
Mai un accenno all'accomunamento dei fattori di rischio.....da parte
di nessuno, ne dei ginecologi che "allegramente" prescivono la pillola
(spero oggi ci vadano piu' cauti e facciano un po' piu' domande prima
di mandarti via con la scatolina magica) ne del medico curante che a
parlare di aura spalanca gli occhi sbigottito......
Ora ho smesso di fumare, ho smesso la pillola e prendo due volte al
giorno Plactidil, faccio regolarmente le analisi in un centro
antitrombotico e vanno tutte abbastanza bene......
Spero in qualche modo di essermi parata il c......come mi ha spesso
detto la mia ex neurologa.......ma a 27 anni ti prende una bella paura
quando ti fanno una diagnosi simile.....
Saluti e grazie
Elettra
> Alessandro De Monte
> Neurologo
Considerato che sia l'aura che il TIA non lasciano alcun segno evidenziabile
con le comuni metodiche diagnostiche strumentali attuali, la diagnosi può
essere posta solo conoscendo la storia clinica del paziente e valutando i
sintomi riferiti. In pratica è molto legata all'esperienza di chi raccoglie
la storia del paziente.
> Ma che diff meccaniche ci sono tra l'uno e l'altra? in entrambe i casi c'è
> una vasocostrizione transitoria nella testa che determina i fenomeni
visivi
> e sensitivi,ma il Tia è pericoloso e l'aura no.Perchè?
Le cose non stanno esattamente così. La vasocostrizione (e quindi non
"ostruzione"), transitoria, riguarda il fenomeno dell'aura.
Nel caso del TIA ci si trova di fronte ad una vera e propria ostruzione di
un'arteria o per un trombo o per un embolo o per tutti e due.
Nel caso del TIA, però, contrariamente all'ictus, l'elemento ostruente va
incontro a rapida frammentazione, liberando così nuovamente il lume
vascolare.
Ecco la pericolosità del TIA: il fenomeno potrebbe ripetersi, ma questa
volta il vaso potrebbe restare ostruito per un tempo tale da creare una
necrosi cellulare irreversibile.
Spero di essere stato un pò più chiaro.
Alessandro De Monte
Neurologo
monto la panna allora... :-)
>
> Scusa, forse siamo un po' OT, ma sei l'unico neurologo in
> circolazione......vorrei sapere che differenza c'e' tra un TIA
> (Attacco Ischemico Transitorio, vero?) e una lesione ischemica
> cerebrale.
Molta differenza. Nel caso del TIA siamo di fronte ad un quadro neurologico
che regredisce, per definizione, entro 24 ore.
Nel caso dell'ictus, reliquano permanentemente, o per un periodo prolungato,
dei deficit neurologici.
Nella risposta a Nicoletta ho già esposto alcune note sul meccanismo
fisiopatogenetico.
>
> Semmai fosse stato un TIA.......dopo 6 anni........
> Peccato che ne parliamo solo ora......anzi lo trovo scritto su un
> NG.....perche' io avevo fatto bingo!
> 27 anni, una media di 10/15 sigarette al giorno, 10 anni di pillola,
> emicranie con aura (anche se sporadiche), padre morto di Ictus a 53
> anni.....
> Mai un accenno all'accomunamento dei fattori di rischio.....da parte
> di nessuno, ne dei ginecologi che "allegramente" prescivono la pillola
> (spero oggi ci vadano piu' cauti e facciano un po' piu' domande prima
> di mandarti via con la scatolina magica) ne del medico curante che a
> parlare di aura spalanca gli occhi sbigottito......
> Ora ho smesso di fumare, ho smesso la pillola e prendo due volte al
> giorno Plactidil, faccio regolarmente le analisi in un centro
> antitrombotico e vanno tutte abbastanza bene......
> Spero in qualche modo di essermi parata il c......
Direi di si. Ribadisco il concetto: un accidente vascolare minore indica una
situazione di pericolo che, se si verificasse, costituirebbe un accidente
vascolare maggiore che condurrebbe a esiti in alcuni casi invalidanti, in
altri anche mortali.
Per impedire questa evoluzione negativa è necessario riconoscere i fattori
predisponenti e correggerli.
Mi sembra tu lo stia facendo. Se riesci anche a controllare (non
"nascondere", sia beninteso), la tua ansia puoi dirti a cavallo.
Alessandro De Monte
Neurologo
> > grazie per l'eventuale morbidezza.....
>
> monto la panna allora... :-)
Non mi parlare cosi'.....sono a dieta!!! Che darei per un bicchierino
di panna montata :( Insalatina invece...sob sob.....
> Nel caso del TIA siamo di fronte ad un quadro neurologico
> che regredisce, per definizione, entro 24 ore.
> Nel caso dell'ictus, reliquano permanentemente, o per un periodo prolungato,
> dei deficit neurologici.
> Nella risposta a Nicoletta ho già esposto alcune note sul meccanismo
> fisiopatogenetico.
A quanto ho capito un TIA non e' riscontrabile con esami tipo la RMN
se non eseguiti repentinamente...qundi il mio non era un TIA, ma una
leggera ischemia "normale"......effettivamente il mio campo visivo ha
ancora un piccolo deficit....
> > Ora ho smesso di fumare, ho smesso la pillola e prendo due volte al
> > giorno Plactidil, faccio regolarmente le analisi in un centro
> > antitrombotico e vanno tutte abbastanza bene......
> > Spero in qualche modo di essermi parata il c......
>
> Direi di si. Ribadisco il concetto: un accidente vascolare minore indica una
> situazione di pericolo che, se si verificasse, costituirebbe un accidente
> vascolare maggiore che condurrebbe a esiti in alcuni casi invalidanti, in
> altri anche mortali.
> Per impedire questa evoluzione negativa è necessario riconoscere i fattori
> predisponenti e correggerli.
> Mi sembra tu lo stia facendo. Se riesci anche a controllare (non
> "nascondere", sia beninteso), la tua ansia puoi dirti a cavallo.
Diciamo che l'ansia faceva gia' parte di me anche prima di questa
cosa, facevo, e sto facendo, psicoterapia.
Certo, un ipocondriaco (anche se a me 'sto termine dice molto poco)
che e' terrorizzato dall'ictus e che si sente dire ne ha avuto uno
piccolissimo....beh....non e' il massimo, non credi?
Ma i motivi dell'ansia (definiamo pure cosi' un disagio molto piu'
ampio) sono tanti...e speriamo che un giorno uno ci impari a convivere
e la "domi" il piu' possibile.
Grazie mille per le risposte, saluti